giovedì 13 dicembre 2012

Segnalazione concorso letterario!

Cari Astronauti (toh! Il nomignolo giusto per i visitatori di questo blog mi è venuto giusto adesso!) oggi vi segnalo il concorso letterario "Le Terre del Mithril" indetto da Antipodes Casa editrice: la partecipazione è GRATUITA e riguarda i racconti fantasy (sono in cerca di nuovi talenti)!
Di seguito, il bando del concorso:



Le terre del mithril


La casa editrice Antipodes s.a.s. indice il I Concorso letterario per racconti di genere fantastico “Le terre del mithril”,a partecipazione gratuita con pubblicazione finale delle opere selezionate. Il concorso è finalizzato alla raccolta di opere inedite di narrativa scritte in lingua italiana in stile fantasy, in ogni declinazione del genere (urban fantasy, heroic fantasy, epic fantasy, sword&sorcery, new weird, slipstream, steampunk, dieselpunk, …), per dare vita a una collana di qualità che raccolga e promuova i nuovi talenti. Ai partecipanti è richiesto un testo avvincente e accattivante, dallo stile moderno e scorrevole, in cui prendano forma ambienti, personaggi, avventure ed atmosfere magiche tipiche del genere fantasy. Sarà criterio preferenziale per l’individuazione dei vincitori l’originalità delle trame, la caratterizzazione dei personaggi e la capacità descrittiva delle ambientazioni.

COME PARTECIPARE
Per partecipare al concorso “Le terre del mithril”, inviate le vostre opere inedite entro e non oltre il 31 marzo 2013 e atteneteVi scrupolosamente al regolamento qui sotto riportato:

REGOLAMENTO
Art. 1: Le opere dovranno essere inedite cioè mai pubblicate a mezzo cartaceo né digitale, né mai apparse integralmente online su blog/forum e di lunghezza non superiore alle 18.000 battute spazi inclusi (10 cartelle dattiloscritte); potrà essere anche inviato un disegno inedito in formato jpg da utilizzare per la copertina. È possibile partecipare con una sola opera.
Art. 2: La partecipazione al concorso è libera e gratuita.
Art. 3: I racconti devono essere scritti in font Times New Roman dimensione 12, e inviati via mail all’indirizzoantipodescasaeditrice1@gmail.com in un file .doc o .docx. L'oggetto della mail deve essere rigorosamente PARTECIPAZIONE CONCORSO “Le terre del mithril”, Le opere dovranno essere accompagnate da un altro documento .doc contenente le generalità complete dell'autore (nome, cognome, indirizzo completo, email, numero di telefono) e la seguente dicitura: “Il sottoscritto [nome e cognome] dichiara: di essere l’autore degli elaborati presentati a concorso; che le opere presentate sono inedite; di aver preso visione del bando integrale del concorso e che ne accetta le condizioni. Il/la sottoscritto/a fornisce il consenso al trattamento dei dati personali.” La segreteria invierà una mail di conferma dell'avvenuta registrazione al concorso. Art. 4: Il termine ultimo per partecipare al concorso è fissato al 31 marzo 2013. Farà fede la data di ricezione della mail d'iscrizione.

SELEZIONE DELLE OPERE E GIURIA
Art. 5: La Giuria del Premio sarà composta da rappresentanti della casa editrice Antipodes che selezionerà, tra tutte le opere pervenute, fino a un massimo di 10 racconti che saranno pubblicati in una raccolta in formato digitale intitolata “Le terre del mithril”. Art. 6: Le decisioni della Giuria sono inappellabili.

PREMI

Art. 7: Gli autori selezionati riceveranno un regolare contratto di pubblicazione senza richiesta di contributo e le loro opere verranno pubblicate nell'antologia “Le terre del mithril”. I vincitori riceveranno gratuitamente il cofanetto e-book contenente l’antologia “Le terre del mithril”, lo stesso o verrà incluso nel catalogo degli e-book della casa Editrice Antipodes s.a.s., sarà disponibile sul sito www.antipodes.it e pubblicizzato su social network, forum e blog specializzati. La pubblicazione su supporto digitale consentirà una diffusione agevole e veloce dei testi selezionati al fine di garantire una maggiore visibilità agli autori. Gli autori delle opere selezionate riceveranno comunicazione tramite mail entro il 30 aprile 2013.

CONDIZIONI ULTERIORI
Art. 8: La partecipazione al concorso “Le terre del mithril” implica l’automatica accettazione del presente bando. La mancanza di una delle condizioni che regolano la validità dell’iscrizione determina l’esclusione dalla partecipazione al concorso. Art. 9: Tutela dei dati personali: Ai sensi della legge 31.12.96, n. 675 “Tutela delle persone rispetto al trattamento dei dati personali” la segreteria organizzativa dichiara che il trattamento dei dati dei partecipanti al concorso è finalizzato unicamente alla gestione del concorso; dichiara che con l'invio dei materiali letterari partecipanti al concorso l'interessato acconsente al trattamento dei dati personali; dichiara inoltre che l'autore può richiedere la cancellazione, la rettifica o l'aggiornamento dei propri dati rivolgendosi alla segreteria del concorso (Email: antipodescasaeditrice1@gmail.com).

Data scadenza iscrizione: domenica 31 marzo 2013.

mercoledì 14 novembre 2012

"Vite nell'ombra": il mio racconto per il concorso Realtà in Gioco della Multiplayer.it Edizioni!

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

Non scrivo un post qui da... beh, da un bel po' :)
Sto riorganizzando la mia vita tra lavoro, casa e la cucciola Leeloo; concentro le energie su quello che desidero realmente, come scrivere per inventare storie.

Dal momento in cui ho smesso di scrivere recensioni è tornata l'ispirazione e si è fatto avanti, prepotente, il bisogno di far nascere qualcosa di nuovo. "Vite nell'ombra" è il racconto che ho scritto per partecipare al concorso Realtà in Gioco della Multiplayer.it Edizioni, perché sì, mi voglio mettere in gioco. In fondo, non ho mai smesso.



Sono una videogiocatrice nata: scrittura e videogiochi sono sempre andati a pari passo nella mia vita; come potevo lasciarmi scappare un concorso dal tema simile?
Multiplayer.it Edizioni ha anche pubblicato "Zelda: cronaca di una saga leggendaria", insomma, Zelda, la saga che amo! Sto leggendo il libro in questo periodo: l'ho acquistato al Lucca Comics & Games 2012 presentandomi proprio come cosplayer della principessa (ma la versione "semplice ragazza che vive a Skyloft", insomma, quella di "Skyward Sword"), quindi, che onore sarebbe se... stop! Niente fantasie in pubblico!

Clicca per leggere il racconto "Vite nell'ombra"
Indipendentemente dal verdetto finale sono felice di avere scritto questo racconto. Di cosa parla? Beh, l'immagine qua accanto vi rimanda al link dove c'è la Sinossi e il racconto online scaricabile in formato pdf. Se vi piace, potete votarlo attraverso il "mi piace" nella pagina del racconto; se vi va di commentarlo, sono avida di opinioni (un attimo che mi preparo l'armatura... ;)).
Non mi resta che augurarvi un piacevole  momento d'evasione: buona lettura!



martedì 4 settembre 2012

Non è solo una pausa estiva

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

Qualcuno si sarà forse accorto che il mio ultimo post nel periodo estivo è stato quello del 18 luglio 2012. Non sono andata in ferie se non per un paio di giorni, la verità è che la mia vita ha visto un cambiamento (se non addirittura uno stravolgimento, all'inizio) da quando è arrivata lei:

L'arrivo qualche giorno dopo il mio compleanno: Leeloo a 2 mesi.
Leeloo (si legge "Lilù"), lo dico subito, è una beagle che non arriva da Green Hill ma da un allevamento che si trova in una delle zone terremotate in provincia di Modena. 
Da quando c'è lei, la mia vita si è tinta di nuovi colori: esperienze, addestramenti, passeggiate nel verde e socializzazioni, vissute in egual misura da entrambi (io e mio marito con lei).
Mi sento ricca. Il dono più grande è quell'amore che traspare dal suo sguardo intenso, dalle sue dolci leccate sul viso, oppure quando mi corre incontro quando siamo al parco, o quando ubbidiente si siede in attesa di quel che le spetta. Certo, non è sempre un angioletto, tutt'altro (quei cinque minuti di pazzia quand'è sera...), ma sta imparando, e ogni sua lezione è anche la nostra per imparare a conoscerla e a capirla.
E' parte integrante di me, una "figlia pelosa" che porto ovunque vado, un'anima preziosa che mi sta spingendo a rivalutare la scala delle priorità, perché da quando l'abbiamo adottata è schizzata ai vertici della classifica.

Il weekend di Ferragosto con noi nelle Marche: Leeloo a 3 mesi
Io amo scrivere. Ma la mia vera passione di vita è inventare storie, scrivere romanzi o racconti
Scrivere recensioni era un diversivo, eppure è finito col diventato un lavoro per cui mi affannavo, arrivando addirittura a programmare la mie giornate in relazione a esso. 
Detta così era facile capire che non era sano, ma avendo un innato senso del dovere, e, mi ripeto, una tendenza alla programmazione, uscire dal giro mi era impossibile, anche perché la costante voglia di leggere, vedere anime e giocare ai videogames, alimentata da fatto che proprio ora, da ormai 3 anni che mi diletto, ho cominciato a ricevere libri dai diretti interessati, nella mia testa risuonava sempre un equazione che dava come risultato la parola "recensione".
Avendo da poco riscoperto il significato di parole come "libertà" e "amore", ho deciso di dedicarmi principalmente a Leeloo.
Continuo ad amare la scrittura, ed è appunto perché la amo che decido di porre fine al circolo vizioso in cui sono finita; in poche parole, scriverò recensioni SOLO per puro piacere. E allora sì che sarà un divertimento, e allora sì che sarà amore. 
Trovo una forte relazione tra ciò che mi sta accadendo nella vita e quello che è il tema del mio inedito "Eleinda - una leggenda dal futuro"; ecco, non dimenticherò di concentrarmi su quelli che sono da sempre i miei progetti; riprenderò con le mie storie. 

Ora che è arrivata lei, è il momento di aprire gli occhi e vedere cosa è realmente importante.
Ora che è arrivata lei...

Occhi che aprono il cuore


mercoledì 18 luglio 2012

Premio Net-Parade!

Un post veloce per comunicare che "Universi Incantati" si è aggiudicato un nuovo award da Net-Parade:

siti

Ecco le specifiche:


Yuppy!

giovedì 12 luglio 2012

Recensione "L'Emblema del Drago - Cronaca Prima" di Martino Vecchi (Artestampa)



Titolo: L'Emblema del Drago
Autore: Martino Vecchi
Editore: Edizioni Artestampa
Genere: Fantasy
Data di uscita: 23 gennaio 2012
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 488
ISBN: 978-8864621180
Prezzo: € 18,00 cartaceo / € 8,99 ebook 
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Una notte di tempesta, un'immensa ombra scura sfiora le acque del mare in tumulto per trarre in salvo un neonato morente. I draghi di Telmagar intuiscono la misteriosa urgenza di salvare la vita del piccolo umano, e decidono di nascondere nel suo cuore il più potente prodigio che la loro millenaria sapienza ricordi. Sedici anni dopo l'oscuro signore dei demoni minaccia di rompere il leggendario Sigillo Imperituro per riportare caos e distruzione su Adeimos, una terra sconfinata in cui si intrecciano le sorti di umani, maghi, elfi, draghi e feliani. Magoran, il figlio dell'uomo e del drago, custodisce nel cuore un'eredità antica e potente: insieme a un drappello di valorosi e a Myril, ultima erede del glorioso popolo dei maghi runici, il giovane uomo sarà chiamato a proteggere Adeimos dall'invasione dei demoni e a compiere l'alto destino che ebbe inizio quella notte di tempesta, su Telmagar...

Mezzelfo? No, è un mezzodrago!

"Era una notte buia e tempestosa... questa celebre frase di Edward Bulwer-Lytton viene automatica per ricordare l'inizio del romanzo fantasy di Martino Vecchi; tutto comincia in una notte di tempesta, quando nelle acque dell'isola di Telmagar si consuma un naufragio e lo sguardo della draghessa Tylieg incontra quello disperato di una donna che stringe il figlio, un neonato ormai prossimo ad affondare insieme a lei. Presa dalla compassione, Tylieg recupera il neonato e lo porta al Nido Celato per consultarsi con gli altri draghi dell'isola: le condizioni del piccolo sono estreme e sembra non riuscirà a passare la notte, tuttavia esiste una possibilità di salvezza nell'utilizzo della sacra Pietradrago, dono del Sire Opalescente Vydlogar - il nobile dragone del mondo di Adeimos - che racchiude il suo potere e ha il peso di un compito preciso, quello di riunire draghi e uomini in un'epoca di pace. Incastonata nel cuore del piccolo, la Pietradrago lo salva, ma un giorno si risveglia totalmente per richiamare il giovane uomo a svolgere il compito a cui è destinata: sedici anni dopo, infatti, Magoran deve fare i conti con quel fato imprevedibile, e solo allora comprende il vero motivo per cui il maestro drago Ashnard gli ha trasmesso il suo sapere riguardo il popolo dei draghi unitamente a quello degli uomini, ma d'altra parte è ansioso di ricongiungersi a quelli della sua razza, nonostante l'affetto per coloro che lo hanno allevato, prima fra tutti la madre adottiva, la draghessa Nafaeran.
Nella Foresta Costiera, mentre Magoran fa il suo primo ingresso nella terra degli uomini, una giovane maga runica di nome Myril assiste allo sterminio della gente del suo Ordine, i Werga, il Signore dei Demoni mira, infatti, a spezzare il Sigillo Imperituro per tornare su Adeimos, liberando i seguaci e portando caos e distruzione; come ultima rappresentante dei Werga, Myril riceve dal maestro Hades il suo Bordone Magno e diventa l'improvvisa speranza di salvezza per contrastare i piani dei demoni. Accompagnata dal fido famiglio Zogma, Myril incontra Magoran, e i due, insieme ad altri valorosi rappresentanti delle varie razze di Adeimos, partiranno per un lungo viaggio che li condurrà dinanzi alla Suprema Triade Elfica, e solo allora la missione acquisterà un nuovo senso...

Questo corposo romanzo (480 pagine circa) si divide in cinque parti dove la prima è una lunga introduzione a Magoran e la sua vita coi draghi sull'isola di Telmagar; inutile dire che mi ha preso subito, visto il mio amore per i draghi, tanto più che Magoran mi ha ricordato Mowgli de "Il libro della Giungla", solo che, a differenza del celebre film Disney, i draghi sono ben consapevoli che Magoran dovrà tornare tra i suoi simili e s'impegnano perché ciò accada, soffrendo comunque per la separazione.
Buoni sentimenti e commozione si allontanano appena entriamo nella seconda parte del romanzo, dove l'idilliaca ambientazione di Telmagar viene sostituita dalla cruda realtà della Foresta Costiera: tragici eventi vedono protagonista Myril, così che tra la pacifica isola dei draghi e la tormentata terra degli uomini, continente ora preda dei demoni, si crea un contrasto evidente, palpabile. La violenza dei demoni, un abominevole mostro senza scrupoli, il coraggio del maestro Hades, la lotta, la magia, la compassione che nasce per Myril in quell'evento che è shockante anche per il lettore, e subito dopo, di nuovo la tenerezza, con l'ingenuo Magoran che s'imbatte nella giovane maga, non la prima umana che incontra, ma di certo la prima con cui parla e si relaziona; Magoran sogna ad occhi aperti, ricordando le fanciulle delle storie cavalleresche raccontate dal drago Ashnard, mentre Myril è emotivamente distrutta, in un ulteriore contrasto che evidenzia quanto l'animo di Magoran sia puro e incontaminato. Eppure, nel corso della storia, anche il nostro eroe cade in alcuni momenti d'ombra - l'ingenuità gli costa cara in un paio di casi - e mentre l'esperienza forma il suo carattere, anche Myril vive una crescita personale: con gli addestramenti fisici e le lotte interiori per sconfiggere i propri fantasmi, Myril diventa un'eroina moderna, una madamigella che non attende d'essere salvata, ma che viceversa porta soccorso, e se necessario, reagisce. Myril acquista spessore (e sicurezza) col proseguire della storia, talvolta surclassando Magoran e diventando la protagonista principale; d'altronde il romanzo si sviluppa perché seguiamo la sua missione, e lei stessa rappresenta la chiave per la salvezza di Adeimos.

Un aspetto molto interessante del romanzo è che la contrapposizione tra il bene e il male presenta delle sfumature, non solo riguardo ai "buoni" (la "contaminazione" dell'animo di Magoran o i fantasmi interiori di Myril), anche i "cattivi" riservano sorprese, ed è qui che il discorso si fa profondo fino ad abbracciare messaggi universali: non esiste solo la lotta per il bene e la lotta per il male, Myril vuole trovare la terza strada, quella senza sangue, quella del perdono e della redenzione; inconsapevolmente o meno, Magoran compie la stessa scelta.
Dal romanzo emergono anche riflessioni sul senso di giustizia, anche qui con sfumature che toccano gli estremi di chi causa del male muovendosi per amore (dico solo: una coppia), e di chi, invece, sacrifica il proprio amore per uno scopo più alto, ossia il bene comune e la salvezza globale (Ras che rinuncia a Sighli). A tal proposito, Myril è uno dei miei personaggi preferiti perché prende in considerazione entrambe le reazioni, dando a ogni personaggio una giustificazione per i suoi comportamenti, e a ognuno la sua importanza: nessuno viene sminuito, nessun comportamento è lasciato a caso; ogni personaggio è realizzato a tutto tondo, e ogni personaggio lascerà un'impronta nel nostro cuore.

E il romanzo pullula di personaggi! Oltre ai già citati draghi di Telmagar, abbiamo il feliano Ras, restio ai sentimenti e avido di ricompense; il famiglio Zogma, audace e coraggioso, piccolo grande amico di Myril; Miyaca della Tribù delle Steppe, primo e sincero amico di Magoran; l'elfa oscura Idaria, severa, ciò nonostante, comprensiva maestra di Myril;  il menestrello e cavaliere Eban, farfallone ma prezioso aiuto in battaglia; l'arciere Arborilla, enigmatica fino alla fine; il paladino Wulfor "baffidirame", uomo d'onore e insperato maestro di Magoran, e tanti altri ancora, passando inoltre, per citarne alcuni, al Cardinale Dwisher, gli intrighi alle Terre del Tempioe alla Tribù dei Draghi "pirati" dell'Arcipelago della Bussola (opposta all'isola di Telmagar sia come posizione geografica, sia come ideali) che rivelano qualche aneddoto sul misterioso passato del drago Ashnard, maestro e allevatore di Magoran.
Per quanto riguarda i demoni, solo Vagadrow ho trovato poco sviluppato (forse per via della sua tardiva apparizione), mentre avrei qualche riserva su Sighli, perché penso che la feliana abbia sviluppato un sentimento così forte in maniera troppo repentina per risultare credibile.
Questo viaggio per cieli e terre di Adeimos è ricco di colpi di scena, anche nel finale, dove un personaggio di relativa importanza compie un'azione sorprendente e ricca di significato; proprio per questo si farà ricordare e schizzerà ai vertici dei personaggi migliori del romanzo.

Il libro, che ha la dicitura "Cronaca Prima" al di sopra del titolo, lo considererei auto-conclusivo, poiché la storia inizia e si conclude con l'ultima pagina, lasciando qualche porticina aperta come a dire che i nostri personaggi vivranno nuove avventure - oltre a qualche dettaglio in sospeso - ma proprio per questo, il seguito lo si leggerà per puro piacere.
Ricordiamo che il romanzo è tra i segnalati del Premio Cittadella 2012 con menzione speciale "per aver dato cuore, voce e dignità di popolo alla stirpe dei draghi".
Visto che questa menzione ha valore ufficiale, ne aggiungo un'altra io per Antonio Olandese che ha arricchito il libro con delle illustrazioni interne: sono una più bella dell'altra ma, come al solito, le mie preferite sono quella sui draghi, quella di Magoran - non a caso - e l'originalissima Sighli; mentre sfogliavo le pagine mi chiedevo quand'è che mi sarei trovata davanti a un'altra illustrazione... sono immagini che impreziosiscono questo già splendido libro.

Un fantasy dallo stampo classico con qualche pizzico di novità; scorrevole, avvincente, godibile, e soprattutto, indimenticabile.





lunedì 9 luglio 2012

Recensione "Like the Moon - La faccia nascosta della Luna" di Stella Robi (Siska Editore)



Ognuno ha il suo lato nascosto...


La giovane Lilian Carter lavora in un ristorante come addetta al guardaroba, e una sera, dopo aver assistito a una serie di scambi tra alcuni clienti, sa che l'oggetto in questione, una misteriosa busta, è ora nella giacca da sistemare. Divorata dalla curiosità, Lily apre la busta, e solo allora si rende conto che quello che ha appena scoperto potrebbe costarle la vita. Non passa molto tempo, infatti, che Lily viene contattata da uno sconosciuto: l'ordine impartito dall'altro capo del telefono è di restituire la busta, lasciandola sopra il cassonetto di un vicolo situato nel quartiere malfamato della città. Consapevole del rischio che incorre, Lily fa una copia della busta e la infila sotto la porta dell'appartamento della sua migliore amica, Wendy Still. Wendy ancora non lo sa, ma anche la sua vita è in pericolo: l'incontro con un giovane dagli occhi chiari, Steve Shirer, non sarà affatto casuale...

Basta leggere l'estratto(nel sito dell'editore, cliccare su "anteprima ebook") per rimanere catturati nella storia, coinvolti in un susseguirsi di eventi narrati con un ritmo incalzante e, come Lily, in preda alla curiosità riguardo al contenuto della busta.
"Like the Moon" è una spy story, però, non vuole tanto soffermarsi sulla risoluzione del giallo, quindi su ciò che riguarda la busta - dopo la scoperta, infatti, gli sviluppi che la riguardano sono solo accennati - piuttosto, si concentra sui protagonisti Wendy e Steve, una la preda e l'altro il cacciatore, tanto più che, come suggerisce il titolo "la faccia nascosta della luna", non tutto è come sembra, così il lettore è costretto a ricredersi quando gli si presenta una realtà che è ben diversa da quella che gli era stata mostrata: abbiamo colpi di scena fino all'ultimo capitolo.
In particolare, Steve sembra quasi affetto da doppia personalità: c'è Steve che esegue ordini superiori (e in tal caso si chiama Hope), freddo e calcolatore, poi c'è Steve il ragazzo, che s'innamora di Wendy e mostra le tipiche "imperfezioni" umane, ad esempio quando si dimentica alcuni dettagli o agisce d'istinto piuttosto che secondo la logica, insomma, è una contraddizione vivente, combattuto tra quel che dovrebbe e quel che vorrebbe fare, negando a se stesso la verità dei sentimenti.
Wendy, invece, è lo specchio del lettore: pura e semplice, le domande che assillano la sua mente sono anche le nostre, così come sono suoi i nostri dubbi e le nostre paure, perché questo è anche un thriller ricco di tensione e adrenalina dove spesso accade che noi scopriamo cose mentre Wendy ne è ancora all'oscuro, il che fa accrescere quella sensazione di pericolo mista ad apprensione per la protagonista; come vedremo fin dall'inizio, qui i "cattivi" fanno sul serio.

Come ogni giallo che si rispetti, anche "Like the Moon" ha il suo ispettore, Timothy Sharps.
L'ispettore Sharps appare dal terzo capitolo con le sue indagini fatte di sopralluoghi e interrogatori, dopodiché abbandona la scena: questo risvolto inaspettato contribuisce ad avere a cuore il futuro di Wendy, infatti, nel corso della storia, tra i due si crea un legame di collaborazione dove la ragazza può anche contare sulla protezione della polizia; sarà lo stesso con il colui a cui è stato passato il caso, l'ispettore Reynolds? E l'importante dettaglio ricordato dalla cameriera Lorie raggiungerà le orecchie di Wendy?
Ogni volta che sembra d'essere vicini alla soluzione, o al punto di svolta in cui Wendy conoscerà la verità, l'autrice rimescola le carte in tavola garantendo effetti sorpresa e crescente curiosità.
I capitoli sono brevi e insieme a una scrittura semplice e lineare scandiscono un ritmo serrato, avvincente.
Ciò nonostante, la mia valutazione si limita a tre stelle perché la curiosità - è veramente tanta l'aspettativa che si crea - non trova soddisfazione dal momento in cui non si approfondisce ciò che è scritto nella busta (avrei voluto vedere meglio cosa succede!) e non ho amato il finale in sospeso, che, certo, è realistico e non cade nello scontato, ma mi ha lasciato comunque con l'amaro in bocca.
Ho inoltre dei dubbi riguardo la vicenda dell'aggressione a Wendy (qui mi capirà solo chi ha letto l'ebook): Steve dice chiaramente che quello era un trucco per acquistare la sua fiducia, quindi era una cosa premeditata e non una semplice coincidenza dovuta a un malintenzionato di passaggio; allora, escludendo Peter (che non sapeva nulla di Wendy), chi era il complice?
Sono una Sherlock Holmes mancata, oppure ho bisogno di Watson che mi chiarisca la faccenda.

Una particolarità di questo ebook è che Siska Editore ne ha curato l'edizione integrandolo di contenuti multimediali quali immagini, soundtrack, note e podcast, queste ultime consultabili (e ascoltabili) direttamente online grazie ai collegamenti ipertestuali; un arricchimento originale che da l'idea di un intenso lavoro dietro le quinte, un lavoro mosso dalla fiducia e dalla passione per questa storia.
Perché, pure se ho evidenziato anche quelli che a parer mio sono dei difetti, "Like the Moon" è appassionante: da leggere.


mercoledì 4 luglio 2012

Recensione: "Code Geass - Lelouch of the Rebellion" regia di Goro Taniguchi (Dynit)





Sotto la maschera c'è un eroe o un tiranno?

"Code Geass: Lelouch of the Rebellion" è una serie anime del 2007 creata da Ichiro Okochiregia di Goro Taniguchi, prodotta da Sunrise e celebre perché il character design è curato dalle CLAMP.
Si tratta di 50 episodi divisi in due serie da 25 episodi ciascuna (la prima si chiama "Code Geass: Lelouch of the Rebellion", la seconda è "Code Geass: Lelouch of the Rebellion R2") capaci di tenere col fiato sospeso fino all'ultimo "turno" - questo l'appellativo dei vari episodi - perché è come se il protagonista stesse giocando una partita a scacchi, dove tra duelli mentali e strategie militari, fino alla fine ci si chiederà quale sia il suo vero volto: Lelouch è un eroe o un tiranno? Ciò che lo muove, invece, sarà chiaro fin dall'inizio...

Il 10 agosto 2011, il Sacro Impero di Britannia dichiara guerra al Giappone e lo annette al suo impero rinominandolo "Area 11";gli abitanti vengono chiamati "eleven" e sono costretti a vivere nei ghetti, a differenza dei britanni che risiedono nei quartieri di prima classe. Le scene iniziali ci mostrano due bambini che fuggono dalle terre devastate dalla guerra, e sette anni dopo, rivediamo uno di questi cresciuto:Lelouch Lamperouge è uno studente del liceo Ashford, un britannico dai modi freddi che sembra non interessarsi a nulla se non alle sfide che riguardano il gioco degli scacchi, finché, di ritorno dall'ennesima vittoria, si ritrova nell'Area 11, coinvolto nello scontro tra soldati britanni e terroristi giapponesi;messo alle strette dall'esercito britanno che lo crede un eleven, interviene in suo soccorso una misteriosa ragazza dai lunghi capelli verdi, C.C., che gli dona il Geass, a suo dire, "il potere degli dei". Tramite questo potere, il ragazzo può sottomette la volontà altrui tramite contatto visivo, riesce pertanto a liberarsi dalla scomoda situazione, inoltre, si appropria di un Knightmare Frame (mecha utilizzati dall'esercito) per poi mettersi in contatto con i terroristi, dandogli istruzioni per tendere un agguato ai britanni. E' qui che scopriamo che Lelouch è in realtà il 17° principe in ordine di successione al trono di Britannia, costretto a rifugiarsi con la sorella Nunnally presso la famiglia del liceo Ashford e sotto falso cognome, perché la madre Marianne fu assassinata da un gruppo di sicari quando loro erano ancora piccoli - evento a seguito del quale Nunnally perse la vista e l'uso delle gambe - e il padre, l'Imperatore Charles, non gli rivelò mai la verità sull'accaduto. Convinto che dietro l'omicidio ci sia il coinvolgimento della famiglia reale, in primo luogo di suo padre l'imperatore, Lelouch mira a sconfiggere la Britannia, vendicando così la madre, ma soprattutto, per costruire un mondo dove la sua sorellina possa vivere felice. Col Geass, l'impresa gli sembra ora possibile: indossando la maschera di colui che si fa chiamare Zero, in testa ai ribelli giapponesi che riunisce poi nell'Ordine dei Cavalieri Neri (i giustizieri per tutti i "deboli" che si trovano in difficoltà) Lelouch decide di affrontare tutti i principi di Britannia fino ad arrivare all'imperatore. Nel corso dell'impresa, però, vediamo che Lelouch non è affatto un eroe senza macchia: agisce senza scrupoli. E' tempo, quindi, di presentare anche l'altro bambino che si vedeva nella sequenza iniziale: l'amico d'infanzia di Lelouch, Suzaku Kururugi, è un giapponese, o meglio, un eleven, diventato britanno onorario poiché ha scelto di prestare servizio nell'esercito di Britannia; egli è alla guida del Lancelot, il Knightmare Frame di ottava generazione chiamato a scontrarsi con Zero. Proprio così: dietro Zero e il Lancelot si nascondono i due che un tempo furono amici.

Intrighi politici, fantasy e fantascienza; in questo anime c'è spazio per tutto, ma sono le discussioni etiche e morali a far da padrone. Come scrivevo all'inizio, fino all'ultimo episodio non si sa veramente da che parte schierarsi: è difficile prendere posizione accanto a Lelouch, così come accanto a Suzaku, perché entrambi si spingono spesso oltre il limite, con azioni deplorevoli che nemmeno provano a giustificare; Lelouch si mantiene addirittura lucido e volge la situazione a suo favore - sembra che non gli importi di nessuno meno che Nunnally - mentre Suzaku che fa tanto il moralista e uomo d'onore, nasconde un passato che non è proprio il caso di andarne fieri. Chi rappresenta il bene e chi il male? Entrambi hanno la stessa idea di pace e giustizia, solo che adottano metodi diversi per raggiungerla: Lelouch è drastico, vuole conquistare il mondo per poi distruggerlo e ricrearlo; Suzaku è fiducioso, entra nell'esercito perché vuole cambiare Britannia dall'interno. Messi così, verrebbe da scartare subito Lelouch, ma poi lo vediamo sommerso dai dubbi,riflettere su ciò che sta facendo e preoccuparsi per Nunnally. In un discorso con Kallen, sua compagna di scuola che è anche un membro di punta dei Cavalieri Neri, Lelouch dice che occorre continuare l'impresa ad ogni costo, perché se si fermassero, le vittime sarebbero morte inutilmente; sembra essere entrato in un meccanismo dal quale non può più uscire, perciò si fa carico di responsabilità e di pesi sulla coscienza, pur ostentando un atteggiamento sicuro di sé, spesso cinico. La maschera di Zero cade - letteralmente e non - solo davanti a C.C., sua complice e fredda sostenitrice.

Lelouch non è totalmente insensibile, lo vediamo soprattutto con Nunnally, ma anche quando si tratta dell'imbranata Shirley, compagna di scuola innamorata di lui, ed Euphemia, terza principessa di Britannia, l'unica dell'Impero che è dolce e dai sani principi: gli episodi che coinvolgono le due sono i più toccanti, ma che dico... sconvolgenti! Dei colpi di scena da far accapponare la pelle, da far accelerare i battiti e da versare fiumi di lacrime; è impossibile non essere coinvolti da ciò che accade, e personalmente, sono due personaggi che adoro. Euphemia in particolare, che rispetto ai fratelli ha un potere decisionale pressoché nullo (proprio non la considerano), quando si fa finalmente coraggio per agire coi suoi nobili propositi dettati da un cuore puro che purtroppo è anche ingenuo, il risultato è spiazzante, specie considerando che l'epilogo avviene per un incidente, un "banale" incidente, tanto che se il suo intervento poteva dare l'impressione che la vicenda si sarebbe così conclusa, scatena invece una serie inaspettata di eventi dai risvolti inimmaginabili. Euphemia è un personaggio fondamentale la cui presenza coinvolge altri personaggi; persino chi l'ha incontrata solo poche volte compie delle azioni in suo nome, o in nome del suo ideale di pace. Euphemia è un'impronta marcata negli altri personaggi, nell'intera serie, e persino in noi spettatori. Trattando l'impatto emotivo, ritorno a Shirley. E' grazie alla timida compagna di scuola che il potere del Geass si fa intrigante e al tempo stesso drammatico. La sua vicenda è quella che meglio dà l'idea altalenante del giudizio che si può avere su Lelouch: prima lo si condanna, poi lo si osserva, infine lo si perdona (intenerendosi, tra l'altro). Ma la vicenda è destinata a protrarsi, perché in "Code Geass" ogni personaggio è capace di portare la storia su nuovi binari, e allora Shirley s'imbatte in Viletta dell'esercito britanno, poi inJeremiah "Orange", sempre dell'esercito, che a loro volta intrecciano i loro destini con quelli degli altri personaggi.
Elencarli tutti sarebbe un'impresa titanica, però si può dire che Nina, compagna di scuola pressoché invisibile nella prima serie, porta con sé una scoperta dalle proporzioni devastanti, mentre la già citata Kallen, una dei protagonisti principali, contribuisce a introdurre il tema razziale poiché è di sangue misto (padre britanno e madre giapponese), mentre la madre pone accento sull'inaspettato tema della droga (la "refrain" assunta dagli eleven per tornare ai giorni felici, quando non c'era persecuzione).
Un altro personaggio degno di nota è V.V., che appare nella seconda serie ma su cui non mi pronuncio perché cadrei inevitabilmente nello spoiler, e a proposito di seconda serie, il suo inizio è spiazzante, poiché al posto di Nunnally troviamo che Lelouch ha un fratello di nome Rolo; come se l'intreccio da solo non bastasse, ecco i personaggi dal carattere ambiguo! Il ragazzino è un altro di quelli enigmatici: difficile capire quali siano i suoi scopi, anche perché fortemente contraddittorio. Un'altra ambigua è C.C.: dona il Geass a Lelouch e stringe un patto con lui, ma da dove deriva questo potere, e perché lo offre proprio a Lelouch? In più, sembra che la causa del ragazzo le interessi parecchio, per questo lo aiuta, addirittura lo sostituisce nei panni di Zero; fa di tutto perché tutto proceda secondo i piani di Lelouch. Di certo, sappiamo che non è una comune umana, che è immortale, e probabilmente per questo, fredda e cinica, tuttavia ogni tanto mostra sensibilità e fragilità; C.C. non è un personaggio che arriva subito, personalmente l'ho anche detestata, poi comincia a sciogliersi dopo l'episodio in cui arriva Mao, un ragazzo a cui aveva donato il Geass prima di Lelouch, e forse è anche da qui che comincia a vedere Lelouch con uno sguardo più dolce...

Dolcezza? Francamente, poca. La maggior parte degli episodi, specie quelli iniziali, vedranno crudeltà, spietatezza e violenza; paradossalmente, le scene coi mecha sono quelle meno violente e le scene di sangue non saranno nulla in confronto alla violenza psicologica, ma, fortunatamente, abbiamo qualche siparietto scolastico che risolleva l'altrimenti pesante atmosfera dell'anime, spesso relativi alla quotidianità di questi ragazzi (Lelouch, Kallen, la presidente Milly, Shirley, Rivalz, Nina e Suzaku) alle prese con innamoramenti, gatti in fuga, feste, e altre assurde trovate della presidente per movimentare la vita del liceo. Tutto questo, però, solo nella prima serie; la seconda è più politico-strategica, con il coinvolgimento nella guerra della Federazione Cinese (con l'introduzione di personaggi come il guerriero Lin e la giovane principessina Jiang Lihua), la scalata di Lelouch che incontra l'Imperatore e trova un nuovo nemico in Schneizel, il secondo principe di Britannia, i mecha che vengono potenziati, Suzaku che ottiene un nuovo incarico, e l'introduzione a nuovi personaggi come i Knight of the Rounds (Anya e Gino) al diretto servizio dell'imperatore. Di particolare rilievo è anche la questione della Sakuradite, minerale di cui il Giappone è ricco e che trova utilizzo in campo bellico.
La serie mi ha ricordato subito "Death Note", un altro celebre anime che punta sul tema della giustizia e che vede protagonisti due ragazzi, nemici/amici, che fanno a gara tra chi è il più intelligente in una lotta mentale dove però, uno dei due può contare su di un potere soprannaturale; insomma, senza dilungarmi oltre, proprio come in "Code Geass". A differenza di "Death Note", però, il finale di "Code Geass" è essenzialmente positivo. Mi spiego meglio: entrambi i protagonisti devono farsi carico delle conseguenze del loro potere, ma se in "Death Note" Light Yagami ne aveva abusato e si era lasciato sopraffare da esso, in "Code Geass" Lelouch si mantiene lucido e la storia si conclude con una sua scelta, con la piena consapevolezza, con una strategia che fino all'ultimo fotogramma non ci sarà chiara. Dopodiché, lacrime e applausi. Indimenticabile. "Death Note" è uno dei miei manga (sottolineo manga e non anime!) preferiti, ma "Code Geass" da ora in poi gli starà accanto. Lelouch è un gran personaggio.
La fine ci lascia inoltre con dei sottintesi e una speranza, una chicca a libera interpretazione che, se riguarderete la serie un'altra volta, sono certa farà coincidere le vostre teorie.
Questo fantastico anime è distribuito da Dynit in 4 box (due per serie) di 3 dvd ciascuno, e io ho già voglia di riguardarlo anche solo per ascoltarmi la prima e l'ultima sigla!



Recensione pubblicata anche su TrueFantasy 
per la rubrica "Jappo W!"

mercoledì 27 giugno 2012

Articolo per TrueFantasy "Jappo W!": La serie di Monster Hunter!

L'articolo è stato appena pubblicato su TrueFantasy, leggetelo qui per vederlo con l'impaginazione di Alessandro Iascy (e che belle immagini)!


Tuttavia, vizio voi followers di Universi Incantati, come sempre, riportando l'articolo anche qui: enjoy!

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Cari amici di TrueFantasy,
dopo un lungo periodo di latitanza (serie anime infinite, per cui, recensioni continuamente posticipate), torna la rubrica "Jappo W!" con una serie di action RPG: "Monster Hunter"!

Sviluppata e prodotta da Capcom, la serie prevede che il giocatore indossi le vesti, per l'appunto, di un cacciatore di mostri (uomo o donna)che si muove in un mondo fantasy dalle ambientazioni vaste e dagli scenari mozzafiato, dove lo scopo del gioco riguarda il compimento di obiettivi quali la cattura o l'uccisione di determinati mostri, un po' per aiutare la difesa o lo sviluppo del Villaggioche lo ha assoldato(carni e pelli dei mostri rappresentano anche delle risorse), ma soprattutto per fama e gloria, migliorando di volta in volta il proprio arsenale d'armi e l'armatura, indossando oggetti "magici" utili in battaglia, ma giocando di strategia, perché non ci sono punti esperienza ad accrescere il livello del personaggio; il successo dipende esclusivamente dall'abilità del giocatore, una sfida "hardcore" con se stesso, oppure online. Il giocatore può cambiare il suo armamentario in qualsiasi momento in base alla missione da compiere, pertanto si può passare da spadaccino ad artigliere, o viceversa: le armi per lo spadaccino sono dette "armi da mischia" e sono costituite da spada e scudo, spadone, martello, ascia cangiante, lancia, o spada lunga; le armi dell'artigliere sono "armi da distanza" e sono rappresentate esclusivamente dalla balestra. Armi e armature, inoltre, possono essere create da zero combinando oggetti vari nella fonderia (dietro compenso economico, ovviamente!). Per quanto riguarda l'inventario, essendoci pochi spazi a disposizione occorre scegliere con cura l'occorrente per la missione di turno: indispensabili le razioni di carne per ripristinare l'energia (si cuoce anche sul momento!), le pozioni per la resistenza (ci sarà anche da correre; il nostro alter ego si stanca), le pietre per affilare le armi (si consumano con l'uso), pozioni calde o fredde per aumentare la resistenza al clima di una certa zona, oppure oggetti per tramortire i mostri e trappole nel caso in cui li si debba catturare, o ancora, esche per una battuta di pesca e ossigeno se si prevede una lunga immersione; tanti, tantissimi oggetti tanto più che possono scaturire dalle combinazioni più disparate.

Ma veniamo ai veri protagonisti della serie: i mostri.
In "Monster Hunter" i mostri(che in certi casi ricordano i dinosauri)hanno un'intelligenza artificiale che fa sì che il loro comportamento muti in base alle azioni del giocatore, ad esempio, se si attaccano i cuccioli di un branco di Aptonoth, mammiferi erbivori, il genitore attaccherà all'improvviso, ma varia anche in base alle condizioni in cui si ritrova il mostro in quello stesso momento, ad esempio, nel caso di un Gran Jaggi in difficoltà, che a furia di colpi comincia ad avere il fiato corto, egli può richiamare altri Jaggi per contrattaccare, oppure, se i cedimenti sono tali che comincia a zoppicare, può finire con l'allontanarsi per raggiungere la sua tana e riposare.

Nel gioco, i mostri sono classificati in varie tipologie, all'interno delle quali si possono contare un certo numero di esemplari dalle caratteristiche più o meno simili: Erbivori (i mammiferi come Anteka, Kelbi e Popo, e i Wyvern vegetariani come gli Aptonoth), Leviatani (carnivori capaci di muoversi sott'acqua, ossia i Wyvern come il Lagiacrus, ma alcuni nuotano nella sabbia, come gli Hapurubokka, o nella lava, come gli Agnaktor), Neopteroni (insetti velenosi che si muovono in branco), Pelagus (mammiferi dotati di pelliccia che mangiano anche un piccolo quantitativo di carne, tipo i Bullfango), gli Uccelli Wyvern e Raptor Wyvern (piccoli e dotati di becco come il Baggi, Gran Jaggi e Jaggia), tanti altri tipi di Viverne come i Wyvern Brutali, Piscine Wyvern, Wyvern Volanti e Wyvern Zannuti, infine i Draghi Anziani, creature longeve capaci di controllare gli elementi Acqua, Fuoco, Drago, Veleno, Ghiaccio e Tuono, che solitamente sono i boss finali.
Altre creature considerate "mostri", ma che vede alcuni esemplari completamente integrati nella società umana sono i Liniani, esseri simili a gatti che camminano eretti su due zampe; parlano e svolgono mansioni come occuparsi dell'orto o scavare nelle miniere, mentre allo stato brado si comportano da ladri. Ne esistono di due specie: Felyne e Melynx.

Tanti mostri diversi per le tante aree del mondo di gioco:Minegarde(il nome del mondo dove è ambientata la serie) è formata da giungle paludose,piane sabbiose,zone coperte di neve e altre "roventi" come l'area Vulcano; l'unica dal clima temperato è solitamente l'area di partenza.
Il giocatore ha la libertà di uscire dal villaggio di giorno, oppure di notte;un passaggio che non avviene in modo automatico ma che è possibile andando a dormire nel proprio alloggio.

La serie di "Monster Hunter" ha riscosso un enorme successo in Giappone ed è piuttosto popolare negli Stati Uniti; in Europa, purtroppo, è considerata ancora "di nicchia", pertanto non sono usciti tutti i titoli che sono stati prodotti. Vediamoli nel dettaglio:


Serie Principale
2005
Monster Hunter
Playstation 2
2005
Monster Hunter G (solo in Giappone)
PS2, PSP, Wii
2006
Monster Hunter 2 (solo in Giappone)
PS2
2010
Monster Hunter Tri
Wii
2012
Monster Hunter Tri G (con espansioni di MHT)
Nintendo 3DS
?
Monster Hunter 4
Nintendo 3DS

Serie Freedom

2006
Monster Hunter Freedom
PSP
2007
Monster Hunter Freedom 2
PSP
2009
Monster Hunter Freedom Unite
PSP

Spin-off

2007
Monster Hunter Frontier (solo in Giappone)
Windows, XBOX
2011
Monster Hunter Diary: Poka Poka Airu Village G (solo in Giappone)
PSP
2011
Monster Hunter Dynamic Hunting
iPhone


Dalla serie è stato realizzato anche un manga dal titolo "Monster Hunter Orage"realizzato da Hiro Mashima ed edito in Italia da GP Publishing in 4 volumi, inoltre, nel 2004 è uscita la light novel "Monster Hunter - Le regole della caccia", scritta da Rin Yuuki, edita sempre da GP Publishing.

"Monster Hunter", solo per giocatori impavidi (io sto ancora scappando dal Lagiacrus)!

Valentina Bellettini

giovedì 14 giugno 2012

Recensione di Profumo d'Incenso su "Le Mele del Silenzio"!

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)


La semina al San Giorgio di Mantova Fantasy ha già dato i suoi primi frutti: Andrea Storti del blog "Le Mele del Silenzio" ha recensito il mio "Profumo 'incenso"!



Grazie mille!


mercoledì 13 giugno 2012

San Giorgio di Mantova Fantasy: the day after!


Una valigetta, la borsa, e una scatola con le copie di "Profumo d'incenso": inizia così la mia avventura al San Giorgio di Mantova Fantasy, partita di buon'ora per raggiungere il Centro Culturale in via Frida Kahlo entro le 10 di mattina, possibilmente un po' prima. A differenza dei vari Saloni del Libro a Torino e i Lucca Comics & Games, stavolta avevo uno stand da condividere assieme ad altri autori, ma la mission non era solo quella di vendere copie: in veste di "Official Photo & Writing Reporter" (titolo appena inventato ^^) di Universi Incantati e TrueFantasy ho seguito alcuni degli eventi e presentazioni, il tutto saltellando come un folletto da una parte all'altra del Centro Culturale, per salutare o conoscere di persona alcuni autori.

Dopo aver sistemato la mia parte di stand, mi sono subito lanciata nel giro del cortile interno: spazioso, ma al tempo stesso raccolto. Tutt'intorno alla "piazzetta" c'erano gli stand degli editori: Linee Infinite, Domino EdizioniLa Corte EditoreIl Ciliegio, La Penna BluTabula Fati0111, Plesio Editore, e GDS.
Erano presenti anche alcuni stand di oggettistica fantasy, nonché quelli della libreria Mel Book Store di Mantova e, per la prima volta non solo online, Libreria Fantasy, con la libraia Leda Muraro ora anche autrice, visto il suo recente esordio con il romanzo "Il Riflesso dell'anima" (0111 Edizioni).
Lo spazio riservato ai più giovani comprendeva lo stand di Domino City (con gadget come le carte di Pikachu e Yu-ghi-oh! con relativi tornei in loco) e un gazebo dedicato ai duelli con le bacchette magiche, arbitrato da Francesca D'Amato.

Alle 14:30, nella spaziosa sala dell'Auditorium, ho assistito alla tavola rotonda di Antonio Lanzetta col suo "Ulthemar, la Forgia della Vita" (GDS), Daniele Nicastro con "La Bambina con il Basco Azzurro" (Runde Taarn Edizioni) e Angelo Berti con "Jagalor - l'Alba degli Eterni" (MJM editore). La tavola era moderata dallo scrittore - nonché membro dello Staff del San Giorgio di Mantova Fantasy - Fabio Cicolani ("Le magie di Omnia", La corte Editore) che ha pensato bene di lasciar parlare gli autori dei propri libri, per poi inventare una sorta di "intervista-gioco", distribuendo delle domande prescritte su dei bigliettini che venivano pescati a caso dagli spettatori nella platea; tra le altre, domande che mettevano in seria difficoltà il malcapitato!

Da sinistra: Antonio Lanzetta, Angelo Berti, Daniele Nicastro e Fabio Cicolani.
Terminata la presentazione, i tre autori hanno lasciato il palco a quattro donne di spicco nel panorama fantasy italiano: Cecilia Randall con la saga di "Hyperversum" (Giunti) e "Gens Arcana" (Mondadori), Giulia Marengo con "Un Antico Peccato" (Reverdito), Paola Boni con la saga di "Amon" (Casini) e Anna Giraldo con "436" e "Thunder+Lightning" (Casini). A moderare l'incontro c'era Andrea Storti del blog "Le Mele del Silenzio", con le sue domande mirate ad approfondire le storie di questi diversi romanzi.

Da sinistra: Anna Giraldo, Cecilia Randall, Giulia Marengo, Paola Boni e Andrea Storti.
Nel tardo pomeriggio è toccato a me con "Profumo d'incenso" (Giraldi Editore) e Nicola Fossati con "Il Momento del Risveglio" (Lampi di Stampa); la location era quella dell'intima Biblioteca del Centro Culturale, e a moderare l'incontro era il-sempre-più-professionale Andrea Storti, capace di metterci a nostro agio, interrogandoci con domande che non avrebbero potuto far altro che tirare fuori il meglio dai nostri romanzi.
Poco più tardi, lo stesso scenario ha visto Anna Giraldo - anche lei parte dello Staff dell'evento - presentare Gianni Gavioli, fumettista della serie strips "Storie della Natura", viaggiatore "fai da te", e ora autore de "Il Cristallo Anima - La via del Drago" (MJM editore), in un incontro interessante tra spiritualità e pillole di saggezza.

Da sinistra: Andrea Storti, Nicola Fossati e Valentina Bellettini (ossia, io!)
La sera abbiamo trovato rifugio presso l'Hotel Abat-jur convenzionato con l'evento; lo Staff del San Giorgio di Mantova Fantasy ha pensato proprio a tutto, e l'indomani si è aperta la giornata con il benvenuto del Presidente Mauro Fantini, che, ricordiamo, per entrambe le giornate, assieme al Vice Presidente Alfonso Zarbo, è riuscito ad essere costantemente presente e disponibile, pronto a raggiungere ogni presentazione per scattare foto e garantire a tutti lo stesso servizio! A seguire, un toccante discorso del Vice Sindaco del Comune di San Giorgio di Mantova, Patrizia Modena, a proposito dell'importanza della Cultura, discorso ripreso con enfasi dalla scrittrice Fabiana Redivo, che con l'Associazione Culturale "I Sogni nel Cassetto" ha distribuito premi ai vincitori e segnalazioni ai meritevoli.
Per quanto riguarda il Premio Cittadella, è stato decretato vincitore Francesco Barbi, ma con capolavori come "L'Acchiapparatti" e "Il Burattinaio" (Baldini Castoldi Dalai) non poteva essere altrimenti, tanto che me lo aspettavo mentre seguivo la schermata di proclamazione che ricorda la finale di "Amici" (con tanto di "We are the Champions" dei Queen, mancavano solo le "carte"!); secondo classificato Roberto Re con "La Valle dei Dimenticati" (Sangel Edizioni)terzo classificato Alfonso Zarbo con "Ivengral - la Via dell'Acciaio" (Linee Infinite). Sono inoltre stati segnalati: "Il Condottiero delle Isole" (Domino Edizioni) di Adriana Comaschi per le migliori battaglie epiche; "L'Emblema del Drago" (ArteStampa) di Martino Vecchi per aver dato cuore, voce e dignità di popolo alla stirpe dei draghi (sto leggendo il suo libro e non posso che sottoscrivere!); "Il Secondo Guardiano" (Plesio) di Sonia Barelli, segnalazione Luce e Ombra per aver trattato in maniera originale tale dualità; "Enelsin Artigton e la Petra Regia" (il Filo) di Annarita Pizzo, l'unico fantasy in chiave di lettura semiseria; "Finisterra, le Sorgenti del Dumrak" (Domino Edizioni) di Massimiliano Prandini, Gabriele Sorrentino, Marcello Ventilati, Simone Covilli e Sara Bosi per l'incredibile impresa d'aver redatto una stesura a dieci mani!
Il Premio Magia Urbana Pret-a-Porter, invece, ha visto un ex-aequo tra "Niccolò Spirito, quando le ombre svelano chi sei" (Serra Tarantola) di Sara Furia e "Dolcemente Tenebroso. Il Risveglio di Lucilla" (Felici Editore) di Serena Pieruccini; secondo classificato "Ali di Tenebra" (Plesio) di Mauro Saracino; terzo classificato "Toby Rice e la Cappella Oscura" (GDS) di Ray Anthony Treays. I segnalati sono stati "Amailija" (Anguana Edizioni) di Romina Casagrande e "I Guardiani delle Anime" (Domino Edizioni) di M. P. Black, segnalazione Romanticamente Urban.
Infine, il Premio Nuove Chimere è stato assegnato a "Ulthemar, la Forgia della Vita" (GDS) di Antonio Lanzetta; al secondo posto "Panteos, i Sigilli" (il Filo) di Angela Gagliano, e al terzo "Un Antico Peccato" (Reverdito) di Giulia Marengo.

Francesco Barbi ritira il Premio Cittadella da Fabiana Redivo
In mattinata si è svolto il Workshop con Fabio Porfidia sul tema dell'illustrazione digitale; non ho assistito all'evento ma ho avuto modo di fare due chiacchiere (traduzione: un ora) con l'illustratore, e scoprire un mondo che prima non conoscevo, un mondo che non è poi così lontano da quello degli autori/scrittori! Nella Sala degli Illustratori erano in bella mostra i lavori di Fabio Porfidia, Francesca Resta e Ilaria Trombi.
Nel pomeriggio sono arrivati gli ospiti d'onore: i doppiatori della serie-tv "Il Trono di Spade" - tratta dalla serie di libri "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" di George R.R. Martin - ossia Daniele Giuliani (Jon Snow) ed Edoardo Stoppacciaro (Robb Stark); ad accompagnarli, un solido Trono di Spade e i cosplayer dei vari personaggi, "i cantori del Westeros".

Fabio Porfidia al lavoro, prima di una tempesta di domande
Alle 18 ho raggiunto l'Aula Shannara per assistere alla presentazione de "La Regina degli Inferi - Il Risveglio del Fuoco" (Tabula Fati) della promettente Chiara Cilli. La giovane autrice, assieme all'editore Marco Solfanelli, ha annunciato che la saga si compone di quattro libri, ognuno dei quali ha già la sua copertina pronta (ne distribuivano le cartoline presso lo stand, e io le ho "arraffate" tutte!).
Subito dopo ho raggiunto la Tana del Drago per seguire la presentazione di Loredana Rossetti, autrice e illustratrice delle fiabe "I Sogni di Priscilla" (Edizioni Segno), "La Principessa del Parco" (Gilgamesh Edizioni) e "Fiabe dal Mondo Segreto" (La Casa dell'Amico), assieme a Paola Scagliarini con "Il Sangue di Kain" (ilmiolibro.it) e Davide Zaffaina con "Bran il Paladino" (Midgard Editrice).

Chiara Cilli e la saga de "La Regina degli Inferi" (Tabula Fati)
Intorno alle 20, complice l'avvicinarsi del maltempo, editori e autori hanno cominciato a liberare gli stand e a salutarsi: amici di due giornate lunghe una vita, sospesi in un'oasi protetta. Non avevo ancora raggiunto l'autostrada che mi è improvvisamente scesa una lacrimuccia...
Il San Giorgio di Mantova Fantasy 2012 ha sofferto di una limitata affluenza di visitatori (assenti per via del terremoto) ma chi c'era si è portato a casa una ricchezza che va oltre i ricavi sulle vendite; un prezioso che mi si è incastonato nel cuore. Tanti autori così diversi, eppure, con qualcuno bastava uno sguardo per sentirsi complici, una parola per riconoscersi, qualche battuta per sentirsi affini, come anime riunite in due soli, speciali giorni, capaci di creare un'atmosfera che non può che chiamarsi magia. Allora, come compagni di un viaggio-vacanza, ci siamo scambiati indirizzi e-mail e recapiti telefonici, poi si sa, ci si vedrà su Facebook... ma quella magia, in fondo, so che non la ritroverò nemmeno se c'incontreremo al Lucca Comics & Games o al Salone del Libro a Torino.
Perché la magia vive nel San Giorgio di Mantova Fantasy.







Grazie di cuore a tutti!

Non sai dove trovare il mio "Profumo d'incenso"?
Eccolo!

venerdì 8 giugno 2012

"Profumo d'incenso" al San Giorgio di Mantova Fantasy!

Eccomi a scrivere, eccezionalmente di sera, per un breve aggiornamento: come molti ormai sapranno, da domani fino a domenica (9 e 10 giugno) ci sarà il San Giorgio di Mantova Fantasy; quello che non tutti sanno, è che ci sarò anch'io con uno stand condiviso con altri autori a vendere le copie di "Profumo d'incenso"!


Inoltre, proprio domani 9 giugno alle 17:45 mi troverete nella Biblioteca del centro culturale dove si svolge l'evento (via Frida Kahlo) a presentare "Profumo d'incenso" in una tavola rotonda con altri due autori; l'incontro è moderato da Andrea Storti del blog "Le mele del silenzio".

Come "Le mele del silenzio" anche "Universi Incantati" ha partecipato al Blog Tour del San Giorgio di Mantova Fantasy; ricordate che c'era un contest che prevedeva di creare uno slogan per l'evento? Ebbene, oggi è stato proclamato il vincitore:



"Oltre la fantasia esiste solo la realtà che vogliamo costruire"
Complimenti a Maria Chiara Cabrini!

Non mi resta che darvi appuntamento al San Giorgio di Mantova Fantasy, mentre, virtualmente parlando, tornerò su queste pagine col resoconto. Bye bye! :)


lunedì 4 giugno 2012

Recensione "Figlie di Diana" di Stefania Tuveri (Lettere Animate editore)



Le streghe del XXI secolo


Selene e Caterina sono due giovani sorelle (diciassette anni la prima, poco più grande la seconda) che hanno perso i genitori in un incidente aereo, cosicché da due anni vivono con la nonna, loro amorevole tutrice.
Alle prese con la quotidianità e le vicende tipiche della loro età (studi, amicizie e primi amori) un giorno Selene s'accorge di percepire chiaramente i pensieri della nonna, ma quando si decide a parlarne con la sorella, scopre che anche Caterina è sconvolta: il notiziario dice che un uomo è stato ucciso brutalmente dalla fidanzata tradita; si tratta di un omicidio passionale, eppure Caterina ha la netta convinzione che l'accusata sia innocente. Telepatia ed empatia sono i doni propri della loro vera natura: Selene e Caterina sono streghe.
A rivelarglielo è la nonna, e nel farlo, mostra loro quel misterioso libro di cui lei conosce solo la copertina: "Figlie di Diana". Per la nonna quel libro è un tomo di pagine bianche perché lei ha scelto di restare umana, eppure basta una firma in prima pagina per cominciare il cammino verso la Consapevolezza, condizione che implica l'accettazione e permette d'accedere all'antico sapere delle streghe, lettura dei tarocchi e formule magiche incluse. Selene non ha dubbi, la sua curiosità la spinge a firmare subito, mentre Caterina è riluttante, specie perché teme le responsabilità che ne derivano. Intanto, gli omicidi si ripetono: stessa scena, stesso movente; uomini uccisi e donne colpevoli.
Riusciranno le nostre streghe a risolvere il caso del serial (paranormal) killer?

Il racconto (o romanzo breve, che dir si voglia) colpisce subito dall'incipit: qui, alle protagoniste è consentito di scegliere tra una vita umana o una da strega, e dato che sono giovani, tra piccoli turbamenti o problemi dal peso universale. Tutto ruota intorno alla parola "responsabilità", e spesso leggeremo le riflessioni, soprattutto per quanto riguarda la diciassettenne Selene, tra quella che poteva essere una vita normale e quella che invece è fatta di magia, inoltre, visto che la sua è stata una decisione presa d'impulso, Selene sarà sfiorata anche dal desiderio di un ritorno alla normalità e alla spensieratezza, ma d'altra parte, quando dovrà affrontare le divergenze creatasi all'interno del suo gruppo di amici, si rivelerà essere più matura dei suoi coetanei.
Le sorelle sono profondamente diverse, di carattere opposto ma dal comportamento esemplare; insomma, due ragazze modello. Sono legatissime e complici, tuttavia non mancheranno di litigare in quello che è uno dei temi più "scottanti" trattati nel racconto: con quale diritto si può togliere la vita a qualcuno, fosse anche un assassino? Riflettere sulle ragioni che muovono il serial killer, comprenderlo e compatirlo perfino, pensare alla pena di morte e al fatto che chi giustizia non è poi così diverso da chi compie omicidi, fino ad arrivare al tentativo di redenzione; raramente si leggono queste cose, è più facile che l'eroe di turno giustizi il cattivo senza tanti preamboli, per cui sono doverosi i complimenti all'autrice.

Nel corso della narrazione si percepisce il pensiero dell'autrice; le riflessioni delle protagoniste sembrano appartenerle in prima persona, e ciò non infastidisce, tutt'altro, perché scrive con uno stile semplice e diretto di temi profondi come il perdono e il coraggio di continuare a vivere nonostante il dolore, diffondendo concetti maturi e positivi che non possono che garantire una lettura piacevole, fatta di verità e buoni sentimenti.
Ho trovato, però, anche qualche "difettuccio": la lettura dei tarocchi, ad esempio, rovina completamente l'effetto sorpresa riguardo Alessandro; capisco l'esigenza di mostrare che Selene sappia cimentarsi bene in questo campo, tuttavia penso che sarebbe stato meglio mantenere un alone di mistero. In secondo luogo, il gruppo di amici: sono tanti, troppi! Il fatto è che a differenza delle protagoniste, i personaggi secondari non sono caratterizzati, quindi poco distinguibili l'uno dall'altro.
Per quanto riguarda l'epilogo, è una conclusione che colpisce (ancora una volta) per la parte riflessiva, eppure non soddisfa il finale della storia: non ci sono spiegazioni riguardo l'esito dei processi, e anche se si può intuire, penso sia necessario spendere qualche parola in più sulla trama.
Nel complesso, un buon esordio e un'autrice da tenere d'occhio.





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