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venerdì 27 novembre 2015

Segnalazione romanzo: "Lovecraft's Innsmouth" di Claudio Vergnani (Dunwich Edizioni)

Cari astronauti,
se ieri ho avuto impegni burocratici, oggi ho avuto impegni "manuali": ho lavorato in magazzino fino alle 19 (per chi non lo sapesse, ho un'attività con la mia famiglia e facciamo i mercati in piazza)! XD
Sono a pezzi, e stasera vado a danza del ventre per il ripasso prima del saggio di Natale, ma prima sono passata nella pagina facebook di "Eleinda" per aggiornare i "fan", e ora scribacchio qui per l'appuntamento con la rubrica più gettonata del blog!

Rubrica dedicata alle segnalazioni
di autori emergenti e case editrici
(per la tua segnalazione, scrivimi)

La segnalazione di oggi riguarda l'ebook di una precisa collana della Dunwich Edizioni dedicata al grande maestro della letteratura horror: H.P. Lovecraft!




Titolo: Lovecraft’s Innsmouth
Autore: Claudio Vergnani
Editore: Dunwich Edizioni
Genere: Horror
Pagine: 462
Formato: ebook
Prezzo: € 2,99 
Link per l’acquisto: amazon

Sinossi:
«A volte ci si muove in un territorio vago», disse il professore. «Pieno di nebbia. Una nebbia fitta, che rende ciechi, che assorbe ogni rumore e fa perdere l’orientamento. Ecco, a Innsmouth noi ci muoviamo in quella nebbia. Non sappiamo niente di ciò che vi si nasconde dentro. Intuiamo qualcosa. E quel qualcosa intuisce a sua volta la nostra presenza.» Prese la saliera e la posizionò a capotavola. «Questi siamo noi», spiegò. «Per trovare ciò che cerchiamo dobbiamo avanzare in quella foschia.» Spostò la saliera in avanti. Poi mise un bicchiere nel centro. «Questa è Innsmouth. Quella vera. È tutto ciò che noi possiamo vedere. Ma è anche ciò che gli altri possono vedere.» Posizionò il contenitore del pepe all’altro capo della tavola. «Ecco, questi sono… loro. Noi avanziamo in mezzo alla nebbia, verso Innsmouth. Ma naturalmente così facendo potremmo finire per segnalare la nostra posizione. Allora forse sarebbe più saggio rimanere fermi.» Riportò la saliera al punto di partenza. «Ma anche questa scelta non è priva di pericoli. Rimanendo fermi saremmo un bersaglio facile da inquadrare. E allora forse sarebbero loro ad attraversare quella nebbia per raggiungerci.» 
Assistetti inquieto alla marcia del pepe verso di noi.
Scese il silenzio. La superficie del tavolo sembrava veramente svaporare in una caligine indistinta. Dovetti sbattere due o tre volte le palpebre per fugare quella sensazione. 

Dalla prefazione di Franco Pezzini:
“… Ritroviamo i due personaggi come perplesse guardie del corpo di un professore – tal Franco Brandellini – in visita presso una specie di Disneyland lovecraftiana sulle coste del Massachusetts: una Innsmouth farlocca dove i turisti assistono a finti rituali e vagano sghembe comparse camuffate da uomini pesce. Possibile che sotto il velo della mascherata ci sia qualcosa di vero? O anche questo rientra nel gioco di specchi e di nebbia di una situazione continuamente cangiante, dove le certezze sembrano slittare come i piedi sull’umidore della costa?”



I suoni cadenzati – qualcosa di bagnato che colpiva la pietra levigata del pozzo – si facevano più forti. 
I rumori si avvicinavano. Chiunque – qualunque cosa – stesse risalendo le pareti stava per uscire. 
Persino Mariko fissava come ipnotizzata gli orli del foro, respirando a fatica. Le presi una mano, che lei strinse con forza. 
Buttai lì una frase nata dalla disperazione: «Qualunque cosa uscirà da quel cazzo di pozzo non potrà toglierti ciò che sei. Mi senti? Ricordalo.»
Si riscosse, distogliendo per un momento lo sguardo dal pozzo. Mi guardò negli occhi con un’intensità che non le avevo mai visto prima, e alla fine mi baciò. Un bacio istintivo, incondizionato, disperato.
Poco da fare. Ci si può credere evoluti o superiori finché si vuole, ma certe cose danno forza. Mi sentii pronto a tutto. L’unica cosa che contava era difenderla. Nel momento supremo molte cose che si pensa abbiano tanta importanza scompaiono. 
I rumori si arrestarono a pochi metri dal ciglio. Il silenzio era così profondo che potevamo sentire il gocciolio dell’acqua che fluiva dalla cosa e ricadeva in fondo, nell’oceano. 

L’autore:
Claudio Vergnani nasce a Modena nel 1961. 
Svogliato studente di Liceo Classico, ancor più svogliato studente di Giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Allontanato per indisciplina dai Vigili del Fuoco, dopo una breve e burrascosa parentesi militare ai tempi del primo conflitto in Libano, sbarca il lunario passando da un mestiere all’altro, perso nei ruoli più disparati ma sempre in fuga da obblighi e seccature. 
Nel 2009 si fa conoscere ed apprezzare, grazie a uno stile originale e innovativo - che intreccia ironia, horror e action ad una malinconica vena esistenziale - con il suo primo romanzo, Il 18° Vampiro, seguito da Il 36° giusto (2010) e da L’ora più buia (2011), trilogia pubblicata dalla casa editrice Gargoyle di Roma. 
Nel 2010 partecipa con il racconto Il nuotatore all’antologia Stirpe angelica, edita da Edizioni della Sera. 
Collabora con riviste e magazine come Il Posto Nero, Nero Cafè e Altrisogni, pubblicando recensioni e racconti.
Nel 2013 pubblica I Vivi, i Morti e gli Altri con Gargoyle books e il thriller Per ironia della morte con Nero Press.




Che atmosfera torbida, eh, astronauti? Quell'estratto è davvero coinvolgente!
Se siete appassionati di Lovecraft questo romanzo farà sicuramente il caso vostro ;)
Oppure... non è che lo avete già letto? ;)
In ogni caso, il post è aperto ai commenti: dite la vostra!


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