I miei libri


martedì 30 maggio 2017

Recensione: "Nico, Alice e l'Isola del Drago" di Marcella Cassani (Self-Publishing)

Carissimi astronauti,
finalmente ho modo di scrivere una recensione, e riguarda l'obiettivo del mese dell'iniziativa che ho lanciato io stessa: la Made in Italy Books Challenge!
Per chi non lo sapesse, la sfida consiste nel leggere i libri scritti dagli autori nostrani; se volete partecipare siete sempre in tempo. Trovate QUI il regolamento ;)




Per il mese di Maggio era prevista la lettura di un libro ambientato in Italia.
L'occasione cade a pennello, dato che avevo in programma di leggere questo libro... sono in ritardo dalla scorsa estate! Mi scuso con l'autrice...




Titolo: Nico, Alice e l'Isola del Drago
Autore: Marcella Cassani
Editore: Self-Publishing
Genere: libro per ragazzi
Data di uscita: 9 aprile 2016
Pagine: 200
ISBN-13: 978-1530878703
Formato: cartaceo ed ebook
Prezzo: € 8,99 (cartaceo) / € 3,99 (ebook)
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Isola di San Giulio, lago d’Orta. Appena finita la scuola, due fratelli sono costretti a passare tutta l'estate dai nonni, lontano dalla loro casa, dai luoghi che amano, e soprattutto dai loro amici. La piccola isola però si rivelerà molto più interessante di quanto si aspettavano: una vecchia leggenda infatti racconta che nel IV secolo San Giulio, prima di costruire l’omonima chiesa, abbia cacciato le serpi e i draghi che la infestavano. Con due nuovi amici appena conosciuti vivranno la più incredibile delle avventure: a partire dal ritrovamento di una mappa e di una chiave misteriosa, esploreranno l'isola e le sue segrete, saranno testimoni di strani avvistamenti e alla fine dovranno affrontare l’ultimo discendente di un'antica e potente famiglia. Riusciranno Nico e Alice a scoprire la verità?


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Si tratta, senza alcun dubbio, di un libro per ragazzi, ma mi aspettavo un qualcosina in più a livello di profondità.
Mi spiego subito: il racconto comincia con l'ultimo giorno di scuola di Nico prima delle vacanze estive; il ragazzino prevede di passarle giocando con i suoi due migliori amici, ma una volta a casa lo sorprende l'atteggiamento della madre che, nascondendo le lacrime come può, gli comunica che loro due e la sua sorellina passeranno l'intera estate dalla nonna materna, senza il padre. Nemmeno in seguito ci sarà detto qualcosa di più riguardo l'accaduto tra i genitori, e la vicenda che mi aveva inizialmente fatto intendere che fosse quella portante, in realtà è un episodio marginale.

L'intera storia, infatti, ruota intorno a una vera e propria avventura alla Indiana Jones con tanto di enigmi da risolvere, misteri e trappole, che vedono protagonisti l'undicenne Nico, la sorella più piccola Alice, e due ragazzini gemelli con cui fanno amicizia nell'isola: Irene e Giò.
Mi ha sorpreso la maturità d'intelletto e linguaggio dei ragazzi, addirittura i gemelli Irene e Giò hanno una propria piccola barca per allontanarsi dall'isola indipendentemente dagli adulti, e capisco che in un'avventura per ragazzi, i ragazzi vogliano questo, ma io non ho potuto fare a meno di spalancare gli occhi per la sorpresa: se fossi il padre starei parecchio in pensiero sapendo che quei due girano il lago da soli; patentino o preparazione che sia! In generale, dunque, ho trovato un'eccessiva preparazione in dei protagonisti poco più che bambini (Giò è addirittura un astronomo) e l'unico personaggio veramente credibile ai miei occhi, nonché il più simpatico e adorabile, è la piccola Alice, l'unica dei quattro ad avere debolezze e fragilità (si porta dietro l'inalatore per l'asma, è celiaca...), capace di sorprendere ma con l'ingenuità, la fede, e lo spirito d'immaginazione propri della sua età.

L'ambientazione dell'Isola di San Giulio è la cosa meglio riuscita del racconto: l'autrice ci mostra gli edifici principali sia all'esterno sia all'interno; ci accompagna tra vicoli dai nomi evocativi e ci fa percorrere salite e discese tra alberi e rocce dalle forme strane, con lo sguardo sempre puntato verso il lago e il mistero che si cela nelle sue acque. E' un'isola così piccola che all'inizio va stretta a Nico, eppure durante la lettura diventa familiare (sia al protagonista sia al lettore), per cui riesce spontaneo affezionarvisi, soprattutto quando si scoprono i collegamenti che riconducono alla leggenda del drago.

Riguardo alla parte leggendaria, l'autrice mescola, come rivela alla fine, alcune leggende del posto con alcune invenzioni proprie. Personalmente avrei evitato di aggiungere anche l'allineamento planetario poiché, secondo me, può risultare una coincidenza forzata; capisco la necessità di ambientare il fenomeno in un epoca precisa, ma credo che non avrebbe fatto una piega senza questo particolare, anzi, sarebbe stata un'avventura eternamente attuale (e non riservata al 2017).
Molto interessante tutta la parte inerente le casate e le cronache dell'epoca, il coinvolgimento delle monache e la straordinaria collaborazione tra il mondo umano e quello "leggendario"; non a caso è la mia parte preferita in tutta la storia (sarà, appunto, perché AMO i draghi)!

Il libro, infatti, mi ha aperto il cuore sul finale: magico.
Ho il debole per i draghi, e da questo punto di vista l'autrice mi ha conquistata: mi è piaciuto tantissimo scoprire i segreti di una certa famiglia (non dico quale per non rovinare la sorpresa) e il suo ruolo rispetto alla creatura che nuota nel lago. Ancora una volta mi è piaciuta l'ambientazione, creata su misura perché la famiglia rispettasse questo suo ruolo. Insomma, questo collegamento nella trama è il vero nucleo della vicenda, nonché una delle caratteristiche vincenti del racconto.





"Non ci sono prove, tesoro, si tratta appunto di una leggenda. Anche se..." Fa una pausa a effetto, è un gran narratore il nonno, sa come catturare l'attenzione dei suoi ascoltatori.
"Anche se?" Alice pende letteralmente dalle labbra del nonno, anche Nico ha smesso di mangiare e lo fissa incuriosito.
"... anche se nella sagrestia della chiesa, appeso alla volta, c'è un grosso osso fossile che si dice fosse appartenuto ad uno dei draghi scacciati dal santo".



Lo stile di scrittura è semplice e lineare, con capitoli brevi che raccontano la storia riportando un evento dietro l'altro, come se anziché annoiarsi, Nico avesse qualcosa da fare ogni giorno per portare a termine la sua ricerca; non ci sono pause, e il ritmo prosegue serrato.
Manca, però, tutto l'approfondimento sui rapporti familiari, in particolare tra genitori e figli, e di tanto in tanto, leggendo, sembra che ci stia sfuggendo qualcosa, dettagli che si sacrificano per raccontare l'avventura principale, ma che credo sarebbero serviti a rendere il racconto completo sotto ogni punto di vista. Mi sarebbe piaciuto, ad esempio, sapere cos'abbia fatto il padre di Nico e Alice per tutto il tempo che non si è visto, quale sia stata la ragione per cui lui e la moglie si sono separati, se una volta tornati a casa, la mamma si sarebbe ancora dedicata alla sua vera passione (restaurare testi antichi) o sarebbe tornata alla gestione dell'agriturismo in Toscana del marito, e poi ancora, avrei preferito si fosse approfondito anche il discorso dei genitori di Irene e Giò, visto quel che accade verso il finale.

Dopotutto, però, questa è un'avventura per ragazzi che s'incontrano faccia a muso con un drago in un'estate che non si sarebbe mai detta essere indimenticabile; i veri protagonisti sono loro! E forse a loro non interessa, dopottutto, cosa combinano i genitori.

Consigliato a bambini e ragazzi dalle scuole elementari e medie.
E ai curiosi di racconti e leggende sui draghi, perché la nostra penisola è ricca di segreti...





Il voto di Universi Incantati:





2 commenti:

  1. non penso il libro che hai recensito possa fare per me, ma stavo pensando al fatto che il mio nome si presti incredibilmente bene alle storie che meritano di essere raccontate...

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