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lunedì 16 gennaio 2017

Recensione: "Orgoglio e Pregiudizio. Edizione Integrale" di Jane Austen (Newton Compton Editori)

Carissimi astronauti,
le mie Reading Challenge del 2016 si sono concluse con questa lettura di dicembre portata a termine per la sfida del blog Le Parole Segrete di Gaia. Per l'ultimo mese dell'anno era richiesta la lettura di un classico con meno di 300 pagine, ma devo dire che sono rimasta "fregata" da questa edizione!

Il libro in questione sarebbe ancora più lungo se non fosse stato scritto con dei caratteri così piccoli e avesse presentato i capitoli in nuove pagine, anziché tutto di seguito a sfruttare lo stesso spazio. Ciò non toglie che sia stata una lettura bellissima, e anzi, almeno la mole del libro non mi ha scoraggiato dall'intraprendere quest'impresa! Per cui, ecco a voi la mia recensione.




Titolo: Orgoglio e Pregiudizio. Edizione integrale
Autrice: Jane Austen
Editore: Newton Compton Editori
Collana: Alphabet n.1
Genere: Classici moderni
Data di uscita: 1 settembre 2016
Pagine: 256
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 9788854195516
Prezzo: € 4,90 cartaceo / € 1,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Pride and Prejudice è certamente l’opera più popolare e più famosa di Jane Austen, vero e proprio long-seller, ineccepibile per l’equilibrio della struttura narrativa e lo stile terso e smagliante, ed emblematica della «cristallina precisione» austeniana. Attraverso la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, lo sguardo acuto della scrittrice, sorretto da un’ironia spietata e sottile, annota e analizza con suprema grazia fatti, incidenti, parole di un microcosmo popolato da struggenti personaggi femminili, sospesi tra l’ipocrisia della società inglese dell'epoca e la voglia di un amore romantico e senza compromessi.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Ora ho capito perché questo libro è spesso nominato dalle book blogger: Elizabeth Bennet è un personaggio feminile da cui prendere esempio (nonostante il pregiudizio iniziale) e la sua storia d'amore è una delle più belle che abbia mai letto; non si tratta di un amore passionale o tormentato, ma di un amore che ha del sensato, del reale, perché matura col tempo, coi gesti dei protagonisti. Il sentimento che provano Elizabeth e Mr. Darcy è al tempo stesso razionale e spontaneo, ed è proprio per questo che trovo la storia molto più originale dei tanti romance in circolazione oggi che si limitano alla bellezza esteriore, alla ricchezza dell'uomo, e alla donna quasi sempre succube (accidenti a E.L. James che con le sue "Cinquanta sfumature" ha traviato la mente di autrici e lettrici!); "Orgoglio e pregiudizio" è comunque la rivincita della protagonista insignificante, perché Elizabeth non sarà una gran bellezza ma è arguta e intelligente, ed è così, con le argomentazioni, con il saper tener testa a lui, che si differenzia dalle altre e fa breccia nel duro cuore di Mr. Darcy (duro, poi, solo all'apparenza). Elizabeth ha di contro anche la posizione sociale, così inferiore che non la si dovrebbe neanche paragonare perché Mr. Darcy non è solo ricco ma gode di una posizione di prestigio. Insomma, è la favola che tutte le ragazze/donne vorrebbero e dovrebbero leggere, perché Elizabeth ha una dignità, ma contemporaneamente ha il dono dell'umiltà che le permette di mettere in gioco le sue convinzioni, ricredersi e pentirsi se si è sbagliata. E' un personaggio dai visibili difetti, ma la stessa cosa si può affermare per Mr. Darcy; a entrambi spetta una bella lezione.
I due, infatti, sono la personificazione del titolo del romanzo: "pregiudizio" lei, "orgoglio" lui. Ma a tratti s'invertono i ruoli.

Definirlo "romance" è riduttivo: "Orgoglio e Pregiudizio" è anche una storia di formazione, e soprattutto, un romanzo sociale.
Nell'800, la preoccupazione principale di una donna era trovare marito, meglio se un buon partito in grado di garantire una certa rendita annuale; la madre di Elizabeth è ossessionata in tal senso, ed è l'incarnazione della superficialità perché giudica le persone in base a possedimenti e ricchezze; non le importa della felicità (o del buon nome) delle figlie, l'importante è che si sistemino con uomini ricchi, e prima delle figlie dei vicini! E' un personaggio esagerato, egoista e insopportabile, ma d'altra parte è con lei che la Austen sfoga il suo sense of humor.

I personaggi di "Orgoglio e Pregiudizio" sono tutti memorabili e ben distinguibili gli uni dagli altri: oltre a Elizabeth e a Mr. Darcy mi ha colpito l'ingenua e limpida sorella Jane (mi ha ricordato Marianne di "Ragione e Sentimento", altra opera della Austen), la migliore amica della protagonista, Charlotte (furba la ragazza! Mi è comunque piaciuta perché mostra come le persone si possono rivelare, perché alla fine non si conosce mai nessuno fino in fondo), quel "fenomeno" - la Austen mi ha contagiato col suo humor - di Mr. Collins (dapprima incorreggibile, cambia obiettivo come fosse niente), l'altezzosa Lady Catherine de Bourgh (ho adorato come le risponde Lizzy alla fine!) e Mr. Wickham per cui non basterebbe una definizione, tanto lo disprezzo. Ci sono poi le sorelle minori di Lizzy, ma tra tutte è Lydia quella che mi è rimasta impressa: assume, più o meno consapevolmente, il ruolo di "cattiva ragazza"; crede d'essere furba mentre non si accorge di essere la più sciocca. Ho provato compassione per lei, ma in fondo anche l'autrice sembra volerlo dire: ognuno deve prendersi le proprie responsabilità e avere ciò che merita. Per la sua vicenda sono rimasta davvero colpita perché, d'improvviso, il romanzo si tinge di mistero con tanto di indagini!

Dunque non solo balli e ricevimenti; spesso mi è stato difficile smettere di leggere appunto perché la storia è avvincente e intrigante, mai noiosa e anzi, è ricca di sorprese.
Ho letto su internet alcune critiche riguardo quest'edizione (forse in ebook) perché accusata di errori ortografici e traduzione non curata, ma per quanto mi riguarda non ho trovato alcuna difficoltà durante la lettura che è stata sempre scorrevole e piacevole a parte qualche fastidioso errore di battitura come una sequenza di asterischi apparsa tre/quattro volte (***) e una formattazione sfuggita di mano nelle ultime pagine che mi ha fatto addirittura urlare mentre leggevo. Fate conto che mentre leggete un importante dialogo vi trovate simboli e parentesi che non c'entrano nulla: distolgono dalla magia che si era creata!
La copertina di quest'edizione è adorabile e l'ho fotografata più volte per postarla nei miei profili social, ma a dispetto della bellissima "confezione", un altro neo sono i caratteri di stampa, un po' troppo piccoli per la mia vista. Apprezzo comunque l'edizione pocket e il risparmio della carta a favore di capitoli che, piuttosto che essere riportati in nuove pagine, si presentano tutti di seguito.
Ho deciso di non tenere conto di difetti sopracitati perché non mi hanno disturbato così tanto come ha scritto qualcuno, inoltre la prosa della Austen non è mai prolissa ed ha uno stile che rende le sue opere accessibili a tutti.
Penso che quello di "Orgoglio e Pregiudizio" sia uno dei migliori incipit in assoluto:



È cosa ormai risaputa che a uno scapolo in possesso di un vistoso patrimonio manchi soltanto una moglie.
Questa verità è così radicata nella mene della maggior parte delle
famiglie che, quando un giovane scapolo viene a far parte del
vicinato - prima ancora di avere il più lontano sentore di quelli
che possono essere i suoi sentimenti in proposito - è subito
considerato come legittima proprietà di una o dell'altra delle loro figlie.










Tra equivoci, inganni e il tentativo (riuscito) di spiegare un sentimento così versatile come l'amore (che può essere fulmineo o lontano, passionale o razionale...) in quest'opera ho ritrovato alcuni elementi di "Ragione e Sentmento"; anche le sorelle Bennet hanno un po' di Elinor e Marianne. Ho amato la mia precedente lettura di Jane Austen, ma devo riconoscere che "Orgoglio e Pregiudizio" ha qualcosa in più, probabilmente perché pregiudizio e orgoglio sono sentimenti più nascosti e difficili da mostrare e spiegare.
Anche in questo caso, però, la Austen ha fatto centro.


Il voto di Universi Incantati:








2 commenti:

  1. Questo probabilmente è il mio romanzo preferito, lo leggo più o meno ogni anno ed ogni volta è come se fosse la prima.
    L'incipit lo trovo anche io spettacolare, ma la cosa particolare è che in ogni edizione si nota una differenza di traduzione che risulta evidente in quelle poche righe, per questo ho acquistato anche la versione in lingua originale.
    L'ho anche iniziata ma dopo una 50ina di pagine mi sono arenata, è nei propositi di quest'anno riuscire a finire tutto il libro :)

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    1. Grande! Ottimo proposito quello di leggerlo in inglese... io non credo riuscirei a farlo! Comunque ho visto che ci sono delle differenze tra le varie edizioni: proprio eri, mentre cercavo l'incipit in rete, ho trovato un sito dove lo mostrava in tutte le sue variazioni di traduzione in italiano!
      Aspetta che lo cerco... ecco:
      http://www.jasit.it/edizioni-italiane/orgoglio-pregiudizio/
      Personalmente, non mi dispiace l'edizione che ho letto! Sono sottigliezze, per carità, il senso resta quello. Però vuol dire comunque! L'ideale sarebbe leggere l'edizione il più fedele possibile all'originale :P

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