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martedì 4 luglio 2017

Segnalazione Fantasy per ragazzi: “La Bolla di Onar. I Guardiani dei sogni” di Elisabetta Carovani (Giovane Holden Edizioni)

Cari astronauti,
anche oggi vi propongo una segnalazione, ma per domani e giovedì il blog sarà coinvolto in due particolari eventi: restate sintonizzati! ;)


Rubrica dedicata alle segnalazioni
di autori emergenti e case editrici
(per la tua segnalazione, scrivimi)

Anche oggi vi propongo un fantasy che si rivolge nello specifico a bambini e ragazzi, con richiami storici a miti ormai passati e a vocaboli di una lingua antica. Il libro è il primo capitolo di una saga, vincitore del Concorso Letterario Nazionale "Streghe e Vampiri & Co." nel Novembre 2016.
L'autrice ci informa che l'idea di questa storia nasce con l'intento di rivalutare l'attimo del congedo notturno, che prevede la condivisione del piacere della lettura tra genitori e figli.




Titolo: La Bolla di Onar. I Guardiani dei Sogni
Autrice: Elisabetta Carovani
Editore: Giovane Holden Edizioni
Genere: Fantasy per ragazzi
Data di uscita: 28 Aprile 2017
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 64
ISBN: 9788863969931
Prezzo: € 13,00 cartaceo / € 5,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Rabdos, il Folletto Pennaio, sta per rivelare l’esistenza del suo popolo e le verità legate al suo mondo: la Bolla di Onar. Non tutti, infatti, sanno che dietro al semplice augurio notturno espresso dai genitori si nasconde l’infaticabile lavoro dei folletti di Onar, che con i loro fedeli cavalli alati Burak, sono pronti a intervenire per garantire a tutti i bambini di vivere nei loro sogni fantastiche avventure, proteggendoli da un temibile e acerrimo nemico: Efialtes, la cui presenza sul pianeta Terra sta mettendo in pericolo l’innocenza, la spensieratezza e l’incanto dell’immaginazione nei più piccoli.


L'autrice:
Laureata in Archeologia, ha collaborato con il Museo del Figurino Storico di Calenzano, tuttora è impegnata in visite guidate al borgo medievale di Calenzano e in lezioni frontali per i ragazzi delle scuole medie inferiori, esperienza che le dà la possibilità di realizzare parzialmente un sogno nascosto: quello di diventare insegnante. Dal 2004 dedica parte del suo tempo libero all’aiuto scolastico di ragazzi svantaggiati, tramite il servizio offerto dall’Associazione Gruppo don Lorenzo Milani onlus di Calenzano, seguendo e facendo suo il motto del sacerdote degli Ultimi: i care. Appassionata di lettura fin da piccola, amante della natura e della fantasia, con La Bolla di Onar ha vinto il Premio Letterario Nazionale Streghe Vampiri & Co. 2016. 


Link utili:




Penso che sia un racconto davvero carino per bambini e ragazzi, ideale da leggere insieme prima di augurare la buonanotte!
Voi cosa ne pensate?




giovedì 7 ottobre 2010

Recensione "Il Signore del Canto" di Andrea Franco (Delos Books)





Titolo: Il Signore del Canto
Autore: Andrea Franco
Editore: Delos Books
Collana: Storie di draghi, demoni e condottieri
Genere: Fantasy
Data di uscita: 27 gennaio 2009
Formato: cartaceo
Pagine: 103
ISBN: 978-8895724614
Prezzo: € 6,90
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Nel mondo di al'ajis la Magia è ancora molto potente, ed è dominata dal Canto. La Magia è controllata dalle di'erendis, uniche custodi di segreti antichi. Quando la Signora del Canto, l'eterea Halaedris, si rende conto che l'incredibile potere di un ragazzo, Jamis, può sconvolgere le basi di quella rigida società, fa di tutto per ostacolarlo, limitandone le capacità. Ma l'amore del giovane per la talentuosa di'erendis Èlhear sarà difficile da frenare. Riuscirà Jamis a infrangere la Regola e a raggiungere nuovamente la sua amata, relegata nella zona più segreta della Scuola? Riuscirà il suo potere a infrangere le basi di quella società le cui regole sono dettate dalla Signora del Canto?


Cosa c'è di più grande dell'amore?

Sapevo che "Il Signore del Canto" è un libro fantasy per ragazzi ma noto con piacere che si presta anche agli adulti, anzi, penso che possa essere più interessante per questo tipo di utenza, visto il sorgere spontaneo di similitudini piuttosto complesse.
Partiamo con ordine.
Alla base della storia abbiamo le caratteristiche tipiche dei romanzi fantasy (in questo caso penso si tratti di un racconto lungo o di un romanzo breve), quindi, in un luogo fuori dal nostro tempo, ambientato in terre sconosciute, abbiamo Jamis, un umile adolescente inconsapevole delle proprie capacità, destinato a diventare un eroe; dall'altra parte, una donna, Halædris, la Signora del Canto potente e magica, che mira a ostacolare le capacità del ragazzo perché potrebbe rivoluzionare la società cui lei fa capo. Poi abbiamo Èlhear, la donzella in pericolo... ma ecco che questa definizione non ritorna: potrebbe sembrare così perché Jamis tenta di salvarla, dapprima, quando cerca di dissuaderla dal diventare una di'erendis superiore (cantante professionista al servizio del Canto e a stretto contatto con la Signora), poi quando, diventandola, perde i ricordi (compresa la storia d'amore con il ragazzo) e segna il suo destino, quello di restare segregata nella Scuola per sempre; ecco, in realtà Èlhear è consapevole di quel che accadrà, e lo accetta perché... è la sua vocazione.


E' qui che volevo arrivare.
Abbiamo il Canto, la Signora del Canto, le di'erendis e la Scuola. Perché è tutto scritto in maiuscolo? Semplice, perché riguarda la religione. Il Canto è la religione. La Signora del Canto è annessa alla figura del papa, le di'erendis sono le suore mentre le di'erendis superiori potrebbero essere i vescovi; la Scuola la vedo come una convento, dato che le di'erendis non usciranno più da quell'edificio imponente.
O almeno, questa è la mia personale interpretazione dell'opera, pur se sono (quasi) convinta che sia la verità: non può essere una coincidenza, salta così all'occhio!


Un'altra cosa evidente è il sistema vigente nel mondo di al'ajis, ossia, il suo essere interamente composto e diretto dalle donne: sono loro ad avere il potere, e comandano l'intera società mentre agli uomini spetta il lavoro più umile; solo le donne possono ottenere delle cariche importanti.
Ad enfatizzare il concetto, durante la lettura troviamo la disperazione della zia del protagonista che rischia di dare alla luce il terzo figlio maschio... che cosa insolita! Abituata come sono alle favole dove il Re desidera sempre un erede maschio, qui accade il contrario!
Verso il finale, inoltre, la Signora del Canto esprime un pensiero riguardo a "quando il mondo era in mano agli uomini", un brevissimo "la" che mi spinge a credere che questo libro sia anche un qualcosa di più di una semplice storia di fantasia, senza contare che avrei voluto continuasse a parlare di questo misterioso passato... oppure dovrei forse guardare fuori dalla finestra?


In conclusione, come accennato, avrei voluto che si approfondisse in generale; avrei voluto che il racconto si trasformasse in un romanzo. Secondo me c'era ancora altro da scrivere, che c'è comunque, sia chiaro, perché lo si legge tra le righe, però era così bello... finisce troppo presto!
Il finale è molto lontano da ciò che mi aspettavo, ma alla luce dell'interpretazione e con la visione più chiara delle vicende, credo sia perfetto, specie quando sfuma in un'immagine romantica che fa sperare che i ricordi e l'amore, per quanta magia si possa usare, non si possono cancellare del tutto; se ne può dimenticare la mente, ma non di certo accade al cuore.
E anche questo libro, è proprio lì che resterà.



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