giovedì 31 ottobre 2019

Recensione: "L'imbustastorie - Fogli d'Autore IV: Incubo" di AA. VV. (ABEditore)

Cari astronauti,
un paio di giorni fa avevo pubblicato un post sul mio profilo Instagram a tema horror (QUI), annunciando che avrei letto uno o più racconti di questo genere in occasione di Halloween.
Ebbene, l'ho fatto sul serio!
La scelta è ricaduta su una pubblicazione ABEditore, che da tempo ero curiosa di scoprire.
Vi lascio dunque alla recensione veloce di questa lettura particolare, perfetta per trascorrere la serata o la nottata di Halloween... ma vi avviso che potrebbe nuocere ai vostri sogni! Non a caso la raccolta di racconti contenuta ne "L'imbustatorie - Fogli d'Autore" (e di autori famosissimi si tratta) è intitolata "Incubo"... preparatevi a rabbrividire!




Titolo: L'imbustastorie - Fogli d'Autore IV: Incubo
Autori: Charles Dickens, Marcel Schwob, Virginia Woolf, Jean Cocteau, Howard P. Lovecraft
Editore: ABEditore
Genere: Horror
Data di uscita: 6 Dicembre 2018
Pagine: 4
Formato: cartaceo
ISBN: 978-8865512968
Prezzo: € 3,50
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
L'Imbustastorie "Pagine d'autore" comprende 4 bustine, ognuna delle quali avrà al suo interno 4 o 5 storie, tutte appartenenti a scrittori celebri (ci sono Dickens, Stevenson, Kafka, Woolf, ...). Anche questi racconti sono tradotti dai professionisti della "Bottega dei traduttori". Ogni foglio vestirà la caratteristica grafica di ABEditore, con la carta effetto "invecchiato" che conferisce al progetto la tipica peculiarità un po' vintage.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Trattandosi di cinque racconti brevissimi, alcuni lunghi appena un foglio A4 e un altro addirittura di appena dieci righe scritte in caratteri grandi, questa recensione sarà diversa dal solito: sarà veloce, schietta e concisa, senza cenni alla trama, perché sono storie che vanno prese "al buio", scoperte e vissute sul momento per essere inondati dai clamorosi finali a sorpresa.

Nella raccolta  "L'imbustastorie - Fogli d'Autore IV: Incubo" regna l'atmosfera tesa e cupa dei racconti horror delle penne di Charles Dickens, Marcel Swheb, Virginia Woolf, Jean Cocteau e Howard Philips Lovecraft.
Impossibile dire quale sia il racconto migliore: ognuno regala qualcosa di diverso, ognuno ha il suo messaggio e il suo insito divertimento, ognuno privilegia un'atmosfera in particolare.

Trattandosi di quattro fogli ripiegati su loro stessi potete scegliere liberamente da quale racconto iniziare, o affidarvi alla sorte pescando a caso; ad ogni modo non riuscirete a fare a meno di divorare un foglio/racconto dietro l'altro, accesi da una curiosità insaziabile.

"Capitan Omicidio" di Charles Dickens è un racconto per stomaci forti, che mi ha infatti trasmesso una sensazione di ribrezzo, quasi di voltastomaco! La storia comincia alla larga, toccando immagini di bambini orfani (tema così caro all'autore inglese) per poi precipitarci nel grottesco modus operandi di tale Capitan Omicidio. La trama è forte, e il ritmo serrato si ripete nelle azioni  del Capitan come il ritornello di una canzone che imparerete a memoria in attesa della nota che cambierà la strofa e il corso della storia. Indimenticabile! Questo racconto in particolare è impreziosito da illustrazioni che sono anche delle gag sulla storia in questione, capaci di dare il valore aggiunto dell'esilarante.

"Le Imbalsamatrici" di Marcel Schweb è inquietante. Probabilmente mi darà degli incubi! E' il racconto che mi ha trasmesso più tensione e ansia, oltre che disgusto, e il perché si può facilmente immaginare. Non conoscevo l'autore e non avevo mai letto niente di suo prima d'ora; mi ha colpito per la descrizione dell'ambientazione (mi ha subito trasportato nel deserto Libico) e per il sapore d'avventura. Estremo ed emozionante.




E' terribile, certo, pensare che - quando la notte tessalica è nera e gli uomini che cambiano pelle sono liberi di vagabondare - gli incantesimi di queste donne riescano a incastonare la luna in un astuccio di specchio, immergerla, quando è piena, in un secchio d'argento a mollo con le stelle, o friggerla in padella come una medusa di
mare gialla; tutto ciò è terribile; ma avrei meno paura di queste cose che di incontrare, di nuovo, nel deserto color sangue, le imbalsamatrici libiche.




"La Casa Infestata" di Virginia Woolf l'ho trovato malinconico e romantico. Teso e misterioso dall'inizio alla fine,  ci lascia a una libera interpretazione della storia che personalmente ho interpretato come romantica, per quanto paranormale. Le illustrazioni che lo abbelliscono ricalcano l'atmosfera: tra disegni e parole sembra d'essere realmente in una casa infestata. Un classico dell'orrore impreziosito dalla sensibilità femminile.

"Il Gesto della Morte" di Jean Cocteau è un racconto lampo, quello a cui avevo accennato nella premessa, lungo appena dieci righe scritte in caratteri grandi. Eppure, in quelle dieci misere righe c'è tutto: inizio, svolgimento e fine. E' perfetto. E' geniale. Vorrei saper scrivere così: condensare in poche parole tre personaggi probabili, un'ambientazione viva, un'intera storia e un messaggio. Che stile. Che classe.

"Azathoth" di Howard Philips Lovecraft è in sottile equilibrio tra sogno e realtà, tra magia e immaginazione. Il racconto ha come particolarità quella d'essere senza tempo: può sembrare che sia stato scritto giusto ieri tanto è attuale sia come ambientazione sia per il tema che si cela tra le righe. E' l'esempio perfetto del fantastico al servizio della realtà quotidiana ed è scritto divinamente: pare una poesia.
Questo racconto segna il mio battesimo con le opere di Lovecraft, autore che da tempo volevo recuperare: dato che mi è piaciuto molto, ora ho una ragione in più per farlo.

Sono pienamente soddisfatta dalla lettura e confermo l'idea che mi ero fatta della casa editrice riguardo al progetto, realizzato con la massima cura sia nella traduzione a cura de La Bottega dei Traduttori, sia nella veste grafica: illustrazioni a tema e nello stile di ogni singolo racconto, particolarità dei caratteri, siparietti comici laddove il racconto permette che sia preso anche con leggerezza, e infine quella caratteristica nelle pagine che ricordano l'effetto antico, raro e prezioso, che sembra sia stato l'autore stesso a scrivere su quel foglio.

"L'imbustastorie - Fogli d'Autore IV: Incubo" è davvero la raccolta perfetta da leggere ad Halloween, consigliata agli amanti del genere horror e a chi non vuole proprio perdersi nulla di un autore classico capace di regalare ancora sorprese, suspance ed emozioni.
Questi racconti sono delle vere chicche.
E mi è appena venuta fame.


Il voto di Universi Incantati:




Conoscevate queste raccolte?
Cosa ne pensate della mia recensione?
Fatemi sapere nei commenti!



mercoledì 30 ottobre 2019

Blogtour: "Bestie d'Italia vol. 2" di AA. VV. (NPS Edizioni) - Speciale 12° Tappa: Recensione



Carissimi astronauti,
come preannunciato lunedì, eccomi a ospitare un nuovo evento speciale: la tappa finale del Blogtour "Bestie d'Italia vol. 2" edita da NPS Edizioni, con tanto di recensione!

Comincio con l'annunciarvi che oggi esce quest'antologia di racconti folcloristici ambientati nel nostro Bel Paese, e ho scelto di ospitare la decima tappa del BlogTour che tratta il racconto di Daniela Tresconi, "Il Mistero di Atlanta".
Ma prima di approfondire l'argomento, eccovi una panoramica generale del libro.




Titolo: Bestie d’Italia – volume 2
Autori: AA. VV.
Editore: NPS Edizioni
Genere: antologia di racconti fantastici
Data di uscita: 1 Ottobre 2019 (ebook), 15 Ottobre 2019 (cartaceo).
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 194
ISBN: 978-88-31910-217
Prezzo: € 2,99 ebook / € 14,00 cartaceo
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Ogni terra ha i suoi segreti, ogni regione le sue leggende. Ogni fiume, monte o borgo ospita le sue creature, nate dalle “paure” della gente, alimentate dalla fantasia, dal bisogno di esorcizzare il male quotidiano, di dargli un volto: animalesco, bestiale. Non poi così diverso da quello degli umani.

Il progetto “Bestie d’Italia” parte dal recupero delle tradizioni folcloristiche italiane, per raccontarle a chi non le conosce, per guardare con occhi diversi il nostro territorio, ricco di storia, misteri e magia. 

La seconda tappa di questo viaggio nel folclore regionale ci porterà nel nord Italia, per scoprire i segreti delle Alpi e delle Dolomiti e le creature fantastiche che si annidano nelle anse del fiume Po e negli anfratti del Carso: basilischi, orchi, lupi e aquile, ninfe ammaliatrici e draghi.

Alzate lo sguardo, amici lettori, e fronteggiate la furia delle Bestie d’Italia!

Il volume 2 di “Bestie d’Italia” contiene dieci racconti di scrittori italiani, appassionati di fantastico e folclore, ambientati nelle regioni del Nord Italia: La notte del Re di Biss, di Giuseppe Gallato; L’Orcul di Len, di Giuseppe Chiodi; Il mostro del fiume, di Alessandro Ricci; La fiera bestia del milanese, di Alessio Del Debbio; I suoni della montagna, di Maria Pia Michelini; Le nebbie di Parma, di Alessandra Leonardi; Il caso del basilisco, di Debora Parisi; La ninfa e il cacciatore, di Micol Fusca; L’eredità di Dolasilla, di Luciana Volante; Il santo di nessuno, di Francesca Cappelli.


Speciale 12° Tappa:
Recensione

Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Ho provato interesse per questo progetto fin dal suo annuncio: quando sei appassionata di libri fantasy e di creature soprannaturali, e provi un forte interesse nei confronti di miti e leggende, non puoi lasciarti sfuggire un libro che raccoglie le origini, i detti e le credenze popolari del nostro Bel Paese.
In attesa di leggere il primo volume dell'antologia, ho approfittato del blog tour per candidarmi alla tappa che prevedeva la recensione del secondo; trattandosi di raccolte di racconti, i volumi non sono collegati tra loro e si possono leggere indipendentemente gli uni dagli altri, ma vi assicuro che dopo aver cominciato con uno, non potrete fare a meno di cimentarvi anche nei restanti!

Il filo conduttore di ogni volume è la localizzazione geografica: in questo secondo libro si tratta del Nord Italia e non manca, oltre alla leggenda, la storia di alcuni paesi. Ma ciò non significa che l'ambientazione sia sempre rivolta al passato, perché in un paio d'occasioni le storie sono immaginate in epoca moderna o nel futuro!
L'antologia conta ben dieci racconti di dieci autori italiani diversi, preceduti da un'introduzione esplicativa del progetto, scritta da Alessio Del Debbio, interessante e intrigante, che alimenta la curiosità e ne fa crescere il bisogno impellente d'essere soddisfatta.

Come per ogni raccolta, ora mi soffermerò su ogni racconto preso singolarmente prima di fare il bilancio dell'esperienza di lettura.

"La notte del Re di Biss" di Giuseppe Callato è il racconto con ambientazione futuristica, ma che ho trovato simile a un'avventura del videogioco "Monster Hunter": protagonista è un cacciatore armato di ogni strumento avanzato e tecnologico, la cui missione è quella di uccidere il Basilisco che invade la Valsesia. Lo assistiamo durante la caccia, mentre s'ingegna a stanare la bestia consultando vecchi documenti per approfondirne la natura e mentre prepara esce e trappole, in una lotta che non può contare sulla forza, visto la creatura in questione, ma sull'ingegno. E' un racconto ben riuscito perché sa catturare il lettore, astutamente lo inganna, e infine lo lascia sorpreso con uno scenario apocalittico che mi ha ricordato l'atmosfera del primo e tesissimo episodio di "The Walking Dead". Il protagonista non è altrettanto carismatico perché sembra piuttosto l'alter ego del lettore/videogiocatore, mentre mi è piaciuta molto la descrizione che appare sul finale.
Un racconto che si può etichettare nello scaffale del genere horror e che si conclude con il sapore aspro di una morale. Voto: 4 stelle.

"L'Orcul di Len" di Giuseppe Chiodi è l'unico racconto che mi ha dato delle difficoltà perché contiene delle espressioni dialettali (il paese è Sutrio) e non ci sono note per comprenderle; ci si arriva tramite intuizione oppure leggendo il racconto due volte, come ho fatto io. Ho sentito il bisogno di rileggerlo anche perché non avevo capito la storia già dall'incipit: la narrazione parte col protagonista nel bel mezzo dell'azione mentre costruisce un microcosmo e i suoi personaggi; si tratta, come capiremo, di un falegname. Il racconto è dunque un po' ostico all'inizio, complice l'entrata repentina di altri personaggi, ma leggendo, la matassa scioglie i suoi nodi fino a rivelare una trama geniale, intrigante e magica. Purtroppo, però, il racconto si conclude sul più bello, ossia quando ci siamo finalmente ambientati, strappandoci dalla magia bruscamente. Per questo racconto l'idea è ottima, l'atmosfera fantasy che strizza l'occhio alla quotidianità è riuscita, ma la trama troppo elaborata per condensarla in così poche pagine e le difficoltà linguistiche, mi concedono di valutarlo non più di 3 stelle.

"Il mostro del fiume" di Alessandro Ricci è il racconto che mi è piaciuto di meno. Ambientato a Sancto Zenono, piccolo villaggio sulle rive del Po, vede protagonisti un soldato e un bambino che vanno insieme alla ricerca di un mostro che vive nelle acque del fiume. Il bambino è un improbabile eroe per il modo in cui si comporta, per ciò che fa e per ciò che dice (ad esempio, ammette due volte con nonchalance di essersela fatta addosso per la paura), ma non ho trovato convincenti nemmeno i dialoghi tra lui e il soldato o addirittura quando parla il mostro.
E' un racconto che mi ha lasciato pochissimo, infatti è l'unico che mi devo sforzare di ricordare; la trama l'ho trovata debole. Ho sottolineato qualche frase memorabile ma a parte queste citazioni non ho motivo per salire oltre le 2 stelle, purtroppo.

"La fiera bestia del Milanese" di Alessio Del Debbio è uno dei racconti che spicca di più: si nota che le proprietà linguistiche di Del Debbio sono di livello professionale, così come l'abilità narrativa. Qualche pagina e si nota anche che il racconto è collegato, tratto o ispirato a una sua serie urban fantasy con protagonisti i lupi mutaforma: "Ulfhednar war". L'ho compreso pur non avendo ancora letto gli altri libri e devo dire che questo assaggio ha fatto crescere in me la curiosità di approfondire la trama, perché i personaggi son ben costruiti con il loro passato maledetto e i tormenti interiori. Pur essendo un racconto che ha origine in altri libri (o pone la sua base qui; non avendoli ancora letti non lo so dire) si regge perfettamente con le sue sole gambe e l'ho trovato completo: inizio in media res, svolgimento ed epilogo epicoHa ritmo, è intenso. Ha azione e ha sentimento. E' coinvolgente e lascia la soddisfazione nel palato, perciò il mio voto è di 5 stelle.

"I suoni della montagna" di Maria Pia Michelini è il racconto più tetro, cupo e violento, eppure anche magico. Ambientato nella vallata di Sardagna vede protagonisti un uomo represso, la moglie all'apparenza dittatrice, e un'acquila fuori dall'ordinario. Si presenta con un incipit forte, a cui segue la descrizione precisa del carattere del protagonista a partire dal suo passato in famiglia. Il racconto contiene diversi colpi di scena mentre la leggenda narrata è una delle più belle del libro, nonché una delle poche in cui la creatura fantastica non è vista come una bestia malvagia da affrontare, piuttosto, è una creatura pura. Classico esempio di quanto siano più bestie gli uomini degli animali, un esempio che in una simile raccolta non poteva mancare e che è reso benissimo dall'autrice in questo racconto breve ma intenso. 5 Stelle.

"Le nebbie di Parma" di Alessandra Leonardi è il racconto che vanta il numero più vasto di creature fantastiche. Ambientato a Parma, comincia nel presente poi torna al passato, alternando i due tempi fino all'epilogo. Al centro della trama troviamo dei personaggi di Chiesa, una peccatrice e un alchimista; non si dà molto peso alla descrizione di questi poiché l'attenzione si concentra sulla catena di eventi che hanno origine nel 1195, da fatti storici e da una reliquia. Scrivere di più vorrebbe dire svelare la trama, dunque mi limito a giudicare: la leggenda è interessante, ma la ragazza protagonista mi è parsa alquanto bizzarra e sento che manca qualcosa nel suo profilo... perciò non mi sento di andare oltre le 3 stelle.

"Il caso del Basilisco" di Debora Parisi è un racconto fantasy che vanta la presenza dei classici nani e draghi. Ma diversamente dai classici ha come protagoniste due eroine, cacciatrici, che sono anche una coppia. Beatrice è un personaggio molto ben delineato e carismatico, forse il meglio caratterizzato dell'antologia. Per questo racconto ho avuto la stessa sensazione di quello di Alessio Del Debbio, poiché trovo che qui ci sia tutto: amore, azione, fantasia, leggende; animali e il loro rispetto, personaggi che evolvono e già di per loro hanno personalità. Un buon racconto su tutti gli aspetti nonché uno dei miei preferiti. 5 stelle.

"La ninfa e il cacciatore" di Micol Fusca è un racconto fantastico che si tinge di giallo. A Montello, una collina del Trevigiano, c'è un alone di mistero sulla morte di due ragazzi, e colui che si occupa di tenere in ordine la tenuta della famiglia benestante, Lele, diventa suo malgrado lo Sherlock Holmes della situazione. Fortunatamente la scelta di questo personaggio non è data al caso ma è, al contrario, ben motivata nel finale chiarificatore. Il racconto è avvolto da un'atmosfera tesa e misteriosa, quasi da incubo, poi ogni mistero è risolto e... ed è un peccato! Perché la soluzione è semplificata (ma non banale) e davvero sembra finire troppo presto. Credo sarebbero state necessarie delle pagine in più, per questo il mio voto è tra 3/4 stelle.

"L'eredità di Dolasilla" di Luciana Volante è un altro racconto fantasy con tanto di creature classiche come basilischi (i più gettonati della raccolta, devo dire!) e folletti. E' ambientato a Braies e resta sul classico fantasy con l'eroe predestinato che non conosce il mondo magico, figuriamoci le creature che lo abitano, e si ritrova catapultato ad affrontare una guerra già in corso e più grande di lui. Protagonista è però una ragazza, la nipote che riceve in eredità dalla nonna l'incarico di proteggere la zona dalle creature straordinarie. L'atmosfera è bellissima, ben descritta sia per quanto riguarda la quotidianità (la casa ora vuota dei nonni) sia per il mondo magico (il sogno premonitore e la creatura che si palesa), purtroppo, però, questo racconto sembra l'introduzione a un romanzo dal respiro più ampio perché potrebbe benissimo continuare. Mi spiego meglio: l'episodio si conclude ma ci mostra che c'è dell'altro. Questo finale aperto potrebbe piacere o infastidire, ma ripensandoci, appoggio la scelta dell'autrice (a suo modo geniale) e valuto con 4 stelle.

"Il Santo di nessuno" di Francesca Cappelli è il racconto conclusivo della raccolta nonché l'altro mio preferito. Ambientato nella Valle Isarco, il racconto ha un ottimo incipit che si concentra sullo stato d'animo della protagonista: la sua caratterizzazione è ben fatta e si esprime con pensieri credibili. C'è pathos nella trama che si sta delineando man mano che si procede con la lettura, e al tempo stesso c'è un buon ritmo, scandito da un rapido alternarsi della narrazione che passa dal presente a un dialogo avvenuto nel passato; c'è mistero su chi siano i due interlocutori, e c'è mistero su cosa sia successo in passato e su cosa stia accadendo adesso.
Ho amato questo dialogo.





"Era questione di un istante. Ogni cosa riprendeva il suo corso. La montagna offriva il suo volto più dolce. Ai turisti non succede mai niente. E' sempre
alla gente del posto che capita, sai. E se ci pensi bene, è logico. Quei turisti saranno
preda di qualcos'altro, a casa loro. Ogni posto ha le sue ombre."




A un certo punto, questo dialogo così serio, che si potrebbe ricondurre alla nostra realtà, è riuscito perfino a farmi ridere, sempre grazie all'ottima caratterizzazione della protagonista. L'intero racconto è interessante e offre spunti di riflessione, mi ha trasmesso tensione e addirittura romanticismo, bellezza, amore per la natura, in un passo particolare che è quasi poesia. Il finale è sospeso ma solo in apparenza, poiché visto quanto descritto prima lo possiamo immaginare benissimo; una soluzione perfetta. 5 Stelle.

Al termine di ogni racconto c'è una bellissima illustrazione a cura di Marco Pennacchietti, e a concludere l'antologia ci sono le varie biografie degli autori protagonisti.

A questo punto non mi resta che terminare questa lunghissima recensione (son tre ore che scrivo!) dicendo che "Bestie d'Italia vol. 2" è esattamente come mi aspettavo, con il giusto mix di leggende nostrane coi riflessi dei tempi moderni, un tour attraverso la penisola ma anche un viaggio nelle profondi radici che caratterizzano il nostro popolo.
Dopotutto, il fantastico ha origini lontane. E l'Italia è Storia.


Il voto di Universi Incantati:




Cosa ne pensate di questo libro?
La mia recensione vi ha incuriosito?
Vi lascio al link d'acquisto di questo volume e anche del precedente, casomai foste degli appassionati di miti e leggende come me!


lunedì 28 ottobre 2019

Review Tour: "La Devi" (Matefinder vol. 2) di Leia Stone (Hope Edizioni)



Carissimi astronauti,
mi preparo a chiudere il mese con una settimana molto intensa: ospiterò infatti ben due recensioni in anteprima!
La prima è quella di oggi, legata al Review Tour del secondo volume della serie Paranormal Romance / Urban Fantasy "Matefinder" di Leia Stone, intitolato "La Devi", edito sempre da Hope Edizioni.
Per la recensione al primo volume "Matefinder - Il dono" vi rimando al mio post QUI.
E ora, procedo col presentarvi la nuova uscita!




Titolo: "La Devi" (Matefinder #2)
Autrice: Leia Stone
Editore: Hope Edizioni
Traduzione: Paolo Costa
Progetto grafico: FranLu
Genere: Paranormal Romance
Data di uscita: 25 Ottobre 2019
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: n.d.
ISBN: 978-8855310215
Prezzo: € 13,90 cartaceo / € 2,79 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Dopo aver scoperto che, grazie al suo sangue, i vampiri sarebbero stati in grado di procreare, Aurora pensava di conoscere la sua missione: eliminarli tutti per poter vivere serenamente con Kai e il suo branco.
Ma un altro segreto che la riguarda sta per venire alla luce e la porterà a incontrare la Devi, potentissima alleata, ma anche temibile arma a doppio taglio.
Il prezzo richiesto dalla Devi per il suo intervento potrebbe essere davvero troppo alto per Aurora, che dovrà scendere a patti col non avere alcun controllo sul proprio futuro, mentre si prepara ad affrontare vecchi e nuovi nemici, che aveva creduto suoi alleati.
Intanto, Kai sta portando avanti un suo piano, che potrebbe sconvolgere per sempre gli equilibri tra le razze. L’Alfa è disposto a tutto pur di proteggere la vita di Aurora e assicurarsi il loro lieto fine.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


"La Devi" è il secondo volume della trilogia Matefinder, paranormal romance con protagonisti licantropi, vampiri e streghe. Grazie alla presenza di queste creature sovrannaturali regna ancora l'atmosfera urban fantasy, ma la cosa che ho preferito di questo romanzo è la piega spirituale che prende grazie allo sciamano che avevamo già avuto modo di conoscere nel primo volume; questo elemento impreziosisce l'avventura rendendola anche originale, per una serie altrimenti troppo simile alla Twilight saga.

Una piccola premessa: se avete già letto il primo volume e temete di ricordare poco o niente di quanto accaduto, vi rassicuro dicendo che questo seguito contiene indizi qua e là che vi aiuteranno a ricostruire le vicende precedenti; non ci sarà bisogno di riprendere la lettura del volume precedente.

Preparatevi dunque a un viaggio che la protagonista Aurora compierà dentro di sé per scoprire non solo cosa deve fare, ma soprattutto per scoprire chi è, chi vuole diventare, e cosa vuole fare della sua vita. Già dalle prime pagine, infatti, ci sarà rivelata una nuova caratteristica della ragazza in cui già convivono ben due caratteristiche straordinarie, l'essere licantropo e l'essere strega. Sì, ce n'è una terza! E questa è la più incredibile (e originale) di tutte, nonché la più letale e sconvolgente; quella che aggiunge tensione al romanzo.




Le sue parole, il suo tono di voce, risvegliarono qualcosa di profondo dentro di me. Tutto a un tratto, fui grata di essere qui, per questa opportunità. Quanti di noi si prendevano i tempo di purificarsi la mente? Di riflettere sulla propria strada nella vita? Eravamo tutti troppo occupati in cose futili: fare soldi, per comprare una casa, per pagare
un'auto. Lavorare per andare in pensione. Perché non potevamo prenderci del tempo per vivere davvero? Perché non potevamo semplicemente fermarci, andare nella foresta, sederci in un teepee senza elettricità o bagno e scoprire noi stessi?




Devo dire che la trama ha un buon ritmo, è lineare, ma scorre troppo in frettatra visioni e incantesimi si respira magia, poi c'è l'azione che è continua per via dei movimenti dei protagonisti, sia geograficamente parlando sia in termini di eventi e scelte. C'è amore tra Aurora e Kai ma personalmente non l'ho percepito, forse perché piuttosto che perdersi nel raccontare la loro relazione, l'autrice preferisce concentrarsi sullo sviluppo della trama e la catena di eventi; non dà slanci emotivi se non negli ultimi capitoli (al 70% della lettura, secondo il Kindle) dove esplodono diversi colpi di scena che coinvolgono personaggi di cui ci eravamo già affezionati nel primo volume.

In sintesi, l'azione prevale sul sentimento.
Ciò accade nonostante la premessa del viaggio spirituale perché anche questo si compie fin troppo in breve: non ci sono grandi prove o incertezze che minacciano l'animo della protagonista; è una sua caratteristica essere forte e sicura di se stessa, ma personalmente mi è sembrata un po' irreale. Vacilla solo a parole; attraverso i fatti si dimostra essere simile a un alfa. Avrei voluto che si approfondisse questa parte, che, lo ricordo senza cadere in anticipazioni, resta comunque interessante.
A pensarci bene, la parte sentimentale si esprime al meglio quando ci si sofferma su un elemento del branco in particolare e alla sua "anima gemella": grande importanza riserva ancora il ruolo di "Matefinder" di Aurora, ed è interessante che si consideri l'amore come un sentimento che si può rinnovare, che non conosce il confine della carne. E' romantico.

Al primo volume avevo dato ben cinque stelle, piena d'entusiasmo; questo libro che sta nel mezzo ha il "difetto" di essere una preparazione... ma a un finale che si prospetta epico. Qui si toccano leggi universali e l'autrice conduce il suo universo immaginario a quanto c'è di più vicino a noi e alla nostra realtà. Si toccano temi sociali, si tratta di fertilità e infertilità, di famiglia e di valori, di dipendenze e di depressione, e di etichette che andrebbero rimosse per garantire l'equilibrio, perché prima di giudicare qualcuno occorre conoscerlo.
Un libro che sembra celare un insegnamento oltre all'intrattenimento, come a voler concedere un'evasione ma strizzandoci l'occhio dicendo: "ehi, sto parlando di voi".

Il finale è senza dubbio la parte migliore del romanzo, quella più coinvolgente, tesa e adrenalinica; è un peccato chiudere il libro perché termina sul più bello.

In conclusione, consiglio la lettura a un pubblico prevalentemente femminile (anime gemelle, gravidanza e fertilità sono i tre temi principali). 
Per le amanti del genere urban fantasy, soprattutto a chi cerca libri che raccontano d' incantesimi e di streghe, e a chi non disdegna il fatto che qualcosa di straordinario lo possiamo compiere anche noi umili esseri umani, con l'aiuto della giusta guida. 
Un romanzo per chi crede nella reincarnazione.


Il voto di Universi Incantati:





Cosa ne pensate, carissimi?
La mia recensione vi ha incuriosito?
Vi aspetto nei commenti e intanto, vi lascio il link d'acquisto per entrambi i volumi usciti finora.




venerdì 18 ottobre 2019

Recensione: "Il Sognatore" di Laini Taylor (Fazi Editore)

Cari astronauti,
sono una che non segue la moda del momento e che piuttosto tende a rimandare quelle letture che sono molto discusse e particolarmente piaciute; parto un po' prevenuta pensando che si tratti di strategie di marketing!
Ma quando si tratta di opere di genere fantasy, prima o poi cedo alla curiosità di tuffarmi nell'avventura per vedere di cosa si tratta, perché è piaciuta così tanto, e infine farmi una mia opinione.
Così, cogliendo l'occasione del GDL di settembre/ottobre di Leggo Quando Voglio mi sono finalmente decisa a leggere "Il Sognatore" di Laini Taylor, anche se, in realtà, tra le sue opere avevo da più tempo in wishlist la trilogia de "La Chimera di Praga"... dopo questa lettura, non potrò più fare a meno di acquistarla, e tra poco vi spiegherò perché.
Partiamo con la presentazione!




Titolo: Il Sognatore
Autore: Laini Taylor
Editore: Fazi Editore
Genere: Fantasy
Data di uscita: 5 Luglio 2018
Pagine: 524
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 978-8893253161
Prezzo: € 14,50 cartaceo / € 6,99 ebook (GRATIS con Kindle Unlimited)
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente.certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un'esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell'oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un'ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l'opportunità di vivere un'avventura dalle premesse straordinarie.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Sono sempre stata affascinata dal tema sogno/realtà tanto da averci scritto un romanzo breve anch'io ("Profumo d'incenso", quello del mio esordio), eppure la sinossi di questo primo libro della duologia di Laini Taylor non riusciva ad attirarmi. Avrei subito cambiato la rotta dei miei pensieri se avessi letto le prime pagine: protagonista del libro è Lazlo Strange, un giovane bibliotecario affascinato dai miti e dalle leggende dal passato, soprattutto quella che riguarda una città che ha perso il suo nome, e che ora è identificata con l'evocativo nome di Pianto. C'è chi dubita della sua esistenza, ma le continue ricerche incrociate di Lazlo nei vari testi, lasciano qua è là una traccia che lui è determinato a seguire, non solo coi sogni ma anche con la realtà dei fatti appena gli si presenta l'occasione. Trattato con sufficienza e poco considerato dagli altri, il ragazzo emerge dalla massa e parte per la sua rivalsa, ma sempre con l'umiltà e la saggezza delle persone semplici e silenziose, come ogni eroe che si rispetti in un romanzo di formazione.

Ma non aspettatevi un'atmosfera favolistica e rosea perché Laini Taylor ci avverte già dall'incipit che i toni saranno diversi: ci mostra una scena cruenta, ossia una ragazza blu caduta dal cielo che va infilzandosi a una guglia. C'è sangue, morte e dolore. Si ascolta un urlo e si vede un fantasma; è una scena d'orrore. Non sappiamo ancora se questa scena del prologo riguardi il principio, l'intermezzo o la fine, ma non si può fare a meno d'esser subito catturati dalla forza di queste immagini, dall'atmosfera gotica e dalla curiosità di scoprire questo misterioso popolo blu la cui sola vista sconvolge la gente di Pianto.

Così, dopo una prima parte concentrata sulla presentazione di Lazlo Strange detto "il sognatore", nella seconda parte entra in scena una ragazza, Sarai, "la musa degli incubi", che vive confinata in una fortezza sospesa nel cielo (che mi ha tanto ricordato Laputa e altre opere nipponiche) assieme ad altri ragazzi, tre femmine (Ruby, Sparrow e Minya) e un maschio (Ferral). Loro quattro hanno dei doni e sono blu, blu come i figli degli dèi. Intanto il Massacratore degli dèi, Eril-Fane, sta tornando, accompagnato, tra gli altri, proprio da Lazlo Strange... il romanzo si sviluppa con l'alternarsi dei due punti di vista, quello dalla terra con Lazlo e quello dal cielo con Sarai. Subito emerge come i due siano agli opposti non solo come collocazione geografica ma fin dal soprannome: Lazlo è pura, fervida e sana immaginazione, l'innocenza del sogno, l'incarnazione del fanciullo; Sarai è invece compromessa, corrotta da un passato macabro e sagnuinolento, perciò il terrore dell'incubo, la disillusione, la prova di come il male possa costruire la corazza dura a una donna e maturarla prima del tempo.

Alla base della trama c'è una storia che incarna il peggiore degl'incubi umani, l'orrore di bambini, giovani, e persino adulti. Dire che ha a che fare con la famiglia non è tutto, così come dire che ha a che fare con la più orribile delle violenze sarebbe riduttivo. Non mi pronuncio oltre per non cadere in fastidiose anticipazioni, ma vorrei chiarire che al di là dell'atmosfera onirica e dalla fantasia sfrenata di un mondo nuovo e di creature mai viste e sentite prima, alla base c'è un palpabile, realistico odio e la bramosia di vendetta, elementi che quasi stonano con il titolo del libro e che tingono questo fantasy di venature dark.
Credo di non aver mai letto un fantasy, se non addirittura un libro in generale, che ponesse l'odio profondo al centro della trama. Un odio che deriva dalla paura, e che finisce con lo sfiorare più o meno velatamente un altro tema attuale come la discriminazione razziale.




Le brave persone agiscono esattamente come quelle cattive, Lazlo.
E' solo che quando lo fanno loro, la chiamano giustizia.


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Un libro dove vige il dualismo sogno e incubo, non può che lasciare convivere anche l'amore oltre all'odio. L'amore come un fiore delicato e fragile che sboccia nonostante il buio e la prepotenza della tormenta; un amore che è tenero e impacciato come i primi approcci che caratterizzano i libri di genere young adult. "Il Sognatore" è anche questo.

Ogni cosa è coinvolgente in questo libro, a partire dall'atmosfera: Laini Taylor mi ha conquistata con il suo stileRiesce a creare delle immagini vivide e nitide combinando parole che colpiscono anche col suono, in una sinfonia perfetta che evoca la poesia sia negli incantevoli sogni fiabeschi di Lazlo, sia nel decadente incubo orrorifico di Sarai.
Nonostante ciò, ci sono state due occasioni nelle quali ho notato d'aver avuto un calo d'interesse e la lettura mi è parsa più pesante, ad esempio con l'introduzione di Sarai e degli altri dèi nella fortezza (forse per via del repentino e inaspettato cambio di ambientazione e prospettiva, che avviene poi nel bel mezzo di un dialogo, rispetto alla storia di Lazlo che è invece riportata come il classico fantasy che parte dal principio - dal suo ritrovamento nella cesta da neonato), e nella parte finale dove i capitoli diventano rapidi e brevissimi, includendo persino i punti di vista di altri tre personaggi che prima non erano stati presi in considerazione come voce narrante.

Il finale lo avevo previsto, ma non esattamente come si è rivelato: alcune cose erano prevedibili, ma per una in particolare sono stata tentata di... ehm... lanciare il libro dal divano! Non dalla finestra, perciò non mi ha del tutto destabilizzata. Devo ammettere che il prologo, alla luce del finale, potrebbe aver la pecca di rovinare la sorpresa; è stato un rischio inserirlo e alcuni lettori potrebbero non accettarlo (com'è effettivamente accaduto all'interno del GDL). Il risvolto che invece mi ha coinvolta al punto da farmi infuriare, d'altra parte mi suscita una curiosità impellente a proposito del secondo e conclusivo volume: si prospetta intrigante per via della piega improvvisa che hanno preso gli eventi e i protagonisti stessi e, dopoutto, lo trovo coerente con la trama e l'atmosfera gotica/dark.
Apprezzo e ammiro la scelta coraggiosa dell'autrice ma sono consapevole che potrebbe anche deludermi un bel po'; intanto, l'acquisto del seguito è obbligato.

Consiglio questo libro a tutti gli amanti del fantasy (ovviamente) ma non solo, perché questo stile è particolare e merita d'essere letto, quest'atmosfera è rara e va respirata, e poi perché la trama offre degli elementi originali al di là della classica storia di rivalsa/formazione (che poi è anche una presa di coscienza del vero sé), merito soprattutto del personaggio di Sarai (nonostante Lazlo sia davvero delizioso), della bambina Minya (che mi ha ricordato altre perfide bambine di manga/anime) e dell'eroe/massacratore Eril-Fane, tutti personaggi che sono in eterno bilico tra il bene e il male.
Un fantasy che insegna che non esistono eroi, poiché essere nel giusto o nello sbagliato, in fondo, è solo una questione di punti di vista, come chi guarda dal cielo verso la terra, e dalla terra verso il cielo.


Il voto di Universi Incantati:





Avete letto questo libro? Vi è piaciuto?
E cosa ne pensate della mia recensione?
Avete letto il seguito?
Fatemi sapere nei commenti!



mercoledì 9 ottobre 2019

Release Blitz: "Adesso tutti sanno", Dark Romance di Giovanna Roma



Carissimi astronauti,
dopo la Cover Reveal qualche settimana fa, oggi torno a parlarvi di questo romanzo, uscito giusto da un paio di giorni! 
Per questo speciale appuntamento vi svelerò un estratto in anteprima :)
Partiamo dalla scheda del libro!





Titolo: Adesso tutti sanno
Autrice: Giovanna Roma
Editore: Self-publishing
Genere: Dark Romance
Data di uscita: 7 Ottobre 2019
Pagine: 445
ISBN: 978-1689216050
Formato: cartaceo ed ebook
Prezzo: € 14,04 cartaceo / € 2,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
La prima volta che lo percepii, fu nel salotto di casa nostra.
Ed ebbi terrore
Di chi fosse,
Di cosa pretendesse da noi
E in cosa mi avrebbe sfigurata.
Aveva imparato una lezione che voleva condividere. Una lezione che non si dovrebbe insegnare a un bambino, perché la felicità non segue sempre la tragedia, né la speranza il dolore.
Niente cambierà la sua natura impassibile, quel temperamento deciso e la fedeltà verso una promessa.
Eravamo gli opposti, eppure nei suoi occhi intravedevo dei frammenti di me. Vorrei aver conosciuto la nostra storia bene quanto oggi.
Avrei saputo ribellarmi alle regole prescritte? E se fossi stata capace, quale prezzo sarei stata disposta a pagare?
Non c’è tempo per riflettere.
Ecco, senti i passi dietro di noi? È lui che sta arrivando.




«Giuro che non te lo renderò facile», esplodo mentre Alan si avvia all’uscita. Sussulto all’occhiataccia che getta da sopra le spalle. Ho fallito nell’evitare di avere l’ultima parola. La voglia di stillare sangue dal suo ego ha vinto. Il vero problema è che non esistono insulti o minacce che trafiggano un petto vuoto.
«Perché hai bisogno di proteggerti da me?»
Si blocca sotto la porta, un piede dentro l’altro fuori. I suoi pugni si aprono e chiudono, la mascella si contrae.
«Come, prego?»
Scuoto le braccia per liberarmi dagli scagnozzi. «Non ti sembra esagerato? Sono sola, voi siete in quattro. Hai tanta paura (…)? Non ci fai una beLui ne ricava uno spazio nel mezzo.
I suoi bicipiti si gonfiano per trattenermi giù. Il legno è duro, però Alan lo è di più. Io sono il cuscinetto tra i due. Ho una mano avvinghiata al suo polso, l’altra si agita alla ricerca del famigerato coltello. Non voglio vedere il suo bulbo oculare penzolare, ma potrò sempre sgonfiargli i pettorali. Scovando solo cartacce e mancandomi l’aria, entrambe le mani scattano sul polso. 
«Psicanalizzami un’altra volta e te ne pentirai, Miss Freud.» Ha la voce roca. Il calore del suo corpo gronda attraverso il mio vestito. Un ciuffo di capelli gli divide la fronte, quello sguardo affilato impedisce ai miei neuroni di ruotare. Se lo pregassi di lasciarmi, saprebbe quanta paura nutro ed esulterebbe.
Morirò prima di dargli piacere.
«Non puoi uccidermi.» Lo ripeto a entrambi. (…)
«Posso portarti a desiderare la morte più di ogni altra cosa» confida strofinandosi sullo stomaco, mentre il mio cervello diventa un disco rotto. Penso alle sue mani sotto la gonna, alla voce ordinarmi di dargli le mutandine. Il pollice mi pizzica il labbro inferiore e le sue pupille si dilatano. Sta rievocando con me.
Ricordo anche il tagliacarte, la pistola e scatto sulla fondina. L’apro ed estraggo l’arma. La paura gliela punta alla gola.
La sua lingua scorre sul labbro superiore, deconcentrandomi. Osserva divertito la reazione del mio corpo. I muscoli contratti, il tremito della mano.
«Cosa aspetti?»
Il coraggio di mietere. Io non sono un’assassina. Sì, ma qui dipende la mia vita (…). Se non premessi, chissà cosa diventerebbero i prossimi giorni.
Non so se per sfidarmi, provocarmi o è semplicemente malato, Alan infila una mano sotto la gonna. Ci fissiamo negli occhi. Lui con le pupille dilatate, io con le pupille offuscate. Con i pollici disegna dei cerchi sulla coscia, si spinge sempre più su. Mi inarco per sfuggire, ma la testa urta subito contro la parete e non ho altro dove andare.
«Possiamo trovare un accordo.»
«Basta accordi con i Mitchel.»
«Ma ho io la pistola!»

«E ancora non l’hai usata.» Per quell’urlo parte un colpo.

 ADESSO TUTTI SANNO © Giovanna Roma




L'autrice:
Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi "La mia vendetta con te, il suo sequel "Il Siberiano", lo storico "Il patto del marchese" e la serie dark "Deceptive Hunters".


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La mia serie Urban Fantasy / Paranormal Romance / Sci-Fi