lunedì 12 agosto 2019

Recensione: "Le cose che non ho detto" di Azar Nafisi (Adelphi)

Cari astronauti,
quello che sto per recensire oggi è il penultimo libro che ho letto, tratto dal GDL #aTeheranConNafisi che è partito da "Leggere Lolita a Teheran" della stessa autrice, come potete leggere QUI (seguendo il link trovate tutto: la recensione del saggio + le varie tappe del GDL!)
Prima di svelarvi cosa ne penso di questa nuova lettura, vi mostro la scheda del libro.




Titolo: Le cose che non ho detto
Autore: Azar Nafisi
Editore: Adelphi
Genere: Biografia
Data di uscita di quest'edizione: 28 Agosto 2015
Pagine: 342
Formato: cartaceo
ISBN: 978-8845930164
Prezzo: € 10,20
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Innamorarsi a Teheran, guardare i Fratelli Marx a Teheran, leggere Lolita a Teheran... Così iniziava una lista di cose segrete che Azar Nafisi aveva stilato nel suo diario e che si rimproverava di aver taciuto a tutti. Molte delle altre, a tanti anni di distanza, ha deciso di raccontarle in questo libro. Che è un ritratto del padre, sindaco di Teheran all'epoca dello scià, e della madre, fra le prime donne entrate al Parlamento iraniano. È la storia dei tradimenti di lui, del mondo fantastico in cui lei a poco a poco trasforma la realtà insopportabile che la circonda, e della forzata, dolorosa connivenza dell'autrice con il padre. Ma anche e soprattutto la rivelazione di come a volte le dittature sembrino riprodurre i silenzi, i ricatti, le doppie verità su cui si regge il primo, e più perfetto, sistema totalitario: la famiglia. Chi conosce Nafisi sa già cosa troverà, qui, in ogni pagina: l'emozione di leggere sempre qualcosa di autentico e temerario. Qualcosa che arriva dalle strade e dai giardini di Teheran come dalle pagine di Firdusi o dei grandi cantastorie persiani. E ci riguarda molto da vicino.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


"Le cose che non ho detto" è il libro a cui io e le altre lettrici del gruppo di lettura #aTeheranConNafisi abbiamo deciso di dedicarci dopo il saggio "Leggere Lolita a Teheran". Pensavamo che questa nuova lettura avrebbe approfondito il quadro su Teheran, sulla rivoluzione e la ribellione intellettuale dell'autrice, invece ci siamo trovate di fronte a un'autobiografia che riguarda principalmente (ed essenzialmente) la storia della sua famiglia, del suo rapporto complice col padre e conflittuale con la madre.
A partire dall'infanzia pre-rivoluzione alla perdita di entrambi i genitori, i fatti storici sono brevi cenni, nel limite del coinvolgimento che questi hanno nelle vite della famiglia Nafisi: il padre che diventa sindaco di Teheran e che durante la rivoluzione islamica viene incastrato e arrestato; la madre che entra in parlamento per poi esserne cacciata durante la rivoluzione, che come sappiamo è opprimente nei confronti delle donne.

Nel parlare dei suoi genitori, Azar etichetta subito la madre come dispotica e parla di lei con un certo rancore, mentre risalta subito le qualità e il debole che ha per il padre, tanto che sembra giustificarlo per le sue varie simpatie femminili. Azar "lava i panni sporchi in pubblico" senza addolcire il suo giudizio; raramente assistiamo a un suo tentativo di entrare in empatia con questa madre dal carattere difficile e complesso, mentre col padre si scioglie facilmente. Questo suo essere estremamente di parte ha fatto sì che la quasi totalità del nostro gruppo la condannasse, tranne me e un'altra lettrice che abbiamo provato a capire una Azar nascosta, un'altra che ancora tace certe cose e che aspetta la fine per rivelarcele. Come in effetti avviene.

È inevitabile tentare di tracciare un profilo psicologico di questi protagonisti, e ritengo che la madre sia un "personaggio" davvero interessante, ed è rapportandolo col padre che anche quest'ultimo acquista spessore, altrimenti, concedetemelo, sarebbe piatto (in base al ritratto di Azar). Lui è quello che le trasmette la passione per le storie e per i libri (noi stesse ci siamo incuriosite su "Il libro dei re" di Firdusi e una l'ha persino comprato, in inglese!), quello che tiene diari dove si confessa, ma la madre è un vero mistero! Sembra vivere nel passato, in quello dove ballava e si era appena sposata col primo marito; rimasta vedova in giovane età, nonostante un nuovo compagno e due figli sembra che la sua felicità sia morta lo stesso giorno che ha perso il suo primo vero amore.

Qual'è il senso di questo libro?
Ce lo siamo chiesto durante tutta la lettura: se tratta superficialmente la storia dell'Iran, se Azar si mostra trattenuta e sorvola persino sui fatti personali come il secondo matrimonio e la nascita dei figli, è corretto ritenerlo un'autobiografia?
Io credo (e non sono la sola) che il fine di questo libro fosse terapeutico, ma l'esperienza dell'autrice può essere utile anche al lettore, dopotutto.

Questo libro parla d'amore: di quello perduto dalla madre, di quello che continuamente il padre cerca in altre donne, di quello di Azar così evidente per il padre, e così disperatamente bisognoso nei confronti della madre. Oltre al rancore, infatti, Azar sembra avere anche dei rimorsi, e in certi momenti l'ho guardata con tenerezza, non più come l'autorevole e rispettosissima prof, ma come una bambina, una ragazza, una donna, fragile e insicura.
Quel che emerge alla fine del libro è che "Le cose che non ho detto" si riferisce al silenzio che Azar ha riservato alla propria madre e che riguardano i sentimenti. Detto ciò, il libro insegna a non aspettare che siano gli altri a fare il primo passo verso di noi: se amiamo, diciamolo. Se desideriamo l'amore di un'altra persona, facciamoglielo sapere. Allora, forse, qualcosa in quella direzione si muoverà, ma se ciò non accade, in fondo non importa. Peggio è trattenersi e passare il resto della vita col dubbio che poteva bastare una parola per dare e ricevere quell'amore segretamente atteso.
Questa volta la prof. Nafisi ci ha insegnato qualcosa che va oltre la letteratura e i libri.




Le nostre paure, le nostre personali emozioni, se taciute diventano più forti, continuano a ferire. Se vogliamo mandarle via, dobbiamo esprimerle, e per farlo dobbiamo prima riconoscerle. Io riuscivo a parlare delle
ingiustizie politiche, e a contrastarle, ma non riuscivo a parlare di quanto mi era
capitato in quel giardino.




Scorrevole come un diario, consiglio questo libro a chi già conosce l'autrice e vuole approfondire la sua personalità, le difficoltà che l'hanno resa quel che oggi è. Perché se vediamo una famiglia ricca, acculturata e relativamente celebre, non è detto che sia felice come la famiglia della pubblicità del mulino bianco.
Ciò che davvero rende ricchi è l'amore.
L'amore dei nostri genitori per noi.


Il voto di Universi Incantati:




Cosa ne pensate, carissimi?
Avete letto questo libro o pensate di farlo?
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martedì 6 agosto 2019

Recensione "Siamo amici solo il mercoledì" di Tania Paxia (Newton Compton Editori)

Cari astronauti,
continuo con le recensioni, stavolta non con un recupero, ma con una delle letture più recenti!
Non leggo molti romance, ma conosco l'autrice Tania Paxia da diversi anni (virtualmente parlando) e ho voluto fare un'eccezione!
Comincio con la presentazione del libro.




Titolo: Siamo amici solo il mercoledì
Autore: Tania Paxia
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Narrativa, Romance
Data di uscita di quest'edizione: 21 Marzo 2019
Pagine: 348
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 978-8822719881
Prezzo: € 7,90 cartaceo / € 0,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Woden e Carter hanno un segreto: sono amici da sempre, ma non in pubblico. Si incontrano il mercoledì sera a casa di Woden per rispettare l'accordo stretto da bambini: il Woden's Day. Nonostante impegni e interessi molto diversi, quello è il loro giorno speciale. Woden è una patita della chimica e dell'elettronica, piatta come uno skateboard e deliziosamente ordinaria (tranne per un dente scheggiato per colpa di una caduta). Carter invece è un pilota Nascar e il suo sogno è correre nella Sprint Cup, cosa che, insieme ai suoi bellissimi occhi azzurri, lo rende estremamente popolare nel loro liceo. Praticamente non hanno nulla in comune, sono due mondi agli antipodi e a scuola nessuno potrebbe sospettare della loro amicizia segreta. L'unica cosa che li lega è quella promessa fatta da bambini, senza la quale sarebbero diventati semplicemente due estranei. Ed è forse quello che sta per succedere con l'avvicinarsi del diploma? Tra liti, tregue, battibecchi e incomprensioni, dovranno trovare una soluzione. Oppure dire addio alla loro speciale amicizia.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Ho letto questo libro tra un classico e un saggio: la lettura perfetta per ritrovare un po' di spensieratezza.

"Siamo amici solo il mercoledì" mi ha ricordato Joey e Dawson di "Dawson Creek", poiché i protagonisti Woden e Carter sono due amici per la pelle fin dall'infanzia, ma ora che sono liceali hanno continuato ad esserlo solo in segreto, quando si riuniscono ogni mercoledì sera a casa di uno o dell'altra per confidarsi, o semplicemente per guardare un film insieme. La segretezza è dovuta al fatto che Carter è uno dei ragazzi più popolari della scuola (grazie all'aspetto fisico ma anche al fatto che sia un abile pilota di Nascar), mentre Woden è la classica secchiona un po' nerd.
La popolarità di Carter riguarda anche l'universo femminile: passa con leggerezza da una ragazza all'altra, mentre Woden rimedia appena un appuntamento. Sarà proprio quando comincerà a frequentare un tipo "alla Carter" che il suo migliore amico la metterà in guardia e il loro rapporto si tingerà di gelosia, minacciando l'amicizia ma portando alla luce sentimenti nuovi. Il libro è una presa di coscenza sui propri veri sentimenti e sull'accettazione di quest'ultimi, ma non mancano alcune scene sensuali, di un erotismo leggero, che sanno dare qualche brivido soprattutto quando si tratta dei primi approcci.




Ne avevo abbastanza delle sue prese in giro.
Non so cosa mi prese, ma fatto sta che sbattei il telecomando sul tavolino e mi alzai dal mio posto per mettermi a sedere a cavalcioni sulle gambe di Carter.
"Che cavolo fai?", il suo sorriso scomparve, alla fine. Dovevo ricorrere a quei mezzucci per farmi prendere sul serio? Dio...
"Così impari a provocarmi", ridacchiai malefica. "E vedrai a cosa serve la teoria". Mi tolsi gli occhiali, me li poggiai sulla testa e mi avvicinai al suo volto per dargli un bacio sulla guancia. Poi scesi più in basso, fino ad arrivare alla mandibola, la barba che mi pungeva le
labbra; infine, gli scoccai un bacio più sensuale sotto l'orecchio.
Carter sussultò e lo sentii sbuffare. "Woden", disse con la voce roca e profonda.




Il romanzo, autoconclusivo, ricorda proprio le commedie americane liceali: si svolge per lo più tra le aule di scuola, coinvolge i compagni, e concede qualche apparizione alle rispettive famiglie dei due protagonisti. Inoltre, siamo proprio negli Stati Uniti. Un libro come uno di quegli ultimi film usciti su Netflix! Fresco, scorrevole, leggero, perciò, pur essendo la storia ambientata in pieno inverno, l'ho trovata perfetta anche sotto l'ombrellone, circondata dall'afa estiva.

La narrazione in prima persona alterna il punto di vista di Woden a quello di Carter, e i capitoli sono suddivisi in date a mo' di diario, ma personalmente avrei evitato di riportare l'annata perché scrivere del 2015-2016 rischia d'invecchiare il testo e col senno di poi non è rilevante ai fini della storia.
Il romanzo si compone per lo più di dialoghi ed è poco descrittivo, ragion per cui si legge quasi tutto d'un fiato, complice la trama piuttosto lineare. Tuttavia, riserva delle sorprese perché spesso i personaggi agiscono l'opposto di come avrei pensato, segno che le loro scelte non sono scontate.

In conclusione, un romanzo sul sottile confine tra amicizia e amore consigliato ai giovanissimi, soprattutto a quelli che vorrebbero trovare il coraggio di uscire dalla confortevole friendzone.


Il voto di Universi Incantati:




Cosa ne pensate, carissimi?
Avete letto questo libro o altre opere dell'autrice?
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domenica 28 luglio 2019

Recensione: "Leggere Lolita a Teheran" di Azar Nafisi (Adelphi)

Cari astronauti,
finalmente recupero una delle recensioni che vi avevo accennato!
Il libro in questione è stato molto importante nel mio percorso di lettrice, perché oltre ad averlo letto in un gruppo di lettura (#aTeheranConNafisi) che mi ha permesso di conoscere altre lettrici appassionate, sensibili e profonde, mi ha fatto riflettere sulla realtà ed è stato anche il punto di partenza per approfondire o scoprire altre opere.
I dettagli nella recensione; per ora, una panoramica generale del libro.




Titolo: Leggere Lolita a Teheran
Autore: Azar Nafisi
Editore: Adelphi
Genere: Saggistica
Data di uscita: 4 Aprile 2007
Pagine: 379
Formato: cartaceo
ISBN: 978-8845921544
Prezzo: € 12,00
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Chi mi legge su Instagram sa che questo libro lo abbiamo scelto, io e altre lettrici, per proporre un gruppo di lettura a tema: #ateheranconnafisi. Abbiamo infatti unito la lettura di questo saggio ai vari libri trattati al suo interno e che fanno da titolo ai capitoli, ovvero, "Lolita" di Vladimir Nabokov (che avevamo appena letto in un altro GDL), "Il Grande Gatsby" di Francis Scott Fitzgerald, "Daisy Miller" di Henry James, e "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen che avevamo già letto tutte. In questo modo, il saggio della professoressa Azar Nafisi ci ha accompagnato dal 6 maggio fino al 24 giugno, ma ci ha lasciato delle emozioni così forti, e ci ha trasmesso una gran voglia di leggere e approfondire tutti gli argomenti trattati, che abbiamo deciso di allungare il GDL con la lettura de "Le cose che non ho detto" di Azar Nafisi (che stiamo già leggendo), "Invito a una decapitazione" di Vladimir Nabokov, "La repubblica dell'immaginazione" di Azar Nafisi e "Le mille e una notte".
Questa lunga premessa per mostrarvi che un libro come questo può coinvolgere sia la mente con la sua curiosità e il bisogno di conoscenza che riguarda la questione storica e politica dell'Iran (come pure la sete delle storie più volte citate dalla Nafisi) sia il cuore, perché l'autrice ha una forte sensibilità e ci ha emozionato su un doppio livello: quando raccontava della sua vita sconvolta dalla rivoluzione islamica, e quando parlava del libri facendo un parallelismo con la realtà del momento. Ci ha conquistate al punto che non volevamo più staccarci dal suo racconto, proprio come le alunne del seminario segreto che devono separarsi da lei poiché si trasferisce negli Stati Uniti; ci ha anche unito come non ho mai visto accadere durante un GDL!

"Leggere Lolita a Teheran" è dunque un saggio sui libri autobiografico che mostra gli avvenimenti in Iran prima, durante, e dopo la rivoluzione islamica, un'oppressione che mi ha ricordato un romanzo distopico ma che dà i brividi, fa rabbia e fa piangere perché si tratta di realtà. Non solo biografia, però, perché la prof. riporta anche il vissuto di altre persone, che per proteggere deve velare sotto uno pseudonimo.
Gli aneddoti immergono nella situazione, mentre la scrittura della Nafisi è così evocativa che ci catapulta nell'incubo, in quella gabbia che è l'Iran, e al tempo stesso ci fa rimpiangere quel che rendeva grande Teheran: la cultura, la tradizione persiana, la possibilità delle donne di essere loro stesse e scegliere se indossare il velo per motivi religiosi.

Azar Nafisi spiega perfettamente la questione velo/chador, ed è mettendo al centro le sue studentesse che ci mostra quanto sia difficile la vita di una donna nella repubblica islamica, di come si finisca per annullare se stesse e si rinunci a fuggire perché è un regime che scava nelle profondità dell'essere e lo svuota; illude che non esista altra scelta se non quella di arrendersi, come se ci si riducesse a uno stato vegetativo. Leggendo questo libro emergono tematiche esistenziali, non solo riguardo alla condizione femminile, poiché riguardano anche la sfera dell'amore, della sessualità, e del senso del vivere; per il lettore è inevitabile cominciare a porsi delle domande.




Strano ma vero, la guerra e la rivoluzione ci hanno rese ancora più consapevoli delle nostre vicissitudini personali - soprattutto del matrimonio, il cui nocciolo è la questione della libertà individuale, come Jane Austen aveva
scoperto due secoli prima. Lei lo aveva scoperto, riflettevo; e noi, sedute in quella
stanza, in un altro paese, alla fine di un altro secolo?




Lo stile di scrittura sembra un racconto a tu per tu, scorrevole e con un ottimo ritmo che non annoia mai, ma talvolta occorre fermarsi per digerire la dura realtà dei fatti, perciò da un lato verrebbe da giudicarlo pesante se non fosse che l'autrice intreccia abilmente l'orrore al meraviglioso mondo dell'immaginazione, quello dei libri. I libri come ancora di salvezza, i libri come portatori d'amore e di bellezza. L'arte che salva quel che di umano c'è in noi.

La prof. Nafisi trasmette la sua passione per la lettura, e durante le lezioni sa dare del valore aggiunto a ogni classico, illuminando il lettore su significati e interpretazioni inedite perché rapportate alla vita sotto il regime islamico. Azar Nafisi è riuscita a farmi comprendere, poi accettare, un libro che avrei rivenduto alla prima occasione: "Lolita" di Vladimir Nabokov. Ho abbracciato la sua chiave di lettura e mi è persino venuto voglia di rileggerlo alla luce di quest'interpretazione. Non ho mai avuto fortuna con i professori e rimpiango di non aver avuto come mentore una mente creativa, attenta, sensibile e saggia come Azar Nafisi. Questo saggio la fa amare al punto da desiderare di leggere tutte le sue opere.

Credo fermamente che questo saggio dovrebbero leggerlo tutti, indipendentemente dal fatto che si mastichino abitualmente libri di questo genere oppure no (come stile e scorrevolezza è persino meglio di certi romanzi!), indipendentemente dal credo religioso e politico perché è capace di fare chiarezza: non guarderete più allo stesso modo, indifferente o peggio, una donna con il velo.


Il voto di Universi Incantati:


Tutte le tappe del GDL #aTeheranConNafisi
sul mio profilo Instagram
:



             Discussione su "Lolita"           Discussione su "Il Grande Gatsby"





I profili Instagram delle altre lettrici del GDL:

Gilda Dem


Tutti i post del GDL:
(include quelli delle nuove letture 
aggiunte dopo "Leggere Lolita a Teheran, sempre a tema col saggio)





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martedì 23 luglio 2019

Review Tour: "Echo, mine" (Fallen Guardian #1.5) di Georgia Lyn Hunter (Hope Edizioni



Carissimi astronauti,
come fa estate questo banner, non credete? *_* E' il banner del Review Tour di "Echo, mine", racconto in ebook di Georgia Lyn Hunter tratto dalla serie Paranormal Romance / Urban Fantasy "Fallen Guardian"! Hope Edizioni la sta traducendo e portando tutta, novelle incluse *__*
Avevo recensito il primo volume della serie, "L'ultima resa" QUI, e ora è appena uscito questo racconto che vi mostro subito in dettaglio.




Titolo: "Echo, mine" (Fallen Guardian #1.5)
Autrice: Georgia Lyn Hunter
Editore: Hope Edizioni
Progetto grafico: FranLu
Genere: Paranormal Romance
Data di uscita: 19 Luglio 2019
Formato: ebook
Pagine: 89
ISBN: /
Prezzo: € 1,99
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Dopo diversi mesi trascorsi in coma, a causa di un terribile incidente, Echo deve abituarsi a una vita diversa. Essere la discendente di un potente angelo la costringe a trascorrere i suoi giorni tra gli allenamenti per diventare la nuova Guaritrice e il dover convincere il suo compagno di essere abbastanza in forma da competere con lui, nella vita quotidiana e tra le lenzuola.

Un appuntamento a sorpresa le offrirà l’occasione perfetta per dimostrare di cosa è capace e farà capire a entrambi che la "normalità" è sopravvalutata.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Questo racconto è dedicato e pensato per chi ha già letto e amato "L'ultima resa", il primo volume della serie Urban Fantasy / Paranormal romance "Fallen Guardian". Non è un racconto che aggiunge qualcosa d'importante alla trama, bensì un episodio che riguarda la relazione tra Echo ed Aethan, prede d'incomprensioni, aspettative, e bisogni, perché il risveglio della ragazza dal coma, e la scongiurata morte, hanno reso lei fisicamente debole, ed Aethan ansioso e fin troppo rigido nella sua protezione. È un momento di crisi per la coppia, ma Echo è determinata a uscirne: la strategia si basa sulla seduzione...
È un racconto romantico e hot dove le scene erotiche sono descritte in ogni particolare, in ogni gesto che provoca gemiti. Inoltre non si dimenticano né il cuore né la mente, con i conflitti interiori di Aethan e l'iniziale spossatezza di Echo.




Era morta una volta. Poi aveva sconfitto la morte e si era riunita al mondo dei vivi.
Era impossibile che una sciocchezza come la lontananza potesse abbatterla.
Echo prese un respiro, determinata ed esausta, e immerse di nuovo il viso in acqua. La sua forza diminuiva a ogni metro che percorreva. Maledizione. Il bordo della piscina era ancora troppo distante.




La novella si legge in poche ore e conserva le caratteristiche che mi hanno fatto apprezzare il primo volume della serie, come il realismo delle emozioni che si scatenano e la caratterizzazione approfondita dei personaggi sia nella sfera psichica sia in quella fisica. Nonostante questa novella si concentri più sulla storia d'amore che sulla parte urban fantasy (limitata a qualche apparizione e scontro coi demonii) il ritmo non cede neanche per un istante, grazie anche all'abile sospensione che chiude ogni capitolo e che porta a chiedersi: "e adesso, cosa succederà?"

È un racconto per i fan, pertanto sconsiglio di leggerlo indipendentemente dalla lettura del primo volume poiché, oltre a dipendere da esso, nel corso delle pagine si rimanda agli eventi-chiave precedentemente narrati.
D'altra parte, è utilissimo per chi ha letto "L'ultima resa" e necessità di un ripasso, oppure per ingannare l'attesa che ci separa dal secondo, attesissimo volume.


Il voto di Universi Incantati:





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martedì 9 luglio 2019

Review Tour: "Matefinder - Il dono" di Leia Stone (Hope Edizioni)



Carissimi astronauti,
perdonate la lunga assenza ma mi sto godendo l'estate al mare con mio figlio! Mi troverete più attiva su Instagram ;)
Col blog cerco però di partecipare ad eventi speciali come questo Review Tour, soprattutto se il libro in oggetto è un nuovo Paranormal Romance / Urban Fantasy!
Si tratta del primo volume di una nuova serie, scritta da Leia Stone e portata in Italia da Hope Edizioni.
Come prima cosa vi propongo una panoramica generica sul libro.




Titolo: "Matefinder - Il dono" (Matefinder #1)
Autrice: Leia Stone
Editore: Hope Edizioni
Traduzione: Paolo Costa
Progetto grafico: FranLu
Genere: Paranormal Romance
Data di uscita: 5 Luglio 2019
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: n.d.
ISBN: 978-8831980760
Prezzo: € 16,90 cartaceo / € 3,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Quando Aurora perde il controllo della sua auto, sulla strada verso Monte Hood, non sa che la sua vita sta per essere stravolta. Sarebbe morta se Kai, l’Alpha del branco locale, non l'avesse salvata, trasformandola.
Sopravvissuta al cambiamento, la giovane donna, prima così lontana dal mondo soprannaturale, scopre di essere il Matefinder. Il suo dono è così raro da essere considerato una leggenda, preziosissimo per la sopravvivenza della sua specie.
E non solo della sua specie… Un dono che è anche una condanna, perché altre creature, più pericolose, le daranno la caccia.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Non ho mai trovato storie appassionanti sui licantropi, e a parte la serie "Shiver" di Maggie Stiefvater, fatta comunque di alti e bassi, non sono mai rimasta soddisfatta nella curiosità che nutro per queste creature soprannaturali.
Fino a oggi.
Se Stephenie Meyer ci ha portato ad amare i vampiri, Leia Stone ci conquista con i suoi licantropi in una storia originale che sa intrecciare il genere urban fantasy a un tema attuale importantissimo, quello della violenza sulle donne e le giovani vittime degli abusi.
La protagonista Aurora, infatti, è una ventenne che ha subito continue violenze dal padre, ragion per cui ha istituito una scuola di difesa personale; la sua rivalsa l'ha resa una donna fisicamente forte, ma le ferite emotive sembrano non guarire... solo degli eventi paranormali possono restituire a una donna tutta la sua forza inespressa, soprattutto la fiducia nel prossimo.
Sappiamo poco di questo passato opprimente quando cominciamo a leggere il romanzo, perché Aurora si ritrova subito coinvolta in un incidente e ne esce "trasformata" grazie al mutaforma Kai, alfa del branco di Monte Hood. Immediatamente, però, ci rendiamo conto del suo bel caratterino, perché nonostante lo shock umanamente comprensibile, il suo lupo interiore (il potenziale inespresso?) accetta di sfidare l'intero branco per scalare la posizione e si piazza come dominante al secondo posto, subito dopo l'alfa; altro che le protagoniste addormentate, ingenue, timide e sottomesse che vanno di moda dopo le "Cinquanta sfumature di grigio"! Inoltre, poco dopo, la ragazza-licantropo scopre di essere il rarissimo Matefinder...




Avevo il forte impulso di chinare la testa in segno di sottomissione, di resa, ma lo respinsi. Ero forte.
Avevo superato molte cose nei miei ventidue anni in questo mondo, abbastanza da avere la pelle dura a causa di eventi che mi davano ancora gli incubi, e che nessuno dovrebbe mai subire. Non sapevo cosa questo significasse per il mio futuro, non sapevo cosa volesse dire essere un licantropo rispetto a quello che avevo programmato per la mia vita, ma era meglio che essere morta e, se Kai non mi avesse salvata, sarebbe finita così. Se essere così in alto nel branco era il mio
destino, fanculo questo tizio. Non volevo arrendermi a nessun uomo, non avrei mai
chinato la testa, sarebbe stato come tradire me stessa.





Se uniamo il tema sopracitato alla trama, ecco che il titolo acquista un significato più profondo: "matefinder", il dono di trovare le anime gemelle, è la certezza che quel partner non ti farà mai del male, che non puoi sbagliare nel valutare e anzi, identifica la persona giusta per te, quella di cui puoi fidarti ciecamente; grazie a questo dono nessuna donna soffrirà più. Ma questa è la mia personale considerazione, perché il Matefinder è al centro della trama con un obiettivo preciso che eviterò di svelare per non rovinare la sorpresa.

Poc'anzi ho citato la Meyer non a caso, perché questo libro mi ha ricordato la saga di Twilight sotto molti aspetti: il Matefinder è una sorta di imprinting-detector; i membri di un altro branco annusano la protagonista Aurora e percepiscono la sua diversità, dunque uno di questi si fissa su di lei proprio come i tre vampiri che si imbattono nei Cullen mentre giocano a football; il Consiglio come i Volturi; c'è il tema della sterilità di questi esseri soprannaturali e una gravidanza che ricorda l'incubo di Bella con Renesmee che la consuma dall'interno. Ma tutte queste cose le troviamo più sviluppate e ampliate, con risvolti imprevedibiliEvito di toccare la trama appunto perché è un susseguirsi di eventi che portano a svolte, tutte intrecciate tra loroE' una catena che si sviluppa in modo molto rapido: il lettore non ha un attimo di respiro, un aspetto che può piacere oppure no, ma in questo caso l'ho accettato perché ero io per prima ansiosa di scoprire l'evolversi della situazione. Posso comunque dire che oltre ai licantropi troverete altre creature fantastiche come i vampiri e le streghe, che con la loro magia bianca e oscura, ingarbugliano ancor di più la storia!

Mi sono soffermata sulla parte fantastica ma questo è anche un paranormal romance. La storia d'amore sembra iniziare col classico colpo di fulmine e con le sbandate della protagonista per via degli addominali scolpiti del bello in questione, poi, fortunatamente, prende una piega diversa dal momento in cui lei si ritrova trasformata nel suo branco: lui è il lupo alfa e lei deve sottostare. Aurora non ci sta! Ha subito troppo, nella sua vita, per sottomettersi al primo uomo che incontra, e questo temperamento riguarda sia la logica del branco sia il rapporto di coppia. Ecco perché mi piace: perché grazie alla protagonista "cazzuta" (come si definisce ironicamente durante un dialogo) c'è del brivido, della suspance... e lei non si getta tra le sue braccia, sceglie di andarci piano, perciò non troverete scene erotiche ma non ne sentirete nemmeno la mancanzaAssistiamo dunque alla crescita di un rapporto di coppia che è fatto di scontri e consensi, fino a una complicità che tocca anche le corde della profonda amicizia.

L'amicizia è un altro tema portante, e senza darvi anticipazioni, basta pensare al concetto di "branco", e a come ogni protagonista secondario ha il suo spazio con altri sottotemi interessanti, soprattutto le donne e le loro storie drammatiche, poi una pari importanza la copre il tema della famiglia, e non solo perché la protagonista era vittima di violenze domestiche, poiché il lettore compie anche un viaggio nel suo passato (che lentamente si svela), così come in quello della famiglia del licantropo Kai, collegato invece a intrighi politici.

Come potete dunque immaginare, nel libro c'è molta carne al fuoco, ma il piatto è gustoso e nulla si bruciaE' una serie che parte in quarta, cosa che personalmente preferisco rispetto a quei primi volumi che sono lunghe introduzioni ai soli personaggi. Il finale non può che invitare alla lettura del successivo e, nel frattempo, io lo promuovo a pieni voti.
Se vi piace il genere, non perdetelo!


Il voto di Universi Incantati:



Leggete anche le altre recensioni del Review Tour: 
ecco il calendario con tutte le tappe!






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La mia serie Urban Fantasy / Paranormal Romance / Sci-Fi