sabato 17 settembre 2011

Recensione "La leggenda di Huma (Dragonlance - Gli eroi vol. I)" di Richard A. Knaak

Recensione "La leggenda di Huma" (Dragonlance - Gli eroi vol. I) di Richard A. Knaak (Armenia)










L'onore e i valori degli eroi


"La leggenda di Huma" è il primo libro della trilogia "Gli eroi Vol. I" della serie Dragonlance, romanzi fantasy ispirati al gioco di ruolo Dungeons & Dragons.
Lo dico chiaramente: in realtà non ho mai giocato, né letto gli altri romanzi della serie, ma chi mi conosce ormai sa che non so resistere quando leggo la parola "drago", e se ho acquistato questo libro in particolare è perché la quarta di copertina parla di un cavaliere, Huma appunto, che tra la scoperta delle proprie origini e la lotta contro le forze del male rappresentate dalla Regina dei Draghi Takhisis, viaggia sul dorso del suo drago d'argento, per il quale nutre un sentimento d'amore! Tralasciando il fatto che dalla premessa avevo confuso Huma con una donna, e di conseguenza non immaginavo che il drago in questione fosse femmina, il tema m'interessava particolarmente perché mi riguarda da vicino... ma questa non è la sede né il momento adatto per svelare il mistero (per la cronaca: non ho una relazione con un drago... forse ^.^). A dispetto delle aspettative, però, questo amore insolito non è il nucleo della storia, piuttosto lo sono le imprese di Huma, inoltre, non si può dire che l'eroe nutra un sentimento così profondo per il drago, poiché sentimenti di tale portata li riserva a una misteriosa e bellissima ragazza dai capelli d'argento di nome Gwyneth. Per il lettore è facile fare "uno più uno" e rendersi conto di come la quarta di copertina contenga uno spoiler (l'amore tra il drago e l'umano emerge addirittura sul finale), senza contare che, ripeto, per la maggior parte del romanzo si assiste a eventi di tutt'altra natura, poiché verrà riservata solo qualche sporadica scena ai due innamorati e al tormento interiore di Gwyneth; per questo, il coinvolgimento emotivo per la situazione non è stato forte come mi aspettavo, direi anzi, un po' freddo.

Mi ha invece colpito il rapporto che si crea tra Huma e Kaz il minotauro. Quest'ultimo è un personaggio che è stato ben caratterizzato, inoltre è uno dei personaggi più importanti, in quanto porta con sé il tema della fedeltà e dell'onore, ma soprattutto del rispetto e dell'anti-razzismo: Huma incontra Kaz in circostanze estreme e lo salva dalle forze del male; pur essendo anche il minotauro stesso una creatura non proprio benigna, Kaz manifesta subito d'essere un rivoluzionario, poiché vuole ribellarsi agli orchi che trattano quelli della sua razza come degli schiavi, e complice il debito verso Huma, egli decide di seguirlo e appoggiare la sua causa, aiutandolo a liberare Krynn dall'eterna lotta contro la Regina dei Draghi. Ma quando guardano Kaz, gli umani e i Cavalieri di Solamnia vedono un nemico; complici le continue battaglie, gli omicidi, la fame, la miseria e le pestilenze, Kaz non si può certo aspettare un clima aperto e di comprensione, e dal canto suo, Huma cerca di rendere possibile una collaborazione e convivenza tra le parti, sperando che non si attacchino a vicenda visto il temperamento aggressivo del minotauro. Kaz è anche particolarmente estroverso quando si tratta di dichiarare le proprie emozioni, il che lo rende anche simpatico e buffo.

Altri personaggi importanti sono: l'amico d'infanzia che ha preso la strada della magia, ossia l'enigmatico Magius; il cavaliere impassibile a cui Huma è molto legato, Rennard; il Grande Guerriero Lord Oswal e l'antipatico/arrivista figlio e cavaliere Bennet; infine il cavaliere che Huma considera come un padre ed è zio di Bennet, Trake. Questi personaggi sono al centro di tradimenti e doppi giochi, sono assassini e vittime, in quello che si rivelerà essere un crudele gioco di sentimenti, poiché sono tutti personaggi emotivamente legati tra loro (e il protagonista).
La ricerca della verità spingerà a continuare la lettura nonostante si faccia poco scorrevole e a tratti pesante, ma c'è di positivo che l'autore non trascura niente, nemmeno i dettagli apparentemente irrilevanti, quali i bisogni primari dei protagonisti e ogni singola sensazione che provano in determinate situazioni.

La parte che mi è piaciuta di più, è quando Huma si trova ad affrontare delle prove nelle Montagne, altissime e misteriose, e anche qui si tratta di prove emotive, oltre che di fisiche. Spettacolare, poi, quando entrano in scena le Dragonlance e il loro potere divino, per non parlare della visione di Paladine e il drago di platino; sono immagini fantastiche, epiche.

Di epico c'è anche il finale, dove nella resa dei conti si riflette sul concetto d'equilibrio tra bene e male, ma soprattutto nell'epilogo, dove emerge un'atmosfera che sa di leggenda ed eroismo, probabilmente la parte del libro più bella ed evocativa... tanto da sognare che un eroe come Huma esista davvero.


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