sabato 6 dicembre 2025
Recensione per “Riflessi di un’Anima Incarnata: 2. Acqua” dal Quotidiano online Buonasera 24
martedì 19 dicembre 2023
Cover Reveal + Release Day: "Riflessi di un'Anima Incarnata: 2. Acqua" di Valentina Bellettini
Nel corso del 2021-2022 ho scritto questi testi sotto l'influsso dell'elemento Acqua.
- Ilaria Vecchietti, scrittrice e blogger di Buona Lettura (recensione integrale QUI)
"Penso che in questo secondo volume Valentina sia riuscita ancor di più a spingersi oltre, per notare ciò che non si nota, per osservare ciò che non attira l'attenzione e che, a modo suo, nel silenzio, ci sta lasciando un messaggio. Alla fine di questa raccolta ti rendi conto che, forse, anche a te piacerebbe rallentare e farti parlare un po di più dal mondo che ti circonda. Sai mai che ti possa svelare il segreto per vivere meglio. O per vivere “di più”."
- Lyra, blogger di Libri nel Bosco (recensione integrale QUI)
domenica 30 ottobre 2022
Cover Reveal + Release Party: "Riflessi di un'Anima Incarnata: 1. Terra" di Valentina Bellettini
Ma oggi è un giorno speciale perché esce la mia nuova pubblicazione.
- non è un romanzo di narrativa, ma vi narro la mia storia;
- non è un fantasy, ma contiene magia ed eventi, oggetti e personaggi fantastici;
- è un esperimento letterario, ma lo sto adottando dal 2020 a tuttora;
- non è un diario, ma è segreto e intimo;
- non è una raccolta di poesie, ma la maggior parte dei brani è scritta in versi;
- non è una raccolta di racconti, ma ogni scritto racconta un episodio.
- non è editato e non vuole essere "sporcato" da artifici logici, schematici e mentali
Autrice: Valentina Bellettini
Editore: Self-Publishing
Genere: Raccolta
Data di uscita: 30.10.2022
Pagine: 330
ISBN: 979-8353565666
Formato: cartaceo
Prezzo: € 15,00
Link per l'acquisto: amazon
martedì 11 maggio 2021
Riflessi di un'Anima Incarnata #40: Sono una (Questa raccolta)
Sono una (questa raccolta)
Sono qui perché ho sofferto:
il primo allarme nel dolore della carne
il secondo nei distacchi
il terzo nella perdita.
Allarmi come sveglie
tintinnio di un campanile
perché all'uscio c'è la grazia:
si celebra un matrimonio
l'unione ripristinata
tra corpo, anima e Chi la nutre.
Scrivo
perché sono qui
non in cerca di consolazione,
di comprensione
o per vantarmi di qualche traguardo
né per raggiungere obiettivi;
solo per mettere a disposizione i miei occhi.
Credevo fosse questo, all'inizio,
ma è meglio di così:
è servizio universale
si devolve l'organo più importante
e intimo
senza riserve o paure;
nessuno tradirà.
Tu prendi ciò che vuoi
libero arbitrio,
ma non appropriarti
di ciò che non è nemmeno mio.
È il verbo "essere"
e non "avere".
È il verbo "provare"
al tempo stesso consiglio
e incerta opportunità.
È il medaglione di Bastian de La Storia Infinita
"Fa' ciò che vuoi".
Ho raccolto esperienze
segreti nel campo
ma non ne conosco i frutti
non so se sono acerbi o maturi;
puoi gradirli
digerirli
sicuro non saranno indigesti
poiché fatti su misura
di chi li cerca.
Arrivano per un motivo
toccano chi devono toccare
e saziano chi ha fame.
Questione di anime
non si tratta di me o di te;
senza involucri che fanno massa
si vola leggeri
e se Qualcuno alita dall'alto
io dal basso contribuisco,
membro dell'alleanza
e niente più.
Le parole sono giuste
nei limiti miei
perché il mio lavoro è questo:
accompagnatrice di strada
che non chiede denaro
non ha orari
bacia nei cuori
indiscriminatamente
fino a sentirsi
restituita.
mercoledì 3 marzo 2021
Riflessi di un'Anima Incarnata #26: Incorporea
Incorporea
Incorporea me
che ondeggi leggiadra
ancorata nei respiri
finché cadi nell'oblio.
Fiato, piedi, mani, cuore
stacchi tutte le zavorre
eppure le mantieni insieme
mentre mi fai viaggiare.
Resto e volo
sospesa in avventure d'azione
esploratrice d'affascinanti misteri
fiduciosa nell'ignoto.
Cosa mi mostri? Cosa mi dici?
Perfetta, pura meraviglia
che un po' riconosco e un po' è extraterrestre
come la mia stessa sostanza.
Il mio corpo attende eppur si muove
ne ho memoria e lo uso anche qui;
lavoro solo con le mani
mentre foglie mi accarezzano.
Tremano i muscoli nella posizione
voci interne invitano a sviare
suoni dall'esterno a distrarre
ma il silenzio mi avvolge.
Si sente con un altro elemento
si visiona;
entra in circolo un'energia potente
accogliendo l'illogico come regola.
Senza giudizi
senza spiegazioni
al controllo un'altra guida.
Qui sono veramente Io.
E mi tuffo finché basta
non so per quanto e non so come,
non sono sola ma chi c'è?
nulla conosco.
Eppure so come non ho mai saputo
sento oltre le orecchie e oltre il tocco
scrivo come un'alunna immatura
e vedo una me diversa.
Allo specchio
dentro gli occhi
cristalli di luce e d'amore
incorporea me.
Riflessi di un'Anima Incarnata #25: Tocca
Tocca
Un bel ragazzo viene al mio banco a comprare.
Al momento del pagamento mi chiede se può pagare con la carta, e noi abbiamo acquistato quell'aggeggio giusto una settimana fa, poiché in questa grande città ne dipendono, e qualcuno, qui, si era stancato di sorbirsi denigrazioni o lezioncine sullo "stare al passo coi tempi".
Il tipo vede cos'ho in mano e mi chiede se è "contact less"; io rispondo che presumo lo sia... È la mia prima volta.
Proviamo.
Lui tira fuori dai pantaloni un altro affare, il fidato smartphone, e mentre io mi diletto incerta tra lo smartphone di mio marito e il POS, il cliente avvicina lo smartphone e...
Nessun suono
nessuna reazione.
Il POS chiede se vuole la ricevuta ma il tipo la rifiuta.
Vado a fare lo scontrino e ricontrollo il POS perché mi sembra che stia regalando la merce, o che quel ragazzo me la stia legalmente rubando.
Uno scambio virtuale di denaro astratto senza toccare la carta colorata, senza aprire la cassa facendo tintinnare le monetine e cambiare la carta consumata col gioco degli altri colori.
Cosa resterà di noi nella terra dove solo gli apparecchi elettronici giocano e fanno l'amore?
Due giorni fa, mio marito ha ricevuto una stretta di mano da una cliente: l'eccitazione di un gesto che prima quasi infastidiva, ora è diventato prezioso segno emozionante di fratellanza e complicità.
Al funerale ho stretto forte forte
per trasmettere la mia energia
per mostrare la mia totale vicinanza
per essere un saldo appoggio
per mettermi al servizio
e il prete ha detto:
"io posso chiudere un occhio ma il virus non guarda in faccia a nessuno";
bestemmia in chiesa
perché Colui che vede oltre ogni cosa, e davanti al Quale siamo tutti unici non ha certo un nome in codice.
Eppure il bizzarro comandamento ha ripristinato l'importanza del contatto,
bisogno primario degli ormai abituati animali sociali.
Eravamo vittime inconsapevoli di questa necessità.
Ora abbiamo riconosciuto questa parte della nostra essenza; molti, tantissimi continuano a reprimere l'impulso.
Ma come il sangue pulsa
prima o poi esploderà.
E noi luci, siamo pure in attesa
poiché l'esperienza va completata:
raggiungere il contatto che finora era il meno
il secondario
l'inascoltato.
Abituarci allo straordinario
della nostra autentica natura.
Com'era, non tornerà più
ogni cosa diversa
come non hai mai immaginato.
Doppi sensi per un'unico senso:
ci tocca.
Riflessi di un'Anima Incarnata #21: Il culto della scienza
Il culto della scienza
Vedo.
Una raffica di dichiarazioni sui social,
frasi e simboli appiccicati sulle foto profilo,
commenti entusiasti,
solidarietà,
una fede cieca.
Un po' di tristezza per gli esclusi -
"vedrai che estendono la fascia d'età; un po' di tempo e potrai farlo anche tu!" -
e chi elenca la sua afflizione di patologie, talune gravissime,
dispera per la sua ingiusta esenzione dalla salvezza.
Fedeli adepti
riuniti in un'App
pronti a mettere al rogo chi non fa parte della setta
perché non rispetta il loro dio.
Falso.
Slogan buonisti che deviano i bisogni dell'umanità,
predicatori in ogni emittente,
il rappresentante religioso per eccellenza che si converte,
gel disinfettanti come acquesantiere portatili,
e chi apre bocca per accogliere tamponi come fossero ostie,
se va bene,
altrimenti tocca al naso o peggio.
Sacralità del corpo violata
in questo sadico rituale
che lascia persino un marchio.
Tutto in nome della rispettabile ideologia della scienza.
In nome del Padre solo quando si tratta d'invocare aiuto.
È la paura che muove,
allora come ora.
La fede è tutt'altra cosa.
È spalancare il cuore, con la mente che lo segue.
È focalizzarsi sul sentire, su ogni piccola percezione.
È l'accoglienza dell'incertezza.
È fratellanza non esclusiva.
È affidarsi a se stessi poiché Dio sussurra in ognuno di noi.
Basta ascoltare,
e sentiremo la Sua voce
indicare,
intersecare,
intrecciare
gli uni con, e negli altri.
Pensare in piccolo, al nostro intimo
poiché il progetto più grande è in atto.
La chiamata è in corso.
"Pronto?"
"Pronto".
Riflessi di un'Anima Incarnata #20: Non c'è Giardino
Non c'è Giardino
Vivo in una grande città: asfalto, cemento, segnaletica, rotonde che lasciano intravedere un po' di verde mentre sei in corsa, e agglomerati di mattoni alti più degli alberi; sono le nuove unità residenziali, con piccolo parco giochi annesso, poche piante usate nel solo vantaggio di ombreggiare, e una solitaria, costantemente presa d'assalto per via dei suoi frutti.
Le vecchie case indipendenti si sono adattate al contesto: l'esigenza del lavoro e i ritmi frenetici per mantenerlo hanno prevalso sui cortili, che da marroni e verdi sono diventati grigi.
Asettici.
Addio lumache e formiche, talvolta una lucertola passa veloce a salutare, mentre restano zanzare e scarafaggi. Le api sono rare; frequenti i nidi di vespe.
Panorami impersonali poiché le persone non vivono più.
Non vivono nelle case, né fuori, poiché non è vita, quella davanti alla tv o quella che si fa correndo dietro al lavoro.
L'assenza del giardino riflette l'assenza della vita, e le piante nei sparuti vasi qua e là sono briciole che una parte di noi ha lasciato per non smarrirsi.
Noi topi di città dobbiamo produrre: il giardino occupa troppo tempo; meglio schiacciarlo sotto le piastrelle così non disturba più.
Ma la distrazione vera è il lavoro.
Il giardino è il luogo dove il tempo si ferma, dove prendendosene cura si custodisce anche se stessi.
Fino a due anni fa pagavamo per andare alle terme a rilassarci, o partiva il succo della nostra intera produzione per una sola settimana in un luogo esotico.
Oggi quei soldi non puoi nemmeno usarli per andare in montagna a sciare, e quest'estate in spiaggia chissà.
In nome di cosa abbiamo sacrificato le nostre vite? Affermazione, vanto, averi; falsa idea di sopravvivenza?
Il denaro non è mai stato un dio; la natura è la Sua manifestazione e ora sembra inarrivabile.
Il denaro serve
a noi servi
per servire.
Ma io voglio sporcarmi di terra
inginocchiarmi sull'erba
dissetare la vita.
Rivoglio il mio giardino.
E lui è lì sotto
qui dentro
che aspetta.
Basta solo spaccare.
Che tu sia consapevole oppure no,
qualche stelo verde ha già trovato la via; nessun artificio lo può bloccare.
Puoi tagliarlo ma non estirpare
poiché la vita non finisce.
Mai.
Si nasconde solamente.
Riflessi di un'Anima Incarnata #17: Luna che vegli
Luna che vegli
Di nuovo entri nella mia casa
come la scorsa estate
in camera da letto
a mirare le mie palpebre con il tuo fascio abbagliante
così decisa a risvegliarmi.
Nella notte il respiro affannato del mio cane che combatteva il suo male
ora non c'è più
l'oscurità.
È un'altra ora
è un nuovo anno
tu sei in un'altra stanza
dove in principio e alla fine è stata anche lei
forse con te
già prima e pure adesso;
insieme mi guardate?
Luna che vigila
Luna che chiede
Luna che risponde
nei miei occhi riflessi
anche da chiusi.
Desideri sottili
nella tua luce confido.
Migliori amiche
promesse spose.
Come eravamo io e lei.
Lei in te e io anche
imperfezioni sulla tua superficie
che s'incontrano per brillare.
Riflessi di un'Anima Incarnata #9: Cercare
Cercare
Cercare
è il tentativo
di colmare
un vuoto.
Riflessi di un'Anima Incarnata #5: Assenza
Assenza
Avanzo guardando indietro
mi giro in ogni direzione
dove tu non ci sei.
Alzo gli occhi al cielo
tento di espandere lo sguardo per decifrare la tua forma tra le nuvole
ma non ti trovo.
Qui dove per anni eravamo insieme
ora sento solo infrangersi le onde.
La solitudine mi assale anche se non sono sola
solo perché manchi tu.
Gli occhi perdono il controllo
e respiro profondamente perché non posso cedere,
distrarmi dalla disperata ricerca
che mi conduce a te.
Nel volo di un gabbiano.

























.%20Riflesso%20completo.png)














