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venerdì 30 giugno 2017

5 Cose Che... #65: I 5 più bei film tratti dai libri (II PARTE)

Carissimi astronauti,
eccoci a un nuovo appuntamento con la rubrica ideata dal blog Twins Book Lovers.
L'iniziativa si svolge ogni venerdì, e ogni volta si tratta un argomento diverso; dai libri ai fumetti, dai telefilm ai film, talvolta anche canzoni e locations!
Vi ricordo che la partecipazione è libera e aperta a tutti; basta iscriversi QUI.




5 Più bei film tratti dai libri
Questa è per me una II parte perché ho partecipato alla rubrica fin dagli albori
e l'argomento era già stato scelto in precedenza, ora riproposto ^^
Se siete curiosi, QUI trovate le 5 scelte a cui avevo pensato la prima volta!


1. "The Giver - Il mondo di Jonas"


Ho adorato il libro, e dopo averlo letto ho finalmente potuto guardare il film!
Il film ha delle grosse differenze, prima di tutto l'età dei protagonisti (in realtà, Jonas nel libro è un dodicenne), poi si concentra sull'amore adolescenziale mentre nel libro c'è solo il cenno di un'attrazione, in più, nel film il finale va oltre ciò che mostra il libro. Per certi versi ho storto il naso, ma sul finire non ho potuto fare a meno di emozionarmi e spalancare gli occhi per la sorpresa. Il film riesce, nonostante le differenze con l'originale, a trasmettere quel che era l'intento del libro, riesce a coinvolgere, e regala delle parti inedite comunque apprezzabili.
Il film mi è piaciuto molto, anche se il libro è per me inarrivabile... per saperne di più, vi rimando alla mia recensione al libro QUI.


2. "Harry Potter"


In realtà, il mio rapporto con i film di "Harry Potter" è stato complicato: ho dovuto mettermi d'impegno perché i primi tre film li ho trovati noiosissimi, all'epoca dell'uscita nelle sale! E' solo merito di Sky se anni fa mi sono decisa a riprendere la serie: avevo visto un pezzo del sesto film (mi pare fosse il sesto) e mi è salita una voglia irrefrenabile di scoprire il lato oscuro di Harry XD
Grazie ai film ho poi avuto lo stimolo e la curiosità di leggere anche i libri, cosa che sto facendo solo quest'anno e che mi pento amaramente di non aver fatto prima! Trovo che i libri siano molto meglio dei film, complice il sottile humor della Rowling. Ritengo comunque questi film degni di stare nella lista perché si mantengono piuttosto fedeli all'originale, gli attori sono perfetti nei loro ruoli, e gli effetti speciali sono ben fatti. E la musica! Il motivetto che si sente all'inizio del primo dei trailer è indimenticabile!


3. "Cime Tempestose"


E' uno dei miei libri preferiti e quando mi è capitato di vedere questo film del '92 sono rimasta incollata allo schermo. Fedele all'originale (e da quel che ho letto in rete, l'unica tra le tante trasposizioni che mostra anche la generazione successiva), ha come protaonisti una Juliette Binoche che sembra una vera pazza e un Ralph Fiennes che sembra davvero maledetto. L'ambientazione, poi, è proprio come me l'ero immaginata leggendo il libro.
Mi piacerebbe vedere questo film anche adesso!
E se siete curiosi di leggere la mia concisa recensione del 2010, trovate il post QUI.


4. "Jane Eyre"


"Jane Eyre" è spesso citata nella mia lista di "5 Cose Che...", e stavolta la nomino per questo film!
Da ragazzina avevo visto il film con la regia di Zeffirelli in tv ma non ne ho memoria, così scelgo questa trasposizione più recente, che mi ha colpito per l'atmosfera cupa e maledetta, e per l'interpretazione intensa di Mia Wasikowska e Michael Fassbender. Anche questo film vorrei rivederlo seduta stante, con l'immagine del finale che mi è rimasta perfettamente impressa nella memoria... *__*
PS: Ho letto questo libro talmente tanti anni fa che non ho nemmeno mai scritto la recensione... dovrò rileggerlo per rimediare, ossia, rileggerlo per la terza volta nella mia vita!


5. "La fiera delle vanità"


Non ho mai letto il libro, ma il film lo adoro, per cui lo voglio recuperare! *__*
Mi è capitato anni fa di vederlo e lo ricordo ancora benissimo; uffa, vorrei rivedere anche questo!
Reese Witherspoon mi è piaciuta molto, con quel volto angelico e la furbizia così ben celata: è un'arrivista a cui non importa niente di nessuno e man mano che la storia avanza si comporta in modo davvero meschino!
Il vero motivo per cui non ho ancora letto il libro? Oltre 870 pagine.




Stavolta ho scelto molti film tratti dai classici della letteratura (tutta inglese)!
Quali di film avete visto? Sono piaciuti anche a voi?
Quali sono, invece, i vostri 5 più bei film tratti dai libri?

Lasciate nei commenti le vostre opinioni in proposito e le vostre eventuali 5 scelte; se poi siete tra i blog partecipanti all'iniziativa, passo volentieri a curiosare! ;)

Nel gruppo di discussione Facebook "Blogger: 5 Cose Che " stiamo per decidere gli argomenti di Luglio: non perdete l'opportunità di esprimere anche voi la vostra preferenza!




venerdì 12 maggio 2017

5 Cose Che... #58: 5 Film visti recentemente che mi sono piaciuti

Carissimi astronauti,
eccoci a un nuovo appuntamento con la rubrica ideata dal blog Twins Book Lovers.
L'iniziativa si svolge ogni venerdì, e ogni volta si tratta un argomento diverso; dai libri ai fumetti, dai telefilm ai film, talvolta anche canzoni e locations!
Vi ricordo che la partecipazione è libera e aperta a tutti; basta iscriversi QUI.




5 Film visti recentemente che mi sono piaciuti
Doveva essere facile, ma ultimente leggo più che guardare TV... me ne sono venuti in mente solo 2! Ma mi sforzerò di trovare gli altri tre


1. "Il Ragazzo Invisibile" regia di Gabriele Salvatores


Di questo film me ne aveva parlato bene mio marito, e quando qualche giorno fa mi è capitato di trovarlo sul decoder Tim Vision, non ho potuto fare a meno di cogliere l'occasione. Mi ha preso fin dai primi fotogrammi, e alla fine mi ha gasata un sacco! Penso che questa pellicola tutta italiana non abbia nulla di meno rispetto a un The Avangers Hollywoodiano, anzi! Non solo effetti speciali superlativi, ma una trama abbastanza intricata (nonostante cada in qualche cliché di genere), con quel pizzico di realismo/attualità. Mi ha colpito, ad esempio, la crudeltà dei bulli (altro che "Spider-man", questi bulli sono dei veri terroristi!), i legami familiari, l'alone di mistero, i superpoteri, la dolce amica del nostro eroe, la storia di formazione... e vi dirò di più: finalmente un super-eroe per i ragazzini, che si possono ispirare a lui! Mi è piaciuto molto e non vedo l'ora di vedere il seguito; se non sbaglio, lo stanno girando quest'anno...


2. "The Giver - Il mondo di Jonas" regia di Phillip Noyce


Ho aspettato di leggere il libro per vedere il film, e ovviamente le differenze le ho notate, soprattutto riguardo l'età dei protagonisti: qui sono diciassettenni, mentre nel libro hanno 12 anni; è un bello scarto considerando i ragionamenti del Jonas bambino rispetto al ragazzo! Questo mi ha subito fatto storcere il naso, così come il voler puntare a tutti i costi sulla storia d'amore tra Jonas e l'amica, con scene del tutto inedite per chi ha letto l'opera originale, eppure... eppure non è stato affatto male. Sebbene con qualche differenza, il senso della storia è chiaro, così come il messaggio che vuole trasmettere; l'intensità che ho provato potrebbe essere stata condizionata dalla lettura del libro, comunque sia, mi ha emozionato. Ma il libro è moooooooooooolto più profondo 💓


3. "Il diavolo veste Prada" regia di David Frankel


Un film che avevo già visto altre volte e che mi è ricapitato di vedere una sera in TV dopo che avevo finito di leggere un libro, dunque ho rivisto la parte finale! XD Mi ha sorpreso la prima volta che l'ho visto, e continua a piacermi. Non ho mai letto il libro e sinceramente, in questo caso non ne ho la curiosità. Maryl Streep è impagabile, e Anne Hathaway è perfetta nella sua parte. Mi piace un sacco anche la segretaria rivale Emily Blunt (che in seguito ha fatto un sacco di film, anche impegnativi). Una commedia piacevole e scacciapensieri.


4. "La verità è che non gli piaci abbastanza" di Ken Kwapis


Avevo visto questo film diversi anni fa, poi l'ho ritrovato su Netflix e ne ho approfittato per riguardarlo. Adoro Ginnifer Goodwin in questo film e la goffa protagonista che interpreta: è così carina (alzi la mano chi la preferisce con i capelli lunghi rispetto al corto che ultimamente si ostina ad avere in C'era Una Volta 🙋)! Un film senza troppe pretese, una commedia romantica per quando si ha voglia di tenerezza ^^ (e che cast!)


5. /








Niente, non c'è verso: non ho trovato il quinto! Ne avevo scelto uno, ma mentre scrivevo ho capito che non mi è piaciuto fino in fondo, ero combattuta per il finale, così ho deciso di scartarlo! Per me il finale e le sensazioni che mi lascia sono fondamentali, e il film mi aveva lasciato un'orribile sensazione. Per la cronaca, sto parlando di "Remember me".

Ad ogni modo, cosa ne pensate di questi film?
A voi sono piaciuti?

Lasciate nei commenti le vostre opinioni in proposito e le vostre eventuali 5 scelte; se poi siete tra i blog partecipanti all'iniziativa, passo volentieri a curiosare! ;)

Nel gruppo di discussione Facebook "Blogger: 5 Cose Che " abbiamo deciso gli argomenti delle prossime settimane; prendetene nota!

19 Maggio - 5 scrittori che mi piacerebbe intervistare
26 Maggio - 5 personaggi che ho amato dei libri














martedì 21 febbraio 2017

Leggi Universali: Estratti da "The Giver - Il Donatore" di Lois Lowry

Carissimi astronauti,
torno a parlarvi di uno dei libri che mi ha più colpito in questi ultimi tempi.
Dopo averlo recensito (QUI) e averlo citato anche durante la rubrica settimanale di "5 Cose Che..." (5 Canzoni per 5 Libri, dove gli ho, appunto, associato una canzone QUI), non potevo proprio fare a meno di dedicare a "The Giver - Il Donatore" questa particolare rubrica.


Rubrica dedicata agli estratti
Letture significative che vanno oltre la letteratura d'evasione

L'ho infatti paragonato a "Il Piccolo Principe", cosa che mai mi sarei sognata di fare per qualsiasi libro! Insomma, credevo che nessun'altra opera potesse egualiare quella di Antoine de Saint Exupéry in termini di enormi concetti esistenziali racchiusi in semplici frasi.
Invece è successo, e, guardate il caso, anche "The Giver - Il Donatore" è un'opera destinata ai ragazzi, ma con significati interessanti anche per gli adulti.




Premesso che il libro narra di una società in cui tutto è programmato senza considerare i bisogni e le aspirazioni individuali, che gli esseri umani sono ridotti a qualcosa di più simile ai robot che a degli esseri pensanti (poiché sono stati loro rimossi gli istinti naturali come le Pulsioni), che vige la cosiddetta legge dell'Uniformità a cui - ovviamente - nessuno si oppone, il primo estratto riguarda un grandissimo tema: il libero arbitrio.
Al dodicenne Jonas è stato assegnato il rarissimo ruolo di Accoglitore di Memorie del passato dell'umanità, mentre il Donatore è il vecchio saggio che gliele trasmette: seduta dopo seduta, è come se Jonas acquistasse consapevolezza di ciò che è stato perso, ovvero tutto ciò di cui la comunità si sta incoscentemente privando.
Il dialogo è un po' lungo ma vale la pena riportarlo senza tagli.




Ci sarebbe voluto parecchio prima che fosse capace di vedere i colori in modo permanente, gli disse il Donatore.
«Ma io li voglio!» protestò Jonas. «Non è giusto non vederli!»
«Non è giusto?» Il Donatore lo fissò in modo strano. «In che senso?»
«Beh...» Jonas dovette soffermarsi a riflettere: «Se è tutto uguale non c'è possibilità di scelta. Ma io voglio svegliarmi la mattina e scegliere! Per esempio... metterò una tunica azzurra o una rossa?»
Abbassò lo sguardo sulla stoffa incolore della propria veste. «Invece è tutto uguale, sempre».  Poi rise imbarazzato. «So che non è importante cosa indossi, però...»
«Però è importante poter scegliere, giusto?» lo aiutò a concludere il Donatore.
Jonas annuì, «Il mio fratellino... Cioè, no, non è esattamente mio fratello, non proprio» si corresse subito. «Insomma il neobimbo di cui la mia famiglia si prende cura, Gabriel...»
«Sì, so di Gabriel».
«Be', ora è nell'età in cui si apprende di più. Afferra i giocattoli quando glieli mettiamo davanti... mio padre dice che sta imparando a coordinare i muscoli secondari. Ed è così carino».
Il Donatore annuì.
«Adesso che vedo i colori, sia pure di tanto in tanto, non posso fare a meno di pensare: e se gli mettessimo davanti oggetti d'un rosso vivido, o d'un giallo acceso, e lui potesse scegliere... non sarebbe meglio dell'Uniformità?»
«Potrebbe fare la scelta sbagliata».
«Oh», Jonas restò in silenzio per un minuto intero. «Capisco. Non avrebbe importanza nel caso di un giocattolo, però ne avrebbe in seguito, non è così? Non possiamo permettere che ciascuno faccia delle scelte per conto proprio».
«Non sarebbe sicuro?» suggerì il Donatore.
«Assolutamente no» disse Jonas, convinto. «Che accadrebbe se fosse permesso scegliere il proprio compagno? E se la scelta si rivelasse sbagliata? O se... » proseguì, quasi ridendo per l'assurdità dell'idea «se fosse permesso scegliere il proprio lavoro?»
«Inquietante, vero?»
Jonas ridacchiò. «Altroché. Neanche riesco a immaginarmelo. Dobbiamo proteggere la gente dalle scelte sbagliate».
«E' più sicuro».
«Sì» concordò Jonas. «Molto più sicuro».
Ma anche quando la conversazione si spostò su altri argomenti, a Jonas restò uno
strano senso di frustrazione, che nemmeno lui riusciva a spiegarsi.




Come ho scritto in un Tweet (vedi QUI) durante la lettura, quest'opera è stata capace di farmi amare la nostra realtà fin nelle piccole cose, quelle semplici, a cui spesso non diamo importanza.
Leggete questo bellissimo passo che ci ricorda che la vita è meravigliosa.





Jonas aveva già sperimentato innumerevoli, sconosciuti frammenti di gioia. Aveva assistito a una festa di compleanno e aveva visto un bambino festeggiato in un giorno tutto suo, e ora capiva la gioia di essere un individuo speciale, unico e fiero.
Aveva visitato musei e ammirato dipinti pieni di tutti i colori che ora conosceva e individuava.
Durante una memoria di pura estasi aveva cavalcato un cavallo dal manto scuro e lucido su un campo d'erba profumata ed era smontato accanto a un ruscello, e lui e il cavallo ne avevano bevuto l'acqua fresca e limpida.
Ora conosceva gli animali e, quando il cavallo, dopo aver bevuto, gli aveva affettuosamente strofinato il muso conto una spalla, Jonas aveva percepito il legame esistente tra loro e gli esseri umani.
Aveva camminato nei boschi e si era seduto di notte davanti a un fuoco. Attraverso
le memorie aveva appreso il dolore dell'abbandono e della solitudine, ma aveva
conquistato anche la consapevolezze dei benefici che quest'ultima poteva recare
con sé.




Ora vi riporto l'estratto di un capitolo che mi ha emozionata dall'inizio alla fine. Probabilmente, quanto vi copio non vi toccherà molto, ma dopo questo estratto, sappiate che l'intensità va in crescendo.
E' il capitolo in cui si parla di un'emozione dimenticata: l'amare.
E di un rapporto che è venuto a mancare: quello della famiglia.






Un bambino andò a sedersi in grembo all'anziana, che lo cullò e strofinò una guancia contro la sua.
Jonas aprì gli occhi e restò sdraiato sul letto, felice, indugiando ancora nel calore così avvolgente e rassicurante di quella memoria.
Erano tutte lì, le cose che aveva imparato ad amare.
«Che cosa hai percepito?» gli chiese il Donatore.
«Calore» fu la risposta «e felicità. E... mi lasci pensare. Famiglia. Era una celebrazione di qualche tipo, una festa. E qualcos'altro... non so trovare la parola adatta».
«Ti verrà in mente».
«Chi erano i due anziani? Perché erano lì?»
La loro presenza lo aveva stupito. Gli anziani della Comunità non lasciavano mai l'edificio loro riservato, dov'erano così ben curati e rispettati.
«Si chiamavano nonni».
«Nonni?»
«Nonni. Tanto tempo fa, si chiamavano così i genitori dei genitori».
«Tanto e tanto e tanto tempo fa?» Jonas ridacchiò. «Vuole dire che c'erano genitori dei genitori dei genitori dei genitori?»
Anche il Donatore rise.
«Esatto. Un po' come guardarsi in uno specchio e vedere te stesso che guardi in
uno specchio e via di seguito».




In conclusione, non posso fare a meno di riportarvi un estratto sulle emozioni, perché, in fondo, è proprio questo il nucleo centrale del libro.





Riflettendo, com'era sua buona abitudine, sulla precisione linguistica, Jonas si rese conto che stava sperimentando una nuova profondità di sentimenti, che li rendeva diversi da quelli che ogni sera, in ogni casa, ogni cittadino analizzava in discussioni senza fine.
"Mi sono arrabbiata perché qualcuno ha infranto le regole del parco giochi", aveva detto una volta Lily, stringendo il piccolo pugno a dimostrazione della propria collera. E tutti, Jonas compreso, avevano parlato della possibile causa dell'infrazione e del bisogno di capire e pazientare, finché il pugno di Lily si era schiuso e la rabbia dileguata.
Ma quella di Lily (ora Jonas se ne rendeva conto) non era stata rabbia: impazienza e stizza superficiali, ecco cos'aveva provato la bambina. E lui lo sapeva con sicurezza, perché adesso conosceva la vera rabbia: nelle memorie, aveva incontrato ingiustizia e crudeltà, e aveva reagito con una collera così intesnsa e straziante da rendere assurdo il pensiero di discuterne con calma dopo il pasto serale.
"Oggi mi sono sentita triste" aveva detto sua mamma, e loro l'avevano consolata.
Ma ora Jonas sapeva cosa fosse la vera tristezza.
Aveva provato il dolore. E sapeva che, per quelle emozioni, non esisteva conforto
immediato.
Perché le vere emozioni scavano in profondità e non c'è bisogno di parlarne.
Si sentono e basta.





Come vedete si tratta di dialoghi ed estratti un po' lunghi, perché occorre leggere un po' di pagine prima di apprendere il concetto che ogni episodio vuole trasmettere. Un po' come "Il Piccolo Principe", non vi sembra? ;)
Ad ogni modo, ora tocca a voi esprimervi: cosa ne pensate di questi estratti?
Qual'è il vostro passo preferito?
Pensate anche voi che tra questi concetti siano racchiuse delle leggi universali?
Fatemi sapere nei commenti!





giovedì 2 febbraio 2017

Recensione: "The Giver - Il donatore" di Lois Lowry (Giunti Editore)

Carissimi astronauti,
quest'anno non sto solo partecipando alla sfida di lettura che ho creato sul mio blog (Made in Italy Books Challenge, QUI il regolamento) ma come l'anno scorso mi sono iscritta alla sfida del blog Le Parole Segrete di Gaia; anche se la volta scorsa non ho vinto una cippa, mi piacciono molto i temi dei vari obiettivi del mese!

Per Gennaio era prevista la lettura di un libro da cui hanno tratto un film, e io ho scelto "The Giver - Il donatore"; non ho ancora visto il film appunto perché volevo prima leggere il libro (rimedierò a breve grazie a Netflix *__*) e la mia copia giaceva sul mio scaffale dal 2010!





Titolo: The Giver - Il Donatore
Autrice: Lois Lowry
Editore: Giunti Editore
Collana: Y
Genere: Fantasy Distopico
Data di uscita: 2010
Pagine: 256
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 9788809743793
Prezzo: € 14,50 cartaceo / 6,99 € ebook
Link per l'acquisto: amazon




Sinossi:
Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando..


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

A qualche giorno dalla chiusura del libro sono ancora qui a pensarci.
Ho adorato "The Giver - Il Donatore" come altri pochi libri al mondo, così tanto, che dire che rientra tra i miei libri preferiti in assoluto è riduttivo. "The Giver - Il Donatore" è, per me, l'erede spirituale de "Il Piccolo Principe", ossia uno dei libri che torno a leggere più volte nella vita perché ricco di significato (e messaggi) universalecapace di suscitare emozioni fortissime con delle semplici e dirette frasi.
Per tutto il tempo della lettura non ho fatto altro che rimuginare sul perché non mi fossi decisa a leggerlo prima, su che cosa mi ero persa nel frattempo, sul fatto che lì sullo scaffale tenevo una preziosa gemma a prendere polvere, io che ho acquistato la primissima edizione nel 2010 e negli ultimi anni ho resistito al film proprio perché desideravo conoscere prima l'orginale; certo, il film ha il merito di avermelo riportato in mente.

Poc'anzi ho citato "Il Piccolo Principe" e il paragone mi sorge automatico su più aspetti: anche questo libro ha un giovanissimo protagonista (Jonas ha dodici anni), ed è principalmente un romanzo per ragazzi, ma penso che anche gli adulti dovrebbero leggerlo. Esatto: questo libro è un must-read.
Pensare che sia stato censurato in molte scuole americane solo perché tratta dei temi forti e scomodi, mi fa capire che la nostra società tende già a essere come quella denunciata nel libro: una società che, scegliendo l'Uniformità, organizza ogni singolo aspetto della vita e vigila su ogni singolo individuo intervenendo a priori sulle menti e addirittura sulle Pulsioni (sessuali e non) così che nessuno possa anche solo pensare di fare una scelta propria. I giovani di oggi non si scandalizzano di certo ad affrontare apertamente la sessualità (trattato in modo comunque velato rispetto al resto dei temi), e se "The Giver - Il Donatore" tratta eplicitamente di eutanasia e infanticidio, io trovo sia giusto sensibilizzare; altro che considerarli tabù!
La verità è che c'è un solo argomento davvero scomodo in questo libro: il libero arbitrio.

L'ambientazione mi ha ricordato diverse opere, a partire dal classico "1984" di Orwell, a un distopico più recente come "Hunger Games". A tal proposito, Katniss e il piccolo Jonas hanno lo stesso istinto di ribellione ma c'è una grande differenza: l'eroina di Panem diventa la "Ghiandaia Imitatrice" solo per proteggere la sua famiglia, mentre Jonas sceglie di ribellarsi per cambiare il mondo, proprio come un giovanissimo può pensare di fare, perché non ha smesso di sognare, anzi, grazie alle Memorie passategli dal Donatore, Jonas comprende che la vita è ben più profonda di quanto la società abbia loro insegnato; la vita ha un valore immenso, che loro stanno invece sprecando e disprezzando. Ogni singolo membro della società è un inconsapevole complice di gravi e imperdonabili crimini contro l'umanità.
La grande differenza tra "1984" e "Hunger Games" rispetto a "The Giver - Il Donatore" è che in quest'ultimo la società ignora. O meglio, tutti sanno della pratica del "Congedo", ma non ne colgono il senso reale. E' una società non-pensante perché i suoi bisogni sono tutti soddisfatti e non è costretta ad affrontare problemi: è già tutto perfetto, pronto, organizzato schematicamente e precisamente; tutto il contrario degli evidenti disagi narrati in "1984" e "Hunger Games", non esiste nemmeno il divario tra classi. Le emozioni sono tenute a bada con pillole o con confessioni immediate a cui seguono delle scuse, frasi imparate a memoria e nient'affatto sentite. Non per cattiveria, ma semplicemente perché quelle briciole di emozioni sono prontamente aspirate via.
Ecco perché, mentre leggevo, ho avuto una visione del libro del tutto simile a un film della mia adolescenza: "Pleasantville". Infatti, il mondo in cui si muove Jonas è concepito come grigio; nessuno conosce né vede a colori.




Una sera tornò a casa dal suo addestramento con il peso di una nuova conoscenza. Quel giorno il Donatore gli aveva trasmesso una memoria inquietante, sorprendente. [...] Mentre sbirciava dal suo nascondiglio dietro gli arbusti, ricordò le parole del Donatore: un tempo, la pelle aveva colori diversi.
Vide due uomini color marrone scuro e altri più chiari. Li
osservò strappare le zanne a un elefante immobile a terra e trasportarle via, grondanti di sangue. Si sentì sopraffatto da quella nuova percezione del colore rosso.




Scritto con un linguaggio semplice e diretto, adatto al pubblico a cui è rivolto ma apprezzabile anche da un'adulta come la sottoscritta, ho trovato affascinante l'importanza che l'autrice dona alle parole: la Comunità crea un nuovo linguaggio abolendo certi termini (diventando punitiva come quella di "1984"), ma mi riferisco in particolare alle definizioni delle emozioni. Già dalle prime pagine si nota come Jonas sappia cogliere delle sfumature, ad esempio, quando gli aspetta la designazione del ruolo nella società, più che provare paura, riconosce che la sua è ansia, e man mano che assimila le Memorie e vede attraverso il passato il vissuto dell'umanità, capisce che esiste un vero dolore, una vera fame, una vera rabbia, una vera tristezza... soprattutto, apprende che esiste l'amore. Nel capitolo che tratta l'amore ho pianto dalla prima all'ultima pagina. Sicuramente chi è dotato di una forte sensibilità come me (che ne ho anche troppa) apprezzerà senz'altro quest'opera, ma la consiglio anche a chi è un po' più "duro"; non è detto che il Donatore non riesca a coinvolgervi nei suoi colori.
Così come l'amore, mi ha colpito la trasmissione della memoria della guerra: lo stile di scrittura fatto di pause e di punti e a capo, rende perfettamente l'atmosfera della sofferta arresa alla morte; non avevo mai letto un racconto così delicato a riguardo.

Il legame tra l'anziano Donatore e il giovane Accoglitore di Memorie Jonas, è un altro elemento che ho adorato nel libro: la condivisione di questi segreti, la complicità, il rispetto e la cura reciproca... il Donatore è un insegnante a tutti gli effetti perché non espone mai le sue opinioni ma spinge Jonas a farsene di proprie attraverso l'esperienza, mettendolo alla prova memoria dopo memoria. Il Donatore è un personaggio per cui ho provato stima, compassione e affetto. In realtà, non sono rimasta indifferente a nessuno dei personaggi, in particolare verso Jonas, il neobimbo Gabriel, la sorellina e il padre.

La storia ha un buon ritmo, che da quando presenta il Donatore diventa serrato e avvincente, in un crescendo di curiosità fino a un'orribile rivelazione.
L'autrice è capace di tenere alcune domande fino alla fine; risponderà, però, solo ad alcune. Ed ecco quella che potrebbe essere la nota dolente: il finale del libro è spiazzante; è un finale aperto.
Solitamente lo detesto, ma questo è uno dei rari casi in cui riesco ad apprezzarlo, soprattutto alla luce della lettura della prefazione a cura di Tommaso Pincio (che mi sono riservata di leggere alla fine per evitare delle anticipazioni): l'autore dice che questa scelta stilistica esalta la libera interpretazione; ogni lettore la vedrà a suo modo, e ciò è perfettamente in linea con il tema dell'opera.
In fondo, siamo tutti dei piccoli Jonas bisognosi di sognare: non dobbiamo accontentarci e accettare una soluzione senza prima averne pensata una con la nostra testa. Era un sogno dentro a un sogno? L'Altrove era la morte? Jonas ha salvato l'umanità? Ha raggiunto una realtà parallela o un'altra Comunità? Non si può dire quale sia la vera fine della storia, ma una cosa è certa: se pensate di trovare delle risposte nel secondo volume, "The Giver - La Rivincita", sappiate che la trama riguarda un'altra Comunità con protagonista un'altra ragazza. La saga si compone di quattro libri (Il donatore, La rivincita, Il messaggero, Il figlio) e mi piace immaginare che tutto si risolverà con l'ultimo, magari ritrovando Jonas e il piccolo Gabe.
Nel frattempo, continuo a sognare...






Il voto di Universi Incantati:





venerdì 2 dicembre 2016

5 Cose Che... #35: 5 Libri che comprerei/ho comprato per la copertina

Carissimi astronauti,
comincia un nuovo mese dedicato all'iniziativa creata dal blog Twins Book Lovers, ciò significa che dal nostro gruppo su Facebook abbiamo deciso tutti gli argomenti da affrontare a dicembre!
Vi ricordo che per partecipare vi basta iscrivervi QUI; ogni settimana c'è un argomento diverso, spaziamo dai libri ai fumetti, dai telefilm ai film ;)




5 Libri che comprerei/ho comprato per la copertina


1) "The Giver" di Lois Lowry



Ricordo d'aver comprato questo libro alla stazione di Milano quand'ero di ritorno da un viaggio... forse ero stata nella Repubblica Domenicana, non ricordo bene perché sono passati diversi anni! Ad ogni modo, questa copertina cupa e al tempo stesso colorata per via di quelle farfalle che, volando, mi danno un senso di libertà appena ritrovata, mi ha catturata al punto che non potevo fare a meno di uscire dalla libreria con quel libro imbustato! ^^ Ovviamente mi aveva colpito moltissimo anche la trama; ciò nonostante non l'ho ancora letto! :O Spero di farlo al più presto e di recuperare l'intera serie; ho resistito nel vedere il film proprio perché volevo prima leggere il libro... *__*


2) "Dreamology" di Lucy Keating



Di solito non amo le copertine con i volti o le persone (solitamente preferisco le illustrazioni), però questa copertina mi piace moltissimo! *__* I fiocchi di neve che cadono sono una magia della Natura, poi la ragazza è con gli occhi chiusi e mi da l'idea che stia esprimendo un desiderio che sicuramente si avvererà, perché i fiocchi di neve realizzeranno il sogno (okay, mi sto facendo un viaggio mentale, non fateci caso!), inoltre mi attira la parte cromatica della cover perché adoro l'azzurro con tutte le sue sfumature. Non ho ancora letto il libro ma è in attesa sul mio kindle. 
PS: giusto ieri mi sono imbattuta in libreria; vederlo dal vivo fa ancora più effetto!


3) "Twilight" di Stephenie Meyer



A guardarla anche qui, adesso, mi attira; quasi ipnotizza! Una copertina essenziale, con la pelle chiarissima a contrasto con lo sfondo nero, poi quella mela rossa, simbolo del peccato. Mi piacciono anche i caratteri con cui è scritto il titolo! E' una di quelle copertine che ho ammirato e accarezzato a lungo, tanto che ho pensato fosse stregata! XD Devo dire che mi piacciono tutte le copertine della serie perché sono fortemente simboliche, e soprattutto l'ultima ("Breaking Dawn") con la scacchiera, ma a questa ci sono particolarmente affezionata, forse perché ha segnato l'inizio del mio nuovo percorso di lettura tra blogging e scrittura.


4) "La ragazza drago" di Licia Troisi



Paolo Barbieri ha uno stile inconfondibile! Adoro tutte le sue copertine (ero infatti indecisa tra questa e quella de "Il drago di ghiaccio" di George Martin) ma questa è il massimo, per me! Adoro i draghi, e in questa illustrazione la protagonista sembra un incrocio tra una ragazza e un drago. Ricordo ancora quell'anno alla fiera del libro a Torino in cui io e mio marito osservavamo i poster sparsi qua e là e ci dicevamo: voglio leggere questo libro! Alla fine lo ha preso mio marito, ma nessuno dei due lo ha ancora letto! Temevo mi condizionasse la stesura di "Eleinda", anche se il primo volume già da allora era bello che pronto. Come vorrei una copertina altrettanto "potente" per il mio romanzo! *___*


5) "Quindici Minuti" di Jill Cooper



Con una trama del genere avrei sicuramente letto il libro anche se avesse avuto una copertina diversa, ma resta il fatto che, con questo "vestitino", il libro mi richiamava ancora di più! Per me che amo le avventure nel tempo, già gli orologi sono una forte attrattiva, specie se antichi come quelli raffigurati qui. In più, la Lara Crane illustrata è bellissima, in quella posa che sembra in balìa del tempo, col braccio rilassato ma al tempo stesso imprigionato. Il libro mi è piaciuto moltissimo, infatti l'ho nominato nel corso di un altro venerdì di questa rubrica; se volete leggere la recensione la trovate QUI. Ho da poco letto anche il racconto spin-off, la cui recensione è fresca di settimana QUI.




Cosa ne pensate di queste copertine? Basterebbero a farvi venir voglia di leggere il libro, com'è successo a me?
Intanto sono curiosissima di conoscere le vostre scelte! Perciò vi aspetto nei commenti, che poi ci vedremo sicuramente tra gli altri blog partecipanti ;)

Come accennato a inizio post, nel gruppo di discussione Facebook "Blogger: 5 Cose Che " abbiamo scelto i prossimi temi di dicembre. Io li sto già mentalmente preparando!

9 dicembre - 5 donne che vorrei essere (film, telefilm, libri)
16 dicembre - 5 serie (finite) che dovrebbero essere lette
23 dicembre - 5 serie TV che vorrei vedere
30 dicembre - 5 letture che mi hanno commosso


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