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lunedì 13 agosto 2018

Segnalazione Narrativa: "Le ragazze con le calze grigie" di Romina Casagrande (Arkadia Editore)

Cari astronauti, buon lunedì!
Nella settimana di Ferragosto, è sempre una segnalazione ad aprire le danze ;)

Rubrica dedicata alle segnalazioni
di autori emergenti e case editrici
(per la tua segnalazione, scrivimi)

Si tratta dell'ultima pubblicazione di Romina Casagrande, di cui avevo recensito "La Medusa" QUI, mentre "Lontano da te" è in attesa di lettura/recensione. Il suo è un nuovo romanzo di genere narrativa che richiama l'arte della pittura con un illustre personaggio storico: stavolta si tratta di Egon Schiele.




Titolo: Le ragazze con le calze grigie
Autrice: Romina Casagrande
Editore: Arkadia Editore
Collana: Eclypse
Genere: Narrativa
Data di uscita: Luglio 2018
Formato: cartaceo
Pagine: 200
ISBN: 978-8868511715
Prezzo: € 15,00
Link per l'acquisto: amazon

La vita e l’arte di Egon Schiele in un grande romanzo
Una tela fatta di carne, sangue e sentimenti

Sinossi:
Vienna, 1918. Egon Schiele, il pittore più dissacrante e controverso di Vienna, si appresta a terminare la sua ultima opera, La famiglia. Sul quadro, di notevoli dimensioni, raffigurerà una piramide di corpi nudi, che culmina nel ritratto di se stesso. Ai suoi piedi una donna, tra le cui gambe è accovacciato un neonato. Soltanto Egon rivolge lo sguardo allo spettatore, avvicinando una mano al petto quasi a chiedergli di ascoltare la sua storia. La donna è Edith Harms, la giovane moglie che, nella stanza accanto, lotta tra la vita e la morte e che porta in grembo il figlio che forse non nascerà mai. Ma la stanza in cui Egon lavora, combattendo contro il tempo e un dolore antico, è piena di altri quadri, di bozzetti e appunti che raffigurano donne giovani e bellissime, i ricordi di una vita. Soltanto due di loro, però, lo hanno cambiato e amato al punto che ora quasi confonde il volto della donna che sta raffigurando: gli occhi buoni e ingenui di Edith, il sorriso malizioso e affascinante di Wally. Una storia travolgente, che attraversa le vite dei personaggi che hanno ruotato intorno alla figura di Schiele e che ne hanno ispirato l’opera. Un romanzo in cui la vita e l’arte si confondono in una tela fatta di carne, sangue e sentimenti. 


L'autrice:
Romina Casagrande, laurea in Lettere con indirizzo classico, è insegnante di scuola secondaria. Ha collaborato con diversi musei, tra cui il Museo del Turismo-Touriseum di Merano e il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano-Museion, occupandosi di didattica museale. Appassionata di leggende e folklore, è autrice di racconti fantasy ispirati ai miti e alle tradizioni della sua regione, tra i quali Appuntamento con demone, contenuto nell’antologia Urban Gods e selezionato dall’omonimo concorso. Ha esordito con Amailija (Anguana Edizioni, 2011), nel 2012 ha pubblicato Dreamland Forest e Falling Down (entrambi per Nulla Die), cui seguono nel 2013 Morning Star, libro conclusivo della saga dedicata ai luoghi misteriosi dell’Alto Adige, e Scenderà un’altra Notte (2015), romanzo distopico, in cui mescola leggende e tinte gotiche. Per Arkadia Editore ha pubblicato La Medusa (2014), romanzo storico incentrato sulla figura del pittore Théodore Géricault e Lontano da te (2017), ispirato al celebre quadro di John Everett Millais, Ophelia.




Cosa ne pensate, carissimi?
Io seguo sempre con grande interesse quest'autrice; mi piace sia come scrive (lo stile), sia la trama e i personaggi tormentati.
Voi avete letto qualcosa di suo?
Fatemi sapere la vostra opinione nei commenti!



sabato 13 maggio 2017

Segnalazione narrativa: "Lontano da Te" di Romina Casagrande (Arkadia Editore)

Cari astronauti,
buon sabato! Riprendono le segnalazioni!

Rubrica dedicata alle segnalazioni
di autori emergenti e case editrici
(per la tua segnalazione, scrivimi)

Vi ricordate che ho letto e recensito uno dei libri di Romina Casagrande ("La Medusa") per la Made In Italy Books Challenge a tema "un autore che mi ha sempre incuriosito"? Ebbene, nella recensione (QUI) vi dicevo che non mi sarei mai più persa un suo libro, ed è appena uscito un suo nuovo romanzo!

"È disponibile da aprile Lontano da te, il nuovo romanzo di Romina Casagrande: un’opera di raffinata composizione, scrupolosamente documentata, nella quale l’autrice unisce la passione per gli studi storici a quella per l’arte."



Titolo: Lontano da Te
Autrice: Romina Casagrande
Editore:Arkadia
Collana: Eclypse
Genere: Narrativa Contemporanea / Storico
Data di uscita: Aprile 2017
Formato: cartaceo
Pagine: 200
ISBN: 978-8868511319
Prezzo: € 16,00
Link per l'acquisto: amazon


In Lontano da te s’intrecciano le storie di Bianca e Sofia, due sorelle che non si parlano più, e di Moses, un sopravvissuto alla Shoah con un enorme senso di colpa da superare. Sullo sfondo delle colline toscane, un viaggio a ritroso nel tempo costringerà ognuno di loro a fare i conti con il proprio passato. Ma è davvero possibile abbandonare quello che si è stati e ricominciare da capo?


Sinossi:
Sofia vive a Londra. A vent’anni sa di aver conquistato tutto ciò per cui ha lottato: il ragazzo che ama, il lavoro dei sogni, un nuovo presente in una città piena di luci. Ma tra le pagine del suo diario è nascosta una fotografia, che porta ancora addosso il profumo della sua Toscana e l’odore del mare. L’unico filo che la lega alla notte da cui è scappata e che ha cercato di dimenticare. Sul retro, dietro l’immagine di una ragazza dai lunghi capelli rossi, una poesia di Elizabeth Siddal, la modella del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti, alla quale il volto della fotografia somiglia in modo sorprendente. Sofia riguarda l’immagine della ragazza. Pensa a quanto siano diverse, eppure simili, lei e Bianca. Simili e diverse come lo sono due sorelle. Il mondo dorato in cui Sofia fluttua è tuttavia fragile e ingannevole come i sogni. E sarà una nuova ferita a costringerla ad aprire gli occhi e a guardare dentro se stessa per fare i conti con il passato. Una scommessa la riporterà in Toscana, nell’amata Siena, dove vive Bianca. Ed è a lei che Sofia pensa per comporre in fotografia il suo quadro vivente, la trasposizione dell’Ofelia di Millais, interpretata, nel quadro originale, dalla bellissima e triste Elizabeth Siddal. E sarà qui, al B&B Peonia, che la sua strada incrocerà quella del vecchio e misterioso Moses. Cosa li lega al quadro di Millais e quale destino li ha condotti al Peonia, dove non si arriva mai per caso? Mentre nei ricordi si svela la storia di Moses, Sofia torna a vivere il suo passato dal punto in cui lo ha lasciato. Per riprendersi la sua vita. Per riconquistare la fiducia di Bianca. Ma non sarà facile. Dovrà prima affrontare i propri demoni e, finalmente, raccontare la verità sulla notte che le ha unite e divise, forse per sempre.


Soltanto il pensiero che lui potesse tradirla le avrebbe spezzato il cuore. Un tempo avrebbe sorriso di un’idea simile. Non si muore per amore. Si soffre un po’, ma la vita è qualcosa di più grande, una meraviglia più potente di qualunque inciampo in qualunque stupido sasso. Allora le bastava dare un’occhiata fuori, ai dolci declivi delle sue colline, all’abbraccio di un cielo che arrivava fino al mare, nella sua bella Toscana, o respirare il profumo di glicine, per averne la certezza. Il sole di Cala Violina. Una corsa a piedi nudi sull’erba, gli amici che la aspettavano nei vicoli ombrosi della città vecchia, per tornare di buonumore. Ma era tanto tempo prima, prima che Bianca la tradisse e il mondo diventasse un luogo più incomprensibile, fatto di nuvole nere che confondevano la verità.


L'autrice:
Romina Casagrande è nata a Merano nel 1977. Quando non indossa le vesti dell’insegnante di scuola media, cerca di tenere a bada l’irrefrenabile bisogno di scrivere. Le sue storie nascono da tre grandi passioni: le leggende e tradizioni della sua regione, il fantastico e la storia dell’arte. Ama la natura e i cani, soprattutto la sua cockerina Eclypse, ma non ha ancora deciso se trasformarla in un personaggio. 
Il suo sito ufficiale è: www.rominacasagrande.com


Link Utili:




Questo romanzo mi ha subito attirata per la copertina, poi per la trama che già sembra emozionante. Ora che conosco lo stile dell'autrice e che mi ha regalato intense emozioni con "La Medusa", non mi resta che leggere questa nuova avventura!
Voi cosa ne pensate?




sabato 29 aprile 2017

Recensione: "La Medusa" di Romina Casagrande (Arkadia Editore)

Carissimi astronauti,
la recensione che vi propongo oggi, riguarda l'obiettivo del mese dell'iniziativa che ho lanciato io stessa: la Made in Italy Books Challenge!
Per chi non lo sapesse, la sfida consiste nel leggere i libri scritti dagli autori nostrani; se volete partecipare siete sempre in tempo. Trovate QUI il regolamento ;)




Per il mese di Aprile era prevista la lettura di un autore/libro che ti ha sempre incuriosito ma non hai ancora letto.
Per quanto mi riguarda, la mia scelta è caduta su un'autrice che mi ha sempre incuriosito con le sue trame che si fondano sulla mitologia, ma non avevo ancora avuto l'occasione di leggere un suo libro, pur avendone almeno un paio in attesa sul mio scaffale.
E' giunto il suo momento!




Titolo: La medusa
Autrice: Romina Casagrande
Editore: Arkadia Editore
Collana: Eclypse
Genere: Storico
Data di uscita: 1 gennaio 2014
Pagine: 208
Formato: cartaceo
ISBN: 978-8868510138
Prezzo: € 12,75 
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Costa del Senegal, 1816. La fregata francese Méduse, con a bordo il battaglione Africa e il nuovo governatore della colonia di Saint Louis, appena strappata agli inglesi, si incaglia mettendo fine a un viaggio tranquillo. Mentre i passeggeri più illustri abbandonano la nave sulle poche scialuppe, il resto dei passeggeri viene abbandonato al proprio destino. Per evitare di essere inghiottiti dal mare i superstiti decidono di costruire un'enorme zattera con la quale inizieranno un'epica avventura, costellata di sofferenze e atrocità. Parigi, 1818. L'eco di quanto accaduto nella lontana Africa affascina a tal punto il giovane e promettente pittore Géricault da indurlo a dipingere per il Salone Annuale di pittura un quadro che raffiguri il naufragio, intitolandolo "La Méduse". In una città drammaticamente vivida, tra il boudoir di Madame e la polvere delle Salpêtrière, l'ospedale psichiatrico, tra gli acrobati e le magie del circo, tra riti voodoo e personaggi di tutti i tipi, Géricault incontrerà nella sua ricerca anche la giovane Liz e il piccolo Titù, il bambino senza voce, costretti loro malgrado a recuperare un passato orrendo e guardare negli occhi la propria Medusa.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Avevo adocchiato Romina Casagrande da tempo, e finalmente mi sono decisa a leggere uno dei suoi libri dando precedenza a questo romanzo storico: dopo questa conoscenza non potrò più fare a meno di un suo libro...

"La Medusa", con le sue 208 pagine, è un concentrato di generi che spaziano dallo storico alla leggenda, dal romantico alla tragedia, dalla realtà alla spiritualità, passando anche per l'avventura, il thriller e persino l'horror, in una profondità di sentimenti e insegnamenti che ho dovuto sottolineare non so quante pagine, al punto da decidere che nei prossimi giorni questo libro sarà protagonista della rubrica degli estratti "Leggi Universali", una rubrica dove solitamente inserisco i grandi classici, mentre tra gli autori recenti sono entrati (per ora) solo Murakami, Zafòn e Lois Lowry col suo "The Giver"; insomma, è una rubrica riservata unicamente a quei testi che mi hanno toccato nel profondo dell'anima.

Al contrario di come potrebbe indurre a pensare la copertina "seria" (definizione riduttiva per il capolavoro di Théodore Géricault, ma prestatemi il termine per spiegarmi meglio) e il genere trattato (storico), non si tratta affatto di una lettura pesante, ma di un'affascinante storia che sviluppa abilmente le sue trame, offrendoci una visione su diverse vite ad alcuni anni di distanza; filo conduttore, il naufragio della fregata Méduse, un evento che sconvolse (ed è capace di farlo tuttora) l'opinione pubblica del primo decennio del 1800.
Si tratta dunque di un viaggio nel tempo e nello spazio, un alternarsi tra il 1816 e il 1819, tra la Costa del Senegal e Parigi, dove i protagonisti della vicenda sono anime tormentate, in qualche modo collegate tra loro, anche se alcuni legami si riveleranno solo nello struggente finale.

La storia comincia con Dominique che sta sognando la moglie Liz, ma si risveglia bruscamente per farci conoscere la vera ambientazione: lui è al largo della Costa del Senegal, sulla zattera assieme ad alcuni altri sopravvissuti dell'equipaggio della Méduse, ormai affondata; sono stati scartati dalle scialuppe di salvataggio (insufficienti per contenere tutti) e si ritrovano alla deriva di un oceano che ingoia silenziosamente le sue vittime ogni giorno. Ma sono ancora tante le bocche da sfamare, la zattera imbarca continuamente acqua, e la disperazione induce a prendere decisioni drastiche; disumane.
Nel salto temporale di due anni, siamo a Parigi, dove Liz e il suo bambino Titù sono protetti da Madame nel suo bordello, dove il ruolo della ragazza è però quello di domestica. Non si conosce il passato di Liz, ma sappiamo che la sua anima non è in pace per la scomparsa di Dominique, e perché il figlio ha continue visioni di morte e sangue che trasferisce nei suoi disegni ogni volta che si sveglia: le visioni riguardano sempre e solo il naufragio della Méduse. Per combinazione, Liz e Titù s'imbattono in Louis, giovane assistente del pittore Théodore Géricault, che sta giusto realizzando quella che poi diverrà la celebre opera "La zattera della Medusa".
Due anni prima, nella Costa del Senegal, una colonia francese è sconvolta dall'arrivo dei sopravvissuti della zattera: dai racconti emergono fatti che finiscono col coinvolgere una ragazzina di nome Charlotte e il fratellino Luc, che si affida alle percezioni dell'anziana Mama Lu del vicino villaggio africano.

Molta carne al fuoco dove l'autrice si dimostra essere all'altezza della trama complessa che ha tracciato, sorprendendoci mentre unisce inaspettatamente, poco alla volta, fatti e persone, in un intreccio che attraversa il tempo e lo spazio, incatenando anime ed eventi: una cosa che prima d'ora avevo visto fare solo a J.K. Rowling! Tocca infatti anche alcuni personaggi secondari, oggetti e frasi che passano inosservati per poi ripresentarsi in una nuova veste e con un altro significato.
Mi ha conquistata completamente nella fase finale, come se ci fosse una cinepresa che torna a un punto esatto della storia e lo riprende come se tutti gli eventi narrati fino a quel momento fossero un'enorme parentesi su quello che sta per rivelarsi solo ora.  Ho apprezzato il modo in cui i nodi della trama si tengano ben stretti per sciogliersi solamente in questo finale imprevedibile.

Lo stile dell'autrice ha personalità: il suo è un linguaggio ricercato, poetico ed evocativo. Non c'è solo un pittore che dipinge, ma una poetessa che lo descrive. La scrittura di Romina Casagrande è un arte: le parole sono scelte con la consapevolezza che abbinandole si scatenerà un'emozione.
I personaggi "maledetti" mi hanno ricordato lo stile decadente, non a caso, il mio periodo preferito della letteratura.






Lottò per non addormentarsi. Doveva trovare una soluzione, doveva valutare e riflettere. Ma il sonno è un ladro senza volto, che ti prende di soppiatto e ti ruba i pensieri, facendoli suoi, trasformandoli in sogni. Che rallenta il respiro e orchestra i battiti in una musica che non è più tua.


[...]

Le notti di agosto hanno profumo di tigli a Parigi. La senna è una sirena dalla coda di madreperla, che scorre placida, intrappolando le stelle, l'argento e il fuoco dei lampioni. Scivolando
fra tenebre che nascondono segreti fragili come sussurri.
Liz entrò, sfiorò con le dita il pesante portone nero. E pregò Parigi e i suoi rumori di restare ad aspettarla.




"La Medusa" è una storia dove i protagonisti sono costretti a guardare in faccia ai propri demoni, affrontarli e superare i traumi, per questo può essere vista anche come una storia di formazione, o meglio, di rinascita. Ho trovato in Liz una simbologia perfetta quando si tratta di compiere una certa scelta... interessante anche la parte storica, sia l'evento del naufragio, sia la biografia del pittore Géricault: la lettura mi ha spinto a fare ulteriori ricerche d'approfondimento in merito, il che dimostra come il libro sappia legare il lettore a sé anche dopo che ha sfogliato l'ultima pagina; un pregio di cui pochi libri possono vantarsi.

Scene condotte da una regia magistrale come se si trattasse di un kolossal, profondità degli argomenti trattati, linguaggio poetico, metaforico, con simbologia, emozioni forti, mistero, tormento, passione, amore, intreccio intrigante... cosa si può volere di più?
Candidato alle mie migliori letture del 2017.





Il voto di Universi Incantati:







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