I miei libri


sabato 29 aprile 2017

Recensione: "La Medusa" di Romina Casagrande (Arkadia Editore)

Carissimi astronauti,
la recensione che vi propongo oggi, riguarda l'obiettivo del mese dell'iniziativa che ho lanciato io stessa: la Made in Italy Books Challenge!
Per chi non lo sapesse, la sfida consiste nel leggere i libri scritti dagli autori nostrani; se volete partecipare siete sempre in tempo. Trovate QUI il regolamento ;)




Per il mese di Aprile era prevista la lettura di un autore/libro che ti ha sempre incuriosito ma non hai ancora letto.
Per quanto mi riguarda, la mia scelta è caduta su un'autrice che mi ha sempre incuriosito con le sue trame che si fondano sulla mitologia, ma non avevo ancora avuto l'occasione di leggere un suo libro, pur avendone almeno un paio in attesa sul mio scaffale.
E' giunto il suo momento!




Titolo: La medusa
Autrice: Romina Casagrande
Editore: Arkadia Editore
Collana: Eclypse
Genere: Storico
Data di uscita: 1 gennaio 2014
Pagine: 208
Formato: cartaceo
ISBN: 978-8868510138
Prezzo: € 12,75 
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Costa del Senegal, 1816. La fregata francese Méduse, con a bordo il battaglione Africa e il nuovo governatore della colonia di Saint Louis, appena strappata agli inglesi, si incaglia mettendo fine a un viaggio tranquillo. Mentre i passeggeri più illustri abbandonano la nave sulle poche scialuppe, il resto dei passeggeri viene abbandonato al proprio destino. Per evitare di essere inghiottiti dal mare i superstiti decidono di costruire un'enorme zattera con la quale inizieranno un'epica avventura, costellata di sofferenze e atrocità. Parigi, 1818. L'eco di quanto accaduto nella lontana Africa affascina a tal punto il giovane e promettente pittore Géricault da indurlo a dipingere per il Salone Annuale di pittura un quadro che raffiguri il naufragio, intitolandolo "La Méduse". In una città drammaticamente vivida, tra il boudoir di Madame e la polvere delle Salpêtrière, l'ospedale psichiatrico, tra gli acrobati e le magie del circo, tra riti voodoo e personaggi di tutti i tipi, Géricault incontrerà nella sua ricerca anche la giovane Liz e il piccolo Titù, il bambino senza voce, costretti loro malgrado a recuperare un passato orrendo e guardare negli occhi la propria Medusa.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Avevo adocchiato Romina Casagrande da tempo, e finalmente mi sono decisa a leggere uno dei suoi libri dando precedenza a questo romanzo storico: dopo questa conoscenza non potrò più fare a meno di un suo libro...

"La Medusa", con le sue 208 pagine, è un concentrato di generi che spaziano dallo storico alla leggenda, dal romantico alla tragedia, dalla realtà alla spiritualità, passando anche per l'avventura, il thriller e persino l'horror, in una profondità di sentimenti e insegnamenti che ho dovuto sottolineare non so quante pagine, al punto da decidere che nei prossimi giorni questo libro sarà protagonista della rubrica degli estratti "Leggi Universali", una rubrica dove solitamente inserisco i grandi classici, mentre tra gli autori recenti sono entrati (per ora) solo Murakami, Zafòn e Lois Lowry col suo "The Giver"; insomma, è una rubrica riservata unicamente a quei testi che mi hanno toccato nel profondo dell'anima.

Al contrario di come potrebbe indurre a pensare la copertina "seria" (definizione riduttiva per il capolavoro di Théodore Géricault, ma prestatemi il termine per spiegarmi meglio) e il genere trattato (storico), non si tratta affatto di una lettura pesante, ma di un'affascinante storia che sviluppa abilmente le sue trame, offrendoci una visione su diverse vite ad alcuni anni di distanza; filo conduttore, il naufragio della fregata Méduse, un evento che sconvolse (ed è capace di farlo tuttora) l'opinione pubblica del primo decennio del 1800.
Si tratta dunque di un viaggio nel tempo e nello spazio, un alternarsi tra il 1816 e il 1819, tra la Costa del Senegal e Parigi, dove i protagonisti della vicenda sono anime tormentate, in qualche modo collegate tra loro, anche se alcuni legami si riveleranno solo nello struggente finale.

La storia comincia con Dominique che sta sognando la moglie Liz, ma si risveglia bruscamente per farci conoscere la vera ambientazione: lui è al largo della Costa del Senegal, sulla zattera assieme ad alcuni altri sopravvissuti dell'equipaggio della Méduse, ormai affondata; sono stati scartati dalle scialuppe di salvataggio (insufficienti per contenere tutti) e si ritrovano alla deriva di un oceano che ingoia silenziosamente le sue vittime ogni giorno. Ma sono ancora tante le bocche da sfamare, la zattera imbarca continuamente acqua, e la disperazione induce a prendere decisioni drastiche; disumane.
Nel salto temporale di due anni, siamo a Parigi, dove Liz e il suo bambino Titù sono protetti da Madame nel suo bordello, dove il ruolo della ragazza è però quello di domestica. Non si conosce il passato di Liz, ma sappiamo che la sua anima non è in pace per la scomparsa di Dominique, e perché il figlio ha continue visioni di morte e sangue che trasferisce nei suoi disegni ogni volta che si sveglia: le visioni riguardano sempre e solo il naufragio della Méduse. Per combinazione, Liz e Titù s'imbattono in Louis, giovane assistente del pittore Théodore Géricault, che sta giusto realizzando quella che poi diverrà la celebre opera "La zattera della Medusa".
Due anni prima, nella Costa del Senegal, una colonia francese è sconvolta dall'arrivo dei sopravvissuti della zattera: dai racconti emergono fatti che finiscono col coinvolgere una ragazzina di nome Charlotte e il fratellino Luc, che si affida alle percezioni dell'anziana Mama Lu del vicino villaggio africano.

Molta carne al fuoco dove l'autrice si dimostra essere all'altezza della trama complessa che ha tracciato, sorprendendoci mentre unisce inaspettatamente, poco alla volta, fatti e persone, in un intreccio che attraversa il tempo e lo spazio, incatenando anime ed eventi: una cosa che prima d'ora avevo visto fare solo a J.K. Rowling! Tocca infatti anche alcuni personaggi secondari, oggetti e frasi che passano inosservati per poi ripresentarsi in una nuova veste e con un altro significato.
Mi ha conquistata completamente nella fase finale, come se ci fosse una cinepresa che torna a un punto esatto della storia e lo riprende come se tutti gli eventi narrati fino a quel momento fossero un'enorme parentesi su quello che sta per rivelarsi solo ora.  Ho apprezzato il modo in cui i nodi della trama si tengano ben stretti per sciogliersi solamente in questo finale imprevedibile.

Lo stile dell'autrice ha personalità: il suo è un linguaggio ricercato, poetico ed evocativo. Non c'è solo un pittore che dipinge, ma una poetessa che lo descrive. La scrittura di Romina Casagrande è un arte: le parole sono scelte con la consapevolezza che abbinandole si scatenerà un'emozione.
I personaggi "maledetti" mi hanno ricordato lo stile decadente, non a caso, il mio periodo preferito della letteratura.






Lottò per non addormentarsi. Doveva trovare una soluzione, doveva valutare e riflettere. Ma il sonno è un ladro senza volto, che ti prende di soppiatto e ti ruba i pensieri, facendoli suoi, trasformandoli in sogni. Che rallenta il respiro e orchestra i battiti in una musica che non è più tua.


[...]

Le notti di agosto hanno profumo di tigli a Parigi. La senna è una sirena dalla coda di madreperla, che scorre placida, intrappolando le stelle, l'argento e il fuoco dei lampioni. Scivolando
fra tenebre che nascondono segreti fragili come sussurri.
Liz entrò, sfiorò con le dita il pesante portone nero. E pregò Parigi e i suoi rumori di restare ad aspettarla.




"La Medusa" è una storia dove i protagonisti sono costretti a guardare in faccia ai propri demoni, affrontarli e superare i traumi, per questo può essere vista anche come una storia di formazione, o meglio, di rinascita. Ho trovato in Liz una simbologia perfetta quando si tratta di compiere una certa scelta... interessante anche la parte storica, sia l'evento del naufragio, sia la biografia del pittore Géricault: la lettura mi ha spinto a fare ulteriori ricerche d'approfondimento in merito, il che dimostra come il libro sappia legare il lettore a sé anche dopo che ha sfogliato l'ultima pagina; un pregio di cui pochi libri possono vantarsi.

Scene condotte da una regia magistrale come se si trattasse di un kolossal, profondità degli argomenti trattati, linguaggio poetico, metaforico, con simbologia, emozioni forti, mistero, tormento, passione, amore, intreccio intrigante... cosa si può volere di più?
Candidato alle mie migliori letture del 2017.





Il voto di Universi Incantati:







2 commenti:

  1. Ciao Valentina! Ho studiato Gericault a scuola, e questa vicenda mi aveva incuriosita parecchio. Tanto che avevi fatto un paio di ricerche! Bella recensione! Inserisco il libro in wish list immediatamente.🏫❤

    RispondiElimina
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    1. Ciao Martina! Allora il libro sarà sicuramente nelle tue corde! E' interessante per la storia (ci sono pure note biografiche sul pittore) ed emozionante per i sentimenti *__*

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