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venerdì 14 luglio 2017

5 Cose Che... #67: 5 libri con meno di 200 pagine che consiglio

Carissimi astronauti,
eccoci a un nuovo appuntamento con la rubrica ideata dal blog Twins Book Lovers.
L'iniziativa si svolge ogni venerdì, e ogni volta si tratta un argomento diverso; dai libri ai fumetti, dai telefilm ai film, talvolta anche canzoni e locations!
Vi ricordo che la partecipazione è libera e aperta a tutti; basta iscriversi QUI.




5 libri con meno di 200 pagine che consiglio
per letture veloci ed emozionanti!


1. "La Metamorfosi" Kafka


Un libricino che ho letto da adolescente e di cui conservo ancora un bellissimo ricordo: è uno dei miei libri preferiti! Visto che è passato tanto tempo lo vorrei rileggere, soprattutto per riportare a galla la metafora  nella storia. Ricordo che mi aveva colpita parecchio e lo avevo trovato curioso e intrigante!


2. "Cuore di Cane" di Michail Bulgakov


Ho letto questo libro qualche estate fa, attirata dal titolo e dal formato tascabile di queste edizioni economiche Newton Compton. Per certi versi simile a "La Metamorfosi" di Kafka, con la differenza che il protagonista in questione è un uomo con il cuore di un cane e si comporta come tale, mi ha sorpreso quanto la precedente lettura, e non mi aspettavo affatto un finale simile! Un racconto originale da rileggere, anche perché allora mi ero dimenticata di scriverne la recensione e mi piacerebbe che ci fosse nel blog.


3. "Una Stanza tutta per sé" di Virginia Woolf


Un saggio adorabile e per nulla pesante, anche questo letto quell'estate in cui acquistai diversi tascabili Newton Compton! Ricordo d'aver sottolineato varie parti di questo libro perché l'ho sentito "mio" in più di un'occasione: condivido i concetti di Virginia Woolf e, devo ripetermi, vorrei rileggere anche questo libro, sia per recensirlo, sia per dedicargli uno spazio per la rubrica degli estratti "Leggi Universali". 


4. "La fattoria degli animali" di George Orwell


Certo che questo mio post per "5 Cose Che..." sta diventando 5 Libri che contengono la metafora uomino-animale! Che dirvi: mi piace analizzare l'essere umano in tutte le sue sfumature e vedere come agisce nelle situazioni bizzarre, senza contare che molti uomini sono più bestiali delle bestie. "La fattoria degli animali" è un libricino che ho citato spesso in questa rubrica, perché da quando l'ho letto la mia vita non è stata più la stessa, mi ha lasciato molto, soprattutto una gran voglia di ribellione nei confronti del sistema. Solo che, come i poveri animali della fattoria, non si concretizza :P Se volete leggere la mia recensione la trovate QUI.


5. "La Storia di Orfeo ed Euridice" di Mino Milani


Un racconto per ragazzi che ho letto quando avevo circa 12 anni e mi ha appassionato tanto da rileggerlo subito dopo averlo terminato, oltre a tantissime altre volte ancora! Amo la mitologia e la leggenda di Orfeo ed Euridice è stata per me sempre molto affascinante. 
Grazie a una challenge ho letto questo libro anche l'anno scorso, e nonostante sia adulta le mie impressioni, e le emozioni che mi ha suscitato, non sono poi così cambiate! Se volete curiosare, la mia recensione è QUI.




E' evidente che mi piacciono gli animali, eh? XD
Voi avete letto questi libri? Vi sono piaciuti?
Ne abbiamo qualcuno in comune?
E voi, quali sono i vostri 5 Libri con meno di 200 pagine che consigliereste?

Lasciate nei commenti le vostre opinioni in proposito e le vostre eventuali 5 scelte; se poi siete tra i blog partecipanti all'iniziativa, passo volentieri a curiosare! ;)

Nel gruppo di discussione Facebook "Blogger: 5 Cose Che " abbiamo deciso tutti gli argomenti di Luglio: ve li anticipo così che possiate partecipare!


21 luglio - 5 rubriche che amiamo leggere negli altri blog
28 luglio - 5 libri che vorrei leggere solo per la bellezza della loro cover






venerdì 16 giugno 2017

5 Cose Che... #63: 5 Libri di cui non mi è piaciuto il finale

Carissimi astronauti,
eccoci a un nuovo appuntamento con la rubrica ideata dal blog Twins Book Lovers.
L'iniziativa si svolge ogni venerdì, e ogni volta si tratta un argomento diverso; dai libri ai fumetti, dai telefilm ai film, talvolta anche canzoni e locations!
Vi ricordo che la partecipazione è libera e aperta a tutti; basta iscriversi QUI.




5 Libri di cui non mi è piaciuto il finale
... non è mica facile ricordarli tutti!
Di solito, i libri di cui non mi piace il finale li scarto, e vanno immediatamente nel dimenticatoio 😝
A parte il primo, per gli altri in elenco ho delle motivazioni particolari...


1. "Forever" (I lupi di Mercy Falls #3) di Maggie Stiefvater


Questo è il primo libro che mi è venuto in mente: sono rimasta fortemente delusa, non tanto dalla storia in sé (anzi, mi è piaciuta la soluzione genetica che si è trovata), quando per come è stata lasciata finire la storia tra Cole e Isabel.
Lo so, l'anno scorso è uscito "Sinner", solo che io non l'ho ancora letto, e ci sono voluti anni prima che l'autrice aggiungesse questo libro alla saga, per cui avevamo le ragioni per credere che la serie si concludesse con "Forever", in una conclusione non proprio soddisfacente.
Perché non ho ancora letto "Sinner"? Beh, l'avevo regalato a una mia amica e mi ha detto che non è un granché... Mi è passata la voglia, sinceramente.


2. "La Via Tracciata" di Pedro De Paz


Ho dato a questo thriller quattro stelle, togliendogli un punto proprio perché non mi è piaciuto il finale. Dalla mia recensione "un libro che mi è piaciuto molto ma che mi ha un po' deluso sul finale, solitamente una parte che ritengo di fondamentale importanza. Ma la godibilità e le piacevole ore trascorse, oltre che la cura magistrale nella caratterizzazione del protagonista (e l'interessante rapporto con Luisa), mi suggeriscono di non penalizzare ulteriormente la mia valutazione; non può scendere oltre le quattro meritatissime stelle." Se volete leggerla per intero, vi rimando QUI.


3. "I Dannati di Malva" di Licia Troisi


Anche a questo libro ho dato una valutazione alta: cinque stelle.
Come ho scritto nella recensione, "Purtroppo il racconto non risolve la questione universale ma si limita all'episodio narrato: ero tentata, per questo, di scalare un voto alla mia valutazione. Poi ho pensato che a distanza di un paio di settimane dalla lettura, il libricino mi è rimasto fortemente impresso, mi ha scosso su più fronti e fatto riflettere, dunque, non è questo ciò che dovrebbe fare un buon libro? La soluzione ai grandi problemi del mondo non si compie con un solo e unico gesto, ma con piccoli passi in grado di muovere le coscienze..." Per leggere la recensione completa vi rimando QUI!


4. "La Fattoria degli Animali" di George Orwell


Confesso di amare gli happy ending. Per questo, il finale de "La fattoria degli animali" non mi è piaciuto! Sia chiaro: comprendo il significato dell'opera e che, dopotutto, un finale del genere rende ancor più drammatico e realistico il concetto, ma dopo tutto quello che i poveri animali (cioè noi, il popolo) hanno dovuto subire, i maiali (la classe politica) resta nella sua posizione, al massimo si "scannano tra loro"; non c'è alcuna rivalsa o ribellione da parte degli altri.
Quanto è reale!
La mia recensione a quattro stelle è QUI.


5. Uno dei tanti libri scartati

?

Non mi viene in mente altro, ma sono sicura di aver buttato nel dimenticatoio tutti quei libri il cui finale mi ha deluso al punto tale da scartare l'intera storia, senza nemmeno salvarne una briciola!
Mi è successo più di una volta...




Cosa ne pensate delle mie cinque quattro scelte?
Avete letto anche voi questi libri? E a voi vi è piaciuto il finale?
Quali sono, invece, i vostri peggiori finali nei libri?

Lasciate nei commenti le vostre opinioni in proposito e le vostre eventuali 5 scelte; se poi siete tra i blog partecipanti all'iniziativa, passo volentieri a curiosare! ;)

Nel gruppo di discussione Facebook "Blogger: 5 Cose Che " abbiamo deciso tutti gli argomenti del mese di giugno: ci restano...


23 Giugno - 5 letture che mi hanno fatto ridere
30 Giugno - I 5 più bei film tratti da libri






venerdì 28 aprile 2017

5 Cose Che... #56: 5 Titoli di Libri che cambierei

Carissimi astronauti,
eccoci a un nuovo appuntamento con la rubrica ideata dal blog Twins Book Lovers.
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5 Titoli di Libri che cambierei


1. "Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto" di Kirsty Moseley


Questo è il primo titolo che mi è venuto in mente, e penso sul serio che sia uno dei peggiori titoli che io abbia mai visto in un libro!
Non l'ho ancora letto perché il titolo mi ha sempre indotto a pensare a un romance a sfondo erotico, quasi buffo, ma le recensioni che ho trovato poco fa dicono che si tratta di un libro che parla di violenza familiare e di un'amicizia che si trasforma gradualmente in amore, con questo ragazzo, all'epoca bambino, che entra dalla finestra per consolare l'amica che si era rifugiata in camera per piangere. Mmm... dopo questa trama potrei farci un pensierino...
Per curiosità, sono andata a cercare il titolo originale: "The Boy Who Sneaks in My Bedroom Window", letteralmente "il ragazzo che s'infila dalla finestra della mia stanza"... direi che non migliora! Però almeno non s'infila nel letto e da già un'altra impressione (tipo Joey e Dawson ^^), anche se vaga e di libera interpretazione. Si sarebbe potuto fare di meglio, ne sono certa!


2. "Harry Potter e la Pietra Filosofale" di J.K. Rowling


Vi prego non uccidetemi XD
Se ci ho messo lune per decidermi a leggere questa saga (iniziata appunto quest'anno) la "colpa" è anche del titolo di questo primo volume. Capisco "La camera dei segreti", "Il prigioniero di Azkaban", "Il calice di fuoco", "L'ordine della fenice" e tutti gli altri, ma questa "pietra filosofale" che cavolo è? Mi risponde Wikipedia: "è, per eccellenza, la sostanza catalizzatrice simbolo dell'alchimia, capace di risanare la corruzione della materia". Ammetto la mia ignoranza, ma forse è un titolo troppo ricercato, specie per un primo volume che deve fare da calamita per tutto il resto della saga. Solo per questo primo libro avrei scelto un titolo diverso, anche un banalissimo "il maghetto di Hogwarts" semplicemente perché gli da una precisa identità. Solo a lettura ultimata si capisce il senso del titolo e si comprende che la pietra filosofale è il nucleo della vicenda, un oggetto che ha un grande significato perché ci catapulta nell'impresa di Voldemort... è molto forte l'espressione "titolo che cambierei", diciamo che non sono sicura che, dopotutto, questo sia il titolo più azzeccato. E lo dico da amante della saga!


3. "La fattoria degli animali" di George Orwell


Oggi mi sento piovere insulti e pomodori XD
Chiarisco subito col dire che il titolo è perfetto per racchiudere l'ambientazione, però l'ho sempre trovato fuorviante. Cioè, leggendo solo il titolo io avrei detto che trattasse letteralmente di una fattoria con gli animali, della serie "quella vecchia fattoria ia-ia-o"; una favola per bambini! Invece si respira tutt'altra atmosfera ed è un'incredibile metafora socio-politica. Avrei trovato più intrigante l'enigmatico "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri", anche perché adoro questa frase, bizzarra e sarcastica, in linea con lo spirito del libro.
Per approfondire vi rimando alla mia recensione QUI.


4. "La Croce della Vita" di Valentina Marcone


Questo è l'unico titolo per cui, anche dopo aver letto il libro, mi sfugge il senso.
A dire il vero è una cosa che mi succede con tutti i libri di questa saga ("La stella dell'Eire", "L'uccello del Tuono"...); i riferimenti sono minimi e passano quasi inosservati, ma sopratutto, cosa vogliono dire, a parte la citazione interna al libro? Un titolo, secondo me, deve essere fortemente evocativo ed essere attinente alla storia che racchiude. Se penso alla croce della vita mi vengono subito in mente le divinità egizie Iside e Osiride, dove la croce è il simbolo della loro unione, quindi del loro amore. Ma nel caso di questa serie, cosa c'entra? Solo perché la furia Deva ha un ciondolo con questo simbolo? Testimonia forse l'amore tra lei e Gabriel? Personalmente credo che si poteva intitolare questo libro in mille modi diversi, tutti più azzeccati, magari con riferimenti alla furia che sta per scatenarsi... ^^ Ciò non toglie quanto ho adorato questo libro, per me il migliore della saga! Se volete saperne di più, trovate QUI la mia recensione.


5. "Giovane carina molla tutto e cambia vita" di Lisa Owens


A parte l'assenza di virgole che rende questo titolo uno scioglilingua (XD), sia dal titolo, sia dalla trama, io mi ero fatta un'idea completamente sbagliata rispetto alla storia raccontata. La protagonista è giovane e molla tutto, ma in realtà non cambia nulla! Il cambiamento risiede unicamente nel fatto che non va più a lavorare, e più che cambiare vita, resta sospesa (come quel palloncino della copertina ^^) senza inseguire i suoi desideri, perché sembra proprio che di desideri non ne abbia. 
Ho capito, leggendolo, che il libro narra un momento delicato, un passaggio che è l'uscita dalla depressione. Claire cambia vita, sì, ma solo nell'epilogo, e non ci è dato vedere in che modo...
Come ho scritto nella recensione (che trovate QUI) è un libro che, per questo e altri motivi, si odia o si ama; difficilmente ci si può esprimere con una via di mezzo. 
Ma sono assolutamente certa riguardo al titolo, che trovo più adatto nella versione originale: "Not Working".




Anche stavolta mi sono sentita acidella, e anche un po' esagerata nel nominare i grandi come J.K. Rowling e Orwell!
Cosa ne pensate delle mie scelte?
E voi? Quali sono i cinque titoli che cambiereste?

Lasciate nei commenti le vostre opinioni in proposito e le vostre eventuali 5 scelte; se poi siete tra i blog partecipanti all'iniziativa, passo volentieri a curiosare! ;)

Nel gruppo di discussione Facebook "Blogger: 5 Cose Che " stiamo decidendo gli argomenti delle prossime settimane.
Stay tuned!











sabato 27 febbraio 2016

Recensione: "La Fattoria degli Animali" di George Orwell (Mondadori)

Carissimi astronauti,
come vi avevo accennato l'altro ieri ho delle recensioni da recuperare, quindi eccomi qua!

Questa è la lettura che ho scelto, tra l'altro, per partecipare alla #secretbookchallenge organizzata dal blog My Secret Diary; dovendo scegliere un libro il cui titolo (o nome dell'autore) iniziasse con la lettera del mese corrente, per Febbraio ho colto l'occasione di leggere "la Fattoria degli animali" di George Orwell!




Titolo: La Fattoria degli Animali
Autore: George Orwell
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Mondadori
Genere: Satira politica
Data di pubblicazione: 1947
Formato: cartaceo
ISBN-13: 978-8804492528
Pagine: 140
Prezzo: 10,50 euro
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Gli animali di una fattoria, stanchi dei continui soprusi degli esseri umani, decidono di ribellarsi e, dopo avere cacciato il proprietario, tentano di creare un nuovo ordine fondato sul concetto utopistico di uguaglianza. Ben presto, tuttavia, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con l'astuzia, la cupidigia e l'egoismo che li contraddistinguono si impongono in modo prepotente e tirannico sugli altri animali più docili e semplici d'animo. L'acuta satira orwelliana verso il totalitarismo è unita in questo apologo a una felicità inventiva e a un'energia stilistica che pongono La fattoria degli animali tra le opere più celebri della narrativa del Novecento.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Non avevo mai letto le opere di George Orwell prima d'ora.
Ultimamente il destino non ha fatto altro che mettermele davanti agli occhi: tra un paragone di "1984" col mio "Eleinda" (ancora da scoprire perché non l'ho ancora letto), aggiungiamoci il fatto che quest'estate mi sono dedicata alla trilogia "1Q84" di Murakami (che sembra trarre ispirazione dalla quasi omonima opera orwelliana), o che più volte mi è capitato di leggere questo titolo, "La Fattoria degli Animali", che tanto mi dava l'impressione di una favola per bambini perché lo associavo alla celebre canzoncina.
Niente di più sbagliato.
Certo, nella vecchia fattoria (ia-ia-o) c'è l'asinello, la mucca, le capre, il gatto e il cane, e quant'altro, ma le "bestie di zio Tobia" qui si sono ribellate, spinte dal sogno rivoluzionario di un maiale di nome Vecchio Maggiore. Basta infatti arrivare alla pagina n°6 e leggere la prima parola, il modo in cui il maiale si rivolge agli altri animali ("compagni") per capire che questo libro tratta di politica, e di come gli alti ideali condivisibili del comunismo finiscono col trasformarsi nell'esatto opposto, la dittatura totalitaria.
Il fatto è che Vecchio Maggiore diceva il giusto, ma le nuove cariche non tardano a dimenticarsi dei valori quando capiscono che possono avere una razione doppia di cibo rispetto agli altri (soldi) e la gigantesca casa piuttosto che la fredda stalla (comodità). Gli altri animali pendono dalle loro labbra (e questo è il potere) perché, paragonata alla situazione di prima, ossia di quando erano sotto la guida umana, ora stanno meglio; la fattoria è grande, è tutta per loro e possono fare quello che vogliono. O meglio, credono di poterlo fare; pensano di essere liberi ma non lo sono affatto!
Sono sfruttati, e più si va avanti con la lettura, peggio diventa.

Mi ha dato un senso di frustrazione assistere a queste povere bestie che non si rendono conto della realtà delle cose; si lasciano abbindolare dalle parole che la casta dei maiali abilmente sposta, aggiunge e corregge a piacere per stravolgere le regole della comunità, inoltre tendono a dimenticare, a lasciar perdere, o peggio, a giustificare! E se c'è da dare colpa a qualcuno seguono la corrente, proprio come il branco di pecore che non usa il cervello e ripete gli slogan del partito come un ritornello.

L'intero libro è un'evidente metafora: i politici sono i maiali, chi li segue senza pensare con la propria testa è il branco di pecore, poi c'è il cavallo che si fa in quattro per gli ideali e non si rende conto d'essere il più sfruttato. Ma che si tratti di pecore o cavalli, tutti gli altri animali siamo noi; il popolo.
Proprio come Orwell denunciava nel 1947, tuttora noi ci lamentiamo, passiamo tanto tempo a pensare agli ideali e a ciò che non va, ma al tempo stesso non muoviamo un dito per cambiare le cose, probabilmente per paura, e perché tutto sommato ciò che ci circonda non è poi così male.
Perché rischiare la grande incognita del cambiamento quando ancora abbiamo un tetto sotto la testa e un piatto caldo in tavola? Finché non ci rimettiamo noi, ce lo facciamo andare bene; la malasorte tocca sempre a qualcun altro.
La cosa sconvolgente è proprio questa: nel corso della storia ci sono pure le vittime, ma nemmeno questi terribili fatti smuovono le coscienze.
La verità è che in fondo siamo accomodanti, e ciò ormai ci riesce naturale visto quanto siamo bombardati psicologicamente anche dai media che ci trasmettono i continui complotti, gli accordi segreti, i voltagabbana, le raccomandazioni, le mazzette... che dietro ogni azione ci sono sempre altri interessi. Con questa delusione continua cresce l'idea che non ci si può fidare di nessuno.
La perdita della speranza è il primo ostacolo all'azione.

Se sono partita con questa serie di riflessioni è proprio grazie al libro. Le tematiche sono attuali, realistiche; sono la storia umana, passata, presente, e probabilmente anche futura.
Alla fine del libro (dell'edizione Oscar Mondadori) c'è la postfazione di Orwell dal titolo "Libertà di stampa": in questa lettera aperta al lettore, l'autore rivela che il libro si riferisce al totalitarismo della Russia Sovietica di Stalin. La storia de "La Fattoria degli Animali" ricalca fedelmente quanto accaduto sotto il regime, e nella postfazione (che l'autore desiderava fosse un'introduzione all'opera, ma all'epoca non fu pubblicata) denuncia anche la censura britannica nei confronti dell'alleata Russia.
Avendo delle grandi lacune in storia, il libro mi ha spinto anche a fare delle ricerche successive per colmarle, per conoscere ciò che ai tempi della scuola credevo non ci riguardasse più... non tutti i libri lasciano un così profondo segno dentro di noi.

A tratti macabro, a tratti amaramente ironico, si potrebbe comunque considerare questo racconto come una fiaba il cui lieto fine spetta a noi costruire.
Studiato, geniale, con associazioni e trovate brillanti, scorrevole, breve ma intenso; profondamente triste. Tanti sono gli aggettivi che continuerei a spendere per questo libro, ma sono quella malinconia, mista a un senso di compassione, unita a un desiderio di rivalsa che non può trovare espressione se non in questa recensione, fa sì che io non possa premiare quest'opera a pieni voti.
Poveri animali.
Poveri noi.
A volte fa davvero male guardarsi nello specchio di un libro.


Il Voto di Universi Incantati:



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