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martedì 29 maggio 2018

Anteprima: "Ogni giorno come il primo giorno" di Giorgia Penzo (Nord)

Cari astronauti,
con enorme sorpresa ho ricevuto un comunicato stampa da una delle case editrici che più amo, la Nord! Spero sia l'inizio di una nuova e bellissima collaborazione *_*
Vi presento dunque, in anteprima, l'ultimo libro in uscita.

Rubrica dedicata alle segnalazioni
di autori emergenti e case editrici
(per la tua segnalazione, scrivimi)

Si tratta di un romanzo di Narrativa Contemporanea in uscita il 31 Maggio; l'autrice è una penna italiana.



Titolo: Ogni giorno come il primo giorno
Autrice: Giorgia Penzo
Editore: Nord
Genere: Narrativa
Data di uscita: 31 Maggio 2018
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 320
ISBN: 978-8842930792
Prezzo: € 16,90 cartaceo / € 9,99 ebook 
Link per l'acquisto: amazon

Ho iniziato a camminare con lo sguardo dritto davanti a me,
come se cedere e girarmi avesse significato morire.
Ho camminato fino a quando i miei passi non sono diventati una corsa.
Desideravo a tutti i costi conoscere la risposta a quella domanda.
Adesso la so, so cosa siamo. Non c’è più margine di errore.
Noi siamo l’impossibile.

Sinossi:
Petra e Cloe erano diversissime – una ribelle, insicura, chiusa in se stessa; l’altra solare e amata da tutti – eppure unite da un legame profondo e sincero. E, adesso che è rimasta da sola, Petra fa una promessa alla sorella: vivrà anche per lei, s’impegnerà a migliorare e a non buttare più la sua esistenza. Niente più feste sfrenate, niente più alcol, niente più brutti voti a scuola. Ma è tutto così maledettamente difficile, con la famiglia che cade a pezzi e tutto il mondo che le urla in faccia che è colpa sua se Cloe è morta in un incidente d’auto. Ma Petra non si arrende e, spinta da una forza di volontà che non sospettava di avere, affronta un percorso di rinascita, aiutata prima da Lore, una compagna di classe scozzese arrivata in Italia per uno scambio culturale, e poi da Dario, uno studente universitario che le fa ripetizioni di matematica in vista dell’esame di maturità. 

Dario, un ragazzo enigmatico e affascinante, che la sorprende in ogni occasione e che le apre le porte di un futuro nuovo, radioso. 
Ma che allo stesso tempo nasconde un passato oscuro che presto tornerà a reclamare il suo prezzo, mettendo in discussione tutto ciò che Petra ha costruito fino a quel momento…
I problemi a scuola, il rapporto con i genitori, l’amore, le fughe, i traguardi, le delusioni, il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo: per Petra, senza più Cloe ma con Dario al suo fianco, ogni giorno sarà come il primo giorno della sua nuova vita.


L'autrice:
Giorgia Penzo è nata a Reggio Emilia e, dopo aver conseguito la maturità magistrale, si è laureata in Giurisprudenza a pieni voti. Fin dai tempi della scuola, coltiva la passione per i libri e per la scrittura. Si autodefinisce una nerd, nata nel posto sbagliato e nell’epoca sbagliata. Forse proprio per questo il suo blog conta circa 6.000 iscritti e il suo profilo Twitter 18.000 follower.




Cosa ne pensate di quest'anteprima? 
Avete già letto le altre opere dell'autrice?
Fatemi sapere nei commenti!




venerdì 8 ottobre 2010

Recensione "Resti mortali" (Anita Blake vol.2) di L.K. Hamilton

Recensione "Resti mortali" (Anita Blake vol.2) di L.K. Hamilton (ediz. Nord/Tea)






Zombie, vampiri, Junkie, necrofagi... ci mancava solo il vudù!

Questo secondo libro che riguarda le vicende soprannaturali di Anita Blake mi è piaciuto più del primo (NB: "Nodo di sangue").

La differenza più rilevante che ho notato, è che questa volta ero in tensione davvero; la presenza dello zombie assassino pluriomicida (anche solo accennata, senza lo scontro diretto con la protagonista), era terrificante, per il modo con cui privava gli umani delle loro vite, ma soprattutto perché si avventava su creature innocenti come i bambini.

La storia è ricca di azione -specialmente nei capitoli finali - in un crescendo di suspance e adrenalina.

Ottima la scelta d'introdurre la sacerdotessa Dominga Salvador, che con la sua arte vudù e l'incontro con Anita, ci svelerà quale potere spirituale segreto possiede la nostra eroina. Dominga non è solo un ottimo avversario, e un ottimo espediente per rivelarci qualcosa in più della protagonista... un bel colpo di scena che suscita curiosità.

Menzione a parte per il vampiro MASTER Jean-Claude: per quel poco che appare (come sempre), resta uno dei personaggi più convincenti e intriganti (assieme ad Anita) e scommetto che ci riserverà delle gran belle sorprese.

Recensione "Polvere alla polvere" (Anita Blake vol. 5) di L.K. Hamilton

Recensione "Polvere alla polvere" (Anita Blake vol. 5) di Laurell K. Hamilton (ediz. Nord/Tea)






*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***
Toccante illusione


Questa quinta avventura di Anita Blake mi è piaciuta subito, sarà perché dopo diversi mesi di distacco ho cominciato a sentire nostalgia, ad ogni modo la storia mi ha preso particolarmente già dalle prime scene del crimine (piuttosto che l'arduo compito di risvegliare zombie secolari). Tali scene sono macabre e "splatter" come al solito, e forse ne abbiam viste anche di più crudeli (con i bambini), ma queste vittime giovani, e in particolare la vicenda della defunta Ellie che sembra abbia avuto rapporti con colui che l'ha vampirizzata e sta per risorgere quando i genitori cattolici preferirebbero impalarla... be', è un bel dilemma, potrebbe nascerne un dibattito.

Ma non è di omicidi che voglio discutere, nemmeno dei rituali per zombie: questo è un libro più intimista rispetto ai precedenti; riguarda la famiglia.
Per prima cosa abbiamo gli accennati genitori della vittima prossima a diventare vampira, Ellie.
I coniugi Quinlan, poi, hanno anche un altro figlio adolescente, Jeff, che viene rapito dai vampiri, e per il quale Anita sembrerebbe provare un istinto fraterno (lo ha conosciuto prima del rapimento e si sente responsabile per l'accaduto)pertanto, desidera liberarlo a tutti i costi.
Poi abbiamo lo sceriffo St. John e la moglie Beth, innamorati come lo erano al liceo (e la loro è una delle scene più commoventi).
Come dimenticare poi, i fratelli Bouvier e l'evento che costringerà la sorella a perdere la fiducia in Magnus?
C'è dell'altro, se Anita prova un istinto fraterno nei confronti di Jeff, è un vero e proprio istinto materno quello che prova nei confronti dell'assistente Larry: diventa paranoica, iperprotettiva, tanto che ha trasmesso anche a me questo sentimento verso il suo ubbidiente, attento, e perspicace amico.
Veniamo a Jean-Claude, ecco che qui scopriamo un po' del suo passato: lui era un servo, precisamente il fanciullo da castigo di un aristocratico; ciò significa che godeva degli stessi privilegi del figlio ricco (vestiti, istruzione, lezioni di equitazione...) ma nel caso in cui il figlio "di sangue" dovesse essere punito, era lui a subire al suo posto, per preservare l'altro in quanto unico e vero erede. Dunque anche qui abbiamo il tema della famiglia, o meglio, il non far parte della famiglia.

Questo tema tuttavia, si evidenzia principalmente con la nostra protagonista Anita Blake. Anita finisce con il doversi scontrare con la vampira più infida e disonesta che abbia mai conosciuto: Serephina. Cosa fa di tanto sleale questa Master, è che la colpisce là dove fa più male, nel cuore e nei sentimenti, e scavando nel suo profondo le fa credere d'essere sua madre, la rende vittima di un'illusione che la mostra ancora vivente, le promette che può tornare tra le sue braccia, stare insieme a lei e per sempre... usa la magia per convincere Anita.
Riviviamo così i momenti più bui della Sterminatrice; la scopriamo come una bimba che adorava la madre, poi sentiamo le coccole, il trauma della morte, l'assenza e la solitudine.
L'epilogo è disarmante, una delle cose più belle e struggenti che abbia mai letto, comprese le considerazioni finali sulla disperata ricerca dell'abbraccio materno.

Posso concludere questa recensione evitando di trattare di spiriti, fate e compagnia, ma Jean-Claude merita un'ulteriore analisi (come sempre).
La scena di lui solo con Anita nella stanza d'albergo, prima col bagno nella vasca poi con il "morire" nella camera da letto (e così ogni volta in cui nascerà il sole), prima le parole del suo umile passato, poi l'irresistibile contatto tra i due corpi, sono le pagine più belle.
Mostrandolo per la prima volta così docile e dimesso, suscitando quasi pena, e lasciando percepire la sua fragilità, Jean-Claude riesce a conquiestare definitivamente il cuore più freddo e convinto perché, cavolo, in ogni donna c'è l'anima da crocerossina! Vogliamo l'uomo forte e coraggioso, l'eroe, ma se questi ci mostra anche il più piccolo accenno di sensibilità/fragilità, ecco che ci sciogliamo in brodo di giuggiole.
E pensare che parteggiavo per Edward, però la Hamilton ha aggiunto delle cose troppo interessanti stavolta; ha arricchito i personaggi e non solo Jean-Claude, ma anche Larry, e Anita per prima. Poi io adoro i flashback...

5 stelle pienamente meritate!

Recensione "Nodo di sangue" (Anita Blake vol. 1) di L. K. Hamilton

Recensione "Nodo di sangue" (Anita Blake vol. 1) di L. K. Hamilton (ediz. Nord/Tea)





Che tosta questa Anita!
La storia inizia con un ottimo incipit: l'invito a un addio al nubilato in uno strip-club di vampiri. Ebbene sì, in quest'epoca non specificata, negli States, i vampiri sono legalmente riconosciuti, e per garantire l'incolumità di noi fragili esseri umani, ecco che c'è la Sterminatrice Anita Blake!

Questa ragazza alta poco più di un metro e sessanta e dal peso piuma, è tanto spietata quanto "umana", ed è questa la cosa che più mi ha colpito nell'intera vicenda: finalmente un'eroina che sarà pure una tipa tosta e coraggiosa, ma è quel suo lato fragile a renderla piacevole agli occhi del lettore; è ferita e soffre come una dannata, è in una grotta e ha una paura incredibile (anche se la nasconde), ha dei poteri soprannaturali ma anche un lato sensibile... senza dimenticare la fluida dialettica e un'insolita passione per i pinguini.

La storia si sviluppa tra un'antagonista che porta il nome di Nicholaos ed è la MASTER della città, tra un misterioso e affabile vampiro di nome Jean-Claude che si preannuncia importante (sia per la storia, sia per Anita stessa) e infine un junkie (individuo che si offre ai vampiri per donargli il proprio sangue) di nome Phillip, cui non si può restare impassibili...

Tutto qui? Ebbene no. La nostra Anita è una ragazza molto impegnata: dovrà affrontare topi licantropi, fantasmi del passato (e non in senso letterale), ricatti, tradimenti, tentativi di omicidio, casi dove intervenire come Risvegliante per resuscitare i defunti, trovare alleati, scoprire il significato di sogni confusi, entrare nella chiesa della vita eterna (quella dei vampiri) e partecipare a degli incontri dediti all'eros.
Insomma, un romanzo che non annoia di certo!

Recensione "Maximum Ride: l'esperimento Angel" di James Patterson

Recensione "Maximum Ride: l'esperimento Angel" di James Patterson (Ediz. Nord/Tea)





Vorrei adottare questi sei angeli


Premetto che il mio voto è condizionato dal fatto che lo abbia letto "a singhiozzo" in un periodo zeppo d'impegni.
E' un vero peccato perché si tratta di un ottimo prodotto, e qui di seguito cercherò di spiegare il perché.

Anzitutto, questo primo volume di "Maximum Ride" ossia, "L'esperimento Angel", non è un capitolo introduttivo, bensì, è un romanzo ricco d'azione, cambiamento, e in continua evoluzione; ci tengo a precisarlo perché ultimamente ho letto diverse saghe, il cui primo libro non fa che gettare esclusivamente le basi, come se si trattasse di una preparazione alla storia, mentre preferirei nient'altro che la storia vera e propria (e non è così che dovrebbe essere, del resto?).
Insomma, ecco il primo punto a favore: è un romanzo che sta in piedi da solo e permette di vivere la storia.
Anzi, dirò di più, già dall'inizio si entra nel vivo dell'azione: dentro un incubo, Max (novantotto percento umana, due percento aviaria - insomma, ha le ali) è inseguita dagli Eliminatori (mutanti che da umani si trasformano in lupi), poi, nel capitolo successivo, Max è a casa, alle prese con altri cinque ragazzi, orfani e mutanti come lei; cosa ci sia di tanto movimentato in quest'ultimo caso? Be', la scena ci mostra una combriccola di bambini e adolescenti (sei in totale) durante la colazione; caspita, c'è quasi più azione rispetto all'inseguimento! Senza contare i tanti nomi da memorizzare e da associare a personaggi che già mostrano un bel caratterino, ognuno diverso dall'altro.

Fang, Iggy, Nudge, Gasman, Angel e Max.
Facilissimo confonderli all'inizio, comprensibile rimanere spaesati; questi nomi acquisteranno corpo, anima e identità, solo man mano che si familiarizza con la storia.
Allora si scoprirà che Fang è il taciturno, nonché spalla della protagonista quando si tratta d'agire per il gruppo; Iggy è il cieco dalle abilità manuali, prezioso perché ha tutti gli altri sensi più sviluppati (udito, tatto e pure percezione); Nudge è la bambina chiacchierona che più di tutti desidera trovare i veri genitori... in seguito svilupperà abilità esclusive; Gasman è il fratello di Angel, un impensabile stratega sul campo di battaglia, specie quando si tratta di fabbricare... bombe!; Angel è la piccolina del gruppo, legge nel pensiero (chi non lo fa, ormai? Intendo nei romanzi :P) e ha anche qualche altra dote nascosta. Infine c'è Max, la capo-gruppo, il cui ruolo è anche quello di "mamma", nonostante abbia solo quattordici anni e il suo bisogno di una figura materna è al pari (e forse superiore, visto le responsabilità premature) degli altri. Un altro piccolo particolare: Max deve salvare il mondo.

Come? Perché?
In questo libro non otteremo alcuna risposta, però c'è un indizio, dato da una misteriosa Voce, che dice più o meno così: "il mondo non può essere salvato dai grandi, Max. Sono loro che lo stanno rovinando".
Credo che questa frase dica già molto se si pensa che "i grandi" sono gli Eliminatori e i Camici Bianchi, ossia coloro che vogliono ripetere gli esperimenti su Angel e desiderano "riappropriarsi delle proprie creature", i sei ragazzi.

Su "i grandi", è inoltre fermamente collegato il tema ricorrente di questo romanzo: gli adulti identificabili come famiglia, e l'abbandono.
C'era un adulto nella vita dei sei orfani, si chiamava Jeb, ed era stato lui a portarli in salvo, via dai laboratori. Jeb era come un padre per loro, tuttavia è scomparso, e da anni non si hanno più sue notizie.
In seguito, ci saranno diversi colpi di scena legati alla sua figura, e una certa ambiguità, un mistero che tormenterà il lettore dato che non ha la possibilità di leggere degli anni in cui lui stava con i ragazzi; ciò che si conosce di Jeb, lo si apprende solo attraverso i ricordi di Max.
Il tema della famiglia si manifesta anche nell'episodio di Ella e sua madre; una piccola parentesi nella vita di Max, davvero significativa e commovente.
I sei ragazzi, inoltre, si considerano parte della stessa famiglia, e l'elemento che lo enfatizza è il rapporto tra Angel e Max: è tenerissimo e struggente quando Max pensa a Angel come "la mia piccola, la mia bambina", e questa bambina viene rapita subito nei primi capitoli; ecco che si manifesta la sensazione dell'abbandono.
Non solo, considerando che i nostri "eroi" sono alla ricerca dei propri genitori, è amaro il pensiero che possano rischiare di separarsi da un momento all'altro, una volta ritrovati; già, di nuovo, abbandonarsi.
Combattuti tra il dubbio che siano stati proprio gli stessi genitori a cederli per gli esperimenti o che siano stati sottratti con l'inganno, consapevoli che una volta ritrovati, potrebbero non essere desiderati dai familiari dato che non sono ragazzi "normali", loro viaggiano gli States a questo scopo: risalire alle proprie origini, ritrovare i genitori, e infine, scoprire il perché di tutto questo.

Tra gl'inseguimenti dei camici bianchi e degli Eliminatori, tra l'interrogarsi su quanto possa durare la vita di questi esperimenti (Eliminatori e gli stessi protagonisti) e la trasformazione, per qualcuno, dell'amicizia in un sentimento d'amore, un'altra situazione che mi ha entusiasmato è il volo: come li descrive bene, James Patterson, le virate, e i piegamenti delle ali al fine di compiere un certo movimento...! Qui c'è da imparare qualcosa, e visto che scrivo, comincio a prendere appunti!

In conclusione, come si evince dalla lunghezza di questa recensione, è un romanzo che offre diversi spunti e non si finerebbe mai di discutere; sul tema degli esperimenti genetici, ad esempio, e sulla religione... poi sul modo in cui è scritto, i capitoli brevi e incisivi... insomma, questo romanzo garantisce il piacere della lettura. E scusate se è poco.

Per approfondimenti:
il mio articolo sulla saga di "Maximum Ride" nel sito
 

Recensione "Luna nera" (Anita Blake vol. 4) di L. K. Hamilton

Recensione "Luna nera" (Anita Blake vol. 4) di L. K. Hamilton (ediz. Nord/Tea)





Volendo, un umano ci sarebbe...

Premetto che stavolta ho letto il libro a singhiozzo e probabilmente perché l'azione si spezza in una miriade di situazioni diverse: l'appuntamento con Richard, l'intromissione di una vampira, il "solito" caso di omicidio, situazioni dove la polizia si comporta in modo scorretto, l'allucinante ritrovo coi licantropi, film porno, triangolo amoroso, il recupero di un nagi... e sicuramente ho dimenticato qualcosa. Insomma, forse un po' troppa carne al fuoco, di conseguenza ci si perde, si rischia anche di confondersi con i nuovi personaggi introdotti (quanti nomi!) e sinceramente speravo di vedere in azione anche la nuova recluta (il ragazzino) incontrata nell'episodio precedente.

E' comunque un libro importante nella saga, perché ci mostra il lato sensibile di Anita, quella che dice "Ti amo" e addirittura risponde sì ad una proposta di matrimonio. Forse è anche un po' troppo. Ecco, lei dice di amare Richard, ma proprio non riesco a capacitarmi di questo sentimento, piuttosto percepisco l'attrazione fisica nei suoi confronti, ma è una cosa che le succede anche con il vampiro Jean-Claude (che preferisco, comunque) e che anzi, "odiandolo", credendolo indegno, non fa altro che indurre a pensare che sia proprio lui l'oggetto dei suoi desideri. Mah. Oltretutto, accettare così su due piedi una proposta di matrimonio...

Nonostante non ami i triangoli amorosi (al contrario li snobbo!), la scena più emozionante e di tensione, è stata quella nell'appartamento di Anita, con Richard da una parte e Jean-Claude dall'altra. Attenzione però, tra i due litiganti il terzo gode, e non si sa mai che rimangano fregati entrambi: Anita si lamenta sempre di non riuscire a trovare un ragazzo umano, ma basterebbe semplicemente aprire gli occhi, c'è Edward! Al contrario del "perfetto" Richard, che si scandalizza per il sangue freddo della ragazza, Edward è uno spirito affine, molto simile a lei, e visto che lei non vuole dare spiegazioni, non vuole storie... secondo me è lui il ragazzo più adatto. Pur conservando un debole per Jean-Claude, sia chiaro!

Per finire, vorrei soffermarmi sul lato a dir poco bestiale dei licantropi: abituata alla saga di Twilight son rimasta sconcertata dalla loro bramosia di sangue e sesso; un punto a loro sfavore. Avrei preferito una visione più magica e che li vedesse in relazione alla natura, piuttosto che ai piaceri carnali. L'animo buono di Richard non basta. Ho apprezzato invece gli sforzi di Jason, lì sì, ho visto qualcosa d'interessante.

L'epilogo è un po' frettoloso anche questa volta, spero almeno che ci lasci "vedere" l'appuntamento che Anita deve a Jean-Claude e che non sia già passato in quel riassunto di eventi.

giovedì 7 ottobre 2010

Recensione "Il circo dei dannati" (Anita Blake vol.3) di L.K. Hamilton

Recensione "Il circo dei dannati" (Anita Blake vol.3) di L.K. Hamilton (ediz. TEA/Nord)





Scene d'azione degne di Hollywood


Mi sembra che la serie di Anita Blake migliori di libro in libro: anche questa volta non mancano azione e suspance; ci sono scene adrenaliniche descritte in modo così fine che sembra proprio di guardare un film.

"Il circo dei dannati" non è velato da un alone di mistero "denso" come i precedenti episodi, in compenso, ne guadagna in ritmo, irrefrenabile e instancabile.

Per arricchire ulteriormente la saga, la Hamilton ci regala due nuovi personaggi importanti: uno è Larry, giovane aspirante Risvegliante assistente di Anita, l'altro è Richard, un banale (ma solo in apparenza) insegnante di scienze. L'introduzione di questi due personaggi aiuta a scoprire qualcosa di più sulla protagonista, riguardo al suo passato e riguardo al presente, portando a galla i suoi sentimenti più profondi, addirittura ignoti persino anche a lei stessa.

Il vampiro Jean-Claude è una presenza sempre più incisiva, enigmatica e attraente (con annessi colpi di scena), ma questa volta vorrei soffermarmi sull'altrettanto importe Edward, "la Morte", uno sterminatore freddo e taciturno, colui che Anita guarda sempre con un occhio di sospetto, eppure è il personaggio che è sempre al suo fianco, che la soccorre e l'aiuta, così silenziosamente tanto che io stessa mi son sempre dimenticata di citarlo. Chissà se non sia una cosa voluta dall'autrice, per riservarci sorprese improvvise...

Il finale conclusivo (un po' frettoloso e freddo, però) e al tempo stesso aperto a nuovi orizzonti, non fa che alimentare la voglia di sfogliare l'episodio successivo.
Per fortuna "Luna nera" è già qui sulla mia scrivania!
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