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martedì 16 maggio 2017

Salone del Libro a Torino: gli appuntamenti Newton Compton Editori

Cari astronauti,
mancano ormai pochissimi giorni al Salone Internazionale del Libro a Torino (18-22 Maggio).
Per chi pensa di andarci, ecco qui di seguito gli appuntamenti con Newton Compton Editori.




VENERDÌ 19 MAGGIO ORE 15,30
Spazio Stock

CONSIGLI D’AUTORE PER ASPIRANTI SCRITTORI
DI MARCELLO SIMONI, TESTIMONIAL DE «ILMIOESORDIO»

Mentre parte la nuova edizione del concorso letterario «ilmioesordio»
l'autore bestseller Marcello Simoni 
svela i segreti per costruire un romanzo  perfetto

Introducono Alessandra Penna e Andrea Mastromattei
Intervengono le vincitrici de «Ilmioesordio» 2016, Federica Introna ed Elisabetta Lugli
A cura di ilmiolibro, Newton Compton Editori e Scuola Holden


Come si diventa scrittori di successo? Per cominciare può anche bastare un pizzico di fortuna, ma per dare continuità a questo affascinante mestiere è necessario possedere creatività, inventiva e molta autocritica, in modo da poter offrire ai lettori universi letterari sempre nuovi, capaci di affascinare e di stupire. In occasione del lancio de ilmioesordio 2017, il concorso per aspiranti scrittori promosso da ilmiolibro, Newton Compton e Scuola Holden, Marcello Simoni svela i segreti per costruire un romanzo perfetto. Autore bestseller, vincitore del 60° Premio Bancarella con il suo romanzo d’esordio Il mercante di libri maledetti, Marcello Simoni è uno dei romanzieri d’avventura più amati d’Italia. La ricetta del suo successo risiede nel ritmo avvincente, in personaggi credibili come eroi contemporanei, e in una fantasia che miscela abilmente Salgari e Dumas, Corto Maltese e il noir.
Introducono Alessandra Penna, editor di Newton Compton Editori, e Andrea Mastromattei, de ilmiolibro. Saranno presenti le vincitrici del concorso letterario ilmioesordio Federica Introna ed Elisabetta Lugli.

IN USCITA IL 18 MAGGIO

LE VINCITRICI DEL CONCORSO «ILMIOESORDIO»



Titolo: La Libreria degli amori impossibili
Autrice: Elisabetta Lugli
Editore: Newton Compton
Collana: Anagramma
Genere: Romance
Data di uscita: 18 maggio 2017
Pagine: 176
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 978-8822704078
Prezzo: € 9,90 cartaceo / € 4,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon

Il destino può regalare due volte la magia del primo amore

Sinossi:
Anna vive a Torino e lavora alla Stella Polare, una libreria che offre ai suoi lettori una scelta di libri ricercati e raffinati. Quel posto le piace, nonostante le stranezze di Adele, la ricca proprietaria dal carattere brusco, a volte quasi ostile. Per il resto, la vita di Anna si divide tra una stramba famiglia, amiche eccentriche e una storia d’amore che non è mai davvero decollata. La sua routine s’interrompe quando, una mattina, legge sul giornale locale che Claudia, la sua migliore amica ai tempi dell’università, che non vede da molti anni, ha avuto un incidente. Combattuta sul da farsi, decide alla fine di andare a trovarla, non sospettando che quell’incontro possa cambiare la sua vita…
Anna torna in libreria letteralmente sconvolta: tanti anni fa Claudia le ha mentito, Claudia l’ha indotta a lasciare Luca, il suo primo grande amore, Claudia ha condizionato le sue scelte. Le domande sul passato si affollano nella mente di Anna, tutte senza risposta. O almeno così sembra. Perché Anna non sa ancora che il destino sta per giocarle un altro scherzo. Qualcuno, proprio quel giorno, entra alla Stella Polare…

«Bello! Il libro è delicato e affascinante. Porta il lettore nelle pieghe dell’anima di Anna ma anche un po’ di se stesso.»

«L’autrice dimostra di avere sensibilità, amore per la vita, buona conoscenza della psicologia umana, specie di quella femminile. Molto riuscita la figura di Anna con i suoi desideri, delusioni, debolezze.»


L'autrice:
È nata nel 1978 a Torino, dove ha studiato, laureandosi in Filosofia. Lavora nel settore enogastronomico da alcuni anni e ha da poco aperto, insieme a una delle sue sorelle, il Cantiere Edibile, un bistrot nel cuore di Torino. È lì che ama scrivere le sue storie.



Titolo: La Congiura
Autrice: Federica Introna
Editore: Newton Compton
Collana: Narrativa
Genere: Storico
Data di uscita: 18 Maggio 2017
Pagine: 288
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 978-8822704191
Prezzo: € 9,90 cartaceo / € 4,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon

Un grande romanzo storico
Una storia di coraggio e amore per la libertà

Una sanguinaria cospirazione ordita dai senatori contro l’imperatore Nerone. Tra spie, ricatti e omicidi, una donna coraggiosa conoscerà il prezzo della libertà.

Sinossi:
Baia, 65 d.C. Mentre gli aristocratici romani si rilassano nel lussuoso centro termale, fra laute cene e bagni rigeneranti, una liberta di nome Epicari prende parte attiva alla congiura ordita contro l’imperatore Nerone. Pronta e determinata, sorprende tutti incitando all’azione attraverso un discorso di grande efficacia ed esponendosi in prima persona per coinvolgere più forze. Ma un inatteso colpo di scena rischia di mandare all’aria i piani: un omicidio, tanto atroce quanto misterioso, sconvolgerà gli animi dei congiurati, svelando presto i volti di chi prende parte all’impresa. Personaggi ambiziosi e avidi di potere, nobili meschini e indolenti, ma anche figure capaci di gesti disinteressati e coerenti. Mentre si tesse la trama contro un imperatore colpevole di atti crudeli e azioni scellerate, Epicari dovrà fare i conti col suo passato e con il suo primo amore, conoscerà la paura e il tradimento, ma non rinuncerà a lottare con tutta se stessa per la libertà.

«Trama subito avvincente, scorrevole e coinvolgente, ambientazioni descritte in maniera molto viva, come fosse una sceneggiatura, fatta in modo tale da far ambientare il lettore nel contesto narrativo nel miglior modo possibile.»

«Questa storia dovrebbe essere raccontata alle donne di oggi. Sicuramente Epicari ha saputo interpretare al meglio ciò che una donna è e può essere. Donna di coraggio, di principi, ma anche capace di amare profondamente un uomo.»


L'autrice:
È nata a Bari dove si è laureata in Lettere e ha poi conseguito il Dottorato di ricerca in Filologia greca e latina, dedicandosi allo studio delle tecniche dell’argomentazione a cominciare dalla retorica classica sino alle teorie moderne. Ha pubblicato diversi saggi scientifici sull’argomento, fra cui La retorica nell’antica Roma. Attualmente insegna Materie letterarie e Latino nei licei e continua l’attività di ricerca. Ha anche pubblicato due raccolte di poesie, Terre di Sole e Sull’orlo del cerchio. Per promuovere la lettura e la scrittura partecipa all’organizzazione di eventi e concorsi. La congiura è il suo primo romanzo.





VENERDÌ 19 MAGGIO ORE 21,00 
Salone OFF
Centro Congressi Unione Industriale Torino - Via Vela, 17

QUESTA NON È L’AMERICA
Incontro con Alan Friedman
A cura di Centro Pannunzio, Unione Industriale Torino e Newton Compton Editori




SABATO 20 MAGGIO ORE 14,00
Sala Gialla

ANOTHER SIDE OF AMERICA 
2017, L’ANNO DI TRUMP

Che cosa ha in mente l’uomo
che può cambiare i destini del pianeta?
Trump, l’America e il nuovo disordine mondiale

Piero Fassino e Maurizio Molinari dialogano con Alan Friedman
Autore di Questa non è l’America
Con un intervento di Massimo Bray
a cura di Newton Compton Editori


Cosa sta succedendo all’America e al mondo ora che Donald Trump è diventato Presidente? E cosa ha in mente l’uomo che può cambiare i destini del pianeta? Alan Friedman autore del bestseller ai primi posti della classifica dei libri più venduti Questa non è l’America, ne discute con il politico Piero Fassino e con il direttore del quotidiano La Stampa Maurizio Molinari. Interviene il Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura di Torino Massimo Bray.


Titolo: Questa non è l'America
Autore: Alan Friedman
Editore: Newton Compton
Collana: Controcorrente
Genere: Saggio
Data di uscita: 20 Febbraio 2017
Pagine: 384
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 978-8822701435
Prezzo: € 10,97 cartaceo / € 5,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon

Numero 1 in classifica in Italia

Sinossi:
Che cosa è successo all’America? Che fine ha fatto il sogno americano? E qual è il vero significato dell’arrivo di Donald Trump?
Dietro l’immagine del Paese più influente del mondo si intravede una nazione lacerata, impaurita e rabbiosa. È vero, gli Stati Uniti sono ancora una superpotenza mondiale, ma le tensioni interne sono sintomo di sofferenza e profonda divisione. E cosa cambierà con l’elezione di Donald Trump?
Alan Friedman ci racconta in presa diretta quali siano le condizioni attuali e quali i sentimenti reali del popolo americano. In Questa non è l’America vediamo un Friedman inedito, in un’indagine sul campo: vicino ai suoi connazionali e capace di raccontare le loro storie in modo vivido. Arricchito da interviste a persone comuni e a figure di primo piano della politica e dell’economia statunitensi, questo libro di grande impatto traccia il percorso e fa il punto sulle cause della terribile disuguaglianza dei redditi che affligge gli Stati Uniti e ci accompagna nel cuore di una cultura vasta e contraddittoria, ricca ma spesso incomprensibile. Dalla povertà estrema di alcune zone rurali come il Mississippi, agli eccessi di Wall Street, fino all’incontro con Donald Trump a bordo del suo Trump Force One, Friedman ci racconta la vera America, come non l’abbiamo mai vista prima. Ci spiega chi è Trump e ci fa capire cosa sta per cambiare negli Stati Uniti e nel mondo intero.

Un saggio dal linguaggio semplice e illuminante che scorre come un romanzo: pieno di persone, di storie di vita, ma anche di politica e di intrighi di palazzo.»
Il Corriere della sera

«La stupefacente inchiesta-reportage di Alan Friedman, che racconta non solo Trump, ma quello che l’America non è (o che non sarà più, dopo Trump) ha la ricchezza dei volti di americani che il giornalista incontra nel suo viaggio nel Paese della sua giovinezza.»
Il Messaggero

«Un libro-reportage, una narrazione che si basa su interviste a testimoni che raccontano i loro casi esemplari nel quadro della crisi.»
Il Sole 24 ore

«Tutti i retroscena dell’America di Donald Trump, il presidente outsider che ha rivoluzionato il panorama politico mondiale.»
Il Giornale

«Un viaggio alla scoperta della vera America.»
L’Unità


L'autore:
È un giornalista esperto di economia e politica, conduttore televisivo e scrittore statunitense. All’inizio della carriera fu un giovanissimo collaboratore dell’amministrazione del presidente Jimmy Carter, poi è stato per lunghi anni corrispondente del «Financial Times», in seguito inviato dell’«International Herald Tribune» e editorialista del «Wall Street Journal». È conduttore e produttore di programmi televisivi in Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia, dove ha lavorato per testate come RAI, Sky Tg24 e La7. Celebri i suoi scoop giornalistici e i numerosi riconoscimenti (è stato insignito per quattro volte del British Press Award, e del Premio Pannunzio nel 2014). Tra i suoi libri: Tutto in famiglia, La madre di tutti gli affari, Il bivio, Ammazziamo il Gattopardo (Premio Cesare Pavese), My Way. Berlusconi si racconta a Friedman (i cui diritti sono stati venduti in 30 Paesi). Il suo documentario su Berlusconi è stato distribuito da Netflix in 190 Paesi. In Italia è editorialista per «Il Corriere della Sera». Per saperne di più: www.alanfriedman.it




SABATO 20 MAGGIO ORE 16,30
Arena Bookstock

IL METODO DANESE PER CRESCERE BAMBINI FELICI

Quali sono i segreti alla base dell’armonia tra genitori e figli?
È possibile educare i bambini in modo consapevole?
La risposta arriva dalla Danimarca, Paese che da 40 anni 
domina le classifiche della felicità

Gabriella Greison dialoga con Jessica Alexander
Autrice del bestseller internazionale Il metodo danese per crescere bambini felici
A cura di  Newton Compton Editori

Da oltre 40 anni la Danimarca domina le classifiche della felicità stilate dal World Happiness Report, la classifica dei paesi più felici al mondo. Ma qual è il suo segreto? Ce lo spiega la scrittrice Jessica Alexander nel suo libro bestseller Il metodo danese per crescere bambini felici, per oltre sei mesi nella classifica dei libri più venduti, tradotto in 20 Paesi. Con Jessica Alexander dialoga la giornalista, fisica e scrittrice Gabriella Greison.


Titolo: Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni
Autori: Iben Sandahl, Jessica Alexander
Editore: Newton Compton
Collana: Grandi Manuali Newton
Genere: Famiglia e relazioni
Data di uscita: 6 ottobre 2016
Pagine: 224
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 9788854197152
Prezzo: cartaceo 10,00 € / 4,99 € ebook
Link per l'acquisto: amazon

Il rivoluzionario metodo di educazione danese per crescere i bambini più felici del mondo
Pubblicato in 20 Paesi

Sinossi:
Da oltre 40 anni la Danimarca domina il World Happiness Report, la classifica dei Paesi più felici stilata ogni anno dalle Nazioni Unite, tanto da diventare oggetto di studi sociologici. Dopo tredici anni di ricerca e collaborazione, Iben Sandahl, psicologa, e Jessica Joelle Alexander, giornalista americana sposata con un danese, ritengono di aver scoperto il vero segreto della felicità del piccolo Paese del nord e lo svelano in questo manuale rivoluzionario. Sembra che alla base dell’appagamento ci sia il modo in cui genitori e figli si relazionano tra di loro, l’empatia e la capacità degli adulti di offrire strumenti e istruzioni senza porre ultimatum ai piccoli. Sandahl e Alexander sono riuscite nell’intento di scrivere una guida pratica, da poter seguire passo passo per analizzare i propri comportamenti, evitare errori e orientare i propri metodi educativi nella giusta direzione.

«I danesi hanno un approccio basato sul buon senso nell’educazione dei loro figli. Le autrici sono due grandi sostenitrici del tempo libero non organizzato. In altri paesi, c’è una forte pressione sui genitori affinché riempiano il tempo libero dei propri figli con attività dopo-scuola, come attività sportive o musicali. Siamo diventati una generazione di papà e mamme competitivi, ma grazie a questo manuale possiamo cambiare.»
The Huffington Post

Gli autori:
Jessica Alexander
Jessica Joelle Alexander è un’autrice e giornalista americana. Laureata in psicologia, è da sempre appassionata di studi sulle differenze culturali. Collabora con l’«Huffington Post», «The Copenhagen Post» e il «Local Denmark». Sposata con un danese da oltre quindici anni, parla quattro lingue e vive in Europa con la sua famiglia.

Iben Sandahl
Iben Dissing Sandahl è una psicoterapeuta specializzata in Narrative Exposure Therapy (NET) e lavora soprattutto in campo familiare. Firma autorevole di riviste e giornali specializzati, è spesso ospite in radio e televisioni nazionali danesi. È sposata e ha due figlie.


NEWTON COMPTON EDITORI 
LO TROVATE AL PADIGLIONE 2 – STAND J 72




A quali tra questi appuntamenti pensate di andare?
Fatemi sapere nei commenti!


   



martedì 17 maggio 2011

Salone Internazionale del Libro Torino 2011


Causa i malfunzionamenti di Blogger alla fine della settimana scorsa, non ho potuto avvisare che sarei partita per il Salone Internazionale del Libro a Torino, ma poco male, ora vi beccate il mio reportage! XD
L'articolo è stato pubblicato oggi anche su TrueFantasy (con qualche immagine in meno), ma lo riporto qui per praticità di chi segue questo blog, e poi perché è la mia esperienza diretta ^^ Buona lettura!

Oggi mi trovate in veste di reporter, o meglio, testimone, di quello che è uno dei maggiori eventi dedicati al libro in Italia: il XXIV Salone Internazionale del libro a Torino.Sono ormai quattro anni che mi presento a questo appuntamento, e sapevo da prima di partire che quest’anno ci sarebbero stati dei cambiamenti per quanto riguarda la disposizione degli stand; mi riferisco in particolare al trasferimento dell’area “Bookstock Village” dal padiglione 5 a uno stabile a parte, il nuovissimo Oval – lo stadio che nel 2006 ospitò i giochi olimpici invernali – accessibile dal padiglione 3 attraverso una passeggiata sotto ai gazebi. “Bookstock Village” è sempre stata la mia area preferita perché coloratissima, ampia e spaziosa, tutta dedicata ai libri per ragazzi (dai 0 ai 21 anni, ma direi anche oltre) e padroneggiata da una sorta d’arena centrale in cui si svolgevano le presentazioni degli autori. Vista la nuova struttura mi aspettavo di trovarla ancor più in grande, più bella, più grande, più varia, più colorata... invece sono rimasta parecchio delusa! 

Incontro con Mauro Corona al Bookstock Village

L’area ha perso il suo spirito, la sua allegria. Non penso che sia dovuto al semplice fatto che sia isolata rispetto al resto della fiera; per dire, anche il “Japan Palace” a Lucca è in disparte rispetto al resto, ma si regge da solo, quindi suppongo che sia dovuto a una cattiva gestione degli spazi interni. Il “Bookstock Village” mi è parso sacrificato, buttato lì in un angolino (a sinistra dell’entrata), a contendersi lo spazio con l’area dedicata alle Regioni Italine e lo stand “Lingua Madre”, mentre gran parte dello stadio ha assunto l’aria di un museo dedicato alla letteratura italiana che, per carità, quale migliore occasione se non quest’anno che la nostra patria compie centocinquant’anni, ma gli enormi tabelloni della zona centrale, sparsi senza disegnare un percorso specifico, e che si coprivano l’un l’altro come in un labirinto di siepi, era dispersivo – rischiavo di perdere anche i miei compagni di viaggio! – e scoraggiava anziché invitare; se mi fossi fermata davanti ai “colossi” anziché proseguire e addentrarmi (vedere la foto per capire queste mie sensazioni), non avrei immaginato che in fondo alla struttura, si nascondeva lo spazio “Tentazione e Meditazione” dedicato al cioccolato e la sua storia (che cosa c’entri con la fiera del libro è poi un altro paio di maniche).

 Centocinquant’anni hanno il loro “peso”

Niente da ridire, invece, sul padiglione 2 e il padiglione 3, tanto che ormai mi ricordo dove si trovano certi editori perché il loro stand è nello stesso posto da anni (è bello sapersi orientare attraverso le memorie! – “memoria” era il tema della fiera di quest’anno –), tuttavia devo fare un’osservazione per quanto riguarda il paese ospite, la Russia, che divideva la presenza d’onore con la Palestina. Risultato: due miseri spazi. Siamo molto lontani dalla celebrazione culturale che era stata fatta per Egitto, Israele e India negli anni passati, dove oltre ai libri in lingua originale si arricchiva l’ambiente con raffigurazioni, tele, oggetti particolari, e uno spazio dove assaggiare prodotti tipici. Qui troviamo semplicemente qualche libro e niente di più: delle presenze appena visibili.

A sinistra, lo stand della Palestina. A destra, l’unica teca con i libri della Russia

Grossi cambiamenti anche nel padiglione 1, con un ampio spazio dedicato alla musica con tanto di strumenti musicali dall’aspetto pregiato (arpe, fisarmoniche, un pianoforte...), vendita di cd musicali e spartiti, oltre all’intrattenimento di brevi concerti con musica dal vivo; anche qui, però, occupando tutta la larghezza del padiglione, l’area musicale avrebbe indotto a pensare che occupasse tutto lo spazio, invece, dietro, si trovavano altri stand, quelli degli editori minori! Già che non hanno tutta la visibilità dei “grandi”, non sono nemmeno così immediati da scovare. Il mio pensiero potrebbe sembrare eccessivo, però la fiera è grande, e non tutti si prendono due giorni per visitarla con calma: sia che si disponga di una mezza giornata, o una intera, questi tempi non bastano per girare tutti i padiglioni, pertanto se un visitatore si trova davanti a una “muraglia” di strumenti (o di tabelloni, come quelli citati prima) è più facile che, nel caso non gli interessi, torni sui suoi passi, inconsapevole di perdersi altri prodotti letterali. Si chiama fiera del libro, oppure no? Allora devono essere i libri i protagonisti!

Non dimentichiamoci i veri protagonisti!

Questa settimana salterò la rubrica “Jappo W!” per via di questo mio impegno fieristico, tuttavia ho delle notizie che riguardano anche questa rubrica: nel padiglione 1 c’era un piccolo spazio denominato “Comics Centre”, dove oltre a una saletta per conferenze e presentazioni dedicate a questo genere, si potevano acquistare manga e fumetti. Segnalo poi lo stand di Euromanga edizioni, che ha come scopo primario quello d’essere una scuola per mangaka (con corsi annuali ed estivi talvolta tenuti da artisti giapponesi) che poi pubblica le opere delle giovani promesse senza nascondere la possibilità di traduzione e lancio verso lidi nipponici; tra i libri editi dalla Casa troviamo anche dei pratici manuali di disegno manga. Restando in tema Giappone, segnalo la presenza dello stand Nintendo nel padiglione 2, con le postazioni gioco dove provare Wii, Wii balance board e il nuovo Nintendo 3DS, oltre al solito grande spazio per i tornei.
Dai giochi veri e propri, si torna al protagonista Libro con i romanzi tratti dai videogiochi e ai saggi su questa forma d’intrattenimento, nel vicino stand della Multiplayer.it Edizioni.

  Il “Comics centre” nel padiglione 1. Videogiochi e libri ispirati ad essi nel padiglione 2.

Riguardo al genere fantasy, diversi stand traboccavano di libri su vampiri e angeli in particolare, segno che il fenomeno urban fantasy è sempre più diffuso, tuttavia non erano previste alcune presentazioni né dibattiti sull’argomento, salvo la fedele presenza di Licia Troisi la domenica mattina al “Bookstock Village”. Purtroppo, per motivi d’orario, non sono riuscita a presenziare.
In compenso, sabato pomeriggio ho assistito all’evento legato al Torneo: Io Scrittore promosso da Gems, allo stand IBS, dove tra le altre cose si è osservato di come la maggior parte dei testi pervenuti riguardasse il genere fantasy (non va alla grande solo tra i lettori, ma anche tra gli scrittori!); al termine dell’incontro, oltre a proclamare i 200 semifinalisti, Gems ha distribuito gratuitamente delle copie di “Angelology” in anteprima, un nuovo urban fantasy edito dalla Nord che non vedo l’ora di leggere e recensire.

 La sottoscritta fa ginnastica con "Le leggende di Earthsea" a sinistra, e "Angelology" a destra.

Per spendere qualche parola riguardo l’affluenza, l’impressione che ho avuto è che ci fossero meno presenze rispetto agli anni scorsi, impressione che potrebbe trovare fondamento se si pensa che c’erano parcheggi liberi; almeno non ho notato, a differenza dell’anno scorso, dei vuoti dovuti alla mancanza degli stand. Speriamo che sia il segno di una ripresa dalla crisi economica di questi ultimi anni. In generale, comunque, non posso che ribadire la delusione per la disposizione delle aree nei padiglioni: passare davanti al padiglione 5 e trovarlo vuoto, dava un senso di profonda tristezza... almeno ridateci il “vecchio” Bookstock Village!

Postilla: e visto che Alessandro alias Giugumenta di TrueFantasy ha pubblicato una mia foto della fiera a tradimento (!!), la inserisco anche qui:


Bye bye!


giovedì 7 ottobre 2010

23° Fiera Internazionale del Libro a Torino


Dall'archivio del 18 maggio 2010


Sul forum Gliautori.it sono stata proclamata "reporter per un giorno" (poi ero l'unica ad andarci :P) quindi ecco l'articolo riguardante i miei due giorni alla fiera di Torino.


23° Fiera internazionale del Libro a Torino


Come promesso, ecco il mio personalissimo resoconto della fiera di quest'anno.
Sono partita venerdì sera per godermi appieno le giornate "clou" di sabato 15 e domenica 16 maggio, armata dei biglietti acquistati con la prevendita online per evitare le lunghe file alla cassa. Ma quest'anno i tempi d'attesa per chi era in coda sono stati sicuramente più lunghi del solito: avevo appena cominciato a girovagare tra gli stand quando mi resi conto dell'affluenza; erano solo le 11 di mattina, i cancelli erano aperti da appena un'ora, e già c'era da fare lo slalom tra i visitatori, la coda alle postazioni videoludiche, e non ne parliamo dove si trattava di mangiare (casse che godono costantemente di un primato).
Ho appreso stamattina dal radiogiornale che questa edizione ha avuto un'affluenza del +20%, un vero trionfo, cui desidererei corrispondesse un generale aumento di lettori (e basta, dire che in Italia si legge poco!). A farmi sperare in questo, la visione di una scena in particolare: un gruppo di adolescenti accanto a me, allo stand Newton & Compton, che leggevano insieme le trame sulla quarta di copertina, e commentavano, confrontavano i loro gusti... quasi li invidiavo (avrei voluto far parte anch'io di un gruppetto così)!

Per chi non lo sapesse, la fiera è composta da tre padiglioni più una parte apparentemente separata chiamata Bookstock Village.
La giornata di sabato l'ho dedicata ai tre padiglioni, nucleo di stand, non solo con prodotti editoriali (libri o fumetti), ma anche elettronica (e-book reader, cd musicali, postazioni per provare videogiochi e console) e - impensabili per chi non li ha mai visti prima, in questo contesto - camera di commercio, camera dei deputati, polizia, questura... e pure qualche compagnia telefonica ed energetica che secondo me ne abbiamo già abbastanza tra pubblicità televisive e chiamate telefoniche.
Ho girato tutto il padiglione 2, poi visto che c'era ancora tanto da visitare ed avevo appuntamento con delle scrittrici (esordienti e non) conosciute su Internet, mi sono dedicata alla ricerca degli stand degli editori che desideravo "studiare" per un'eventuale pubblicazione futura.

Piccolo passo indietro: durante l'anno mi segno tutti gli editori che potrebbero fare al caso mio, poi leggo commenti su internet, visito i loro siti, seguo le loro pubblicazioni, e qualora le cose non mi siano perfettamente chiare (ma pure se, al contrario, ho finito con l'affezionarmici), sfrutto l'occasione della fiera per studiarli di persona.
Ho quindi seguito le coordinate delle mie "vittime" (esempio: Padiglione 1 stand L28) ed ho osservato silenziosamente i libri sugli scaffali per vedere principalmente se trattassero il mio genere (fantasy), poi se le copertine mi piacevano. Insomma, morale della favola, ho scoperto che con alcune era meglio evitare semplicemente perché non ero compatibile con la loro linea editoriale (mi son risparmiata un grosso errore), mentre con altre ho commentato il mio elenco affiancandole un bel "sisisisisisisisi!". Non mi sono arrischiata a fare domande direttamente agli editori (poi con alcuni ho già il dattiloscritto in attesa, quindi, cosa potevo mai dire?).

Altra cosa, mentre visitavo questi stand, ho acquistato alcuni titoli della mia lista dei desideri; è una cosa che tengo a precisare perché, anche se può risultare antipatica ai diretti interessati, dall'anno scorso ho preso la decisione che d'ora in poi, in fiera, comprerò solo i libri delle case editrici medio/piccole, non solo perché può essere difficile trovare i loro prodotti in libreria, ma specie perché sono le uniche che fanno promozioni! Sinceramente mi scoccia andare a comprare in fiera un libro di un grosso editore che alla fine lo trovo allo stesso prezzo nella libreria sotto casa.
Soprattutto: "fiera" non è sinonimo di "sconti"? Non è polemica, è cronaca, visto che oggi sono in veste di reporter (della serie: come "mettere-le-mani-davanti"...).

Dopo l'appuntamento con le amiche scrittrici, dopo aver assistito agli urli delle ragazze davanti a Valerio Scanu, dopo aver immortalato a distanza l'autrice di "Fairy Oak", Elisabetta Gnone, e fatto una foto con il disponibile Luca Jurman che mi ha stretto la mano, alle 18:30 sono andata allo stand IBS per l'evento riservato alla proclamazione dei 200 semi-finalisti del Torneo Io scrittore cui avevo partecipato. Il termine "avevo" è già un'anticipazione, infatti il titolo della mia creaturina non era presente nel tabellone delle 200 opere fortunate. I tanto agognati risultati sono stati svelati dopo un'ora di presentazione, nel corso della quale gli editori del gruppo Gems (Stefano Mauri e Luigi Spagnol) hanno fatto leva sull'attiva partecipazione al Torneo (tanti gli spettatori presenti all'evento) e in più, gli scrittori Andrea Vitali e Donato Carrisi ci hanno deliziato con le loro esperienze di scrittura, dall'idea alla rilettura, dalla stampa alle presentazioni.

La giornata di domenica è stata decisamente più tranquilla, nonché godibile.
Liberata dall'esito del torneo, ed esaurite (per il momento) le ricerche all'editore giusto, ho fatto tappa al Bookstock Village ed ho assistito ad alcune presentazioni.
Ricordo (termine non a caso) che il tema di quest'anno era "La memoria, svelata".
Ho dunque assistito a parte del dibattito che aveva come ospite Giorgio Faletti, "La memoria vista di lato: la memoria della televisione", dove ha parlato della sua esperienza al "Drive in", e subito dopo ho assistito alla presentazione degli autori fantasy Francesco Dimitri ("Pan", "Alice nel paese delle vaporità"), Elisa Rosso (la saga de "Il libro del destino"), Francesco Falconi (la saga di "Estasia" e di "Prodigium", uscito ora con "Gothica") e Francesco Barbi ("L'acchiapparatti"), coordinata da un'altro autore fantasy, Luca Azzolini ("Il fuoco della fenice" nonché curatore dell'antologia "Sanctuary"), che aveva come tema "Memorie immaginarie: il fantasy come costruzione di mondi"; quest'ultima presentazione m'interessava direttamente in quanto tratto lo stesso genere, inoltre sono autori giovani che seguo, ed hanno pubblicato con editori che stimo particolarmente.

Quasi dimenticavo di trattare il paese ospite: l'India.
Lo stavo dimenticando non a caso, visto che lo spazio ed esso dedicato era veramente poco rispetto all'anno scorso per l'Egitto, o all'anno prima per l'Israele.
La fiera di questo 2010 era davvero variegata, spaziava alle arti più disparate e c'erano più stand rispetto alla precedente (segno di una ripresa dalla crisi?), ma le scarse attenzioni riservate al paese ospite mi han deluso: era vicino all'entrata, ma l'area era ristretta, poi c'era qualche bel dipinto, qualche foto del posto, ma niente libri "storici/tipici", né tessuti (cose che c'erano l'anno scorso con l'Egitto), solamente qualche editore che tra l'altro era disposto in una misera fila che aveva di fronte ancora altri editori italiani; ecco, mi son sembrati messi da parte, eppure l'India porta con sé diversi temi interessanti da trattare... probabilmente se avessi assistito ai dibattiti nelle sale dedicate ne avrei saputo di più, ma in ogni caso la visibilità riservata al paese era scarsa.
In compenso la mensa con le pietanze tipiche era affollata (noi italiani guardiamo molto la cucina, ecco la verità!).

In conclusione, la 23° edizione è stata la più ricca a cui abbia partecipato, e a parte il modesto spazio riservato all'India, è riuscita come di consueto a trasferire l'atmosfera magica dei libri nella realtà di chi vi partecipa, sia esso anche un semplice spettatore.
Alla prossima edizione!

(articolo presente anche nel forum Gliautori.it)

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