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mercoledì 29 marzo 2017

Recensione: "L'uccello del tuono" (La Croce della Vita vol. III) di Valentina Marcone (Nativi Digitali Edizioni) - Made in Italy Books Challenge

Carissimi astronauti,
tra l'operazione all'occhio e il gruppo di lettura dell'iniziativa "Una Blogger per Amica" (maggiori info QUI), credevo che non sarei riuscita a partecipare a questa sfida, invece l'ho superata anche stavolta! :D
Del resto, non posso esimermi dal partecipare all'iniziativa che ho lanciato io... Per chi non la conoscesse la spiego brevemente: la Made in Italy Books Challenge si pone l'obiettivo di leggere libri scritti dagli autori nostrani; se volete partecipare siete sempre in tempo. Trovate QUI il regolamento!




Per il mese di Marzo era prevista la lettura del libro di un autore italiano di cui si ha già letto altri libri. Per quanto mi riguarda, dopo aver letto i primi volumi della serie paranormal romance di Valentina Marcone ("La Croce della Vita" recensito QUI), "La Stella dell'Eire" recensito QUI), questa era l'occasione giusta per leggere il terzo capitolo della Furia Deva!




Titolo: L'Uccello del Tuono ("La Croce della Vita" vol. 3)
Autrice: Valentina Marcone
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Genere: Paranormal Romance
Data di uscita: 31 maggio 2016
Pagine: 210
Formato: ebook e cartaceo
ISBN: 8898754515
Prezzo: 3,99 € (ebook) 10,00 € (cartaceo)
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
“Alcune persone passano tutta la vita a prepararsi al peggio, pensano di essere capaci di affrontare qualsiasi avversità, spendono ore a immaginare scenari disastrosi e realtà terrificanti per essere sempre all'altezza. Anche io pensavo di esserlo, anni di duro allenamento fisico, sudore e dedizione continui, credevo di essere pronta a tutto, con l'appoggio della mia famiglia poi ero convinta di superare qualsiasi avversità.
Potere, amore e rispetto ti fanno sentire al sicuro da tutto, sentivo di avere la forza di affrontare tutto quello che mi minacciava, licantropi, vampiri e qualsiasi altra creatura mitica. Ti guardi allo specchio e ti senti invincibile, con un consorte immortale accanto, con i fratelli Sincore a guardarti le spalle.
E poi, quando la situazione richiede tutte le tue capacità, quando arriva il momento della verità realizzi... cazzo, quello era lo specchio delle brame.”

Dopo "La Croce della Vita" e "La Stella dell'Eire", "L'Uccello del Tuono" ci svela la prosecuzione dell'appassionante storia della Furia Deva.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Ho adorato il primo volume della serie perché è stata un'ottima introduzione alla storia della Furia Deva; il secondo mi aveva un po' deluso perché molto più concentrato sui turbamenti amorosi, e questo terzo, ahimè, si è rivelato essere più simile al seguito piuttosto che al primo libro.
La Furia si scatena davvero in una sola situazione, e quando lo fa, la storia si tinge di una violenza horror, addirittura splatter, ma per la maggior parte del tempo questo libro sembra più un erotico, con chiari riferimenti a "50 sfumature", e un romance con tanto di drammi, gelosie e crisi d'identità; se non fosse per dei canini che spuntano ogni tanto, lasciando il segno del morso, si dimenticherebbe che si tratti di un paranormal!

Se nel primo libro ero stata conquistata dalla parvenza di normalità, della vita di Deva raccontata passo dopo passo nella sua crescita dall'infanzia all'età adulta, nel secondo e nel terzo volume ne ho sentito tutto il peso perché non c'è più la curiosità di conoscere come la protagonista passa le sue giornate: ormai sappiamo che ama leggere e guardare film, ascoltare musica nel suo lettore mp3, allenarsi, studiare... gli eventi non fanno che ripetersi, persino nel ricordarci il legame familiare che c'è tra la protagonista e i vampiri Michele e Raffaele, ripetendo fino allo sfinimento anche l'evoluzione del rapporto con il suo predestinato consorte Gabriel. Le scene di sesso potevano essere una novità se non fossero state presenti anche nel secondo volume; qualche variante non è bastata a coinvolgermi, e anzi, le ho trovate un espediente per allungare le pagine.

Un romanzo può riuscire a reggersi su un di un'unica pesante scena, su quell'evento in cui la Furia si riscopre più debole di quanto pensasse? E va bene che i traumi hanno bisogno di tempo per essere superati, ma non penso che il lettore debba subire lo stesso trattamento della protagonista entrando nella monotonia di scene già viste e ripetendo concetti; il lettore ha bisogno di stimoli. Invece si ritrova a leggere frasi del tipo: "ancora non si sapeva nulla", e assistere a una Deva altrettanto stufa di brancolare nel buio; se è stufa lei, figuriamoci il lettore!
A tre capitoli dalla fine, i fratelli Sincore movimentano la faccenda: avrei preferito seguire gli altri vampiri per assistere alle loro imprese, piuttosto che sorbirmi tutte le frustrazioni di Deva; quando si tratta di ciclo ne ho già abbastanza del mio (e a scanso equivoci, non l'ho avuto mentre leggevo questo libro né ce l'ho ora che scrivo questa recensione)!

Mi dispiace, ma sono stata tentata ad abbandonare la lettura.
Il ritmo scorre troppo lento, e le chicche rappresentate dall'approfondire il mito delle Furie sono così poche da perdersi in quello che è un mare di noia.






Le Furie la notte del mio debutto avevano detto che avevo altri poteri e di sicuro non li avrei scoperti se non avessi passato più tempo trasformata.
Purtroppo però non ero ancora riuscita a capire a quali poteri si riferissero, da qualche settimana stavo provando anche a restare seduta in
meditazione in forma completa di Furia come facevo alla mia grotta, ma niente.






Questo estratto nasconde la parte più accattivante: il mistero dei poteri va sviluppato, alimentato, e non tenuto a freno come invece poi accade.
Il libro potrebbe forse piacere a un lettore young adult più interessato alla storia d'amore e alla sessualità, ma arrivata al terzo volume io mi aspettavo qualcosa di più tra azione, mitologia e avventura, generi che questa serie mette in campo senza però prestar loro attenzione, quasi a dire che la storia tra Deva e Gabriel viene prima di tutto.
Ho comunque seguito la storia fino alla fine sperando nell'arrivo del climax... purtroppo il libro si conclude proprio nel punto di svolta, rimandando l'esito nel volume successivo. Che frustrazione!

Di positivo c'è da dire che la narrazione in prima persona rende la lettura meno pesante, con Deva che sembra rivolgersi direttamente a noi. Ho notato poi la presenza di diversi refusi, ma ho letto la versione in anteprima del libro, dunque può darsi che siano stati corretti nella versione definitiva.
Di contro, mi sono imbattuta in un fastidioso spoiler su Harry Potter: lo sto leggendo giusto in queste settimane, e avrei preferito non trovarmi di fronte a all'anticipazione sulla morte di uno dei personaggi principali!

In conclusione, continuo a seguire la serie perché ritengo la Furia una figura mitologica interessante, solo che qui non ha ancora trovato la sua massima espressione; piuttosto che agire parla molto e riflette troppo... non dico che non ci voglia introspezione ma forse si sta esagerando.
Temo però che ormai la serie abbia ceduto al romance/erotico dimenticandosi della sua indole naturale (e per me più stimolante e interessante) urban fantasy.





Il voto di Universi Incantati:







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