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giovedì 7 ottobre 2010

Incantevoli occhi di vetro: la valutazione del torneo Io Scrittore

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

In base al funzionamento del Torneo Io Scrittore (curato dal gruppo Gems) noi autori partecipanti ci siamo letti e valutati a vicenda.
Durante la prima fase, la valutazione riguardava la lettura dell'incipit, ossia le prime 28 cartelle.
Ecco alcune delle valutazioni del mio romanzo breve "Incantevoli occhi di vetro":


- Mi piace il ritmo da fiaba e l’immagine delle realtà falsata che percepiscono i daltonici. Bella anche l’idea del Carnevale di Venezia che accentua la magia degli incontri. Questo incipit lascia la voglia di saperne di più sulla “rossa”. Voto: 6
- Bella scrittura, buona capacità di raccontare le cose inanimate e i fatti, divertenti ed intriganti i dialoghi. Voto:7
- Interessante lo spunto da cui prende vita lo svolgimento della vicenda. A questo aspetto è giusto attribuire un voto alto, a patto che le pagine successive diano senso compiuto alla buona partenza. Per quanto concerne lo stile, c'è da dire che si mantiene su un livello discreto senza però regalare nulla più di un'onesta narrazione. Tutto sommato, un prodotto interessante. Voto: 7
- Prosa sensibile, immagini sognanti, che legano il lettore alla scena ed agli occhi del protagonista. Voto: 8
- Tema particolare e interessante, può scatenare il desiderio di capire qualcosa di più su un argomento che non rientra nella quotidianità anche se in certi punti il tono mi è sembrato troppo " drammatico".Voto: 6

Non ho riportato i commenti spoiler, o le critiche negative fatte senza sapere che quelle obiezioni avrebbero trovato risposta nelle pagine successive :P

Incantevoli occhi di vetro: prologo

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

"Incantevoli occhi di vetro"

Prologo

Questa è una storia di magia e verità, d’illusione e certezza.
Un connubio tra la realtà dei fatti e la fantasia improbabile.
Sono due forze contrastanti, eppure, più vicine di quel che si possa pensare: in certe occasioni sono parallele, talvolta, addirittura intrecciate.
In ogni caso, non sarò io a creare confini, perché ho imparato a credere a entrambe le fazioni; inoltre credo che le definizioni siano inutili e superficiali se messe a confronto con ciò che è veramente importante.
E la cosa veramente importante, è che ora Arianna è felice.
Se lei lo è, lo sono anch’io.
Perché Arianna è la mia bambina.

Il giorno della nascita pianse indispettita, e con i pugni stretti in una morsa ferrea, gridò al mondo il suo arrivo; anziché turbarmi, la sua voce per me era come il canto delle cicale, un gridolino ritmico e tenero.
Era un essere speciale, unico; come ogni bambino per sua madre.
Vestita con la morbida tutina rosa, quando non gattonava, si poggiava sul pannolino e giocava a incastrare le forme: triangolo giallo, quadrato rosso, cerchio verde ed esagono blu; confondeva sempre il quadrato rosso con il cerchio verde, ma non gli davo peso perché dopo qualche tentativo riusciva comunque nell’impresa.
All’asilo le maestre mi dicevano che era la bambina più fantasiosa: i soggetti dei disegni erano comuni, ma si differenziavano per gli abbinamenti dei colori sgargianti; nel suo mondo immaginario c’erano il cielo azzurro e il sole giallo, ma l’erba era fucsia, le foglie dell’albero erano lilla e le arance di un bello smeraldo.
I suoi occhi vedevano un mondo magico, fluorescente.
Ero molto lontana dalla realtà e lo capii in uno dei suoi primi giorni di scuola.
Finite le lezioni tornai a prenderla e mi venne incontro piangendo, con il grembiule macchiato di terra ed erba.
«Arianna, tesoro, che ti è successo?»
«Stefano mi ha spinto!»
«Spinto? E le maestre dov’erano?»
«E’ stato durante la ricreazione! Siamo usciti tutti quanti per giocare a pallone e lui... lui... »
Stava ancora singhiozzando quando soffocò il viso nel mio giacchetto: vidi la testolina bionda di Stefano sbucare dietro le spalle di mia figlia; andava allegramente incontro a un parente che poi scoprii essere suo zio.
Con sorpresa, il bimbo mi precedette con aria saccente:
«Arianna, di che colore è l’altalena?»
Spostai lo sguardo sull’oggetto in discussione: era rosso.
«Di che colore è? Rispondi!» insistette ridendo, finché lo zio gli diede una lieve sculacciata e gli impose di chiedere scusa.
Francamente non la sentii, forse la mormorò, ma poco importa; mi rivolsi alla piccola in lacrime e glielo chiesi anch’io, dolcemente, e in più di un tentativo.
«Dai, se me lo dici ti faccio salire e dondolare un altro po’. Poi però andiamo a casa.»
«E’... »
«Sì, avanti, so che lo conosci.»
«Verde?»

Gli occhi di Arianna non si aprivano dinanzi a un magnifico mondo di colori variegati: riconosceva i blu, i gialli, i neri e i bianchi, ma tutto il resto era un’esaltazione di grigio e ocra; non era in grado di distinguere il rosso né il verde, così come tutte le sfumature e le gamme che ne derivano.
Arianna non era come tutti i bambini, faceva parte di quel misero un per cento di probabilità genetica per cui una femmina nasce daltonica; all’epoca mi documentai, scoprendo ad esempio che per i maschietti c’è una probabilità leggermente più alta, l’otto per cento.
Quei calcoli mi facevano sentire in colpa: c’era qualcosa di sbagliato nei miei geni o in quelli del mio defunto marito se Arianna era così sfortunata, e infatti, da alcune indagini familiari, scoprii che suo padre ne era inconsapevolmente affetto, mentre io, ne sono una portatrice.
«Un per cento.» Continuavo a ripetermi.
Un giorno, finalmente, trovai coraggio, e decisi che avrei fatto tutto il possibile purché non si sentisse diversa.
D’altra parte non era un problema così drammatico e nulla cambiava: eravamo sempre io, Arianna, e il suo mondo fantasioso; semplicemente, questo mondo non era frutto della sua immaginazione, ma la realtà attraverso i suoi grandi occhi verdi.



Creative Commons License 
Questa opera di Valentina Bellettini è sotto la licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Incantevoli occhi di vetro: prima stesura e stile

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

Dall'archivio del 12 Marzo 2010

Il mio 4° romanzo!

Sottotitolo: ma preferisco chiamarlo "romanzetto" visto che è un romanzo breve.

Ecco che si spiega automaticamente il motivo della mia lunga assenza in questo blog.
Chi mi segue su Facebook, volente o nolente ha assistito alla mia missione passo dopo passo, dalla stesura (in meno di una settimana, giorno e notte!) alla revisione/seconda bozza (sofferta, 3 settimane circa) fino alla conclusione (esattamente oggi).
Rispondo alla prima domanda che sorge spontanea (e che mi sono sentita formulare): "Che? Hai scritto un romanzo - breve - in 7 giorni? Ma come hai fatto?"
Semplicemente, nonpotevoperdermiquestaoccasione (è una ragione che va scritta tutta attaccata ^^); ho scelto di partecipare a un concorso il cui termine per l'invio era di un mese, e non potevo proporre "Una leggenda scritta nel destino" perché è già in attesa da diversi editori, quindi, per fare le cose per bene, dovevo inventarmi qualcosa di completamente nuovo.

Ci vuole molto anche per trovare l'idea, ma son stata fortunata: ho rispolverato una trama che avevo pensato per un concorso di racconti lo scorso ottobre - cui non ho partecipato - quindi mi è bastato cambiare qualche cosetta, fare delle ricerche e svilupparla. E' poi capitato a pennello che quella settimana il mio moroso è dovuto partire per un viaggio di lavoro, così mi sono tuffata completamente nella scrittura (e non mi sono depressa per la distanza!): di giorno, sul mio posto di lavoro (tanto sono la capa! ^^) e la sera fino a mezzanotte, nella mia comoda cameretta; andavo a letto che mi girava la testa... ma ogni battaglia comporta dei rischi, quindi, pazienza! Io dovevo scrivere, era la mia priorità! C'era la notte per recuperare...

... ma la mattina alle 6 e qualcosa mi svegliavano i rumori e le martellate dei muratori che nel frattempo stanno mandando avanti l'altro importante progetto: costruire la mansarda, il mio futuro nido! Svegliarsi con quel baccano non è il massimo, specie per una testolina già affitta da emicrania, ma pensavo: "questa è musica per le mie orecchie, si sta realizzando l'altro mio sogno!" (sono solita fare della auto-opere di convincimento -_-'')
La sera esatta in cui ho messo la parola "fine" alla stesura del romanzetto, proprio qualche minuto dopo, è iniziato a piovermi in casa! O_O In breve, per costruire la mansarda hanno abbattuto il tetto per procedere poi con la sopraelevazione di quella che ora è una piatta soffitta, e al momento siamo nella fase "scoperchiata"! Il nylon non è bastato, anzi, è volato via a causa del vento, e nonostante la guaina stesa sul pavimento, l'acqua ha iniziato a infilarsi là dove il muro laterale era stato spaccato... ahinoi! Io e mia madre abbiamo passato un'intera nottata a fare avanti e indietro ogni ora a svuotare le bacinelle che si riempivano! :((((

Era il momento di procedere con la seconda bozza ma ero stressata, sfiduciata, svogliata... uno straccetto come quello che cercava di assorbire le gocce che cadevano dal soffitto della cucina; la mia adorata cameretta si era bagnata per tutto il soffitto e persino in una parete! L'umidità, le mensole con cd e dvd nonché i miei adorati videogiochi Nintendo che colleziono come se fossero cimeli, coperti da buste di plastica stese nel miglior modo possibile... è durata 3 giorni, ma che disagio! Così sono passata da una fase entusiasta, dove scrivevo divertendomi, in piena frenesia letteraria e gioendo come se una bambina davanti al più brillante dei giochi, a una fase di totale apatia... Non sopportavo di vedermi così e da una parte mi dicevo: "Datti una svegliata! Il concorso scade, muoviti!" ma dall'altra ero proprio il protagonista de "I malavoglia".
Su facebook scrissi: "La revisione del racconto continua: oggi sono sempre combattiva ma decisamente meno schizzata. Che fatica combattere contro se stessi! Ma ho vinto! ;)" Era il 25 febbraio, ma era solo il primo round; ho dovuto combattere ancora con me stessa, obbligandomi a rileggere, a correggere, ad aggiungere e a togliere ogni cosa che istintivamente sentivo non andasse... mi son persino trovata a modificare completamente un personaggio secondario, a ricostruire un intero dialogo, e correggere qua è là perché le informazioni che avevo trovato attraverso le ricerche erano inesatte (!). Insomma, ci avrò anche messo poco, ma che fatica! E ripeto, soprattutto, combattere contro me stessa, che tra le altre mi diceva che forse farei meglio a cambiar mestiere, e a proposito, anche il lavoro mi dava qualche problema (sarà anche il finalino di coda della crisi, ma si sente ancora, accidenti!) ma di cose strettamente personali come queste, preferisco evitare di parlare... magari le metterò sotto metafora in uno dei miei romanzi ;)

La lotta contro me stessa si è conclusa con la vittoria della vera me, quella positiva, due sere fa: la mia lettrice ideale - nomina che ho assegnato alla mia migliore amica a seguito della lettura di "On writing" di Stephen King - ha dato la sua approvazione, dicendo che il mio romanzetto è scorrevole, prende molto e al di là dell'entusiasmo per alcune scene in particolare, e mi ha scritto che... rullo di tamburi... ho superato me stessa! *__*
Ero fuori di me dalla felicità.
E cos'ho fatto il giorno dopo?
Mi sono messa a correggere di nuovo e a migliorare ancora, ovviamente! ;)
E da ieri si può ben dire che ho finito l'operetta; è pronta.
E lo sono anch'io.
Per motivi legati al regolamento non posso fare alcun accenno al concorso, tanto meno alla cosetta che ho scritto; per questo mi sono limitata ("limitata" è un parolone vista la lunghezza del post) a descrivere  solo le mie emozioni.
Spero che sarà una bella esperienza, magari costruttiva, e non vedo l'ora di parteciparvi! :D

In ultimo, tengo a dire una cosa: mi è capitato spesso che mentre pensavo al nome dei miei protagonisti mi veniva da scrivere il nome di coloro che fanno parte de "Una leggenda scritta nel destino"; ho pensato molto a loro, e da una parte ho sentito che mi stavano chiamando... devo, anche lì, procedere con la revisione/seconda bozza (di "Una leggenda scritta nel destino 2" che sarebbe quello che definivo il terzo romanzo). Calma e sangue freddo, pian piano riuscirò a fare tutto (vogliamo dimenticare il quarto, o meglio, ORA è il quinto romanzo, che ho in mente da 3 anni?), intanto sarebbe bello se qualcuno s'accorgesse di me...

PS: Un abbraccio a tutti i miei sostenitori (lettori e scrittori, soprattutto amici!): è bello poter leggere i vostri commenti su FB; ogni volta mi date forza, mi rallegrate e mi date un motivo in più per continuare a lottare. Nonostante la distanza vi sento vicini, ed è bello poter contare sul vostro appoggio. Non mi stancherò mai di dire "grazie", anche a costo di risultare monotona ed eccessivamente kawaii (rubo il termine ai giapponesi) perché veramente mi si apre il cuore quando leggo ciò che mi scrivete! Sono felice...

Incantevoli occhi di vetro: trama

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)


ROMANZI INEDITI


"Incantevoli occhi di vetro"




TRAMA:

Di Arianna dicono che sia "rossa" e che abbia gli occhi verdi, ma la sua stessa vista la inganna: quello che lei vede, infatti, è una figura senza personalità, sbiadita, una combinazione di colori giallastri.
Arianna è daltonica.
Dopo un'infanzia e un'adolescenza tormentate, ha ormai vent'anni quando decide di partire con alcuni amici e il fidanzato per una breve vacanza nella vicina Venezia, in occasione del Carnevale. Fuggita dal resto della comitiva, dopo l’ennesima incomprensione dovuta al suo difetto visivo, incontra il "misterioso mago azzurro", un giovane che le propone d'indossare un'insolita maschera con degli occhi di vetro racchiusi nelle conchiglie; attraverso quegli occhi, Arianna imparerà a conoscere un mondo diverso, dove la verità finalmente si svela, e le mostra i pesci rossi, le verdi piante e i coriandoli viola di una città in festa, inoltre potrà finalmente scoprire se stessa e ritrovare la voglia di vivere, soprattutto grazie a quel sentimento appena nato... ma chi si nasconde dietro la maschera del "misterioso mago azzurro"? Perché lui si comporta come se la conoscesse? Una storia di magia e verità, d’illusione e certezza. Dove niente è ciò che sembra, perché la realtà è proprio dietro a quelle due maschere...

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