Visualizzazione post con etichetta Miei racconti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Miei racconti. Mostra tutti i post

lunedì 18 aprile 2016

Superata la 1° fase del concorso per racconti "Trame tra le Mura" (Nativi Digitali Edizioni)!

Carissimi astronauti,
permettetemi di aprire questa rubrica perché vi devo...

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)


160 Grazie!
(più quelli che continuano a votare oltre la scadenza, anche adesso *__*)


Avete lasciato il vostro like sull'immagine-abstract del mio racconto in concorso per "Trame tra le Mura" (indetto da Nativi Digitali Edizioni) su Facebook e su Instagram, e questo è il risultato: ho superato la prima fase! :D
Prima di mostrarvi i risultati nel dettaglio, vi ricordo l'abstract in oggetto:




Quanti voti e commenti! *___*
Sono felice d'essere circondata da persone così ben disposte verso di me, e che il mio abstract abbia ricevuto consensi e attirato curiosità.
Mi ritengo davvero fortunata! *__*

Eccovi lo screen dei risultati dal sito di Nativi Digitali Edizioni: siamo i quindici ammessi alla seconda fase (cliccandoci sopra vi ritroverete direttamente alla fonte ;))!




E ora sì che arriva il bello!
Sono finalmente pronta a stendere il mio raccontino...




Foto sfuocata e faccia stravolta: ho avuto una "giornatina simpatica" anche oggi, ma per fortuna la scrittura mi salva ancora innalzando il mio umore!

Così, mentre organizzo il Blog Tour di Eleinda 2 (eh sì, avete letto bene! Stay Tuned! ;)) e preparo la segnalazione editoriale per domani di un'altra autrice emergente italiana, mi dedico alla cosa che più mi piace in assoluto: scrivere la mia storia inventata!

Buona vita a tutti e grazie, davvero, grazie di cuore a tutti per il supporto! :D



venerdì 8 aprile 2016

Per essere felici a volte basta un like: concorso "Trame tra le Mura", il mio racconto in lizza!

Carissimi astronauti,
vi ricordate che un mesetto fa vi avevo informato di un concorso letterario social e gratuito ideato da Nativi Digitali Edizioni?
Terminavo il post dicendo che mi era venuta in mente un'idea e l'avevo seguita per filo e per segno, abbozzando inizio, svolgimento e fine.




"Trame Tra le Mura", questo il tema del concorso, e a dispetto di tutto ciò che mi è successo in questo pazzo marzo, sono riuscita a preparare ciò che era richiesto in questa prima fase: un abstract di 600 caratteri!
Oggi sono state pubblicate le immagini contenenti gli abstract dei 35 partecipanti, dunque eccomi qua a farvi conoscere il mio nuovo progetto, elemosinando qualche like! 
Per passare alla fase successiva, infatti, occorre raccogliere il maggior numero possibile di "mi piace" sull'immagine. Dei 35 racconti ne passeranno solo 15!
Se volete darmi il vostro sostegno, voi che mi leggete dal blog vi basterà cliccare direttamente nel post qui sotto ;)
Spero che vi piaccia! *__*




Se la storia è di tuo gradimento, il tuo "mi piace" all'immagine conta come un voto per passare la prima fase! Se vuoi,...
Pubblicato da Nativi Digitali Edizioni su Venerdì 8 aprile 2016

Grazie!

Se vi state chiedendo come prosegue il racconto, beh, trovate il resto qui:




Esatto: nel foglietto tra le mie mani! :D
Ho voglia di stendere il resto al più presto, quindi scriverò il racconto a prescindere da come andrà il concorso, ma se passassi sarebbe ancora meglio; inutile dirlo! ^^

E vi dirò di più: il concorso si svolge anche su instagram!
Perciò, quando sarà ora di tirare le somme si conteggeranno i voti sia nell'album di facebook, sia nel profilo instagram di Nativi Digitali Edizioni.
Se volete darmi il doppio dell'aiuto, vi riporto il mio abstract direttamente da quest'altro social :)




Detto questo, mi concedo che non ho ancora finito di lavorare e devo ancora preparare la cena (in questo momento sono le 20:34), ma come scrivevo qualche giorno fa su Twitter io mi nutro di sogni... anche se il mio stomaco sta borbottando da un pezzo! XD

A domani con un nuovo post di segnalazioni!


mercoledì 1 ottobre 2014

"Wordless": il mio racconto come ebook gratuito scaricabile (e valutabile) su Penne Matte!

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

Cari astronauti,
arrivo con un giorno di ritardo per via di alcuni problemi con l'astronave... in attesa di riparazione, passo per darvi la notizia che vi avevo promesso.

Come avrete capito dal titolo di questo post, ho scritto un nuovo racconto: "Wordless" è un ebook scaricabile gratuitamente ospitato dal social "Penne Matte".
Perché proprio in un social? Perché è un racconto scritto apposta per partecipare al concorso indetto dalla rivista Weird e da Penne Matte! Sono riuscita a mettere da parte "Eleinda" per un attimo e mi sono dedicata a una nuova storia e a inediti personaggi ^^




Sinossi:
(tratta da Penne Matte):
In un mondo dove la parola è un'arma, solo chi ne è sprovvisto riesce a vedere ciò che agli altri sfugge.

Per leggerlo, vi rimando a questo link, ma ATTENZIONE: nel libro sfogliabile online troverete solo le prime 10 pagine; per leggerlo nella sua interezza occorre cliccare su "Scarica l'opera completa", così vi aprirà la finestra del documento pdf.






mercoledì 14 novembre 2012

"Vite nell'ombra": il mio racconto per il concorso Realtà in Gioco della Multiplayer.it Edizioni!

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

Non scrivo un post qui da... beh, da un bel po' :)
Sto riorganizzando la mia vita tra lavoro, casa e la cucciola Leeloo; concentro le energie su quello che desidero realmente, come scrivere per inventare storie.

Dal momento in cui ho smesso di scrivere recensioni è tornata l'ispirazione e si è fatto avanti, prepotente, il bisogno di far nascere qualcosa di nuovo. "Vite nell'ombra" è il racconto che ho scritto per partecipare al concorso Realtà in Gioco della Multiplayer.it Edizioni, perché sì, mi voglio mettere in gioco. In fondo, non ho mai smesso.



Sono una videogiocatrice nata: scrittura e videogiochi sono sempre andati a pari passo nella mia vita; come potevo lasciarmi scappare un concorso dal tema simile?
Multiplayer.it Edizioni ha anche pubblicato "Zelda: cronaca di una saga leggendaria", insomma, Zelda, la saga che amo! Sto leggendo il libro in questo periodo: l'ho acquistato al Lucca Comics & Games 2012 presentandomi proprio come cosplayer della principessa (ma la versione "semplice ragazza che vive a Skyloft", insomma, quella di "Skyward Sword"), quindi, che onore sarebbe se... stop! Niente fantasie in pubblico!

Clicca per leggere il racconto "Vite nell'ombra"
Indipendentemente dal verdetto finale sono felice di avere scritto questo racconto. Di cosa parla? Beh, l'immagine qua accanto vi rimanda al link dove c'è la Sinossi e il racconto online scaricabile in formato pdf. Se vi piace, potete votarlo attraverso il "mi piace" nella pagina del racconto; se vi va di commentarlo, sono avida di opinioni (un attimo che mi preparo l'armatura... ;)).
Non mi resta che augurarvi un piacevole  momento d'evasione: buona lettura!



venerdì 25 marzo 2011

I love Japan: Autori per il Giappone e non solo!

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

Come accennato qualche giorno fa, la scrittrice Lara Manni ha messo in moto una splendida iniziativa di raccolta fondi per il Paese del Sol Levante: "Autori per il Giappone".

(banner ideato da Glinda Izabel de Atelier dei libri)

L'iniziativa è aperta a tutti: autori, disegnatori, blogger, fan writer... chiunque può dare il suo contributo. 
Le opere, rigorosamente inedite, sono messe a disposizione gratuitamente; ai lettori (ma anche agli stessi autori) si chiede solo di fare una libera donazione, anche piccola, a Save the Children, perché anche pochi centesimi possono fare la differenza.

All'iniziativa hanno aderito anche i grandi nomi: Licia Troisi, Paolo Barbieri, Francesco Falconi, Cecilia Randall, e tanti altri; gli autori noti si mischiano agli esordienti, tutti insieme per una nobile causa. 
E tra questi, ci sono anch'io ^^

Desideravo dare il mio contributo al Giappone, paese che amo, e avevo mandato un sms al 4550 per donare 2 euro, ma non mi sembrava abbastanza... così quando ho trovato questa notizia in una newsletter del blog di Francesco Falconi, non ho potuto fare a meno di elaborare il mio racconto, da una trama che comunque mi era balzata in testa parecchio tempo fa.

Il mio racconto vuole essere un omaggio al Giappone in tutto e per tutto, visto che ci sono delle citazioni ad alcune opere famose; se vi va di leggerlo, s'intitola Ami: dopo verrà la bellezza, ma vi consiglio di leggere anche gli altri contributi. Personalmente, ogni giorno me ne leggo qualcuno, dando precedenza ad amici e scrittori che in qualche modo conosco: è bello essere tutti insieme, la cosa mi piace veramente tanto! :) Voglio leggerli tutti e in cambio, ovviamente devolverò qualcosa. Fate lo stesso.


 
(immagine presa da un'altra iniziativa: Pray for Japan)


E' poi notizia dell'ultim'ora che su Truefantasy mi è stata affidata una nuova rubrica di approfondimento: Jappo W (Japan World)! Qui tratterò il fantasy secondo le forme d'arte giapponese, ossia manga, anime e videogiochi. Inauguriamo con il bellissimo "Video girl Ai"!




martedì 5 ottobre 2010

Racconti: Sole e Luna

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

Dall'archivio del 28 Aprile 2010:

Questo è il racconto che ho scritto seguendo la traccia del primo incipit del concorso Blusubianco, ma non è stato pubblicato! Non so se è accaduto per un problema di server (era costantemente intasato) oppure se è semplicemente stato escluso (ma non credo sia stata fatta una selezione iniziale visto che sono stati pubblicati anche gli stessi racconti 2/3 volte, probabilmente a causa d'invii multipli - e quando ho pensato di inviarlo di nuovo era ormai scaduto il termine).
Pazienza, ci penso io alla mia creaturina; questo blog esiste anche (e principalmente ;)) per questo!

Visto che il titolo e l'incipit sono scritti dalla curatrice del concorso (Giusi Marchetta), la sua parte la trascrivo in blu, mentre la "farina del mio sacco" in nero.NB: "Sole e luna" è il mio sottotitolo.

AGGIORNAMENTO del 12/07/10: con questo racconto ho partecipato al laboratorio di scrittura nel forum Gliautori.it. Lo trovate qui nella versione originale: Labor limae - Sole e luna di seguito, infatti, troverete la versione migliorata grazie ad alcuni suggerimenti dello scrittore Andrea Franco.


"Sentirsi"
- Sole e luna -


La sua camicia è una macchia bianca sul letto. Lei la ignora: infila nel cassetto la biancheria pulita, mette la borsa nuova sul ripiano più alto dell’armadio, apre la finestra e cambia aria alla stanza. Va a sedersi davanti allo specchio. E’ bella, oggi; sembra quasi che il trucco di ieri sera le sia rimasto addosso. Ora può girarsi, raggiungere il letto. Prima sfiora il colletto e accarezza le maniche, poi se la preme sul naso, sulla bocca. Sorride: che stupida.
Va all’armadio e cerca una stampella libera. Si sforza di non guardare il telefono anche se è lì, sul comodino.
Sciocchezze, non poteva chiamarla, e se pure avesse ceduto a questo assurdo tentativo, non sarebbe stata la stessa persona a riponderle.
Era impossibile: una era il Sole, l’altra era la Luna.
Lei, Sole, riordinava i pasticci dell’altra: la camicia bianca, ora al suo posto, era stata abbandonata di proposito, per ricordarle il peccato di cui si era macchiato il suo letto, e per questo stesso concetto, ora c’era della biancheria pulita nel cassetto, candida e purificata, segno di un’avvenuta espiazione. Momentanea, però, perché sarebbe nuovamente caduta nell’oscurità al calar della sera.
Il Sole era attratto dalla Luna: aveva stretto a sé quell’indumento, respirato quel profumo che sapeva di un’illusione di libertà, ed era debitrice di Luna, perché grazie a lei si era potuta comprare quella borsa nuova, firmata.
Si era guardata allo specchio, si era compiaciuta per il trucco perfetto e l’acconciatura, ma non le era bastato per riconoscere se stessa.
Sole e luna non si potevano incontrare perché erano le facce estreme della stessa medaglia; le due personalità opposte dell’unico soggetto.
Alla luce del giorno si sentiva a disagio: si sentiva in colpa verso la sua vita tranquilla, i suoi ottimi voti, i suoi ingenui genitori. Ma la sera diventava un’altra: si sentiva forte, sicura e attraente, non solo secchiona ma anche pupa, e si sentiva forte piuttosto che fragile, avvenente piuttosto che timida. Non aveva paura di niente e di nessuno perché grazie al denaro e agli apprezzamenti si sentiva potente.
Sentirsi...
Sentire se stessi, però, non accadeva più.
Nonostante l’attrazione per il lato oscuro, c’era un’angoscia interiore a segnalarle che quel che stava facendo era sbagliato.
Studentessa di giorno, prostituta la sera.
Ancora scossa da questi pensieri, si sforza di non guardare il telefono, ma non riesce più ad ignorare quella condizione: se ora, ragionevole, telefonasse all’altra se stessa per dirle di fare basta, magari le cose cambierebbero.
Finalmente si decide, solleva la cornetta e compone il numero.
La linea è occupata.
Riattacca, atterrita da quel suono ritmicamente monotono.
Dopotutto, era prevedibile.
Non poteva andare diversamente, questo era ormai il suo destino; si era trovata di fronte a un bivio e aveva scelto, ora non poteva più tornare indietro.
Solo cinque anni fa giocava ad atteggiarsi come un’adulta, ma dalle carezze era passata alle prestazioni complete, dalla ricarica per il cellulare ai vestiti, scendendo sempre più nelle profondità di un vortice dal quale era difficile riemergere.
Improvvisamente, sente squillare il cellulare all’interno della tasca. Sul display c’è un nuovo messaggio: “Buon diciottesimo compleanno! – mamma”.
Spegne l’apparecchio.
Esita un istante, poi le viene un’idea.
Lascia il cellulare sul letto, quindi si precipita nuovamente al telefono fisso.
Digita il numero che conosce a memoria.
Segreteria telefonica. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico”.
Quella sera avviene il miracolo: Sole e Luna s’incontrano in una voce familiare, l’una parla, l’altra ascolta.
E Anna riesce a “sentirsi”.






Postfazione: E se la mancata pubblicazione fosse dovuta proprio a causa dell'argomento trattato? Lo so, è un po' forte... ma accipicchia, è anche una realtà che non si può ignorare! Ecco, la mia idea di racconto era sempre fantasiosa: "sole e luna", come Dottor Jekyill e Mr. Hide, ma riportare anche la realtà è un mio must, non posso farne a meno, così, visto che tutte le volte che guardo "Le Iene" rimango sconvolta nel sentire questo genere di testimonianze, ho voluto dire la mia. Se solo le mie parole potessero servire... anche solo per aprire gli occhi, non dico cambiare.
Altra considerazione è che leggendo l'incipit proposto è palese che il primo pensiero sia quello di una storia d'amore lui/le, ma "la sua camicia...", quel "sua" per me era femminile. Poi va be', mi piacerebbe riuscire nell'intento d'essere originale, di stupire... non avevo voglia di quell'altro genere di storia (non mi chiama fai che mi chiami...) anche se probabilmente sarebbe stato più furbo. Ma ho preferito lasciare pulsare la mia vena creativa ;)

Creative Commons License 
Questa opera di Valentina Bellettini è sotto la licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Racconti: La password (incipit)

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

NB: questo è solo un incipit perché tale era la richiesta per partecipare al concorso Romaeuropa Webfactory (edizione 2009); comunque credo che un giorno o l'altro lo continuerò (so già cosa fare) ^_^

"La Password" (incipit)

 

― Non sparare!
Poco importava se era accerchiata da tanti altri uomini pronti a colpirla, Rebecca ignorò le intimazioni e continuò a tenere l’arma puntata davanti a sé.
L’obiettivo era lì.
L’obiettivo era lui.
La fissava con sguardo incredulo e lei pensava a quanto fosse assurdo che nemmeno il suo stesso creatore fosse in grado di comprenderla.
― Dimmi la password.
― Rebecca, quelli sono dati importanti...
― No, voglio l’altra password.
Avere sembianze umane, un nome proprio, programmata per provare sentimenti ed essere ancora vista come un robot.

Ma i sentimenti sfuggono alla programmazione, ed era lì per questo.



Quest'immagine è la mia creazione per la copertina del racconto; ha un senso preciso, ma solo leggendo il resto si scoprirà cosa cela! ;)
(PS: quegli asterischi che sanno tanto di ideogrammi giapponesi - come lo sfondo rosso del cuore sul bianco, del resto - sono come un omaggio alla mia passione per i manga)

Racconti: La luce

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

La luce




Io sono una stella.
Ecco, non pensare ad uno di quei corpi celesti che luccicano nel cielo, io sono fatta di tubi e fili elettrici: sono un'insegna luminosa a forma di stella ma non brillo di luce mia a meno che mi si colleghi ad una presa elettrica.
Sono nata in una fabbrica e credevo d'essere speciale perché tra tutte le decorazioni, il mio corpo aveva questa forma particolare a cinque punte.
Fu emozionante il giorno in cui mi installarono al centro della rotonda cittadina e conservo intensi ricordi di quando mi lasciai cullare dal vento freddo oppure quando i fiocchi di neve mi solleticavano e si scioglievano al contatto col mio corpo. Di giorno osservavo e di sera diventavo la protagonista: illuminavo orgogliosa i visi dei bambini entusiasti nel vedermi e seppur suscitassi meno stupore negli adulti, son certa che la mia presenza non gli era indifferente nell'animo.
L'animo io lo conosco e presto avrei rimpianto di non essere un semplice e freddo oggetto.
Era una nottata particolarmente limpida: stavano immobili e brillavano quasi a farmi l'occhiolino; erano loro, una miriade di stelle dorate, vere. La luce che emanavano era come un’aurea magica; luccicavano birichine ed io mi sentivo derisa ma in segreto, le ammiravo e desideravo ardentemente d'essere una di loro.
Per quale scherzo del destino mi ero trovata in una materia creata dagli uomini e vincolata alla Terra quando potevo essere una creatura di Madre Natura e aleggiare nel cielo sconfinato?
In quella notte, dei fuochi d'artificio smorzarono i miei singhiozzi ed io decisi di non funzionare più.
Come previsto, il più plausibile dei miei desideri si realizzò: gli operai mi calarono sulla terraferma; era inutile cercare il guasto poiché non era solito usare le stesse decorazioni per due anni di seguito e ormai le feste natalizie erano giunte al termine.
Mi riportarono nella fabbrica, in un magazzino buio; avrei voluto che la tortura finisse invece ero ancora sveglia e continuavo ad esistere.
Persi la cognizione del tempo quando un giorno, d'un tratto, vidi una luce abbagliante ed ebbi una vampata di calore: ero io; l'elettricità percorreva i miei tubi così come il sangue scorre nelle vene.
"Mamma, ho trovato una stella, una stella vera!" gridava la bambina saltellando di gioia.
La madre strappò via la piccola perché il posto di lavoro del padre non era un luogo di gioco ma la bambina, in risposta, si mise a piangere; credeva ciecamente che io fossi una realtà piuttosto che una rappresentazione.
Il suo pianto era talmente straziante che sentii nel profondo il desiderio di consolarla con la mia luce; decisi che avrei brillato come le stelle vere ma da vicino, per riportare o accentuare il sorriso sui volti della gente.
La bambina mi aveva acceso, gli umani stessi mi avevano creato a questo scopo: illuminare per rallegrare le strade e diffondere un'atmosfera di festa; ero altrettanto indispensabile quanto quei deliziosi puntini dorati nel cielo!
Usai tutta la mia energia: volevo illuminare ancora, anzi, di più.
Incantate, madre e figlia cessarono di bisticciare e l’intero personale fu attratto dal bagliore: il titolare dell'azienda rimase a bocca aperta; lui, il padre della bimba, mi aveva progettato e fu così sorpreso nel vedermi tornare a splendere!

Oggi è una bella giornata di sole e stasera toccherà a me brillare; sono qui che veglio sulle loro teste, proprio qui, sulla sommità dell'azienda d'insegne luminose.
Sono una stella, un'orgogliosa insegna pubblicitaria perché la vera luce non è quella che si vede con gli occhi ma quella che oguno di noi può suscitare nell'anima dell'altro.



Valentina Bellettini

NB: Questa mia favola ha partecipato al concorso "Buon a-Zine" sul forum A.S.I.MOV. (associazione italiana scrittori in movimento).



Creative Commons License 
Questa opera di Valentina Bellettini è sotto la licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Racconto: La voce di Minì

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)


Dall'archivio: 12 giugno 2009

Contest: "Scrivi il tuo fantasy e incontra Licia Troisi!"

Nonostante la quotidianità voglia impedirmi di scrivere (impegni lavorativi, casa, ecc.) la mia mano non si ferma: giammai! :D
Ecco quindi che ho scritto un raccontino per il contest indetto dalla Mondadori (un altro, sì, sto partecipando anche a "What Women Write"), ossia, "Scrivi il tuo fantasy e incontra Licia Troisi", così, da una parte, per il puro piacere d'inventarmi una storia nuova, dall'altra, perché si tratta di Licia Troisi; io che ho comprato tanti anni fa il suo primo volume de "Le cronache del mondo emerso", io che amo i draghi, amo scrivere e invidio (ma in senso buono, s'intende) che lei sia riuscita ad esordire con quel mostro sacro della Mondadori... poi pensando che dalla trilogia della sua Nihal usciranno anche un videogioco (l'altra mia passione) non posso che confessare che Licia stia rializzando quello che è anche il mio sogno!
In fondo, se riuscissi a diventare "solo" la metà di quello che è diventata lei, non mi lamenterei affatto, anzi, la popolarità mi spaventa... :P
Altra piccola indiscrezione: ho incontrato Licia due volte e sempre per puro caso, alla fiera internazionale del libro a Torino, sia l'anno scorso, sia quest'anno... ma non mi sono mai avvicinata (il motivo si legge tra le righe: timore, imbarazzo, timidezza e altre sciocchezze simili che incidono sulle mie azioni).

Ma ora, bando alle chiacchiere, vi presento il racconto proposto per il contest:
NB: il racconto è stato pubblicato nel blog "laragazzadrago.it"

Notizia di fine luglio '09
Questo racconto è arrivato in finale!

La voce di Minì

Nel regno delle Terre dell’Immedesimazione esistono tante razze, ma nessuno conosce questa specie: i pissi. Questi misteriosi esserini sono minuscoli come granelli di polvere, talmente candidi e sottili da risultare invisibili, eppure, sono in tutte le storie. Di pissi ne esistono a milioni di miliardi ma hanno rinunciato a formare dei branchi ai tempi dell’eroe Minì.
Minì era un pissi esattamente come gli altri, ma fu l’unico a formulare un proprio pensiero: Minì l’illuminato – come fu soprannominato poi – si chiedeva quale senso avesse starsene lì, tutto il giorno e tutta la notte, nel Crocevia dei Boschi, appiccicato ai suoi simili come soffici batuffoli.
«Lo scopo è sopravvivere!» dicevano i pissi all’unisono prima di sparpagliarsi, librarsi nell’aria, fluttuare, strisciare e infine, riunirsi al gruppo. Questa operazione avveniva pressoché ogni ora, al passaggio di un troll, alla ventata d’aria provocata da un drago, o alla traversata di ogni altra creatura ignara della loro esistenza.
«Ogni giorno la stessa storia, perché non ci spostiamo?» Chiese Minì.
«Sportarsi sarebbe inutile, noi pissi rischiamo la vita in ogni dove.» Rispose un suo vicino, «Oltretutto siamo in tempi di guerra.»
«Certo, ma è sempre tempo di guerra.» Disse Minì.
«E’ la continua lotta tra razze, serve per stabilire chi è il più forte.»
«Per l’onore.»
«Per il denaro.»
«Per amore.»
«Per conquistare terre.»
«Per le divinità.»
«Per il perverso gusto di farlo.»
Minì esordì: «Ora basta: Salverò le Terre dell’Immedesimazione!”
Così dicendo, il piccolo fece un salto, rimbalzò sulla testa di un suo simile e si staccò dal gruppo.
Un pissi vide Minì atterrare vicino a lui: «Dove ti sposti? Nel branco delle Cascate Arcobaleno?»
«No, vado dall’Orco Maggiore.»
«Coosa?» Replicò il pissi e subito, gli altri fecero eco, una melodia ritmicamente ansiosa che seguì Minì in tutte le sue tappe.
Durante il lungo viaggio, Minì apprese che era impossibile persuadere orchi, goblin e troll, perché la loro natura era malvagia; capì che maghi e fate lo ignoravano deliberatamente, consci del proprio potere; vide che i draghi erano così saggi da non aver bisogno di lui; scoprì che nani ed elfi erano coraggiosi e impavidi.
Sembrava proprio che nelle Terre dell’Immedesimazione non ci fosse alcuna creatura disposta ad ascoltarlo.
Un giorno, però, sulla stradina di ghiaia verso il Fiume Neve, notò delle grosse macchie di sangue: non si sa se gli sembrarono grandi in proporzione al suo corpicino o se fossero realmente tracce preoccupanti. Minì seguì le macchie e si ritrovò al cospetto di un figlio d’Adamo: l’uomo indossava una pesante armatura e sedeva in ginocchio sul letto del fiume mentre la bufera di neve si abbatteva su di lui con prepotenza, come se volesse sotterrarlo nel, giust’appunto, Fiume Neve.
«Non posso combattere, come mi è saltato in mente! Non posso rischiare, seppur per i più nobili ideali, di lasciare mia moglie e i nostri cinque figli..» Minì continuò ad ascoltare le parole filtrate tra i denti, «Non sono in grado di affrontare questa battaglia, non sono un esperto d’armi..»
Minì si spinse nell’ardua impresa di raggiungere l’orecchio dell’umano e giunto sulla spalla, gli disse: «Pissipissi..»
Il resto non ci è dato sapere.
L’unica cosa certa è che l’uomo ritrovò coraggio, si sollevò e tornò a combattere, perché ciò significava mirare alla salvezza della sua famiglia; battersi per garantire un’avvenire migliore ai suoi figli.
Fu quello stesso giorno che i pissi si separarono: ognuno scelse un umano e si posò sulla sua spalla per suggerirgli nell’orecchio.
Un ritrovato coraggio, una speranza, un’intuizione.. Dietro ad ogni eroe c’è sempre un pissi: la voce interiore.

Valentina Bellettini


PS: lo so, sembra una favola, anche questa volta; che si celi un desiderio inconscio? :P


(Eccomi intenta ad ascoltare il mio pissi... buahahaha! :D)


Creative Commons License 
Questa opera di Valentina Bellettini è sotto la licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

20 migliori siti