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venerdì 28 febbraio 2020

Recensione "Rose Madder" di Stephen King (Pickwick)

Carissimi astronauti,
come preannunciato ieri, eccomi di ritorno con una nuova recensione (sono riuscita a rispettare il programma: yuppy)!

Si tratta del secondo libro che ho letto con il GDL organizzato da Sam di Leggo Quando Voglio dedicato a Stephen King con l'obiettivo #NonSoloHorror, per farci appunto conoscere l'autore al di là del genere che lo rende noto ai più.
Prima di procedere con la mia opinione, come sempre vi presento il libro.




Titolo: Rose Madder
Autore: Stephen King
Editore: Pickwick
Genere: Narrativa, Thriller, Paranormale
Data di uscita: 15 Ottobre 2014
Pagine: 506
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 978-8868362393
Prezzo: € 10,11 cartaceo / € 7,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
In fuga da Norman, il marito che la tormenta da quattordici anni, Rose riesce a rifarsi una vita e perfino a incontrare l'uomo giusto. Proprio nella stessa occasione, s'imbatte anche in uno strano quadro, un ritratto, che misteriosamente comincia a interagire con lei... Purtroppo, il sadico Norman si è intanto messo sulle tracce della moglie, lasciandosi dietro una scia di sangue e terrore. E quando la raggiunge, Rose capisce che per salvarsi dovrà calarsi nel "suo" mito - celato nel quadro - e trasformarsi in una dea vendicatrice...


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Questo è il primo romanzo vero e proprio che ho letto di Stephen King, seguendo la lista che ce lo vuole far conoscere come autore non horror. Ebbene, che King sia il re dell'horror traspare anche qui, nelle diverse scene crude e sanguinarie, nella tensione che si percepisce quasi a ogni pagina, non importa se si tratta di incubi o di fatti che sono all'ordine del giorno.

Il tema trattato dal libro, nonché il nucleo centrale della trama, è la violenza domestica subita per quattordici anni da Rosie da parte del marito Norman, un poliziotto; per via del suo mestiere è scaltro, sa come inscenare i vari "incidenti", inoltre è protetto dalla sua compagnia di sbirri.
Il prologo riesce a ferire anche chi legge perché mostra una scena terribile, di forte impatto emotivo, e la descrive senza filtri: Rosie è stata picchiata al punto da avere un aborto, ed era al quarto mese di gravidanza.

È risaputo che gli esseri umani siano purtroppo capaci di gesti bestiali, crudeli, insensati e istintivi, oppure glacialmente calcolati, ma l'orrore che viviamo attraverso gli occhi di Rosie, la sua pelle e, soprattutto, la sua mente, è affiancato da un mistero che ha del paranormale e che appare più avanti nel corso della storia, a destabilizzare un po' chi si aspettava un romanzo che dalle premesse era fin troppo realistico e attuale.
A me personalmente non ha disturbato, forse perché abituata a masticare storie fantastiche o borderline, inoltre è chiaro dal titolo scelto che l'autore avesse in mente qualcosa di più, e di diverso, dalla cronaca nera e dalla semplice fuga della protagonista.

Rose Madder è infatti il titolo del quadro che Rosie acquista presso un banco di pegni, un quadro bizzarro con le prospettive sbagliate ed elementi che cozzano tra loro come il cielo plumbeo e la ragazza di spalle che si fa ombra con la mano. Il quadro sembra chiamarla, poi sembra "crescere" contemporaneamente a Rosie che si fa una nuova vita dopo la fuga dal marito. Se ho accettato con entusiasmo l'introduzione dell'elemento sovrannaturale è perché ho abbracciato questa chiave di lettura: il simbolismo. Vi ho trovato parallelismo tra lei e la donna raffigurata nel quadro, metafore... Persino un'associazione a Eva che coglie il frutto proibito dall'albero. Credo che il paranormale, in questo caso, rappresenti un'apertura della visione che completa la storia principale, oltretutto con una variante originale. Ha un senso compiuto, alla fine, ogni elemento s'incastra, ma occorre credere, andare oltre ciò che non ha una spiegazione razionale. D'altra parte è un po' triste pensare che per liberarsi di un simile mostro occorra ricorrere a un mondo parallelo... Ma è il mondo delle infinite possibilità, quello che dà a Rosie l'opportunità definitiva.

Nonostante quanto abbia appena affermato, ho provato alcune perplessità e delusioni sul finale, un po' perché l'epilogo muta registro, e la narrazione impersonale rende il tutto più distaccato, poi per via di Norman: inizialmente mi è sembrato un personaggio stereotipato, il poliziotto cattivo, poi impotente, razzista, e chi più ne ha più ne metta per aggiungergli difetti; non gliene manca uno! Poi ha cominciato a diventare interessante man mano che ci si addentrava nella sua pazza mente, in una discesa degradante che si arresta improvvisamente quando assume un certo ruolo... E non so, mi aspettavo qualcosa di più epico, e dopo aver tanto atteso/temuto il suo incontro/scontro con Rosie mi é sembrato che il fuoco si esaurisse in uno sbuffo, anziché incendiare. Non voglio cadere in anticipazioni dunque non mi pronuncio oltre, ma chi ha letto il libro ha sicuramente capito a cosa mi riferisco.

La trama mi ha dunque sodisfatta ma con qualche riserva, mentre riguardo allo stile di scrittura non ho nulla da eccepire, anzi! Ho scoperto che King ha l'abilità incredibile di creare scene precise istantanee: "parlare da vicino" è una frase a cui già dalle prime pagine associamo immagine, azione e conseguenza. Sono solo tre parole, caspita! Il registro di narrazione cambia poi a seconda di chi riguarda, quindi abbiamo il linguaggio posato, insicuro e timoroso di Rosie da una parte, e quello scurrile, violento e menefreghista di Norman; entrambi, però, hanno anche altre voci, tanto che talvolta risuona nell'una quella dell'altro, a dimostrazione di quanto i due si conoscano bene e di quanto sarà intrigante la caccia/fuga. I protagonisti sono dunque resi molto bene con le loro mille sfaccettature, solo che nel caso di Norman sembra dominarne una, mentre Rosie è un caleidoscopio, una continua rivelazione che è addirittura sconvolgente nelle pagine finali, pagine che tengono conto di tutto il male passato: quando potrà tornare a sentirsi libera e serena una donna vittima di violenza domestica? Quando la persona che doveva amarla l'ha ferita irrimediabilmente, più di quanto abbia fatto ogni altra persona al mondo? Le ferite del corpo guariscono, bene o male, ma quelle della mente restano...




"Scusi", mormorò ed ebbe una triste premonizione: qualunque cosa le avesse riservato il futuro, quella semplice parolina piena di rammarico l'avrebbe seguita dappertutto come un barattolo legato alla coda di un cane randagio. Per quattordici anni una porta chiusa l'aveva tenuta divisa dalla gran parte del mondo e in quel momento si sentiva come un topo terrorizzato che non trova più il suo buco nel battiscopa in cucina.








"Rose Madder" è un libro dal senso molto profondo che tratta della violenza sulle donne in modo inaspettato e imprevedibile.
Nulla è scontato, e Rosie è un personaggio femminile simbolo di forza ed emancipazione così come di fragilità e insicurezze. Un personaggio VERO con cui si entra subito in empatia, e che dà voce a tutte le donne che, come lei vittime di violenza, devono fare i conti quotidianamente con una mente e un cuore spaccato, mentre spinge noi altri a riflettere sul perché, ad esempio, una donna si costringa a restare con un simile uomo. Cosa scatta nella mente umana della vittima? E cosa, invece, la tiene ancorata? Un libro che, pertanto, soprattutto all'inizio, offre anche degli ottimi spunti di riflessione riguardo questo importante argomento.
Per quanto concerne il resto, quel quadro, dove coesistono bellezza e orrore, credo non lo dimenticherò mai, forse m'inquieterà ancora qualche notte, e il ritmo e l'azione di certe scene sono altrettanto memorabili, rese con la maestria di un regista da premio Oscar.

Consiglio questo libro a chi crede che King sia un autore principalmente horror, per ricredersi, e in generale lo consiglio a tutti, perché di violenza sulle donne non bisognerebbe mai smettere di parlarne, e con questo romanzo, King lo fa in modo crudele e magico, oltremodo originale. Solo che per apprezzarlo a pieno occorre sforzarsi d'immaginare una qualche interpretazione e analogia più "terrena".


Il voto di Universi Incantati:





Cosa ne pensate, carissimi?
Avevate già letto questo libro?
Fatemi sapere nei commenti!




martedì 30 agosto 2016

Domino Letterario #2: Recensione "Amore Obliquo" di Maria Teresa Casella

Carissimi astronauti,
questo è il secondo mese che partecipo all'iniziativa Domino Letterario, e sono la prima per quanto riguarda la giornata di oggi!




L'iniziativa s'ispira al classico gioco del domino, con la differenza che le tessere sono costituite dai libri. Ogni mese ci si organizza per un massimo di 20 blog partecipanti dove ognuno sceglie un libro da recensire, a patto che sia in qualche modo attinente al libro scelto dal precedente partecipante (l'ordine corrisponde all'ordine delle adesioni; chi primo risponde, prima comincia, a partire dal 26 del mese). L'accostamento può essere fatto per autore, casa editrice, genere, colore della cover o altri elementi della copertina, insomma, la scelta è ampia e aperta, così che ognuno può leggere ciò che vuole.

Questo mese mi collego alla scelta di Sara Boniperti del blog Diario di un sogno, quindi, dal libro "Il salone dell'amore" di Anna Jansson prendo la parola "amore" e propongo questa tessera-libro: "Amore obliquo" di Maria Teresa Casella! :)




Titolo: Amore Obliquo
Autrice: Maria Teresa Casella
Editore: Self-Publishing
Genere: Thriller psicologico
Data di pubblicazione: novembre 2015
Formato: ebook
ASIN: B017GMYOMY
Pagine: 254
Prezzo: 2,49 euro
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Umberto Capasso è un giornalista, un tipo tranquillo che non ama le complicazioni. Linda Brandi è una ragazza taciturna, ambigua e molto, molto complicata. Non sembrano fatti uno per l'altra, eppure la coppia per un po' funziona. I ruoli sono ben distinti: lei fragile, sfuggente e sensuale, lui che preso al laccio la rincorre, la conforta, la spalleggia. Per amore, lui sopporta tutto. O quasi. Sopporta fino a quando una remota ipotesi si trasforma in un dubbio inquietante. Il sospetto incrina il rapporto, i due si allontanano. Nel momento peggiore della crisi interviene il fratello maggiore di Linda, Alex, amico di Umberto dai tempi del liceo, ma è un giudice parziale, in più rende conto a Monica, una fidanzata scomoda. Monica soffre a vedere Alex succube della sorella e una sera si confida con Umberto, lo mette in guardia: Linda non è quella che sembra, c’è da aver paura. Umberto non le crede, vuole aiutare Linda che sta male, perciò si rivolge a Francesca Maffei, la psichiatra che un tempo curava la ragazza. Dall’incontro tra Umberto e la Maffei, gli eventi precipitano svelando una precisa strategia d’azione. Amore obliquo è un romanzo estremo, la cruda analisi di una passione torbida e struggente.


L'autrice:
Maria Teresa Casella, anche nota come Theresa Melville, si diploma in Scienze della comunicazione dopo la maturità classica. Esordisce nel giornalismo sportivo e di costume. Lavora come copywriter per diverse agenzie di pubblicità, successivamente cura l’Ufficio Stampa e le Pubbliche Relazioni di aziende multinazionali. Dal 1987, sotto pseudonimo, inizia a pubblicare romanzi rosa ed erotici con diverse case editrici, tra cui la Curcio. Svolge incarichi come ghostwriter. Nel 1996 pubblica per Mondadori Anima prigioniera, il primo romance storico che firma “Theresa Melville”, pseudonimo caratteristico dell’ampia produzione nelle collane da edicola Mondadori. Dal 2010, parallelamente al romance, si dedica al genere noir firmandosi con il suo vero nome. Amore Obliquo, romanzo noir, esce nella prima versione nel 2011 pubblicato da Emmabooks. Dal 2011 al 2013 collabora con la rivista Romance Magazine, Ed. Delos, come curatrice della rubrica “Consigli di scrittura”. Dal giugno 2013 al marzo 2014 dirige la collana di narrativa Fleurs, Mezzotints Ebook. Ha pubblicato narrativa con Mondadori, Curcio, Carocci, Emmabooks, MilanoNeraEbook, Fanucci Leggereditore, Delos e in auto-pubblicazione. È una delle socie fondatrici di EWWA, European Writing Women Association, l’associazione che riunisce scrittrici, giornaliste, sceneggiatrici e in generale donne che operano nel settore della Scrittura, istituita a Roma nel settembre del 2013.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Ho letto questo libro tutto d'un fiato: freneticamente di giorno, ansiosamente la sera, tanto che era difficile che mi addormentassi serenamente e anzi, mi risvegliavo dopo qualche minuto tra immagini torbide e incubi terrificanti! Non riuscivo a smettere di leggere, ossessionata quanto i protagonisti a scoprire i loro oscuri e profondi segreti, e ho adorato questo libro fin dalle prime pagine proprio per il coinvolgimento che riesce a creare, anche se ciò significa immergersi in un'atmosfera inquieta, ambigua, violenta, malata e tormentata.
Una lettura "forte" e dai temi crudi e pesanti, tuttavia godibile, specie per i lettori curiosi come la sottoscritta che tentano d'indovinare gli sviluppi della trama, qui assolutamente imprevedibili.

Il libro si apre con un incipit potente e azzeccatissimo, narrato in prima persona: è la voce di Umberto, chiuso in carcere con un'agenda tra le mani; l'ha rubata a Linda, e accenna che se avesse letto prima il suo diario "forse le cose sarebbero andate in modo diverso". E' così che la trama si tuffa nel passato per ripercorrere gradualmente gli eventi, snodandosi, al contempo, tra le attuali emozioni di Umberto e la sua vita in carcere, e il vissuto di Linda che emerge dalle pagine della sua agenda assieme alle sue perversioni; di tanto in tanto, la trama ci riporta, come in un racconto in terza persona, anche gli eventi che coinvolgono altri personaggi come la psichiatra Francesca.

L'originalità della storia è che qui la vittima è un uomo, mentre la carnefice è una donna: Linda è la peggiore degli stalker travestita da ragazza fragile e innocente; fino all'ultimo la sua personalità si regge in perfetto equilibrio tra genio e follia, difficile da etichettare.
Linda è infatti il personaggio che più di tutti mi ha colpito per la sua complessità: giudicarla "malata" sarebbe sbrigativo e riduttivo. E' come se la sua mente fosse costantemente lucida, per cui ciò che fa non è mai dato al caso, e le sue idee, pur se contorte, hanno una logica, anche se estrema.
Linda è una ragazza che, come dice il testo, non risponde alle emozioni: talvolta spettatrice, altre attrice e altre ancora regista, in ogni caso è sempre impassibile, come se non avesse un cuore. Senza emozioni e con una mente fredda, l'unica cosa che le rimane per rapportarsi agli altri è il corpo. Ed è qui che il romanzo si tinge, oltre che di giallo, del rosso dell'erotico.



Le persone non dovrebbero aver bisogno di gridare per far vedere che esistono; dovrebbero semplicemente esprimere i propri bisogni, ma questo non basta mai. E allora vedi, avevo ragione: le parole non servono.
Toccarsi, assaggiarsi, conoscersi attraverso il piacere e il dolore,
queste sono le uniche esperienze significative.






Le scene memorabili sono proprio quelle che riguardano il comportamento di Linda, a partire dall'evento che la riguarda da bambina (e a quella sua non-azione che la rende comunque responsabile), alle iniziative inaspettate che riguardano sempre il sesso, per finire con gli ultimi eventi drammatici in un crescendo di violenza e ingiustizia.

Sembra incredibile, ma in questa storia non si tratta mai di odio. Al tempo stesso, però, non lo definirei nemmeno amore.
"Amore obliquo" fa appello, infatti, a un'ossessione: ogni personaggio è ossessionato nei confronti di qualcuno, senza eccezioni: Umberto, Linda, suo fratello Alex e persino la psichiatra Francesca. L'intreccio tra i protagonisti genera continue sorprese, e nel suo vortice include persino i personaggi secondari come la fidanzata di Alex, e i genitori dei due fratelli; è una famiglia maledetta, quella dei Brandi.
Per tutto il libro non ho mai compatito Umberto e, piuttosto, ho provato un desiderio di rivalsa, un po' appellandomi alla giustizia divina (della serie: "prima o poi verrà fuori ciò che ha fatto... Non può passarla liscia!") e un po' in attesa di un passo falso da parte di Linda. In effetti ci si può schierare dalla parte di Umberto fino a un certo punto, perché nemmeno lui è perfetto, così come la psichiatra Francesca (un personaggio a cui mi sono affezionata), Alex... in questo libro non esistono personaggi senza macchia, ed è questo che li rende più umani che mai.

Lo stile dell'autrice predilige il discorso diretto alla narrazione; è descrittivo nell'essenziale perché vuole chiaramente focalizzarsi sui personaggi e le loro storie.
Nulla da ridire sull'editing: sembra un libro pubblicato da un grande editore, redatto con cura professionale.
Il linguaggio semplice ed esplicito è adatto per una trama così complessa e ricca di eventi. Per tutto il romanzo regna la suspance e una tensione palpabile, con qualche rivelazione che crea aspettativa e accresce la curiosità, ma la matassa si conserva e si scioglie, in modo eclatante, solo sul gran finale; proprio nelle ultimissime pagine!

Non leggo molti thriller, ma questo mi ha fatto voglia di leggerne altri... solo che sento il bisogno di una pausa, prima, e di leggermi qualcosa di più leggero!
Raccomandato agli appassionati del genere; consigliato a chi ha voglia di sorprese.


Il voto di Universi Incantati:






Cosa ne pensate della mia recensione? Vi ho incuriosito?
A me questo libro è piaciuto tantissimo e l'ho subito consigliato alla mia migliore amica!
Non mi resta che salutarvi e ricordarvi tutti gli appuntamenti di questo fantastico Domino Letterario!



domenica 13 marzo 2016

Segnalazione thriller psicologico: "Amore Obliquo" di Maria Teresa Casella (Self-Publishing)

Buona domenica, cari astronauti!
Anche se ormai questa giornata volge al termine, c'è ancora tempo per una bella segnalazione.
Via con la rubrica...


Rubrica dedicata alle segnalazioni
di autori emergenti e case editrici
(per la tua segnalazione, scrivimi)

Si tratta di un thriller psicologico di un'autrice italiana versatile (scrive noir e rosa) e interessante. Di questo libro dicono; "un noir estremo, acceso di passioni travolgenti".




Titolo: Amore Obliquo
Autrice: Maria Teresa Casella
Editore: Self-Publishing
Genere: Thriller psicologico
Data di pubblicazione: novembre 2015
Formato: ebook
ASIN: B017GMYOMY
Pagine: 254
Prezzo: 2,49 euro
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Umberto Capasso è un giornalista, un tipo tranquillo che non ama le complicazioni. Linda Brandi è una ragazza taciturna, ambigua e molto, molto complicata. Non sembrano fatti uno per l'altra, eppure la coppia per un po' funziona. I ruoli sono ben distinti: lei fragile, sfuggente e sensuale, lui che preso al laccio la rincorre, la conforta, la spalleggia. Per amore, lui sopporta tutto. O quasi. Sopporta fino a quando una remota ipotesi si trasforma in un dubbio inquietante. Il sospetto incrina il rapporto, i due si allontanano. Nel momento peggiore della crisi interviene il fratello maggiore di Linda, Alex, amico di Umberto dai tempi del liceo, ma è un giudice parziale, in più rende conto a Monica, una fidanzata scomoda. Monica soffre a vedere Alex succube della sorella e una sera si confida con Umberto, lo mette in guardia: Linda non è quella che sembra, c’è da aver paura. Umberto non le crede, vuole aiutare Linda che sta male, perciò si rivolge a Francesca Maffei, la psichiatra che un tempo curava la ragazza. Dall’incontro tra Umberto e la Maffei, gli eventi precipitano svelando una precisa strategia d’azione. Amore obliquo è un romanzo estremo, la cruda analisi di una passione torbida e struggente.




L'autrice:
Maria Teresa Casella, anche nota come Theresa Melville, si diploma in Scienze della comunicazione dopo la maturità classica. Esordisce nel giornalismo sportivo e di costume. Lavora come copywriter per diverse agenzie di pubblicità, successivamente cura l’Ufficio Stampa e le Pubbliche Relazioni di aziende multinazionali. Dal 1987, sotto pseudonimo, inizia a pubblicare romanzi rosa ed erotici con diverse case editrici, tra cui la Curcio. Svolge incarichi come ghostwriter. Nel 1996 pubblica per Mondadori Anima prigioniera, il primo romance storico che firma “Theresa Melville”, pseudonimo caratteristico dell’ampia produzione nelle collane da edicola Mondadori. Dal 2010, parallelamente al romance, si dedica al genere noir firmandosi con il suo vero nome. Amore Obliquo, romanzo noir, esce nella prima versione nel 2011 pubblicato da Emmabooks. Dal 2011 al 2013 collabora con la rivista Romance Magazine, Ed. Delos, come curatrice della rubrica “Consigli di scrittura”. Dal giugno 2013 al marzo 2014 dirige la collana di narrativa Fleurs, Mezzotints Ebook. Ha pubblicato narrativa con Mondadori, Curcio, Carocci, Emmabooks, MilanoNeraEbook, Fanucci Leggereditore, Delos e in auto-pubblicazione. È una delle socie fondatrici di EWWA, European Writing Women Association, l’associazione che riunisce scrittrici, giornaliste, sceneggiatrici e in generale donne che operano nel settore della Scrittura, istituita a Roma nel settembre del 2013.




Non so voi, ma io già dalla sinossi ho provato un po' di tensione!
L'aspetto originale di questo romanzo è senz'altro il fatto che chi è psicologicamente instabile non è l'uomo, bensì la donna; ciò lo rende già interessante ai miei occhi.
E voi cosa ne pensate, carissimi?
Trattandosi di una riedizione, magari qualcuno di voi lo ha già letto, quindi ditemi pure la vostra!



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