venerdì 8 ottobre 2010

Recensione "Prodigium - l'Acropoli delle ombre" di Francesco Falconi

Recensione "Prodigium - l'Acropoli delle ombre" di Francesco Falconi (ediz. Asengard)






(questa è la copertina dell'edizione limitata, quella in mio possesso)






Sempre più prodigiosi


Questo secondo capitolo della saga "Prodigium" è senza dubbio superiore al suo predecessore (a cui comunque avevo dato 4 stelle): anzitutto la leggibilità è migliorata; è molto più scorrevole ed i capitoli si divorano uno dopo l'altro, e in più, il ritmo è cambiato anche grazie al diverso sviluppo della storia.



Il perché è presto detto: "i figli degli elementi" era un bel romanzo introduttivo, dove i Prodigium e gli altri personaggi erano descritti nelle loro profondità dell'essere, insomma, Falconi ci raccontava le loro diverse storie che andavano ad intrecciarsi dal momento in cui venivano chiamati a concorrere per il misterioso premio di Eterium, una competizione apparentemente poco pericolosa, ma tant'è, questa era l'atmosfera che si percepiva; con "l'acropoli delle ombre", invece, il tono è epico, l'atmosfera più cupa, ed il pericolo imminente e devastante crea ansia, complice anche i doppi giochi e i tradimenti cui assiste il lettore, spettatore impotente che si strugge per quegli eroi sperando che si accorgano il prima possibile della verità celata sotto i loro occhi... o almeno, io mi rammaricavo parecchio! :P


A questo punto parliamo dei Prodigium: a un anno dal loro incontro nella (da me soprannominata) "isola felice", sono tornati nella frenetica, ambigua, e corrotta Synapsis; ognuno ha ripreso le proprie vite, separatamente, e ci soprenderemo nel vedere che dopotutto le cose non sono poi così cambiate dopo quei sei mesi lontani dalla realtà quotidiana, o meglio, sembra proprio che il cambiamento sia in peggio. La drammaticità delle vicende dei quattro ragazzi, straordinariamente dotati ma incredibilmente umani nelle loro debolezze e nella condizione inevitabile dell'essere adolescenti (devono ancora maturare, pure se sono supereroi), fonda le radici in tematiche fortemente attuali, reali, pure se si tratta di un fantasy (il che mi entusiasma, visto che piace anche a me scrivere di storie fantasiose che abbiano riscontri nella realtà quotidiana); quindi si narra di alcolismo, violenza sessuale, solitudine, incomprensioni tra genitori e figli... tuttavia ciò che mi ha più colpito in questo romanzo, è la violenza psicologica che i nostri dovranno subire, assieme all'intera Congrega, vittime di tradimenti più o meno prevedibili, ma che riescono comunque a sorprendere con delle rivelazioni inaspettate sul finale.


Son partita con i Prodigium, ma in realtà il romanzo si apre con l'introduzione di un nuovo personaggio, la piccola Ayon, una bambina dal passato misterioso costretta a fuggire dall'Acropolii delle ombre: davvero una bella introduzione, ed Ayon rappresenta il jolly in tutti i sensi; è piacevole leggere di questa bambina, simbolo di purezza e innocenza, nonché vulnerabilità... fino a prova contraria.


Brevi note a proposito degli altri personaggi: ho amato gli sviluppi di Sarnèsh e la rivelazione finale di Dedalus, mentre Iugho mi ha lasciata un po' perplessa; magica e suggestiva la narrazione in prima persona nel passato della Magistra... indimenticabile; Arden è così ambiguo... ho faticato nel capirlo, ma credo fosse l'intento dell'autore (ero immedesimata in Alyssa a quanto pare!); Ravnakor mi ha un po' deluso, lo credevo più intelligente invece è solamente un pazzo, mentre è molto più tosta (e furba, quindi pericolosa) Lady Naeel, ed è questo il tipo di "cattivo" che mi piace identificare come il vero antagonista.


A proposito di Lady Naeel vorrei fare una considerazione sull'epilogo: mentre leggevo avevo la sensazione di averle già "viste" quelle scene, e infatti, rullo di tamburi, interi paragrafi sono presi da "Anobium", il racconto di Falconi in "Sanctuary" (ho confrontato le pagine, cosa ancora più comoda visto che ho questa copia in edizione limitata)! Ho apprezzato questo giochetto di auto-citazioni; anche quando leggevo di Lady Naeel, verso la metà del libro, cammuffata nella vecchietta mendicante, mi ero ricordata dell'altra protagonista in quel racconto, ma non credevo fosse una scelta voluta! In effetti anche Synapsis mi dava un po' l'idea d'essere la città di Sanctuary visto il male che l'avvolge, così come questi esseri speciali costretti a nascondersi.


Concludendo questa lunga recensione, credevo che "l'acropoli delle ombre" fosse l'ultimo capitolo della saga appunto per il luogo in cui si svolge, ma per fortuna non è così: credo fermamente che i Prodigium abbiano ancora altro da raccontare, non mi dispiacerebbe che varcassero i confini della trilogia, poi con quel finale aperto, come si fa a resistere?  Mi riservo un piccolo appello: quelle splendide creature mitologiche, semplicemente a parlarne mi han fatto sognare, quindi è gradito un loro ritorno nel prossimo episodio! :) E quasi dimenticavo: evviva! Il mio prodigium preferito, Ryan, ha assunto un ruolo più importante, anzi, fondamentale!


Aquesto punto è palese dire che questa saga continuerò a seguirla con interesse, visto quanto mi coinvolge.
Complimenti all'autore!

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