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domenica 29 marzo 2020

BlogTour: "Non ti Perdere" di Giada Fariseo (Lettere Animate) - 3°Tappa: Leggende Giapponesi



Carissimi astronauti, buona domenica!
come state trascorrendo questa quarantena forzata?
Oggi vi propongo di passare un po' di tempo con la tappa del BlogTour dedicato al romanzo "Non ti Perdere" di Giada Fariseo (Lettere Animate) a tema Leggende Giapponesi *__*
Prima di procedere con lo speciale, diamo uno sguardo al libro.




Titolo: Non ti Perdere
Autore: Giada Fariseo
Editore: Lettere Animate
Genere: Narrativa per ragazzi
Data di uscita: 24 Luglio 2019
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 414
ISBN: 978-8871125398
Prezzo: € 14,99 cartaceo / € 3,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Tea è una studentessa-lavoratrice prossima alla laurea, con le idee ben chiare su ciò che vuole, o almeno così sembrerebbe. Ancora non sa che la sua vita sta per essere travolta da una serie di avvenimenti e dall’incontro con due ragazzi che, in modi diversi, risveglieranno il suo lato più istintivo. Intanto il destino le offre un’occasione irripetibile: un viaggio Oltreoceano per completare la sua tesi sui relocation centers americani. La sua storia andrà ben presto a intrecciarsi a quella di una famiglia di nisei e al dramma da loro vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Tea aggiungerà quindi ai propri un nuovo obiettivo, il più importante: trovare risposte a un dubbio durato decenni, cercando di non perdersi dentro un finale tutt’altro che scontato.


Speciale 3° Tappa:
Leggende Giapponesi
(I testi sono direttamente estratti dal libro!)


Il Filo Rosso del Destino


"Un’antica leggenda giapponese narra come ognuno di noi sia indissolubilmente legato alla propria anima gemella da un invisibile filo rosso, annodato intorno al mignolo della mano sinistra.
Il suo scopo è quello di tenere unite due persone destinate a incontrarsi e a stare insieme per sempre e, per farlo, deve essere molto lungo e soprattutto indistruttibile.
Molto spesso accade che proprio a causa della sua lunghezza il filo si aggrovigli creando strani intrecci impedendo alle due anime di ricongiungersi facilmente.
Ma proprio qui viene il bello: contrariamente a ciò che potrebbe sembrare a un primo sguardo, ogni groviglio che verrà sciolto sarà il superamento di un ostacolo e servirà per rafforzare quel legame profondo che lega le due anime per sempre."


La Leggenda della Via Lattea


"Anticamente sulle sponde del fiume Celeste, ossia la Via Lattea, viveva il sovrano di tutti gli dèi e imperatore del cielo, Tentei, la cui figlia, Orihime, passava le giornate a tessere e cucire stoffe e vestiti regali per le divinità. Lavorava talmente tanto che non aveva neppure il tempo di pensare a se stessa e ai propri interessi.
Giunta all’età adulta, però, il padre le scelse un marito: era un giovane, mandriano, di nome Hikoboshi, anch’egli un gran lavoratore, la cui attività consisteva nel far pascolare buoi attraverso le sponde del Fiume Celeste.
Per i due giovani fu amore a prima vista.
Ed erano talmente felici che, presi dall’amore e dalla passione, trascorrevano ogni giornata insieme, dimenticandosi di tutto il resto, anche dei loro doveri.
Di conseguenza, Orihime e Hikoboshi furono separati da Tentei ai due lati del Fiume Celeste e costretti a tornare ai loro doveri.
La principessa era disperata, non poteva vivere senza il suo amato e continuava a piangere ininterrottamente.
Tentei, commosso dalle lacrime della figlia, consentì allora che i due si potessero incontrare, ma solamente una volta l’anno, il settimo giorno del settimo mese.
Da allora, uno stormo di gazze giunge ogni anno in quel giorno, creando un ponte con le proprie ali, cosicchè Orihime possa attraversare il Fiume Celeste e riabbracciare il suo tanto amato Hikoboshi.
Da qui nasce la festa chiamata Tanabata, “la settima notte”, si celebra ogni sette luglio. È una dei gosekku, le cinque festività maggiori dell’anno.
I giapponesi si riversano nelle strade illuminate dalle luci degli zen-washi, le tipiche lampade di carta arricchite da diverse decorazioni simboliche, indossando il tradizionale yukata.
Le strade sono decorate di tazaku, le strisce di carta intrecciati da Orihime.
Su di essi vengono scritte preghiere e desideri rivolti alle stelle protagoniste della festa e successivamente legati ai rami di bambù. In particolare sono attratti da questa usanza i più giovani, che chiedono fortuna in amore, nello studio… "


Leggenda della Farfalla Bianca


"Un vecchio di nome Takahama viveva in una casetta dietro a un cimitero.
I vicini lo apprezzavano anche se ritenevano che fosse un uomo strano, dal momento che nessuno l’aveva mai visto con una donna.
Un’estate Takahama stava così male che invitò sua sorella con suo figlio a venirlo a trovare per rendergli gli ultimi giorni di vita più facili.
Un giorno, mentre lo osservavano dormire, dalla finestra entrò una farfalla bianca e si fermò sul suo cuscino.
Madre e figlio tentarono di allontanarla, ma la farfalla continuò a tornare inesorabilmente.
Quando la farfalla uscì dalla stanza per l’ultima volta, il nipote di Takahama decise di seguirla.
Il ragazzo vide che la farfalla puntava dritto verso una tomba.
Volò brevemente intorno alla lapide e improvvisamente scomparve.
Il giovane allora corse al sepolcro e lo fissò da tutti i lati e notò un foglio bianco su cui era scritto il nome “Akiko”.
Il giovane tornò a casa e disse alla madre ciò che aveva visto.
Nel frattempo Takahama morì. Quando la madre sentì quello che era successo, il suo cuore si riempì di gioia.
“Akiko”, mormorò. “Quando era giovane tuo zio era fidanzato con una bella ragazza di nome Akiko. Pochi giorni prima del matrimonio, lei si ammalò e morì.
Il giorno del suo funerale, Takahama giurò che non avrebbe più guardato altre donne e fino alla fine della sua vita avrebbe vissuto vicino alla sua tomba per prendersi cura di lei”. In tutti quegli anni aveva mantenuto la promessa.
Ogni giorno si recava sulla sua tomba e le portava dei fiori.
Negli ultimi momenti della sua vita non era più in grado di mantenere la sua promessa, allora Akiko era andata da lui. Quella farfalla bianca in realtà era la sua anima."





Cosa ne pensate di questo libro?
Lo speciale vi ha incuriosito?
Quale leggenda vi affascina di più?
Fatemi sapere nei commenti!


mercoledì 22 luglio 2015

RiminiComix 2015!

Buonasera, cari astronauti!

Oggi ho in serbo per voi un piccolo reportage, perché questo weekend sono stata al RiminiComix!
Visito questa fiera abitualmente dal 2011 (eh grazie, io a Rimini ci vivo XD), ma a parte qualche album sul mio profilo Facebook non l'avevo mai trattata qui... ebbene, è arrivato il momento di farlo, perché RiminiComix sta diventando sempre più grande e degno di nota; sul serio, quest'anno mi ha sorpreso, ed è la prima volta che in una serata non sono riuscita a vedere tutti i padiglioni (di solito ci facevo 2/3 giri)!

Il manifesto 2015

Per chi non lo sapesse, il RiminiComix è il primo e unico evento dedicato a fumetti e videogiochi a ingresso gratuito, aperto dalle 17 a mezzanotte (sabato è stato aperto fino all'una *__*), che si svolge a Rimini, zona Marina Centro, in Piazza Federico Fellini, davanti al Grand Hotel e alle spalle della Fontana dei Quattro Cavalli. 
Questa XIX edizione ha visto la mostra mercato espandersi fino a 2.500 metri quadrati, e programmata all'interno del maxi evento Cartoon Club (XXXI edizione) ha presentato oltre 250 cortometraggi animati e contato un centinaio di ospiti italiani e internazionali fra autori, disegnatori, sceneggiatori, scrittori e produttori. 
Un'edizione da record, perché nel corso dell'evento (dal 13 al 19 luglio) sono state contate 90mila presenze, con oltre 5000 cosplayer giunti a Rimini per la Cosplay Convention.


Uno dei padiglioni

Già dall'anno scorso erano aumentati i padiglioni, ma quest'anno è stato aggiunto il "Palacartoon" (un luogo chiuso, e non più un palco all'aperto, probabilmente per prevenire situazioni di emergenza come la forte pioggia dell'anno scorso - anche se quest'anno non piove mai) per ospitare le gare di cosplay, i concerti, i disegnatori, i dj set, e gli eventi di punta come il concerto di Cristina D’Avena e l’anteprima della nuova serie di Lupin III con la visione di alcune immagini e la nuova sigla, con i doppiatori Alessandra Korompay e Stefano Onofri come ospiti.


Jappo music!

Riguardo alla mia personale esperienza, diversamente dalle precedenti edizioni, quest'anno (come l'anno scorso) non avevo preparato un cosplay: da almeno 3 anni desideravo realizzare il cosplay di Daenerys Targaryen di Game of Thrones (indovinate perché adoro *_* la madre dei draghi!) ma non ero mai riuscita a trovare quel vestitino blu, che poi avrei modificato... ma il caso ha voluto che venerdì mattina, mentre stavo uscendo col camion dalla piazza dove lavoro, ho visto un banco che vendeva questo lungo abito blu con lo spacco centrale e non ho potuto fare a meno di prenderlo! Il problema è che a un giorno dal mio ingresso al RiminiComix non avevo preparato altro, a parte i leggins e gli stivali che potevo riciclare per l'occasione... 
Combinazione, nel pomeriggio mi viene in mente di andare a cercare nel negozio di abiti in maschera vicino a casa mia (mai entrata prima di allora) e ho visto dalla vetrina che aveva anche le parrucche, ma il negozio era chiuso; non mi sono data per vinta e ho telefonato al numero per le urgenze rimediando un appuntamento per le 8 di mattina di sabato! Sabato mi trovo questa parrucca bionda molto simile ai capelli della Khaleesi: che fortuna! *__* Alle 11 circa mi sono messa al lavoro di taglia e cuci sull'abito, ma l'operazione si è rivelata più complicata del previsto finché sono arrivata alle 13 che non sapevo più cosa fare: colpa di quel colletto ampio e drappeggiato da trasformare in una scollatura a "v"! In panico, ho chiamato subito i soccorsi: la mia nonna sarta! Alle 18 il mio abito era finalmente pronto grazie al suo ingegno e alle sue abili manine *__* (nel frattempo io ho sistemato i capelli della parrucca XD)
Finalmente, sono riuscita a vestire i panni di una delle mie eroine preferite! :D

Il mio cosplay di Daenerys Targaryen!

Sabato sera io, mio marito e una coppia di amici abbiamo girato per i padiglioni, fatto acquisti e assistito al concerto di Cristina D'Avena, ma siccome queste fiere sono anche l'occasione giusta per ricevere visite nel mio Nintendo 3DS (attraverso la funzione Street Pass si ottengono pezzi di puzzle, eroi per il GDR e altre chicche che una maniaca del collezionismo nonchè nerd come me non si può perdere XD), io e mio marito abbiam pensato di tornare anche domenica sera; mi doveva anche delle foto, visto che non me ne aveva fatte (capricciosa mode: off)! Come scrivevo all'inizio di questo post, sabato non eravamo riusciti neanche a vedere tutte le corsie dei padiglioni...
Domenica sera abbiamo concluso il nostro giro, dopodiché siamo andati al porto a fare qualche scatto sulla sabbia.
In questi 2 giorni siamo stati al RiminiComix solo per 3 ore ciascuno, eppure vi garantisco che è stato intenso e divertente!
Ora vi mostro i miei trofei/ricordi di quest'anno: 




1) La berretta di Totoro (la volevo da anniiiiii *__*)
2) Un quadretto realizzato dal "Cagliostrino" di Serena Pieruccini (un bel pensiero da appendere in casa, io che sto sempre a metà tra la fantasia e la realtà!)
3) Un piccolo asciugamano di Totoro morbidissimo da aggiungere al mio bagno, visto che ho già il porta carta-igienica di Totoro preso a Lucca diversi anni fa XD

Non mi resta che darvi appuntamento a domani con un post di segnalazione libri e... RiminiComix, ci vediamo nel 2016!

lunedì 27 ottobre 2014

Recensione: "Memorie di una Geisha" di Arthur Golden (Longanesi)


Sinossi:
Circondate da un'aura romantica e misteriosa, le geishe hanno spesso esercitato sugli occidentali un'attrazione quasi irresistibile, amplificata dalle leggende che circondano la loro esistenza. Come e perché si diventa geishe? In quale modo le fanciulle vengono istruite? Quali sono i rituali e le "abilità" da apprendere? A queste domande risponde il racconto in prima persona di una geisha, Sayuri, attraverso le complesse, affascinanti tradizioni giapponesi e l'intima essenza, il significato più profondo, nel bene e nel male della vita della geisha. E benché Sayuri racconti la sua storia con la pacata saggezza di chi ha ormai percorso gran parte della vita, la sua voce tesse una trama precisa e vivida, permettendo di entrare in un universo al contempo splendido e crudele.




Un romanzo che si finge storia vera

Avevo iniziato questo libro con le più rosee aspettative: la quarta di copertina e le sue “alette” mi avevano incuriosito, la “nota del curatore” mi aveva subito emozionato con la scelta di Sayuri di consentire la pubblicazione delle sue memorie solo dopo che sarebbe morta lei e tutte le altre persone coinvolte, poi si accenna che “fu costretta a emigrare negli Stati Uniti”, il che mi aveva subito portata a chiedere cosa mai le fosse successo... 
Cominciano i capitoli, narrati in prima persona dalla protagonista, e per me erano già lacrime: la madre gravemente malata, il padre anziano che lavora duramente per mantenere quella che è una famiglia povera che vive in una casa diroccata, ribattezzata da Sayuri, “ubriaca”. Ma queste sono solo piccolezze in confronto a ciò che accade dopo: Sayuri e sua sorella maggiore, Satsu, trascorrono una giornata nella casa del signor Tanaka, un uomo per cui Sayuri stravede, e che dalle sue parole ne intuisce l’intenzione di adottare lei e Satsu dopo la morte della madre; Sayuri non capisce perché le faccia visitare da una vecchia dai modi bruschi, ed è ancora lontana dalla verità persino quel giorno, quando egli le fa caricare su un treno per Kyoto e lì le abbandona, nelle mani di un losco figuro che non dice nulla a riguardo. 
Le aspettative deluse, l’allontanamento dalla famiglia senza nemmeno un saluto, la separazione forzata dalla sorella... tutto questo per essere venduta a un “okiya”; la casa delle geishe
Forse il signor Tanaka aveva agito pensando che fosse davvero la scelta migliore per le due sorelle, prossime a rimanere orfane, e aveva visto del potenziale negli occhi grigio-azzurri di Sayuri (come ovvio, insoliti per una giapponese), ma d’altra parte condanna la ragazza a vivere per ripagare l’okiya dell’enorme debito dovuto al suo mantenimento, dall’acquisto (anche se dovrebbe essere un investimento) alle spese per la sua istruzione; le geishe sono artiste che suonano, danzano, versano il tè e intrattengono gli uomini secondo un preciso “rituale”. 
All’inizio, Sayuri pensa solo a fuggire e a ritrovare la sorella, cosa che le costa la punizione peggiore, ossia, l’essere bandita dalla possibilità di diventare geisha, destinandosi a una vita da domestica; la povera Satsu se la passa persino peggio. Fare la domestica equivale a vivere una vita di stenti e Sayuri sembra essersi rassegnata, almeno fino al giorno in cui incontra un uomo, l’unica persona che le mostri un po’ di compassione – nell’okiya è anche bersagliata dalla perfida geisha Hatsumomo, l’unica vera geisha dell’okiya, pertanto, colei che mantiene la struttura – ossia il Presidente della Iwamura Elettrica; Sayuri, vedendolo in compagnia di una geisha, pensa che anche a lei piacerebbe intrattenere un uomo gentile e affabile come lui. Da qui, la decisione e la battaglia personale per diventare una geisha

Dovevo essere a tre quarti del libro quando mi capitò, per caso, di leggere i ringraziamenti alla fine: “Memorie di una Geisha è un romanzo e il personaggio di Sayuri e la sua storia sono frutto della mia immaginazione”; rimasi sconvolta. E’ facile che si crei un equivoco del genere quando nella trama si legge: “l’emozionante semplicità e la straordinaria immediatezza di una storia vera”, oppure, come dicevo all’inizio, quella “nota del curatore”, anche se il nome di Jakob Haarhuis, docente di storia giapponese New York University, lo avevo confrontato col nome dell’autore del libro e non capivo perché non ci fosse corrispondenza (ho controllato e ci sono cascata lo stesso!), inoltre, Sayuri non fa che menzionare date e persone come se fossero fatti reali, ma, dopotutto, basta già il termine che da il titolo al romanzo, “memorie” a trarre in inganno, perché con quella parola si pensa automaticamente che si tratti di qualcosa di vissuto. 
Forse non sarei rimasta delusa se ci fosse stato scritto “questa è un’opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti e persone e puramente casuale”, ma se non compare questa dicitura c’è un motivo: cercando su Internet ho scoperto che la geisha menzionata dall’autore nei ringraziamenti, Mineko Iwasaki, ha denunciato lo stesso per diffamazione; in questo romanzo sembra esserci un bel po’ della sua vita! Iwasaki-san sostiene anche che l’autore, con la sua opera, abbia erroneamente ritratto le geishe come delle prostitute di lusso, per cui ha pubblicato un libro, quello delle sue memorie, quelle vere: “Storia proibita di una geisha” (Newton Compton). Inutile dire che lo leggerò per avere un chiarimento sulla figura delle geishe, e per la curiosità di sapere quanto “Memorie di una geisha” abbia preso dalle pagine della sua vita.
Il fatto che su Internet abbia letto che non sono l’unica ad aver frainteso è una magra consolazione. Forse lo è piuttosto il fatto che l’abbia scoperto molto prima della fine della lettura. 
C’è da dire, però, che è scritto in prima persona, dal punto di vista di una donna, per di più, di una cultura molto diversa da quella americana, per cui, se in tanti abbiamo creduto davvero che fosse Sayuri a parlare, allora Arthur Golden è un ottimo scrittore. O meglio, ha un ottimo stile, è bravo a scrivere. Non si può dire altrettanto riguardo la storia: mi sembrava troppo lineare, troppe coincidenze perfette per essere vere tanto che dubitai che fossero create a tavolino; cosa che è realmente così.
Una cocente delusione perché mi ero affezionata a Sayuri, mi piaceva il suo modo di parlare e la sua arguzia, i buffi paragoni e le poetiche similitudini, o ancora, le massime sulla vita. Sarà forse per questa delusione generale, ma il finale non mi è piaciuto: scontato come le coincidenze nella storia di Sayuri.

In conclusione, un romanzo che si legge bene e scorre veloce, realmente piacevole da scoprire attraverso le parole della giovane Sayuri, tenendo presente, però, che le memorie sono “solo” ispirate (in parte) da una storia vera. Preso come una favola, il voto potrebbe salire di una stella in più.


Importante: ho appena notato che la sinossi del libro nella nuova edizione, pubblicata da TEA, è diversa; c'è scritto esplicitamente che è un romanzo frutto di una documentazione da parte dell'autore! 


venerdì 25 marzo 2011

I love Japan: Autori per il Giappone e non solo!

Rubrica che raggruppa tutte le notizie su di me e le mie opere; 
un viaggio sulla luna ("pianeta donna" per eccellenza) e ritorno! ;)

Come accennato qualche giorno fa, la scrittrice Lara Manni ha messo in moto una splendida iniziativa di raccolta fondi per il Paese del Sol Levante: "Autori per il Giappone".

(banner ideato da Glinda Izabel de Atelier dei libri)

L'iniziativa è aperta a tutti: autori, disegnatori, blogger, fan writer... chiunque può dare il suo contributo. 
Le opere, rigorosamente inedite, sono messe a disposizione gratuitamente; ai lettori (ma anche agli stessi autori) si chiede solo di fare una libera donazione, anche piccola, a Save the Children, perché anche pochi centesimi possono fare la differenza.

All'iniziativa hanno aderito anche i grandi nomi: Licia Troisi, Paolo Barbieri, Francesco Falconi, Cecilia Randall, e tanti altri; gli autori noti si mischiano agli esordienti, tutti insieme per una nobile causa. 
E tra questi, ci sono anch'io ^^

Desideravo dare il mio contributo al Giappone, paese che amo, e avevo mandato un sms al 4550 per donare 2 euro, ma non mi sembrava abbastanza... così quando ho trovato questa notizia in una newsletter del blog di Francesco Falconi, non ho potuto fare a meno di elaborare il mio racconto, da una trama che comunque mi era balzata in testa parecchio tempo fa.

Il mio racconto vuole essere un omaggio al Giappone in tutto e per tutto, visto che ci sono delle citazioni ad alcune opere famose; se vi va di leggerlo, s'intitola Ami: dopo verrà la bellezza, ma vi consiglio di leggere anche gli altri contributi. Personalmente, ogni giorno me ne leggo qualcuno, dando precedenza ad amici e scrittori che in qualche modo conosco: è bello essere tutti insieme, la cosa mi piace veramente tanto! :) Voglio leggerli tutti e in cambio, ovviamente devolverò qualcosa. Fate lo stesso.


 
(immagine presa da un'altra iniziativa: Pray for Japan)


E' poi notizia dell'ultim'ora che su Truefantasy mi è stata affidata una nuova rubrica di approfondimento: Jappo W (Japan World)! Qui tratterò il fantasy secondo le forme d'arte giapponese, ossia manga, anime e videogiochi. Inauguriamo con il bellissimo "Video girl Ai"!




giovedì 9 dicembre 2010

Recensioni Anime e OAV

Clicca sui titoli per visualizzare le recensioni degli Anime che ho visto
(alcune recensioni fanno parte della rubrica "Jappo W!" che curo per "TrueFantasy")


A
"Arrietty - il mondo segreto sotto il pavimento" di Hiromasa Yonebayashi

B
-

C
"la Città incantata" di Hayao Miyazaki
"Claymore" di Hiroyuki Tanaka
"Code Geass: Lelouch of the Rebellion" di Goro Taniguchi

D
-

E
"Evangelion 1.11 You are (not) alone" di Hideaki Anno
"Evangelion 2.22 You can (not) advance" di Hideaki Anno

F
"Fiocchi di cotone per Jeanie" di Shiro Ishinomori

G
-

H
"Hakushaku to Yousei (il Conte e la Fata)" di Tani Mizue

I
-

J
-

K
-

L
"Lamù la ragazza dello spazio (Urusei Yatsura)" di Rumiko Takahashi
"Laputa - Castello nel cielo" di Hayao Miyazaki
"Lovely Complex" di Aya Nakahara

M
"Maison Ikkoku (Cara dolce Kyoko)" di Rumiko Takahashi
"Metropolis" di Rintaro
"il Mio vicino Totoro" di Hayao Miyazaki
"Moby Dick 5" di Tetsuo Imazawa

N
"Nausicaä della Valle del Vento" di Hayao Miyazaki

O
-

P
"Porco rosso" di Hayao Miyazaki
"Princess Mononoke" di Hayao Miyazaki


Q
-

R
-


S
-


T
"Toradora!" regia di Tatsuyuki Nagai


U
-


V
"Vampire Knight" di Matsuri Hino


W
"Wolf Children" di Mamoru Hosoda


X
-


Y
-


Z
-



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