mercoledì 4 luglio 2012

Recensione: "Code Geass - Lelouch of the Rebellion" regia di Goro Taniguchi (Dynit)





Sotto la maschera c'è un eroe o un tiranno?

"Code Geass: Lelouch of the Rebellion" è una serie anime del 2007 creata da Ichiro Okochiregia di Goro Taniguchi, prodotta da Sunrise e celebre perché il character design è curato dalle CLAMP.
Si tratta di 50 episodi divisi in due serie da 25 episodi ciascuna (la prima si chiama "Code Geass: Lelouch of the Rebellion", la seconda è "Code Geass: Lelouch of the Rebellion R2") capaci di tenere col fiato sospeso fino all'ultimo "turno" - questo l'appellativo dei vari episodi - perché è come se il protagonista stesse giocando una partita a scacchi, dove tra duelli mentali e strategie militari, fino alla fine ci si chiederà quale sia il suo vero volto: Lelouch è un eroe o un tiranno? Ciò che lo muove, invece, sarà chiaro fin dall'inizio...

Il 10 agosto 2011, il Sacro Impero di Britannia dichiara guerra al Giappone e lo annette al suo impero rinominandolo "Area 11";gli abitanti vengono chiamati "eleven" e sono costretti a vivere nei ghetti, a differenza dei britanni che risiedono nei quartieri di prima classe. Le scene iniziali ci mostrano due bambini che fuggono dalle terre devastate dalla guerra, e sette anni dopo, rivediamo uno di questi cresciuto:Lelouch Lamperouge è uno studente del liceo Ashford, un britannico dai modi freddi che sembra non interessarsi a nulla se non alle sfide che riguardano il gioco degli scacchi, finché, di ritorno dall'ennesima vittoria, si ritrova nell'Area 11, coinvolto nello scontro tra soldati britanni e terroristi giapponesi;messo alle strette dall'esercito britanno che lo crede un eleven, interviene in suo soccorso una misteriosa ragazza dai lunghi capelli verdi, C.C., che gli dona il Geass, a suo dire, "il potere degli dei". Tramite questo potere, il ragazzo può sottomette la volontà altrui tramite contatto visivo, riesce pertanto a liberarsi dalla scomoda situazione, inoltre, si appropria di un Knightmare Frame (mecha utilizzati dall'esercito) per poi mettersi in contatto con i terroristi, dandogli istruzioni per tendere un agguato ai britanni. E' qui che scopriamo che Lelouch è in realtà il 17° principe in ordine di successione al trono di Britannia, costretto a rifugiarsi con la sorella Nunnally presso la famiglia del liceo Ashford e sotto falso cognome, perché la madre Marianne fu assassinata da un gruppo di sicari quando loro erano ancora piccoli - evento a seguito del quale Nunnally perse la vista e l'uso delle gambe - e il padre, l'Imperatore Charles, non gli rivelò mai la verità sull'accaduto. Convinto che dietro l'omicidio ci sia il coinvolgimento della famiglia reale, in primo luogo di suo padre l'imperatore, Lelouch mira a sconfiggere la Britannia, vendicando così la madre, ma soprattutto, per costruire un mondo dove la sua sorellina possa vivere felice. Col Geass, l'impresa gli sembra ora possibile: indossando la maschera di colui che si fa chiamare Zero, in testa ai ribelli giapponesi che riunisce poi nell'Ordine dei Cavalieri Neri (i giustizieri per tutti i "deboli" che si trovano in difficoltà) Lelouch decide di affrontare tutti i principi di Britannia fino ad arrivare all'imperatore. Nel corso dell'impresa, però, vediamo che Lelouch non è affatto un eroe senza macchia: agisce senza scrupoli. E' tempo, quindi, di presentare anche l'altro bambino che si vedeva nella sequenza iniziale: l'amico d'infanzia di Lelouch, Suzaku Kururugi, è un giapponese, o meglio, un eleven, diventato britanno onorario poiché ha scelto di prestare servizio nell'esercito di Britannia; egli è alla guida del Lancelot, il Knightmare Frame di ottava generazione chiamato a scontrarsi con Zero. Proprio così: dietro Zero e il Lancelot si nascondono i due che un tempo furono amici.

Intrighi politici, fantasy e fantascienza; in questo anime c'è spazio per tutto, ma sono le discussioni etiche e morali a far da padrone. Come scrivevo all'inizio, fino all'ultimo episodio non si sa veramente da che parte schierarsi: è difficile prendere posizione accanto a Lelouch, così come accanto a Suzaku, perché entrambi si spingono spesso oltre il limite, con azioni deplorevoli che nemmeno provano a giustificare; Lelouch si mantiene addirittura lucido e volge la situazione a suo favore - sembra che non gli importi di nessuno meno che Nunnally - mentre Suzaku che fa tanto il moralista e uomo d'onore, nasconde un passato che non è proprio il caso di andarne fieri. Chi rappresenta il bene e chi il male? Entrambi hanno la stessa idea di pace e giustizia, solo che adottano metodi diversi per raggiungerla: Lelouch è drastico, vuole conquistare il mondo per poi distruggerlo e ricrearlo; Suzaku è fiducioso, entra nell'esercito perché vuole cambiare Britannia dall'interno. Messi così, verrebbe da scartare subito Lelouch, ma poi lo vediamo sommerso dai dubbi,riflettere su ciò che sta facendo e preoccuparsi per Nunnally. In un discorso con Kallen, sua compagna di scuola che è anche un membro di punta dei Cavalieri Neri, Lelouch dice che occorre continuare l'impresa ad ogni costo, perché se si fermassero, le vittime sarebbero morte inutilmente; sembra essere entrato in un meccanismo dal quale non può più uscire, perciò si fa carico di responsabilità e di pesi sulla coscienza, pur ostentando un atteggiamento sicuro di sé, spesso cinico. La maschera di Zero cade - letteralmente e non - solo davanti a C.C., sua complice e fredda sostenitrice.

Lelouch non è totalmente insensibile, lo vediamo soprattutto con Nunnally, ma anche quando si tratta dell'imbranata Shirley, compagna di scuola innamorata di lui, ed Euphemia, terza principessa di Britannia, l'unica dell'Impero che è dolce e dai sani principi: gli episodi che coinvolgono le due sono i più toccanti, ma che dico... sconvolgenti! Dei colpi di scena da far accapponare la pelle, da far accelerare i battiti e da versare fiumi di lacrime; è impossibile non essere coinvolti da ciò che accade, e personalmente, sono due personaggi che adoro. Euphemia in particolare, che rispetto ai fratelli ha un potere decisionale pressoché nullo (proprio non la considerano), quando si fa finalmente coraggio per agire coi suoi nobili propositi dettati da un cuore puro che purtroppo è anche ingenuo, il risultato è spiazzante, specie considerando che l'epilogo avviene per un incidente, un "banale" incidente, tanto che se il suo intervento poteva dare l'impressione che la vicenda si sarebbe così conclusa, scatena invece una serie inaspettata di eventi dai risvolti inimmaginabili. Euphemia è un personaggio fondamentale la cui presenza coinvolge altri personaggi; persino chi l'ha incontrata solo poche volte compie delle azioni in suo nome, o in nome del suo ideale di pace. Euphemia è un'impronta marcata negli altri personaggi, nell'intera serie, e persino in noi spettatori. Trattando l'impatto emotivo, ritorno a Shirley. E' grazie alla timida compagna di scuola che il potere del Geass si fa intrigante e al tempo stesso drammatico. La sua vicenda è quella che meglio dà l'idea altalenante del giudizio che si può avere su Lelouch: prima lo si condanna, poi lo si osserva, infine lo si perdona (intenerendosi, tra l'altro). Ma la vicenda è destinata a protrarsi, perché in "Code Geass" ogni personaggio è capace di portare la storia su nuovi binari, e allora Shirley s'imbatte in Viletta dell'esercito britanno, poi inJeremiah "Orange", sempre dell'esercito, che a loro volta intrecciano i loro destini con quelli degli altri personaggi.
Elencarli tutti sarebbe un'impresa titanica, però si può dire che Nina, compagna di scuola pressoché invisibile nella prima serie, porta con sé una scoperta dalle proporzioni devastanti, mentre la già citata Kallen, una dei protagonisti principali, contribuisce a introdurre il tema razziale poiché è di sangue misto (padre britanno e madre giapponese), mentre la madre pone accento sull'inaspettato tema della droga (la "refrain" assunta dagli eleven per tornare ai giorni felici, quando non c'era persecuzione).
Un altro personaggio degno di nota è V.V., che appare nella seconda serie ma su cui non mi pronuncio perché cadrei inevitabilmente nello spoiler, e a proposito di seconda serie, il suo inizio è spiazzante, poiché al posto di Nunnally troviamo che Lelouch ha un fratello di nome Rolo; come se l'intreccio da solo non bastasse, ecco i personaggi dal carattere ambiguo! Il ragazzino è un altro di quelli enigmatici: difficile capire quali siano i suoi scopi, anche perché fortemente contraddittorio. Un'altra ambigua è C.C.: dona il Geass a Lelouch e stringe un patto con lui, ma da dove deriva questo potere, e perché lo offre proprio a Lelouch? In più, sembra che la causa del ragazzo le interessi parecchio, per questo lo aiuta, addirittura lo sostituisce nei panni di Zero; fa di tutto perché tutto proceda secondo i piani di Lelouch. Di certo, sappiamo che non è una comune umana, che è immortale, e probabilmente per questo, fredda e cinica, tuttavia ogni tanto mostra sensibilità e fragilità; C.C. non è un personaggio che arriva subito, personalmente l'ho anche detestata, poi comincia a sciogliersi dopo l'episodio in cui arriva Mao, un ragazzo a cui aveva donato il Geass prima di Lelouch, e forse è anche da qui che comincia a vedere Lelouch con uno sguardo più dolce...

Dolcezza? Francamente, poca. La maggior parte degli episodi, specie quelli iniziali, vedranno crudeltà, spietatezza e violenza; paradossalmente, le scene coi mecha sono quelle meno violente e le scene di sangue non saranno nulla in confronto alla violenza psicologica, ma, fortunatamente, abbiamo qualche siparietto scolastico che risolleva l'altrimenti pesante atmosfera dell'anime, spesso relativi alla quotidianità di questi ragazzi (Lelouch, Kallen, la presidente Milly, Shirley, Rivalz, Nina e Suzaku) alle prese con innamoramenti, gatti in fuga, feste, e altre assurde trovate della presidente per movimentare la vita del liceo. Tutto questo, però, solo nella prima serie; la seconda è più politico-strategica, con il coinvolgimento nella guerra della Federazione Cinese (con l'introduzione di personaggi come il guerriero Lin e la giovane principessina Jiang Lihua), la scalata di Lelouch che incontra l'Imperatore e trova un nuovo nemico in Schneizel, il secondo principe di Britannia, i mecha che vengono potenziati, Suzaku che ottiene un nuovo incarico, e l'introduzione a nuovi personaggi come i Knight of the Rounds (Anya e Gino) al diretto servizio dell'imperatore. Di particolare rilievo è anche la questione della Sakuradite, minerale di cui il Giappone è ricco e che trova utilizzo in campo bellico.
La serie mi ha ricordato subito "Death Note", un altro celebre anime che punta sul tema della giustizia e che vede protagonisti due ragazzi, nemici/amici, che fanno a gara tra chi è il più intelligente in una lotta mentale dove però, uno dei due può contare su di un potere soprannaturale; insomma, senza dilungarmi oltre, proprio come in "Code Geass". A differenza di "Death Note", però, il finale di "Code Geass" è essenzialmente positivo. Mi spiego meglio: entrambi i protagonisti devono farsi carico delle conseguenze del loro potere, ma se in "Death Note" Light Yagami ne aveva abusato e si era lasciato sopraffare da esso, in "Code Geass" Lelouch si mantiene lucido e la storia si conclude con una sua scelta, con la piena consapevolezza, con una strategia che fino all'ultimo fotogramma non ci sarà chiara. Dopodiché, lacrime e applausi. Indimenticabile. "Death Note" è uno dei miei manga (sottolineo manga e non anime!) preferiti, ma "Code Geass" da ora in poi gli starà accanto. Lelouch è un gran personaggio.
La fine ci lascia inoltre con dei sottintesi e una speranza, una chicca a libera interpretazione che, se riguarderete la serie un'altra volta, sono certa farà coincidere le vostre teorie.
Questo fantastico anime è distribuito da Dynit in 4 box (due per serie) di 3 dvd ciascuno, e io ho già voglia di riguardarlo anche solo per ascoltarmi la prima e l'ultima sigla!



Recensione pubblicata anche su TrueFantasy 
per la rubrica "Jappo W!"

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