lunedì 9 luglio 2018

Blogtour "I figli di Cardea" (Ulfhednar war #2) di Alessio Del Debbio - 3° Tappa: Miti e Leggende



Carissimi astronauti,
buon lunedì!
Iniziamo la settimana alla grande ospitando un evento speciale: si tratta della terza tappa del Blogtour di "I figli di Cardea", secondo volume della serie fantasy contemporaneo Ulfhednar war di Alessio Del Debbio, edita da Il Ciliegio.
Rinnovo la presentazione del libro, dopodiché vi aspetta il contenuto esclusivo della mia tappa, ossia l'approfondimento dei Miti e delle Leggende narrate nel libro!




Titolo: "I figli di Cardea" (Ulfhednar war #2)
Autore: Alessio Del Debbio
Editore: Edizioni Il Ciliegio
Genere: Fantasy contemporaneo
Data di uscita: 25 Maggio 2018
Formato: cartaceo
Pagine: 416
ISBN: 978-88-6771-544-2
Prezzo: € 19,50
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Dopo lo scontro alla Grande Quercia, gli ulfhednar del Vello d’Argento sono senza un Alfa e temono attacchi da parte dei Figli di Cardea. Daniel cerca di addestrare i nuovi membri del branco, la Dottoressa è tormentata dai fantasmi del suo passato, Dominic, infine, medita vendetta, incolpando Ascanio e Daniel della morte di sua madre.

Quando un nuovo branco invade l’Appennino, i Figli di Cardea decidono di sferrare l’attacco finale, per cancellare lupi e stregoni dalla penisola. Nel frattempo, Ascanio è scomparso…

I Figli di Cardea è il secondo capitolo della trilogia Ulfhednar War, iniziata con La guerra dei lupi.

Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando, con ritmo incalzante e colpi di scena, capitoli nel presente e altri nel passato.




L'autore:
Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste (come Con.tempo e StreetBook Magazine) e in antologie, cartacee e digitali (come I mondi del fantasy, di Limana Umanìta Edizioni, Racconti Toscani, di Historica Edizioni, Sognando, di Panesi Edizioni). I suoi ultimi libri sono Favola di una falena (Panesi Edizioni, 2016), Ulfhednar War – La guerra dei lupi (Edizioni Il Ciliegio, 2017) e Berserkr (Dark Zone edizioni, 2017).

Cura il blog “I mondi fantastici” che promuove scrittori di fantasy italiano. Scrive articoli per il portale di letteratura fantastica “Le lande incantate”. È presidente dell’associazione culturale “Nati per scrivere” che d’estate organizza la rassegna “Un libro al tramonto” – Aperitivi letterari a Viareggio, per far conoscere autori locali.


Link Utili:
Pagina Facebook “I mondi fantastici – Alessio Del Debbio”
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Twitter autore


Speciale 3° Tappa: Miti e Leggende


ULFHEDNAR
Nella mitologia nordica, gli ulfhednar erano i leggendari guerrieri lupo di Odino, i più fedeli (assieme ai berserkir) sostenitori del Dio della guerra. La Isnardi, nel saggio “I miti nordici”, li definisce “casacche di lupo” o “pellicce di lupo”, perché erano soliti indossare queste grandi pellicce con cui si coprivano anche il capo, quindi si tingevano la faccia e assumevano allucinogeni e sostanze stupefacenti. Quando questi uomini scendevano in battaglia erano come invasati, travolti dalla berserksgangr, la furia animalesca, che li spingeva a comportarsi come fossero animali, ed erano davvero convinti di esserlo.
Nella saga “Ulfhednar War”, la magia ci ha messo lo zampino, così gli ulfhednar sono diventati dei veri e propri guerrieri lupo, ossia degli uomini, abili combattenti, che possono mutare in lupo. Tale trasformazione è dovuta a un rito di comunione con la natura, compiuto da un’apposita figura: gli officianti, che uniscono uomini e lupi in un’unica entità, che abbia le capacità dell’una e dell’altra specie. Non è un rito facile, c’è un percorso da compiere e non tutti i candidati riescono a superarlo. Non tutti riescono a sopportare la prima mutazione. 
Fin dai tempi di Odino, primo officiante e primo mutaforma, accanto a ogni ulfhedinn c’è un officiante, una figura tutelare, che gli ricordi la sua natura umana e impedisca agli istinti ferini di prendere il sopravvento.


ICHOR
Nell’Antichità, l’icore era il fluido che costituiva il sangue delle creature immortali. 
Nella saga “Ulfhednar War”, l’ichor è il sangue degli ulfhednar, chiamato così proprio perché dotato di virtù miracolose; infatti aiuta i guerrieri lupo ad avere una lunga vita e a curare le loro ferite. Può anche essere usato per guarire i malati, ma non su tutti gli esseri umani funziona; c’è chi lo rifiuta, lo rigetta o addirittura potrebbe morirne.


CARDEA, FORCULUS E LIMENTINUS
Chi sono questi tre? Sono tre divinità romane, poco note (come lamenta sempre Forculus), protettrici della soglia, della casa familiare, dalle forze maligne che stavano all’esterno. Cardea, infatti, era la Dea dei cardini, Foruclus, il Dio della porta (anzi, delle porte, a voler essere precisi, in quanto era comune per i romani avere porte doppie negli edifici pubblici e nelle case patrizie) e Limentinus era il Dio della soglia (da “limen”, confine). 
Erano le divinità preposte alla difesa del focolare domestico dall’oscurità, incaricate di tenere le creature maligne fuori dalle mura di casa. 
Proprio a queste figure si sono appellati i fondatori dell’organizzazione segreta che, dai tempi di Nerone a oggi, caccia tutto ciò che è sovrannaturale, tutto ciò che è fuori dall’ordinario, tutto ciò che è diverso. L’organizzazione “I Figli di Cardea” è guidata da un triumvirato, tre figure che si fanno chiamare come le antiche divinità romane: Cardea, Forculus e Limentinus.

«Forculus, Dio della porta, membro del triumvirato, somma guida dei Figli di Cardea e tanti altri titoli che nessuno ascolta mai. Chi lo conosce, in fondo, Forculus? Non potevano scegliere, chessò, Zeus, Ade e Poseidone, quelli sì che erano nomi che incutevano timore. Io avrei scelto Ade, ti dirò, ma anche essere Zeus non mi sarebbe dispiaciuto, tirar fulmini nel culo a tutti i rompipalle sarebbe il divertimento perfetto per le giornate di pioggia».
(Estratto da “I Figli di Cardea”)


LUPARI 
Quella del luparo era, ahimè, una professione. Erano cacciatori di lupi, pagati proprio per questo. Uccidevano lupi e ricevevano mance e ricompense.
Nella saga “Ulfhednar War”, i lupari sono i cacciatori più pericolosi tra i “Figli di Cardea”, addestrati per uccidere senza perdersi in chiacchiere o esitazioni. Attualmente, i tre in circolazione si fanno chiamare Arge, Bronte e Sterope, come i Ciclopi della mitologia greca, a rimarcare la loro indiscussa superiorità su qualunque bestia incontrino nel cammino. Saranno avversari non facili da sconfiggere per Daniel e gli altri.


BENANDANTI 
Sono figure del folklore regionale italiano, in particolare del Nord-Est, della zona del Friuli.
I benandanti, o buoni camminatori, erano persone “nate con la camicia”, ossia ancora avvolte nel sacco amniotico. In seguito lo stesso sacco amniotico, o perlomeno una sua parte, veniva benedetto e cucito in un sacchettino da porre al collo del predestinato. Grazie a questa procedura, il predestinato acquistava i suoi poteri, ma il sacchetto non doveva mai essere perso altrimenti con esso se ne sarebbero andati via anche i poteri. I benandanti aiutavano le famiglie povere, davano consigli agli agricoltori, combattevano le potenze del demonio, favorendo la buona sorte e la prosperità.
Nella saga “Ulfhednar War”, la congrega dei benandanti è formata da dodici officianti, riuniti assieme per farsi forza e aiutarsi a vicenda, proteggendosi dai Figli di Cardea. Fu creata da Girolamo, uno degli allievi di Giordano Bruno, il Grande Officiante, dopo la sua morte, per riunire tutti coloro che fuggivano alla violenza del triumvirato ed è perdurata fino ai giorni nostri. Attualmente, i benandanti vivono nell’ombra nascosti a Monte Lama, nella città degli stregoni, nelle montagne attorno a Pontremoli. E nell’ombra osservano…
(alcune informazioni sui benandanti sono prese dal sito “Welcome to nocturnia”).




Cosa ne pensate di questo libro?
E dei miti e delle leggende trattate? Personalmente hanno fatto crescere la mia curiosità sul romanzo!
Ditemi la vostra nei commenti!
Intanto vi lascio i link a entrambi i volumi della serie usciti finora:




5 commenti:

  1. Quante curiosità interessanti! Sinceramente non sapevo quasi nulla di quello che hai spiegato :(

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    1. Sono felice che ti abbiano interessato! Sono anch'io appassionata di miti e leggende 😍

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  2. Adoro i miti e le leggende passate! Non conoscevo la storia dei benandanti, davvero interessante: dalle mie parti (Sardegna) si dice, invece, che chi nasce avvolto nel sacco amniotico, sarà una persona molto fortunata, ma per preservare la fortuna "la camicia" deve essere subito messa sotto terra.

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    1. Ciao Maria Grazia :)
      La pratica che hai descritto mi ricorda un po' la "lotus birth"!

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