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lunedì 12 agosto 2019

Recensione: "Le cose che non ho detto" di Azar Nafisi (Adelphi)

Cari astronauti,
quello che sto per recensire oggi è il penultimo libro che ho letto, tratto dal GDL #aTeheranConNafisi che è partito da "Leggere Lolita a Teheran" della stessa autrice, come potete leggere QUI (seguendo il link trovate tutto: la recensione del saggio + le varie tappe del GDL!)
Prima di svelarvi cosa ne penso di questa nuova lettura, vi mostro la scheda del libro.




Titolo: Le cose che non ho detto
Autore: Azar Nafisi
Editore: Adelphi
Genere: Biografia
Data di uscita di quest'edizione: 28 Agosto 2015
Pagine: 342
Formato: cartaceo
ISBN: 978-8845930164
Prezzo: € 10,20
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Innamorarsi a Teheran, guardare i Fratelli Marx a Teheran, leggere Lolita a Teheran... Così iniziava una lista di cose segrete che Azar Nafisi aveva stilato nel suo diario e che si rimproverava di aver taciuto a tutti. Molte delle altre, a tanti anni di distanza, ha deciso di raccontarle in questo libro. Che è un ritratto del padre, sindaco di Teheran all'epoca dello scià, e della madre, fra le prime donne entrate al Parlamento iraniano. È la storia dei tradimenti di lui, del mondo fantastico in cui lei a poco a poco trasforma la realtà insopportabile che la circonda, e della forzata, dolorosa connivenza dell'autrice con il padre. Ma anche e soprattutto la rivelazione di come a volte le dittature sembrino riprodurre i silenzi, i ricatti, le doppie verità su cui si regge il primo, e più perfetto, sistema totalitario: la famiglia. Chi conosce Nafisi sa già cosa troverà, qui, in ogni pagina: l'emozione di leggere sempre qualcosa di autentico e temerario. Qualcosa che arriva dalle strade e dai giardini di Teheran come dalle pagine di Firdusi o dei grandi cantastorie persiani. E ci riguarda molto da vicino.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


"Le cose che non ho detto" è il libro a cui io e le altre lettrici del gruppo di lettura #aTeheranConNafisi abbiamo deciso di dedicarci dopo il saggio "Leggere Lolita a Teheran". Pensavamo che questa nuova lettura avrebbe approfondito il quadro su Teheran, sulla rivoluzione e la ribellione intellettuale dell'autrice, invece ci siamo trovate di fronte a un'autobiografia che riguarda principalmente (ed essenzialmente) la storia della sua famiglia, del suo rapporto complice col padre e conflittuale con la madre.
A partire dall'infanzia pre-rivoluzione alla perdita di entrambi i genitori, i fatti storici sono brevi cenni, nel limite del coinvolgimento che questi hanno nelle vite della famiglia Nafisi: il padre che diventa sindaco di Teheran e che durante la rivoluzione islamica viene incastrato e arrestato; la madre che entra in parlamento per poi esserne cacciata durante la rivoluzione, che come sappiamo è opprimente nei confronti delle donne.

Nel parlare dei suoi genitori, Azar etichetta subito la madre come dispotica e parla di lei con un certo rancore, mentre risalta subito le qualità e il debole che ha per il padre, tanto che sembra giustificarlo per le sue varie simpatie femminili. Azar "lava i panni sporchi in pubblico" senza addolcire il suo giudizio; raramente assistiamo a un suo tentativo di entrare in empatia con questa madre dal carattere difficile e complesso, mentre col padre si scioglie facilmente. Questo suo essere estremamente di parte ha fatto sì che la quasi totalità del nostro gruppo la condannasse, tranne me e un'altra lettrice che abbiamo provato a capire una Azar nascosta, un'altra che ancora tace certe cose e che aspetta la fine per rivelarcele. Come in effetti avviene.

È inevitabile tentare di tracciare un profilo psicologico di questi protagonisti, e ritengo che la madre sia un "personaggio" davvero interessante, ed è rapportandolo col padre che anche quest'ultimo acquista spessore, altrimenti, concedetemelo, sarebbe piatto (in base al ritratto di Azar). Lui è quello che le trasmette la passione per le storie e per i libri (noi stesse ci siamo incuriosite su "Il libro dei re" di Firdusi e una l'ha persino comprato, in inglese!), quello che tiene diari dove si confessa, ma la madre è un vero mistero! Sembra vivere nel passato, in quello dove ballava e si era appena sposata col primo marito; rimasta vedova in giovane età, nonostante un nuovo compagno e due figli sembra che la sua felicità sia morta lo stesso giorno che ha perso il suo primo vero amore.

Qual'è il senso di questo libro?
Ce lo siamo chiesto durante tutta la lettura: se tratta superficialmente la storia dell'Iran, se Azar si mostra trattenuta e sorvola persino sui fatti personali come il secondo matrimonio e la nascita dei figli, è corretto ritenerlo un'autobiografia?
Io credo (e non sono la sola) che il fine di questo libro fosse terapeutico, ma l'esperienza dell'autrice può essere utile anche al lettore, dopotutto.

Questo libro parla d'amore: di quello perduto dalla madre, di quello che continuamente il padre cerca in altre donne, di quello di Azar così evidente per il padre, e così disperatamente bisognoso nei confronti della madre. Oltre al rancore, infatti, Azar sembra avere anche dei rimorsi, e in certi momenti l'ho guardata con tenerezza, non più come l'autorevole e rispettosissima prof, ma come una bambina, una ragazza, una donna, fragile e insicura.
Quel che emerge alla fine del libro è che "Le cose che non ho detto" si riferisce al silenzio che Azar ha riservato alla propria madre e che riguardano i sentimenti. Detto ciò, il libro insegna a non aspettare che siano gli altri a fare il primo passo verso di noi: se amiamo, diciamolo. Se desideriamo l'amore di un'altra persona, facciamoglielo sapere. Allora, forse, qualcosa in quella direzione si muoverà, ma se ciò non accade, in fondo non importa. Peggio è trattenersi e passare il resto della vita col dubbio che poteva bastare una parola per dare e ricevere quell'amore segretamente atteso.
Questa volta la prof. Nafisi ci ha insegnato qualcosa che va oltre la letteratura e i libri.




Le nostre paure, le nostre personali emozioni, se taciute diventano più forti, continuano a ferire. Se vogliamo mandarle via, dobbiamo esprimerle, e per farlo dobbiamo prima riconoscerle. Io riuscivo a parlare delle
ingiustizie politiche, e a contrastarle, ma non riuscivo a parlare di quanto mi era
capitato in quel giardino.




Scorrevole come un diario, consiglio questo libro a chi già conosce l'autrice e vuole approfondire la sua personalità, le difficoltà che l'hanno resa quel che oggi è. Perché se vediamo una famiglia ricca, acculturata e relativamente celebre, non è detto che sia felice come la famiglia della pubblicità del mulino bianco.
Ciò che davvero rende ricchi è l'amore.
L'amore dei nostri genitori per noi.


Il voto di Universi Incantati:




Cosa ne pensate, carissimi?
Avete letto questo libro o pensate di farlo?
Fatemi sapere nei commenti!



domenica 6 maggio 2018

Segnalazione Biografia: "Blade Runner 1971: Il Prequel" di Tessa B. Dick (Il Terebinto Edizioni)

Cari astronauti,
buona domenica!
Anche oggi ho una segnalazione interessante per voi :)

Rubrica dedicata alle segnalazioni
di autori emergenti e case editrici
(per la tua segnalazione, scrivimi)

Se siete dei fan di Philip Dick e di Blade Runner (o per meglio dire "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" dal titolo originale dell'opera) non potete di certo perdervi il volume di Tessa B. Dick, autrice USA e quinta moglie del celebre autore di fantascienza. Un libro che svela aspetti inediti della sua biografia strettamente connessi all'attività di scrittore. Il volume è inoltre arricchito da foto inedite e da una appendice documentaria.




Titolo: Blade Runner 1971: Il Prequel
Autrice: Tessa B. Dick
Editore: Il Terebinto Edizioni
Genere: Biografia
Data di uscita: 9 Marzo 2018
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 107
ISBN: 978-8897489535
Prezzo: € 12,00 cartaceo / € 3,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Prego, accomodatevi e prendete un bicchiere di vino o un caffè mentre fate salotto con Philip Dick, lʼautore di Blade Runner, La svastica sul sole, Total Recall e tanti altri romanzi e racconti.

Ascoltatelo discutere della sua monumentale Esegesi, e simpatizzate con lui mentre vi racconta dellʼinvasione di casa sua il 17 novembre 1971.

Scoprite le sue visioni mistiche, i suoi approfondimenti su temi religiosi e filosofici. Questo libro ricostruisce alcune delle più affascinanti conversazioni avvenute tra amici, come le ricorda sua moglie Tessa.



L'autrice:
Scrive racconti, articoli e poesia fin dai tempi del liceo. Ha un master alla Chapman University, dove ha insegnato Inglese e Comunicazione per dodici anni, prima di ritirarsi in una piccola comunità montana dove dedica tutto il tempo e le energie alla scrittura. I suoi libri sono ampiamente disponibili online. Il Terebinto Edizioni ha anche pubblicato la versione inglese col titolo Conversations with Philip K. Dick.




Cosa ne pensate, carissimi? 
Siete dei fan di Dick? Quale sua opera avete letto?
Fatemi sapere nei commenti!




lunedì 14 novembre 2016

Segnalazione biografia: "I Beatles dopo i Beatles" di Luca Perasi (L.I.L.Y. Publishing)

Cari astronauti,
buon inizio settimana!
Il cielo è nuvoloso anche oggi, ma ciò non mi ha impedito di riuscire a scorgere un nuovo libro! Vi giro dunque la segnalazione ;)

Rubrica dedicata alle segnalazioni
di autori emergenti e case editrici
(per la tua segnalazione, scrivimi)

Si tratta della biografia di una delle più grandi ban della storia discografica inglese: i Beatles!
Questo libro, però, si focalizza sulle carriere soliste intraprese da ognuno dopo la rottura.




Titolo: I Beatles dopo i Beatles. Le carriere soliste di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr (1970-1980)
Autore: Luca Perasi
Editore: L.I.L.Y. Publishing
Genere: Biografia
Data di uscita: 15 settembre 2016
Pagine: 548
Formato: cartaceo
ISBN: 9788890912245
Prezzo: 24,90 € cartaceo
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
I Beatles dopo i Beatles ripercorre la storia delle carriere soliste di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr: dai primi esperimenti solisti tra il 1966 e il 1969, passando attraverso gli anni Settanta, per arrivare alla scomparsa di Lennon. Corredato da foto del catalogo Getty Images, il volume racconta le carriere dei quattro, con informazioni rare e inedite ed è arricchito da una “discografia commentata”, con le schede di tutti i dischi dal 1968 al 1980. Le storie dietro le canzoni, le recensioni dell’epoca, i concerti, le diatribe per la Apple, il mito incrollabile del loro passato che non li abbandona mai: un “reference book” dal taglio storico per ripercorrere un decennio nel quale gli ex-Beatles declinano il proprio linguaggio musicale in una grande varietà di forme, riconfermandosi maestri dell’arte della canzone popolare.
Da “All Things Must Pass” a “Beaucoups of Blues”, da “Mc Cartney” e “Ram” a “John Lennon/Plastic Ono Band” agli album seguenti, un viaggio fra i lavori solisti dei Quattro ormai liberi dall’ingombrante fardello del nome di “Beatles”.

"Dall’autore dell’imprescindibile (per gli estimatori del bassista) Paul McCartney: Recording Sessions ecco una nuova opera, I Beatles dopo i Beatles, che già si candida a diventare un punto di riferimento e un reference book per chiunque sia interessato ai Beatles. La formula scelta da Perasi è quella dello storico della musica."
Franco Zanetti – Rockol it

"Il libro di Perasi risulta essenziale nell’analisi delle carriere da solisti dei Quattro non solo dopo lo scioglimento ma anche prima. Molti aneddoti interessanti e ricostruzioni accurate. Un must per tutti i Beatlesiani e non."
Piero Tarantola - Buscadero

"Un approfondimento sulle carriere soliste dei Beatles non è cosa nuova; rispetto alle altre opere  pubblicate in Italia sui quattro post 1970, I Beatles dopo I Beatles però ha qualcosa in più.  È un libro dalla ricerca rigorosa e dettagliata e con un approccio dal respiro internazionale."
Donato Zoppo – Rockerilla


L'autore:
Luca Perasi (Milano, 1969) ama i Beatles e scrive di musica su Rockol.it e Classic Rock. Nel 2013 ha pubblicato Paul McCartney: “Recording Sessions (1969-2013)” il primo libro in lingua inglese dedicato alle canzoni della carriera solista di Paul McCartney, con oltre settanta interviste a collaboratori dell’ex-Beatle. Il volume si è guadagnato una citazione da parte di Paul Du Noyer, una delle penne più stimate del giornalismo musicale britannico, nel libro “Conversations with McCartney”. Il suo nuovo libro “I Beatles dopo i Beatles” racconta le carriere di John, Paul, George e Ringo nel decennio dopo lo scioglimento del gruppo più amato di tutti i tempi.




Se siete fan di questo indimenticabile gruppo non potete perdervi questo libro!
A me è anche voglia di ascoltare qualche canzone... ma sono tante, anzi, troppe, quelle che mi piacciono! Vi confesso che tra i quattro il mio preferito è John Lennon; e il vostro qual'è?
E cosa ne pensate di questo libro?





martedì 22 dicembre 2015

Segnalazione biografia "Ivan Graziani. Il primo Cantautore Rock" di Paolo Talanca (Crac Edizioni)

Cari astronauti,
continuano a pervenirmi comunicati stampa davvero interessanti! Questa volta uniamo due passioni: i libri e la musica...

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di autori emergenti e case editrici
(per la tua segnalazione, scrivimi)

Come evince dal titolo, il libro che sto per presentarvi è la biografia di uno dei più importanti cantautori italiani. Un interessante libro che scopre la personalità nascosta dello “zingaro” della chitarra.




Titolo: Ivan Graziani. Il primo Cantautore Rock
Autore: Paolo Talanca
Editore: Crac Edizioni
Genere: biografia
Anno di pubblicazione: 2015
ISBN: 978-88-97389-27-9
Pagine:  90
Prezzo: 12 €    


Prefazione di Andrea Scanzi:
«E’ difficile immaginare un percorso più fiammeggiante di quello di Ivan Graziani. Nella metà dei Settanta, ascoltando chissà quali muse (e a molte dava del “tu”), seppe trovare la ricetta perfetta per coniugare cantautorato e rock. Nessuno lo conosceva, se non - per vie diverse e traverse – Edoardo Bennato in quegli anni.
Troppo bravo e troppo avanti, Ivan Graziani attende ancora uno sdoganamento definitivo. In attesa che ciò accada, fa bene come un balsamo questo libro di Paolo Talanca, uno degli osservatori più acuti della canzone italiana. Talanca è abruzzese come Ivan, e probabilmente non poteva essere altrimenti. Firma dai gusti solitamente classici, l’autore fornisce qui una ricognizione rapida e mai banale di un artista senz’altro eretico: prima musicista e poi paroliere, sempre chitarrista virtuoso (di quel virtuosismo mai fine a se stesso) e disegnatore non etichettabile.
Racconta l’amicizia con Lucio Battisti (tra i primi a puntare su di lui) e al contempo la fatica nel sentire il dovere di somigliare a quell’esempio: Ivan voleva bene a Lucio, lo stimava oltremodo, ma la sua storia doveva essere diversa. Meno melodica e più istintiva.
Una strada che, intuita con “I Lupi”, esplode e deflagra con “Pigro” e “Agnese dolce Agnese”. Due dischi perfetti, che tutti dovrebbero avere e che Talanca racconta con trasporto papabile ma mai agiografico: le pagine su “Fuoco sulla collina”, brano di una bellezza straziante e debordante, sono pagine di cui si sentiva il bisogno. Da anni, anzi da decenni.
Graziani è stato, -tra le molte cose- un dannunziano rivoluzionario. Era guidato da un moto perpetuo che lo portava avanti rispetto al tempo in cui viveva. La sua discografia è intrisa di trame cinematografiche, aperture visionarie, ritratti immortali e “capelli fermi come il lago” … quanta bellezza in cinque parole…!!! »

Sinossi:
«Di cosa parla questo libro? A settant’anni esatti dalla sua nascita, parla dell’assoluta unicità di Ivan Graziani come cantautore rock, che negli anni Settanta ‘inventa’ uno stile di scrittura e un linguaggio per la canzone come nessuno aveva fatto prima. Parte dagli anni Sessanta, dalla musica che c’era intorno a Ivan e dai suoi primi passi, e arriva ad analizzare il momento in cui Ivan stesso comprende come scrivere i brani, quale stile usare per dire al meglio le cose che aveva da dire, nella forma artistica ‘canzone’ che gli era più congeniale. Il periodo cruciale è la fine degli anni Settanta, il momento di svolta nello stile verso un modo di scrivere unico e, dunque, d’autore. Certamente non parla solo dei brani più famosi: Agnese, Lugano addio, Firenze. O, meglio, li mette da parte, perché considerarli l’apice artistico di Ivan Graziani – come probabilmente è giusto fare, soprattutto per Lugano addio – farebbe trascurare il suo merito principale: aver compreso come unire al meglio la forza del genere ‘rock’ con quello del genere ‘canzone d’autore’. Sotto questo punto di vista, brani come –Pigro- o -Fuoco sulla Collina- restituiscono molto meglio di altri la grandezza di un autore che era un fiume artistico in perpetuo moto, che puntava all’autenticità – con tutto l’armamentario etimologico e di senso che questa parola comporta –, che non si fidava mai di forme o verità acquisite ma cercava sempre di stupire, cercava l’originalità e, così facendo, cercava una strada propria.»

L'autore:
Paolo Talanca (Pescara, 1979) è critico musicale, scrittore e saggista, blogger e articolista de Il Fatto Quotidiano e direttore di redazione del Premio Lunezia. Fa parte della giuria che assegna le Targhe Tenco e da anni si occupa di canzone italiana, con particolare approfondimento sulla canzone d’autore.
Ha all’attivo diverse pubblicazioni di articoli su rivista e di libri, tra cui “Immagini e poesia nei cantautori contemporanei” (Bastogi, 2006), Cantautori novissimi. Canzone d’Autore per il Terzo Millennio (Bastogi, 2008) e Vasco, il Male (Mimesis, 2012).
Attualmente sta lavorando al canone letterario della canzone d’autore italiana, nell’ambito di un dottorato di ricerca all’università “Tor Vergata” di Roma.





Sapete, cari astronauti, ho un debole per i cantautori italiani *__* In primis per Lucio Battisti (e Mogol, chiaramente ;)), poi Francesco De Gregori, Ivan Graziani e Fabrizio De André. Riguardo i contemporanei, sono una fan di Tiziano Ferro, che seguo dal 2001.
E siccome ho questo amore per la musica italiana d'autore, non posso che concludere questo post con una delle mie canzoni preferite di Ivan Graziani.
Buon ascolto :)



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