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lunedì 29 settembre 2025

Recensione "Piccolo Mondo: l'Avventura nel Prato" di L.G. Hermit - Formazione Fantasy Young Adult ambientalista

Carissimi astronauti,
oggi vi parlo di un romanzo che mi ha dato molto su cui scrivere, talmente mi ha trasmesso e arricchita. Un romanzo che è decisamente nelle mie corde, soprattutto perché contiene il tema della trasformazione, delle doppie dimensioni e contiene tratti filosofici!

Piccolo Mondo: l'Avventura nel Prato di L.G. Hermit Recensione Formazione Fantasy Young Adult
Recensione "Piccolo Mondo: l'Avventura nel Prato" di L.G. Hermit


Titolo: Piccolo Mondo: l'Avventura nel Prato
Autore: L.G. Hermit
Editore: Self Publishing
Genere: Formazione Fantasy young adult ambientalista
Data di uscita: 27 Novembre 2024
Pagine: 298
ISBN: 979-8281844116
Formato: cartaceo ed ebook
Prezzo: € 15,90 / € 2,99
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Susy ha tredici anni, ama la natura e sta realizzando il suo primo documentario sugli insetti.
Questi hobby, però, non suscitano l’interesse dei compagni di scuola, che finiscono per escluderla e farla sentire incompresa.
Dopo una giornata andata storta, la vita della bambina cambia… letteralmente! Quando si sveglia trasformata in formica dovrà darsi da fare per tenere testa al Sergente Capo del plotone e proteggere il formicaio, la sua nuova casa. Aiutata dal compagno Selvyn e da altri insetti, Susy instaurerà delle nuove amicizie in grado di farla crescere e donarle degli importanti insegnamenti di vita.

“Piccolo Mondo: L’Avventura nel Prato” fa riscoprire nei piccoli e grandi lettori il valore dei sentimenti e dei legami affettivi, l’importanza delle responsabilità e della comunicazione con gli altri.



Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati



"Piccolo mondo: l'avventura nel prato" di L.G. Hermit è un romanzo di formazione fantasy che vede protagonista Susy, una studentessa delle scuole medie, che si ritrova catapultata nel piccolo mondo degli insetti, subendo la trasformazione fisica in... formica!


Pur ricordandomi film anni '90 come "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi" od opere d'animazione come "Ferngully" e "Z la formica", il romanzo riesce a distinguersi perché, oltre alle tematiche dell'ambiente, dell'ecologia e dell'amicizia, si focalizza sul bullismo, sul senso del gruppo e sull'accettare la propria individualità/diversità.


Le parti dove emergono questi temi sono quelle che più di tutte mi hanno colpito
La protagonista Susy, vittima di una bulla della scuola, poco prima di subire la trasformazione in formica aveva commesso un'azione controversa, non così grave ma nemmeno così innocente, e questa "macchia sulla coscienza" si ripresenta, come un riflesso, nella sua avventura nel prato.
È bellissimo questo
parallelismo tra le due realtà, poiché si evidenzia l'insegnamento, l'aspetto formativo della storia e come la vita sia un gioco di specchi.


Ci sono diversi messaggi che passano: uno riguarda il senso di giustizia, dall'assoluto al personale (ciò che ritengo giusto, per me, non è detto che rappresenti la giustizia somma) e un altro è il senso profondo dell'amicizia.
Poi ancora,
il senso del gruppo inteso come "appartenenza", quasi a lenire la solitudine che Susy prova costantemente; le formiche rappresentano la necessità di stare in gruppo per sopravvivere, ma Susy dovrà aprire la mente, su quest'idea, e scoprire anche il valore del singolo, poiché anche una formica, nel suo piccolo, può dare un contributo enorme alla comunità... e lei è decisamente una formica diversa! Per questo non mancano scene ironiche e buffe: mi sono messa a ridere, specialmente, con la formica Sergente e il linguaggio che usa.


L'atmosfera che permea il romanzo è figlia di una prosa poetica, delicata, romantica, onirica, magica. Le descrizioni del piccolo mondo sono così curate che si può vivere un'esperienza immersiva con i sensi: il profumo dei fiori, la danza elegante di una farfalla, il ronzio delle api operose... La protagonista (l'autrice L.G. Hermit?) ama così tanto la natura (ed è un'amante degli insetti) che trasmette questa passione al lettore.
Inoltre,
è ricco di filosofia! La saggezza delle formiche risuona come un trattato sull'esistenza, il che rende questo Fantasy Young Adult profondo e pieno di significati formativi.




Incapace di sbattere le palpebre, spalancò la bocca e si tastò le labbra e... "Ho delle zanne?"
Allungò le braccia al cielo e sfiorò due tentacoli fluttuanti sopra la sua testa. Strinse i pugni intorno alle protuberanze. Tirandole, squittì.
"Ah, ho anche due antenne!" Scosse il capo, le antenne ondeggiarono come fruste, 
colpirono la sua faccia. "Ahi!"





Ma non è tutto rose e fiori poiché la natura è anche spietata e ineluttabile: nel regno animale vige la legge del più forte e c'è una scena particolarmente cruda, impressionante rispetto al tono del resto. Dopotutto, però, è la manifestazione della realtà, un modo per completare un quadro.
Mi è dispiaciuto un po' che sia stato scelto, tra i tanti, proprio quell'insetto: capisco la scelta perché è una categoria "odiata" da molti e il suo stesso nome è già una premessa-condanna...


Assieme al bullismo emerge il tema della diversità e dell'integrazione: non c'è solo Susy, la formica dai comportamenti e dal linguaggio strano, che sembra rappresentare lo straniero in una terra diversa da quella d'origine; troviamo anche un insetto disabile e un altro che potrebbe, ecco... avere bisogno di una logopedista!


Solitamente, nelle opere ambientaliste, si tende ad accusare l'essere umano senza mezzi termini. "Piccolo Mondo: l'Avventura nel Prato" di L.G. Hermit non è da meno ma contiene un'originalità: a un certo punto della storia, quando si tocca un comportamento umano in particolare che spesso è motivo di denuncia, ecco che, invece di fare l'ennesima morale, mostra come ciò può servire al piccolo mondo! Mi è piaciuta la considerazione di questa doppia facciata.


Questo romanzo Fantasy Young Adult contiene anche illustrazioni davvero notevoli, pure nel bianco e nero del kindle: mostrano le scene narrate in una sintesi perfetta tra essenza e dettagli. In particolar modo mi ha conquistata l'illustrazione di Susy nella cameretta, con la cavalletta che la guarda dalla finestra... che atmosfera!


Il finale è un'ottima chiusura che apre a più livelli di lettura, mentali ed emozionali. In una parola: magico.


La trama è cucita perfettamente sul pubblico di riferimento, perciò consiglio "Piccolo Mondo: l'Avventura nel Prato" al pubblico young adult, specie per quanto riguarda il tema del bullismo e della ricerca della propria identità e del proprio posto nel mondo. Ma siccome contiene spunti filosofici profondi è una lettura che consiglio anche agli adulti e, in generale, a tutti coloro che sono amanti della natura, perciò dagli ambientalisti ai semplici curiosi di viaggiare con una lente d'ingrandimento in mezzo al prato!




Il voto di Universi Incantati:






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Posso consigliarti altri libri di questo genere negli articoli pubblicati qui sul blog: categoria fantasy, categoria Young Adult.


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lunedì 22 settembre 2025

Recensione di "Satan Klaus is Coming to Town" di Michele Mazzolino – thriller nordico emergente / thriller italiano

Carissimi astronauti,
chi mi segue potrà pensare: la scrittrice spirituale che legge un thriller italiano dal titolo "Satan Klaus is coming to town",  la cui copertina contiene un simbolo simile (vedi la "T")? Sacrilegio! Difatti non mi sentivo attratta, anzi, respinta, ma l'autore mi ha contattata personalmente per una collaborazione e non ho potuto fare a meno di dargli un'opportunità. Risultato? Mai fermarsi alle apparenze!

Satan Klaus is Coming to Town di Michele Mazzolino Recensione
Recensione "Satan Klaus is Coming to Town" di Michele Mazzolino



Titolo: Satan Klaus is coming to town
Autore: Michele Mazzolino
Editore: PAV edizioni
Genere: Thriller nordico
Data di uscita: 28 Aprile 2025
Pagine: 538
ISBN: 979-8281844116
Formato: cartaceo ed ebook
Prezzo: € 20,50 / € 2,69
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Natale, 1979. A Vihreäjärvi, l’atmosfera si colora di rosso. Ma non sono le luci e gli addobbi della festa. Il presunto suicidio di una donna dà l’avvio a una scia di sangue che si protrae per più di un quarantennio. Un assassino deciso a vendicarsi, pronto a spargere sangue in tutta la Finlandia, e un poliziotto sulle sue tracce. Un lungo viaggio “sul posto” in cui la quotidianità incontra l’imprevedibile e la natura umana, nelle sue fragilità, si scontra con la forza di una follia omicida “demoniaca”.



Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati



Il libro di Michele Mazzolino è un corposo e avvincente thriller nordico emergente, ambientato in Finlandia, che scorre sotto gli occhi come se fosse un raccontino di cento pagine. Invece ne conta 538! L'ho letto su kindle e sono rimasta senza parole quando ho visto il cartaceo durante una presentazione dell'autore.

Rispetto ad altri romanzi del genere che ho letto, in "Satan Klaus is coming to town" di Michele Mazzolino è palese chi sia l'artefice dei delitti: lo vediamo in copertina, nel titolo, ovunque! Perciò la trama di questo thriller nordico si basa piuttosto sulle mosse del killer, sul riuscire a intercettarlo prima del crimine, o magari prevederlo, oppure ancora a tirare a indovinare il ruolo dei vari personaggi: ti catapulta in una catena di eventi come uno spettatore che non può far altro che chiedersi chi sarà il prossimo a lasciarci le penne e se morirà anche quel personaggio al quale ti stai appena affezionando... perché il killer, pur avendo un suo schema, è un pazzo imprevedibile!





Babbo Natale non sembrava molto in forma; aveva gli occhi arrossati e due profonde occhiaie da entrambe le parti. I vestiti erano lerci e attorno a lui aleggiava un leggero olezzo di urina. 
Mauri aveva lanciato uno sguardo di disprezzo alla moglie e lei aveva abbassato gli occhi, delusa. 
"Su, Akseli, è ora di andare", aveva detto il padre, alzandosi e affettandolo per un braccio. "Saluta Babbo Natale."
"Ciao, signor Babbo Natale!"
L'uomo aveva sorriso, mostrando una fila di denti gialli; le gengive sopra di esse scure, 
quasi nere.



Una delle cose più appassionati di questo thriller nordico emergente è che al suo interno c'è anche una sorta di saga famigliare: si presentano famiglie dove quei bambini li ritroviamo poi adulti, con traumi da superare; ogni personaggio può finire nel mirino del killer.
Di personaggi ne incontriamo  diversi, nella
narrazione in terza persona che non lascia sfuggire nemmeno un dettaglio di sottofondo; ho trovato questa cura degna dei maestri del thriller.

Mi ha entusiasmato ogni singolo salto temporale che consentiva di esplorare tutti i retroscena dei personaggi coinvolti: il passo indietro prima che si compisse il delitto; la scena che si svolgeva in parallelo e che faceva intendere si fosse svolta in modo diverso... lo scrittore sembra voler giocare a tranelli col lettore, provocando a livello emozionale e mentale... E io sì, ci sono cascata quasi sempre!
Il bello è che sembra che anche i personaggi secondari siano protagonisti in prima linea; niente e nessuno si lascia indietro e ognuno ha un suo ruolo, preciso e importante, che compone il tassello di questo enorme puzzle.

L'atmosfera si mantiene costantemente tesa; la leggerezza non è prevista. 
Le scene dei delitti sono dettagliate e atroci, schiette come uno schiaffo in faccia...
Oltretutto i delitti suonano come una denuncia plateale del giustiziere Satan Klaus: l'amore non si tradisce; le famiglie devono restare salde; a farne le spese sono sempre i bambini. 
Ma Satan Klaus è un giustiziere controverso, un antieroe il cui senso di giustizia è distorto, contorto, malato. Ed è difficile trovare un limite al suo istinto omicida.
Trovo sempre molto interessante la parte psicologica, specialmente nella figura dell'antagonista, e questo romanzo mi ha soddisfatta perché consente di entrare nella mente malata del "Satan Klaus".

Il finale è teatrale, lungo come un intero atto ad ampio respiro; un'apoteosi di tensione, susseguirsi di azioni e dialoghi chiarificatori, compresi dei colpi di scena!
In conclusione, se dovessi definire con una sola parola questo thriller nordico emergente direi: maestoso.

Mi sento di consigliare caldamente "Satan Klaus is coming to town" di Michele Mazzolino anche a chi non mastica abitualmente questo genere (e di andare veloce nelle scene splatter se non si tollera l'horror!) mentre se sei amante del thriller nordico... sarebbe un delitto se te lo perdessi!
Con un esordio così, tengo Michele Mazzolino d'occhio per i suoi prossimi libri!

Puoi raggiungere il libro "Satan Klaus is coming to town" di Michele Mazzolino direttamente a questo link che ti porta su amazon (programma affiliazione)



Il voto di Universi Incantati:






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Posso consigliarti altri libri di questo genere negli articoli pubblicati qui sul blog: categoria thriller


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lunedì 8 giugno 2020

Recensione: "La Principessa di Athelia" (Le Favole Incompiute vol. 1.5) di Aya Ling (Hope Edizioni)

Carissimi astronauti,
eccomi tornare sul blog con una nuova recensione!
Sto seguendo la serie di retelling di Cenerentola "Le Favole Incompiute" di Aya Ling edita in Italia da Hope Edizioni, ma questa novella che si colloca tra il primo e il secondo volume mi era sfuggita all'ucita, e l'ho recuperata giusto ieri!

La serie si compone di questi libri (click per raggiungere la recensione):

- La Cenerentola Sbagliata (vol. 1)
- La Principessa di Athelia (vol. 1.5)
- C'era una volta... o due? (vol. 2)




Titolo: La Principessa di Athelia (Le favole incompiute #1.5)
Autrice: Aya Ling
Editore: Hope Edizioni
Traduttore: Elisabetta Rindone
Progetto grafico: FranLu
Genere: Retelling, Young Adult, Romance
Data di uscita: 27 Settembre 2019
Formato: ebook
Pagine: 92
ISBN: 9788855310956
Prezzo: € 1,99
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Kat adesso si è trasferita a palazzo, determinata a sfruttare al massimo il tempo con il suo amato principe. Essere principessa, comunque, non è tutto rose e fiori. Deve imparare a comportarsi come una reale, prepararsi per l'imminente fidanzamento, difendersi contro parenti ostili. E sapendo che il suo tempo con Edward è limitato, Kat non è così certa di voler ancora diventare principessa...


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Questa breve novella dalla copertina meravigliosa si colloca tra il primo volume "La Cenerentola Sbagliata" e il secondo, "C'era una volta... o due?"; io purtroppo l'ho letta dopo!
"La Principessa di Athelia", infatti, non solo approfondisce una fase che ne "La Cenerentola Sbagliata" è tagliata, ossia la vita di Kat a corte in veste di Principessa dato che è ora la promessa sposa del Principe Edward, ma si accennano le scelte di alcuni personaggi secondari (Elle e Poppy) che ritroveremo poi sviluppate, e un particolare molto importante della trama del secondo volume "C'era una volta... o due?", che minaccia la storia tra il Principe Edward e Kat! Ecco perché quando ho letto quest'ultimo ero rimasta un po' spaesata... quello che mancava era stato raccontato qui! Dunque non fate il mio stesso errore: non perdetela! Vi farà meglio comprendere e apprezzare il volume successivo.

La novella è brevissima; personalmente l'ho letta in appena un'ora e mezza, ma l'ho passata in buona compagnia, tanto è scorrevole. La trama è così lineare che non brilla di colpi di scena (se non per quello che si riconosce avendo già letto il volume successivo, un indizio che potrebbe anche passare inosservato), ciò nonostante ho apprezzato ritrovare le tematiche che mi avevano conquistato nel primo volume: l'emancipazione femminile e la tutela del lavoro minorile (quando ancora non si può proprio toglierlo, almeno tutelarlo...). Ciò mi ha ricordato che questa serie offre una visione di quel medioevo prossimo a trasformarsi, molto gradualmente, nel mondo moderno, ed è interessante fare questo viaggio indietro nel tempo alla ricerca della svolta che ha fatto sì che anche per il popolo migliorasse la qualità della vita.
Sempre come nel primo volume è interessante la differenza abissale tra le caste e Kat che funge da collante, o meglio, nascendo come persona umile, anche se si veste e tenta di mostrarsi nobile, ha lo sguardo sensibile nei confronti del popolo. Il suo essere anticonformista conquista le lettrici anche più del pincipe, poiché lei con il suo sapere moderno e i suoi ideali incarna tutte noi.

Pure le mie emozioni sono andate di pari passo con quelle di Kat: la noia durante le lezioni d'etichetta, la tenerezza durante le effusioni con Edward (molto da piccioncini appena innamorati, tutto carezze e piccoli gesti d'amore), e il bisogno d'esprimersi durante le sessioni di politica; persino un certo desiderio di vendetta per quelle arpie che gironzolano attorno al suo uomo (o a Henry, destinato a Elle) ma a cui Kat non cede, comportandosi proprio come un'eroina delle favole, solo lodi e niente macchie.




Ancora lezioni di portamento ed etichetta, evviva! Proprio quando pensavo di averne ricevute abbastanza per diventare una signora, sono obbligata a seguire quelle per essere una principessa. Devo imparare a ricevere ospiti stranieri, memorizzare la storia della famiglia reale, addirittura è necessario che io sappia abbinare cibi differenti con il vino. All'inizio è affascinante, ma quando le lezioni durano dal mattino presto alla
alla sera, accompagnate dalla pressione di eseguire impeccabilmente tutto il
protocollo regale, l'emozione svanisce in fretta. La vita di un reale non è come viene
descritta nelle favole, almeno non ad Athelia.

.

Kat ci mostra che cos'è l'amore e quanto si è disposti a sacrificare di sé pur di rendere l'altro felice, e non si tratta solo di accettare quelle lezioni o gli sfiancanti balli... oltrettutto, nella novella aleggia quest'atmofera malinconica, se non drammatica, della separazione inevitabile tra i due innamorati: il patto col goblin vuole che Kat ritorni al suo mondo esattamente quando si sposerà.
Ma in questo libro non succede, regalandoci così un (temporaneo) lieto fine.

Mi è piaciuta l'evoluzione dei personaggi femminili secondari, Elle (la Cenerentola per antonomasia, ma che in questa serie ha molta più personalità della favola originale) e Poppy (la popolana molto amica di Kat conosciuta nel primo libro), con una novità: una bambina di nome Rosie che è la figlia del cugino del principe Edward. Un trio di donne che indipendentemente dall'età sembra gridare all'unisono il bisogno di avere gli stessi diritti degli uomini: girl power!

Consiglio questo libro a tutto il pubblico femminile amante delle favole, ma prevalentemente young adult, e raccomando a chi sta seguendo la serie di non perdersi assolutamente questo tassello per avere il quadro completo: leggete "La Principessa di Athelia" subito dopo il primo volume, "La Cenerentola Sbagliata"! La vostra esperienza di lettura ne gioverà.



Il voto di Universi Incantati:




Cosa ne pensate, carissimi?
State seguendo anche voi questa serie?
La mia recensione vi ha incuriosito?
Vi aspetto nei commenti!




mercoledì 20 maggio 2020

Review Tour: "Il Guardiano Rivelato" (serie Fallen Guardian vol 3) di Georgia Lyn Hunter (Hope Edizioni)



Carissimi astronauti,
come preannunciato, ecco il primo Review Tour della settimana!
Il romanzo che recensisco oggi è un Urban Fantasy, Paranormal Romance per Adulti, nonché il terzo volume della serie Fallen Guardian di Gerogia Lyn Hunter.
Ho letto tutti i capitoli precedenti incluso lo spin-off (cliccare sui titoli per raggiungere le recensioni!):

"L'ultima resa" (Fallen Guardian #1)
"Echo, mine" (Fallen Guardian #1.5)
"Scontro col Destino" (Fallen Guardian Vol. 2)

Questo terzo volume può essere letto indipendentemente dagli altri poiché incontriamo dei nuovi protagonisti, ma ve ne parlerò meglio nel corso della recensione!
Intanto, eccovi la scheda del libro.




Titolo: Il Guardiano Rivelato (serie Fallen Guardian #3)
Autrice: Georgia Lyn Hunter
Editore: Hope Edizioni
Genere: Paranormal Romance / Urban Fantasy / Erotico
Data di uscita: 19 Maggio 2020
Traduzione: Cristina Rombi
Cover: Franlu
Pagine: 482
ISBN: 9788825031543
Formato: cartaceo ed ebook
Prezzo: € 3,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Dalle fosse del Tartaro, un guerriero riemerge con un bisogno più letale della vendetta ...
Dagan, il Guardiano taciturno e solitario, convive con una sete inestinguibile che ha tenuto nascosta per tre millenni ai suoi stessi compagni. Mantenere l’autocontrollo è fondamentale per il suo lavoro, soprattutto ora che è sulle tracce di un pericoloso assassino, dotato di poteri letali. Ma, quando incontra una esasperante giovane donna, che risveglia i suoi istinti e minaccia di far crollare i suoi scudi mentali, tutti i suoi segreti rischiano di essere rivelati. E, quel che è peggio, non riuscire a resisterle potrebbe condurre entrambi alla distruzione.
Shae Ion, una ragazza umana con l’abilità di vedere gli Altri, cerca sua madre, scomparsa da sei mesi. Pur di ritrovarla si immerge sempre più nel mondo oscuro di cui è a conoscenza, finendo per diventare il bersaglio di una forza sinistra, che minaccia la sua vita. A salvarla è un immortale bellissimo e sensuale, che la rapisce portandola con sé in un luogo isolato, dove potrà tenerla al sicuro insegnandole, allo stesso tempo, a controllare i suoi poteri in crescita.
Anche l’attrazione tra i due cresce irresistibile, aggiungendo un’altra minaccia, ancor più terrificante, a quella esterna: Dagan darebbe tutto per Shae, ma il predatore che è in lui, lasciato libero di reclamarla, potrebbe toglierle la vita.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Ero ansiosa di leggere questo terzo volume della serie Fallen Guardian perché mi sono piaciuti moltissimo ambedue i precedenti, ed è una di quelle serie le cui storie si fanno ricordare anche a distanza di tempo, forse perché ogni volume ha la sua. 
Il Paranormal Romance nel primo volume riguardava il guardiano Eathan e la sua Echo, nel secondo volume si sviluppa quella tra il guardiano Blaéz e l'umana Darci, mentre in questo terzo conosciamo Dagan e Shae; ogni storia d'amore è indipendente, mentre la trama in sottofondo è comune e continua a svilupparsi aggiungendo tasselli, ma sono così piccoli che non precludono il gusto della scoperta nemmeno nei confronti del lettore che si affaccia alla serie per la prima volta con questo volume. Vale a dire che ogni volume si potrebbe leggere in modo indipendente perché le anticipazioni non sono così evidenti né clamorose; seguendo l'ordine, avrete solo un maggior piacere di rivedere gli altri personaggi (i protagonisti cui vi eravate già affezionati) interagire con le vostre nuove conoscenze!
Ora che sono giunta al terzo volume posso affermare che queste storie d'amore sono un po' troppo simili, eppure ciò diventa un tratto distintivo della serie, dunque non mi sento di considerarlo un difetto; pur introducendo personaggi nuovi, l'autrice ci catapulta in un mondo che già conosciamo con le stesse pressoché identiche modalità, per cui non ci resta che gustare una nuova vicenda.

L'ambientazione è quella moderna e attuale, dove dei guerrieri sovraumani, scampati alle atroci sofferenze del regno del Tartaro, hanno il compito di proteggere la Terra e l'umanità dai demoni e da altre creature oscure. Ogni guardiano protagonista ha il suo tormento e la sua maledizione, tanto che ogni volta che leggo un nuovo volume penso: "Ah! E' lui il più dannato!" per poi ricredermi nel successivo. Perciò, ai miei occhi e al momento, è Dagan, il protagonista di questo terzo volume, il guerriero più dannato! Eviterò di scrivere i motivi, perché scoprire il suo passato, la sua torbida natura, e il suo dolore, sono tutti elementi che fanno parte della trama e che ci fanno entrare in empatia con lui, così come con l'intrepida Shae, che diventa il nostro alter ego desideroso di alleviare le sofferenze del possente guerriero fino a renderlo finalmente libero e felice. 
L'autrice continua a usare la carta vincente del personaggio maschile duro e forte dall'aspetto gigantesco e corazzato, ma emotivamente fragile, incerto, e addirittura instabile! Questi guerrieri vittime di pulsioni (che fanno parte della loro natura sovrannaturale), garantiscono il giusto ossimoro di brivido e attrazione, ma nel caso di Dagan si potrebbe persino provare repulsione, se non fosse per Shae e il suo carattere vivace che compensa perfettamente quello del guerriero.




Mentre l'autocontrollo lo abbandonava, ringhiò: "Levati dal cazzo, se hai intenzione di continuare a respirare."
Gli occhi grigi, del colore delle tempeste, si allargarono a dismisura. Poi, con sua grande sorpresa, la ragazza ricambiò l'occhiataccia.
"Dovrei avere paura di quei canini finti? Non dovresti essere là fuori insieme agli altri cretini a spaventare gli innocenti, anziché qui, nascosto tra le ombre come uno sfigato qualsiasi?"
A quella provocazione, Dagan non ci pensò su due volte. La gerhmì, sfiorandole il collo con la punta dei suoi canini finti e ferendole appena la pelle a un millimetro della carotide.
La ragazza squittì e lo schiaffeggiò sul torace. "Che diavolo...?"
Le cinse la vita con un braccio e risucchiò quella pulsazione incalzante, mentre la sua stessa saliva già guariva la pelle lacerata.



Dopo un prologo che ci mostra una scena orrorifica del misterioso trascorso di Dagan nel Tartaro, la loro storia inizia col botto, nel senso che Shae, pur essendo umana, è già consapevole della presenza degli "Altri" perché ha un innocente demone come migliore amico (il che risparmia un sacco di preamboli!), e ha appena finito di combatterli quando si scontra con Dagan e lui... la morde sul collo e le succhia il sangue! E' una storia che inizia da una provocazione verbale (Shae) e da un'aggressione fisica (Dagan), dunque è inevitabilmente intrigante: è subito evidente che tra i due ci sarà del pepe, oltre alle incomprensioni e alle complicazioni; si legge con avidità per conoscere gli sviluppi della loro storia.
Dagan e Shae sono tra le coppie più intriganti che abbia mai letto (un'altra è quella composta da Eathan ed Echo del primo volume di questa stessa serie) perché lei è una gatta (come la soprannomina lui) in perfetto equilibrio tra l'essere selvatica e l'essere dolce. Molto razionale e per nulla fastidiosa nei suoi momenti rabbiosi, ne esce un quadro che la rende credibile agli occhi del lettore. Inoltre, Shae ha un passato altrettanto misterioso a quello di Dagan se non di più: il padre è morto in circostanze bizzarre, mentre la madre è scomparsa in modo inspiegabile. Se ciò non bastasse, aggiungiamoci un marchio sul polso, un flirt con uno degli "Altri", e abiiltà che non tardano a manifestarsi. Un altro dei motivi per cui ho divorato una pagina dietro l'altra è stato il bisogno di sapere la verità che riguarda Shae.


Ho letto velocemente fino a oltre la metà del libro, dopodiché l'entusiasmo è inaspettatamente e progressivamente diminuito, soprattutto nell'epilogo! In realtà è un controsenso perché nella parte finale si susseguono innemorevoli rivelazioni e colpi di scena, ma forse proprio perché sono tanti e molto ravvicinati, non me li sono gustati, come se queste verità sfuggissero prima che potessi assimilarle, offuscate da una nuova sorpresa. Ciò significa che ogni colpo di scena supera il precedente, ma è un peccato non potersi fermare su questi sviluppi e le emozioni che ne derivano.
Nel complesso, la trama si sviluppa in crescendo, toccando anche sottotrame come quella dell'emblematica dea della vita, Inara, di cui abbiamo letto sempre qualcosa nei precedenti volumi ma che qui, essendo strettamente legata a Dagan, trova più spazio, tuttavia senza rivelarsi del tutto; ecco perché l'attenzione del lettore non può che spostarsi sul desiderio di leggere il volume successivo, senza contare che io personalmente aspetto di approfondire la storia del guerriero Tyr già dal primo... chissà. A tal proposito lasciatemi evidenziare questo personaggio che è secondario dall'inizio della serie ma sempre presente: Tyr, nel qui presente romanzo, ha visto una piccola evoluzione essendo collegato a Dagan. Per non parlare della sopresa del maggiordomo-tuttofare Hedori!

Come si può evincere da queste mie ultime righe, questa serie merita d'essere letta anche solo per gli intrecci dei personaggi, che sono a loro volta memorabili e perfettamente caratterizzati sotto ogni aspetto. 
La trama dell'intero complesso è ben fatta. 
Ma consiglio caldamente questa serie a tutte le lettrici (donne in particolare) amanti del genere, che sia Paranormal o anche solo Romance, adulte per via dell'alto tasso di erotismo, e che anziché il prode cavaliere senza macchia, vogliono essere travolte da un guerriero dannato, che non hanno paura di stupirsi davanti alle sue abilità sovrannaturali. 
Perché magari sono donne che vorrebbero qualche dote ultraterrena a loro volta.
Insomma, a tutte le amanti del fantastico, non fatevi sfuggire questa serie appassionante.


Il voto di Universi Incantati:





Cosa ne pensate, carissimi?
Commentate con le vostre impressioni...
E se non avete ancora letto questa serie, trovate qui sotto tutti i volumi a prezzo scontato ;)




giovedì 31 ottobre 2019

Recensione: "L'imbustastorie - Fogli d'Autore IV: Incubo" di AA. VV. (ABEditore)

Cari astronauti,
un paio di giorni fa avevo pubblicato un post sul mio profilo Instagram a tema horror (QUI), annunciando che avrei letto uno o più racconti di questo genere in occasione di Halloween.
Ebbene, l'ho fatto sul serio!
La scelta è ricaduta su una pubblicazione ABEditore, che da tempo ero curiosa di scoprire.
Vi lascio dunque alla recensione veloce di questa lettura particolare, perfetta per trascorrere la serata o la nottata di Halloween... ma vi avviso che potrebbe nuocere ai vostri sogni! Non a caso la raccolta di racconti contenuta ne "L'imbustatorie - Fogli d'Autore" (e di autori famosissimi si tratta) è intitolata "Incubo"... preparatevi a rabbrividire!




Titolo: L'imbustastorie - Fogli d'Autore IV: Incubo
Autori: Charles Dickens, Marcel Schwob, Virginia Woolf, Jean Cocteau, Howard P. Lovecraft
Editore: ABEditore
Genere: Horror
Data di uscita: 6 Dicembre 2018
Pagine: 4
Formato: cartaceo
ISBN: 978-8865512968
Prezzo: € 3,50
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
L'Imbustastorie "Pagine d'autore" comprende 4 bustine, ognuna delle quali avrà al suo interno 4 o 5 storie, tutte appartenenti a scrittori celebri (ci sono Dickens, Stevenson, Kafka, Woolf, ...). Anche questi racconti sono tradotti dai professionisti della "Bottega dei traduttori". Ogni foglio vestirà la caratteristica grafica di ABEditore, con la carta effetto "invecchiato" che conferisce al progetto la tipica peculiarità un po' vintage.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Trattandosi di cinque racconti brevissimi, alcuni lunghi appena un foglio A4 e un altro addirittura di appena dieci righe scritte in caratteri grandi, questa recensione sarà diversa dal solito: sarà veloce, schietta e concisa, senza cenni alla trama, perché sono storie che vanno prese "al buio", scoperte e vissute sul momento per essere inondati dai clamorosi finali a sorpresa.

Nella raccolta  "L'imbustastorie - Fogli d'Autore IV: Incubo" regna l'atmosfera tesa e cupa dei racconti horror delle penne di Charles Dickens, Marcel Swheb, Virginia Woolf, Jean Cocteau e Howard Philips Lovecraft.
Impossibile dire quale sia il racconto migliore: ognuno regala qualcosa di diverso, ognuno ha il suo messaggio e il suo insito divertimento, ognuno privilegia un'atmosfera in particolare.

Trattandosi di quattro fogli ripiegati su loro stessi potete scegliere liberamente da quale racconto iniziare, o affidarvi alla sorte pescando a caso; ad ogni modo non riuscirete a fare a meno di divorare un foglio/racconto dietro l'altro, accesi da una curiosità insaziabile.

"Capitan Omicidio" di Charles Dickens è un racconto per stomaci forti, che mi ha infatti trasmesso una sensazione di ribrezzo, quasi di voltastomaco! La storia comincia alla larga, toccando immagini di bambini orfani (tema così caro all'autore inglese) per poi precipitarci nel grottesco modus operandi di tale Capitan Omicidio. La trama è forte, e il ritmo serrato si ripete nelle azioni  del Capitan come il ritornello di una canzone che imparerete a memoria in attesa della nota che cambierà la strofa e il corso della storia. Indimenticabile! Questo racconto in particolare è impreziosito da illustrazioni che sono anche delle gag sulla storia in questione, capaci di dare il valore aggiunto dell'esilarante.

"Le Imbalsamatrici" di Marcel Schweb è inquietante. Probabilmente mi darà degli incubi! E' il racconto che mi ha trasmesso più tensione e ansia, oltre che disgusto, e il perché si può facilmente immaginare. Non conoscevo l'autore e non avevo mai letto niente di suo prima d'ora; mi ha colpito per la descrizione dell'ambientazione (mi ha subito trasportato nel deserto Libico) e per il sapore d'avventura. Estremo ed emozionante.




E' terribile, certo, pensare che - quando la notte tessalica è nera e gli uomini che cambiano pelle sono liberi di vagabondare - gli incantesimi di queste donne riescano a incastonare la luna in un astuccio di specchio, immergerla, quando è piena, in un secchio d'argento a mollo con le stelle, o friggerla in padella come una medusa di
mare gialla; tutto ciò è terribile; ma avrei meno paura di queste cose che di incontrare, di nuovo, nel deserto color sangue, le imbalsamatrici libiche.




"La Casa Infestata" di Virginia Woolf l'ho trovato malinconico e romantico. Teso e misterioso dall'inizio alla fine,  ci lascia a una libera interpretazione della storia che personalmente ho interpretato come romantica, per quanto paranormale. Le illustrazioni che lo abbelliscono ricalcano l'atmosfera: tra disegni e parole sembra d'essere realmente in una casa infestata. Un classico dell'orrore impreziosito dalla sensibilità femminile.

"Il Gesto della Morte" di Jean Cocteau è un racconto lampo, quello a cui avevo accennato nella premessa, lungo appena dieci righe scritte in caratteri grandi. Eppure, in quelle dieci misere righe c'è tutto: inizio, svolgimento e fine. E' perfetto. E' geniale. Vorrei saper scrivere così: condensare in poche parole tre personaggi probabili, un'ambientazione viva, un'intera storia e un messaggio. Che stile. Che classe.

"Azathoth" di Howard Philips Lovecraft è in sottile equilibrio tra sogno e realtà, tra magia e immaginazione. Il racconto ha come particolarità quella d'essere senza tempo: può sembrare che sia stato scritto giusto ieri tanto è attuale sia come ambientazione sia per il tema che si cela tra le righe. E' l'esempio perfetto del fantastico al servizio della realtà quotidiana ed è scritto divinamente: pare una poesia.
Questo racconto segna il mio battesimo con le opere di Lovecraft, autore che da tempo volevo recuperare: dato che mi è piaciuto molto, ora ho una ragione in più per farlo.

Sono pienamente soddisfatta dalla lettura e confermo l'idea che mi ero fatta della casa editrice riguardo al progetto, realizzato con la massima cura sia nella traduzione a cura de La Bottega dei Traduttori, sia nella veste grafica: illustrazioni a tema e nello stile di ogni singolo racconto, particolarità dei caratteri, siparietti comici laddove il racconto permette che sia preso anche con leggerezza, e infine quella caratteristica nelle pagine che ricordano l'effetto antico, raro e prezioso, che sembra sia stato l'autore stesso a scrivere su quel foglio.

"L'imbustastorie - Fogli d'Autore IV: Incubo" è davvero la raccolta perfetta da leggere ad Halloween, consigliata agli amanti del genere horror e a chi non vuole proprio perdersi nulla di un autore classico capace di regalare ancora sorprese, suspance ed emozioni.
Questi racconti sono delle vere chicche.
E mi è appena venuta fame.


Il voto di Universi Incantati:




Conoscevate queste raccolte?
Cosa ne pensate della mia recensione?
Fatemi sapere nei commenti!



lunedì 28 ottobre 2019

Review Tour: "La Devi" (Matefinder vol. 2) di Leia Stone (Hope Edizioni)



Carissimi astronauti,
mi preparo a chiudere il mese con una settimana molto intensa: ospiterò infatti ben due recensioni in anteprima!
La prima è quella di oggi, legata al Review Tour del secondo volume della serie Paranormal Romance / Urban Fantasy "Matefinder" di Leia Stone, intitolato "La Devi", edito sempre da Hope Edizioni.
Per la recensione al primo volume "Matefinder - Il dono" vi rimando al mio post QUI.
E ora, procedo col presentarvi la nuova uscita!




Titolo: "La Devi" (Matefinder #2)
Autrice: Leia Stone
Editore: Hope Edizioni
Traduzione: Paolo Costa
Progetto grafico: FranLu
Genere: Paranormal Romance
Data di uscita: 25 Ottobre 2019
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: n.d.
ISBN: 978-8855310215
Prezzo: € 13,90 cartaceo / € 2,79 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Dopo aver scoperto che, grazie al suo sangue, i vampiri sarebbero stati in grado di procreare, Aurora pensava di conoscere la sua missione: eliminarli tutti per poter vivere serenamente con Kai e il suo branco.
Ma un altro segreto che la riguarda sta per venire alla luce e la porterà a incontrare la Devi, potentissima alleata, ma anche temibile arma a doppio taglio.
Il prezzo richiesto dalla Devi per il suo intervento potrebbe essere davvero troppo alto per Aurora, che dovrà scendere a patti col non avere alcun controllo sul proprio futuro, mentre si prepara ad affrontare vecchi e nuovi nemici, che aveva creduto suoi alleati.
Intanto, Kai sta portando avanti un suo piano, che potrebbe sconvolgere per sempre gli equilibri tra le razze. L’Alfa è disposto a tutto pur di proteggere la vita di Aurora e assicurarsi il loro lieto fine.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


"La Devi" è il secondo volume della trilogia Matefinder, paranormal romance con protagonisti licantropi, vampiri e streghe. Grazie alla presenza di queste creature sovrannaturali regna ancora l'atmosfera urban fantasy, ma la cosa che ho preferito di questo romanzo è la piega spirituale che prende grazie allo sciamano che avevamo già avuto modo di conoscere nel primo volume; questo elemento impreziosisce l'avventura rendendola anche originale, per una serie altrimenti troppo simile alla Twilight saga.

Una piccola premessa: se avete già letto il primo volume e temete di ricordare poco o niente di quanto accaduto, vi rassicuro dicendo che questo seguito contiene indizi qua e là che vi aiuteranno a ricostruire le vicende precedenti; non ci sarà bisogno di riprendere la lettura del volume precedente.

Preparatevi dunque a un viaggio che la protagonista Aurora compierà dentro di sé per scoprire non solo cosa deve fare, ma soprattutto per scoprire chi è, chi vuole diventare, e cosa vuole fare della sua vita. Già dalle prime pagine, infatti, ci sarà rivelata una nuova caratteristica della ragazza in cui già convivono ben due caratteristiche straordinarie, l'essere licantropo e l'essere strega. Sì, ce n'è una terza! E questa è la più incredibile (e originale) di tutte, nonché la più letale e sconvolgente; quella che aggiunge tensione al romanzo.




Le sue parole, il suo tono di voce, risvegliarono qualcosa di profondo dentro di me. Tutto a un tratto, fui grata di essere qui, per questa opportunità. Quanti di noi si prendevano i tempo di purificarsi la mente? Di riflettere sulla propria strada nella vita? Eravamo tutti troppo occupati in cose futili: fare soldi, per comprare una casa, per pagare
un'auto. Lavorare per andare in pensione. Perché non potevamo prenderci del tempo per vivere davvero? Perché non potevamo semplicemente fermarci, andare nella foresta, sederci in un teepee senza elettricità o bagno e scoprire noi stessi?




Devo dire che la trama ha un buon ritmo, è lineare, ma scorre troppo in frettatra visioni e incantesimi si respira magia, poi c'è l'azione che è continua per via dei movimenti dei protagonisti, sia geograficamente parlando sia in termini di eventi e scelte. C'è amore tra Aurora e Kai ma personalmente non l'ho percepito, forse perché piuttosto che perdersi nel raccontare la loro relazione, l'autrice preferisce concentrarsi sullo sviluppo della trama e la catena di eventi; non dà slanci emotivi se non negli ultimi capitoli (al 70% della lettura, secondo il Kindle) dove esplodono diversi colpi di scena che coinvolgono personaggi di cui ci eravamo già affezionati nel primo volume.

In sintesi, l'azione prevale sul sentimento.
Ciò accade nonostante la premessa del viaggio spirituale perché anche questo si compie fin troppo in breve: non ci sono grandi prove o incertezze che minacciano l'animo della protagonista; è una sua caratteristica essere forte e sicura di se stessa, ma personalmente mi è sembrata un po' irreale. Vacilla solo a parole; attraverso i fatti si dimostra essere simile a un alfa. Avrei voluto che si approfondisse questa parte, che, lo ricordo senza cadere in anticipazioni, resta comunque interessante.
A pensarci bene, la parte sentimentale si esprime al meglio quando ci si sofferma su un elemento del branco in particolare e alla sua "anima gemella": grande importanza riserva ancora il ruolo di "Matefinder" di Aurora, ed è interessante che si consideri l'amore come un sentimento che si può rinnovare, che non conosce il confine della carne. E' romantico.

Al primo volume avevo dato ben cinque stelle, piena d'entusiasmo; questo libro che sta nel mezzo ha il "difetto" di essere una preparazione... ma a un finale che si prospetta epico. Qui si toccano leggi universali e l'autrice conduce il suo universo immaginario a quanto c'è di più vicino a noi e alla nostra realtà. Si toccano temi sociali, si tratta di fertilità e infertilità, di famiglia e di valori, di dipendenze e di depressione, e di etichette che andrebbero rimosse per garantire l'equilibrio, perché prima di giudicare qualcuno occorre conoscerlo.
Un libro che sembra celare un insegnamento oltre all'intrattenimento, come a voler concedere un'evasione ma strizzandoci l'occhio dicendo: "ehi, sto parlando di voi".

Il finale è senza dubbio la parte migliore del romanzo, quella più coinvolgente, tesa e adrenalinica; è un peccato chiudere il libro perché termina sul più bello.

In conclusione, consiglio la lettura a un pubblico prevalentemente femminile (anime gemelle, gravidanza e fertilità sono i tre temi principali). 
Per le amanti del genere urban fantasy, soprattutto a chi cerca libri che raccontano d' incantesimi e di streghe, e a chi non disdegna il fatto che qualcosa di straordinario lo possiamo compiere anche noi umili esseri umani, con l'aiuto della giusta guida. 
Un romanzo per chi crede nella reincarnazione.


Il voto di Universi Incantati:





Cosa ne pensate, carissimi?
La mia recensione vi ha incuriosito?
Vi aspetto nei commenti e intanto, vi lascio il link d'acquisto per entrambi i volumi usciti finora.




lunedì 26 agosto 2019

Recensione: "Noi donne di Teheran" di Farian Sabahi (Jouvence)

Cari astronauti,
quella di oggi è la recensione a un libro che ho letto da pochissimo.
Vi preannuncio che il racconto di Farian Sabahi è una piccola gemma, scoperta grazie al GDL #aTeheranConNafisi e soprattutto grazie alla gentilezza della instagrammer Pattypici che ha deciso di prestarlo a tutte noi del gruppo, a rotazione: io mi sono prenotata per prima!
Dopo la consueta presentazione troverete la mia recensione.




Titolo: Noi donne di Teheran
Autore: Farian Sabahi
Editore: Jouvence
Genere: Studi culturali e sociali
Data di uscita: 17 Gennaio 2014
Pagine: 55
Formato: cartaceo
ISBN: 978-8878014213
Prezzo: € 12,00
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Scritto e interpretato da Farian Sabahi, "Noi donne di Teheran" è un racconto - in prima persona femminile - sulle origini della capitale iraniana e sulle sue contraddizioni, sui diritti delle minoranze religiose e delle donne. Donne protagoniste in vari ambiti, sport inclusi, anche se troppo spesso sono state un tassello nella propaganda di regime. Un reading animato dai versi dei grandi poeti persiani e da una buona dose di ironia, per sorridere su temi complessi e abbattere i soliti stereotipi. Con una nota di Giuseppe Di Leva.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Il racconto "Noi donne di Teheran" è un breve ma intenso viaggio nella capitale della Repubblica Islamica che non si limita a descrivere la condizione femminile ma tratta anche la storia del Paese, le usanze, le pietanze, i paesaggi... nel coinvolgimento di tutti i cinque sensi. A chi legge sembra di toccare la pietra turchina, di sentire il profumo del piatti tipici e gustarne le salse saporite, di vedere la montagna che sovrasta Teheran, di udire il chiasso del mercato. Le descrizioni di Sabahi sono così evocative grazie anche allo stile colloquiale e confidenziale, che sembra si stia rivolgendo direttamente a noi, pubblico italiano, grazie anche ai vari aneddoti che ci mostrano quanto certe usanze degli iraniani siano comuni alle nostre genti del sud.

Molto interessanti i particolari che emergono sulle tradizioni popolari (come il rito di buon auspicio per chi parte per un viaggio) e gli approfondimenti sull'ayatollah Komehini (che riguardano le mogli, i figli e i rotocalchi che danno una traccia dell'impatto di questi legami all'estero), tutte cose che avevamo già visto in "Leggere Lolita a Teheran" ma che in questo racconto breve trovano, paradossalmente, più spazio. Mi ha colpita, ad esempio, il capitolo finale che elenca tutte le donne sportive di Teheran, coi risultati che hanno raggiunto e le personali battaglie affrontate come la costrizione a nuotare coperte o a inventarsi stratagemmi per entrare negli stadi.

Il paragone per chi ha letto entrambe le opere è inevitabile: rispetto a "Leggere Lolita a Teheran" l'atmosfera è più leggera, addirittura serena! Forse perché Sabahi si è lasciata il passato alle spalle e si è perfettamente integrata in Italia, o per una questione di carattere e di vissuto, oppure ancora perché l'autrice ha voluto dare al suo racconto un'impronta diversa. Ad ogni modo è interessante guardare Teheran con gli occhi sereni e distaccati della Sabahi dopo averlo guardato con quelli arrabbiati e coinvolti della Nafisi.

Attraverso il libro si scoprono anche il fascino di antiche divinità, miti, leggende, e persino una favola sulla sovversione intitolata "Il pesciolino nero" di Samad Behranghí che ci mostra come ai piccoli iraniani non sia risparmiata la visione della vita e della morte, soprattutto l'impatto della vita del singolo su tutte le altre. L'arte ha un ruolo importante anche in questo racconto: strumento di ribellione e provocazione, sfoggia questa sua qualità soprattutto nella citazione alla poesia di Forugh Farrokhzad che è di quanto più sensuale io abbia mai letto.
Questo libro ci insegna anche le contraddizioni dell'Iran (è vietato farsi del male) e il perché questo nome, "Iran", abbia sostituito quello di "Persia". Personalmente mi ha colpita (di nuovo) anche che l'iraniano sia un popolo indoeuropeo e non arabo come si tende a pensare.




Teheran non è né Oriente né Occidente. È il punto d'incontro di civiltà contigue e indipendenti, ma è diversa. È l'emblema della schizofrenia culturale degli iraniani. Sospesi, tra Oriente e Occidente.
Teheran è una città con due anime. Una città in cui si vive sospesi. Tra modernità e
tradizione. Siamo cittadini di una Repubblica... Islamica, e la nostra
dovrebbe essere una democrazia... Religiosa, ma in realtà è un'oligarchia di ayatollah e pasdaran.

.


Sono felice di aver letto questa piccola gemma: "Noi donne di Teheran" è una lettura che integra le informazioni in nostro possesso, un piccolo frammento su Teheran (come dice Sabahi nel meraviglioso e poetico finale) capace di aggiungere ulteriori dettagli al quadro; la lettura necessaria per chi vuole approfondire storia e cultura iraniana con la spensieratezza propria di una vacanza in un paese straniero. Farian Sabahi vi farà da guida.


Il voto di Universi Incantati:





Avete letto questo libro? Se sì, cosa vi ha lasciato?
Se invece è la prima volta che lo sentite nominare, cosa ne pensate, v'ispira?
Fatemi sapere nei commenti!



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