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lunedì 31 ottobre 2016

Blogathon #3: Halloween Party! Recensione "Poison Fairies 2 - I re delle macerie" di Luca Tarenzi (Acheron Books)

Cari astronauti,
in questo ultimo giorno di ottobre il blog è coinvolto in ben due iniziative!
La prima è proprio questo Blogathon, mentre la seconda la pubblicherò nel tardo pomeriggio e riguarda il Domino Letterario, dove vi proporrò un'altra recensione.

Dopo aver saltato l'appuntamento col Blogathon del mese di settembre (tra due matrimoni e il Leggere Italiano Blog Tour dove mi sono impegnata a recensire tre libri, ho avuto il mio bel daffare!) riprendo quest'entusiasmante iniziativa a cui ho già partecipato con il tema Migliori Film tratti dai Libri, e lo speciale dedicato alle action figure di Harry Potter in occasione dell'uscita di "Harry Potter and the Cursed Child".

Il tema di ottobre è stato scelto dal blog Scheggia tra le Pagine perché non c'è migliore occasione di festeggiare Halloween se non in compagnia di streghe, vampiri, lupi mannari e/o altri mostri raccontati nei libri!
V'invito a cliccare qui per leggere il regolamento e altre info sul Blogathon assieme all'elenco dei blog partecipanti.



Come libro da leggere e recensire ho scelto il secondo volume di "Poison Fairies" di Luca Tarenzi, dove le creature mostruose sono le fate!
Trovate la recensione al primo libro QUI.




Titolo: Poison Fairies - I Re delle Macerie (vol. 2)
Autore: Luca Tarenzi
Editore: Acheron Books
Genere: Fantasy
Data di uscita: 30 ottobre 2015
Pagine: 216
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 9788899216375
Prezzo: 11,59 € cartaceo / 3,54 € ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
La Discarica è sull’orlo del baratro, e nessuno lo sa meglio di Albedo, il Re dei Goblin. Sua sorella Cruna e i suoi amici fuorilegge sono scomparsi, forse morti, forse prigionieri dei nemici di sempre, i selvaggi Boggart. La guerra è sempre più vicina e i Boggart sono troppi, e troppo inferociti, perché i Goblin abbiano una sola possibilità di sopravvivere. E mentre Disgelo si prepara a una folle missione di salvataggio con l’unico aiuto della persona che più lo odia al mondo e che ha giurato di ucciderlo, il diabolico Argiope, Re dei Boggart, dispone attentamente le sue pedine per la battaglia. Stretto tra le nuove, terrificanti stregonerie del nemico e l’agonia della sua gente, Albedo non potrà fare altro che scendere in campo armato solo della sua intelligenza e della sua disperazione, e affrontare l’idea che forse un atto mostruoso e innominabile, il sacrificio che non ha mai avuto il coraggio di compiere, diventerà presto la sua unica possibilità di salvezza... Dalla penna di uno degli autori più rappresentativi del Fantasy Italiano, Luca Tarenzi, arriva l'esplosivo, secondo romanzo della trilogia "Poison Fairies"!


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Al primo volume della serie avevo dato quattro stelle, ciò nonostante mi sono decisa solo dopo alcuni mesi a buttarmi sul seguito; in "Poison Fairies - La Guerra della Discarica" ci sono stati dei momenti un po' lenti e noiosi, e avendo vissuto un periodo pesante ho preferito rimandare quella che presupponevo essere un'altra lettura impegnativa. Ora che l'ho finito posso affermare che non immaginavo che mi sarei trovata davanti a un secondo volume così ricco d'azione, esplosivo, proprio come c'è scritto nella sinossi!

Non è stato difficile tornare a immergersi nel piccolo mondo di Luca Tarenzi popolato da fate che vivono in mezzo a noi ma che non possiamo notare, un po' perché usano una nube di "Glamour" (una sorta di magia) per rendersi invisibili ai nostri occhi, e un po' perché sono creature piccole quanto un dito della mano, e vivono là dove noi comuni mortali non amiamo stare, ossia in mezzo all'immondizia di una discarica!
Queste fatine, forse condizionate dall'ambiente lugubre e torbido in cui vivono, sono delle creature sanguinarie e violente in continua lotta tra loro, ad esempio per stabilire i confini tra i popoli, divisi in razze (Boggart e Goblin le principali, ma ci sono anche le veggenti Sluagh, le enigmatiche Sirene e i terribili Bwca), oppure per contendersi preziosi oggetti come la batteria vista nel primo volume. In ogni caso, tra le diverse razze c'è una costante guerra a prescindere, perché non si tollerano gli uni con gli altri. 
Il secondo volume comincia subito così: con una lotta che è solo la prima tra i Boggarts e i Goblin; ne seguiranno tantissime altre fino all'epica battaglia finale che coinvolge i re delle due razze, Argiope per i Boggarts e Albedo per i Goblin, in un crescendo di poteri e magia, trucchi meschini e indicibili segreti rivelati; è impossibile staccarsi da una lettura così avvincente!

Esperimenti, torture, massacri e sacrifici: l'azione scandisce il ritmo di questo fantasy adrenalinico fatto anche di fughe e corse contro il tempo, il tutto senza mai cadere in uno schema e senza mai essere banale e scontato, anzi, si tratta sempre di scelte originali in grado di stupire il lettore, perché lo scenario è imprevedibile e in continuo mutamento proprio come i sacchetti dell'immondizia che rotolano e alterano il percorso dei nostri piccoli "amici".
Lo scrivo virgolettato perché sebbene abbia provato uno slancio automatico verso la principessa Cruna dei Goblin, ho ancora una volta appurato che questa razza non è meno innocente dell'altra! Non si sa da che parte schierarsi perché in fin dei conti i due re compiono entrambi un'ultima azione estrema e sconsiderata.

Tornando al ritmo della storia, è reso bene anche grazie al continuo cambio di scena tra i tre gruppi di personaggi principali: quello del re Albedo da una pare, quello di re Argiope dall'altra, e infine quello dei giovani Cruna, Verderame, Disgelo... Purtroppo la misteriosa creatura che qui scopriamo appartenere "al sottosuolo" è ancor più vaga rispetto al primo volume; non lascia trapelare nulla di più di quel poco che è già stato detto ne "La guerra della Discarica".

Ancora una volta sono rimasta colpita dall'originalità della narrazione e dai particolari, perché Tarenzi considera davvero ogni elemento di questo microcosmo
Riguardo alla narrazione sono preferiti i dialoghi alle lunghe descrizioni, tuttavia non si sente il peso di questo sbilanciamento perché il continuo confronto tra i personaggi non fa che arricchire la loro storia e la personalità di ognuno, senza contare la trovata geniale della nube che manifesta le emozioni di ogni personaggio in modo eloquente; non a caso, uno dei modi in cui si può usare la nube è per soggiogare la mente altrui... E a tal proposito vi cito anche il curioso passaggio di poteri, spesso temporaneo, bevendo (o offrendo) il sangue di un'altra fata. Mi ricorda un po' i vampiri, nonostante per questi ultimi bere il sangue sia un "semplice" nutrimento quando per le fate è un gesto dalle mire accattivanti.

Tra i personaggi, la Sluagh Verderame è quella che, come nel capitolo precedente, mi ha incuriosita di più: molto interessante e intrigante quel cenno alle origini della sua specie.

Come per il capitolo precedente ho percepito anche una sottile ironia (che potrebbe essere anche solo la mia sensazione) nell'assistere alle imprese di queste fatine vendicative e assetate di sangue che scatenano un putiferio nel mini-mondo ma sono irrilevanti in una visione dell'insieme; basta pensare a quando si presenta la minaccia degli esseri umani o delle "pallide morti", ossia i gabbiani. Come dire: "il pesce grande mangia il pesce piccolo", e per quanto possano fare i fenomeni, sono pur sempre delle creature microscopiche!



I gabbiani erano un tetto ondeggiante sopra le loro teste, un oceano capovolto di onde grigie da cui calava un frastuono che si sentiva fin dentro le ossa.

[...]

La ruspa [...] Era soltanto questo: una cosa, un mostro di 
dimensioni inconcepibili, un'intrusione aliena, innaturale nel paesaggio che Cruna aveva sempre conosciuto.




Un po' spiazzante l'epilogo, sia per il modo brusco in cui è interrotto, sia perché c'è un taglio netto delle scene che lascia sorgere mille domande.
Stavolta sì che non vedo l'ora di leggere il seguito!
Mi auguro che il terzo volume non si faccia attendere troppo.

Mi sento di consigliare questa serie agli appassionati di fantasy e horror, perché la serie di Luca Tarenzi è diversa da tutte quelle che ho letto finora; l'originalità e la fantasia sfrenata sono i suoi punti di forza, ed è evidente che la trama, così come l'universo in cui si muovono i protagonisti, sono studiati con precisione senza lasciare nulla al caso.
Perdersi Tarenzi equivale ignorare una delle colonne portanti del fantasy italiano; sarebbe un'enorme lacuna per gli appassionati del fantastico!


Il voto di Universi Incantati:






Cosa dite: vi ho incuriosito? Spero vi sia piaciuta la mia recensione!
Avevate già letto il primo o il secondo volume della serie? Se sì, ditemi cosa ne pensate! ;)
Vi piace questo Blogathon?
Allora v'invito a seguire le altre tappe consultando l'elenco dei blog partecipanti QUI!



domenica 31 luglio 2016

Blogathon #2: Harry Potter and the Cursed Child - I Gadget della serie (ufficiali e non)

Buona domenica, cari astronauti!
Oggi è una giornata molto intensa per il blog, perché mi vede coinvolta in ben due iniziative!
La prima è proprio questo Blogathon, la seconda la pubblicherò nel tardo pomeriggio e riguarda il Domino Letterario.

Questo è il secondo mese che si svolge il Blogathon, e dopo il primo appuntamento dedicato ai Migliori Film tratti dai Libri, stavolta, in occasione dell'uscita dell'ottavo libro della serie Harry Potter, abbiamo deciso d'immergerci nel mondo di Hogwarts! E' stato il blog Over the Hills and Far Away a proporre il tema, e nel corso di questa domenica noi blog partecipanti approfondiremo vari elementi della serie; non so voi, ma io non vedo l'ora di leggere tutti i post!
V'invito a cliccare qui per leggere il regolamento e altre info utili riguardo al Blogathon, assieme all'elenco dei blog partecipanti.




Tra i vari argomenti proposti, stavolta ho scelto di sfogare il mio lato collezionista dedicandomi ai Gadget della serie (attenzione al portafoglio!).


Gadget di Harry Potter ufficiali


Cominciamo con gli oggetti che probabilmente sono i più richiesti: le bacchette magiche!
Ci sono addirittura quattro versioni: quella standard, quella con confezione Olivander (confezione con interno in velluto così come la vediamo nel famoso negozio di Olivander a Diagon Alley), quella con la luce situata sulla punta per simulare l'effetto della bacchetta in funzione (per attivarla/disattivarla basta semplicemente agitarla! Ed è dotata di un bottoncino potenziometro che permette di aumentare l'intensità della luce), oppure ancora, quelle produzioni speciali che comprendono espositore in legno in linea con la personalità del personaggio più accessori extra (come quella di Bellatrix che, ad esempio, contiene la replica in miniatura della sua maschera da Mangiamorte)
Le ufficiali sono realizzate in resina e dipinte a mano.
Immancabili poi il bastone di Lucius Malfoy (con bacchetta nascosta all'interno) e il bastone di Malocchio Moody.



 


Le bacchette dei personaggi principali sono disponibili anche nella versione penna più segnalibro, e persino nell'alternativa (variante unica) penna/telecomando!


 


Altri articoli che vedo di frequente nelle fiere del gioco e del fumetto riguardano il vestiario: cravatte, magliette e cardigan (prodotti dalla stessa azienda che ha realizzato quelli del film!), sciarpe, guanti, calzini, e addirittura le toghe.


  



C'è poi l'imbarazzo della scelta tra t-shirt, felpe e canotte, sia per l'uomo, la donna e il bambino! Così come altrettanto numerose sono le proposte di borse e zainetti.
Come altri accessori da indossare ho poi trovato persino il cappello parlante e la maschera di Dobby!


 


Vista la varietà di oggetti disponibili di questo tipo, tratto i gioielli in una categoria a parte; non si tratta di bigiotteria ma di preziosi in oro o argento, come ad esempio l'anello Horcrux di Orvoloson Gaunt che contiene la pietra della resurrezione (realizzato in metallo placcato oro 24k), il braccialetto con boccini d'oro (realizzato in argento 925 placcato oro 24k), la collana Giratempo, poi ancora ciondoli, orecchini e collane vari (compresa quella a fiore indossata da Hermione), gemelli e orologi.


 



Mi sono poi imbattuta in questa collezione di gioielli dove parte del ricavato dalla vendita andrà alla fondazione per bambini orfani Lumos no-profit, dove presidente e fondatrice è la stessa J.K. Rowling. Si tratta di braccialetti "Charm" finemente lavorati, placcati in oro con cristalli e con tre ciondoli esclusivi. Eccovi un esempio:




A questo punto non resta che trattare i puri e semplici gadget da collezione!
Per gli amanti delle riproduzioni fedelissime ci sono le action figures super realistiche dei personaggi (con articolazioni, dipinte a mano, complete di cambio d'abito e accessori!), e quella di Fanny la fenice, poi le repliche del calice di cristallo, della coppa di silente o del calice di fuoco (quest'ultima è un'edizione limitata a 5000 pezzi!), mezzibusti dei personaggi e altre repliche come il Mangiamorte meccanico in miniatura o l'Hugwarts Express.


 


Se invece preferite le action figure in stile caricature, la casa Funko Pop! non poteva di certo dimenticare i personaggi di Harry Potter tra le sue riproduzioni; persino Lord Vortemort diventa puccettoso!
In alternativa c'è tutta la serie di LEGO, che oltre alle statuette in miniatura propone set e ambientazioni (come il castello di Hogwarts).


 


Ci sono articoli particolari come gli "Artefact Box" dei personaggi principali (Harry, Hermione e Ron), una sorta di cofanetto contenente tutto ciò che riguarda un certo personaggio; ad esempio, nel caso di Harry Potter, il box contiene la lettera di accettazione ad Hogwarts, il poster da ricercato di Sirius Black, il biglietto della Coppa del Mondo di Quidditch, la lettera di Lily Potter a Sirius Black, l'etichetta per i bagagli dell' Hogwarts Express...
Tra i gadget ufficiali troviamo anche collezioni complete come quella delle spillette delle case di Hogwarts, delle monete Gringott (placcati in oro, argento e rame), di segnalibri che riproducono gli Horcrux, o delle maschere Mangiamorte.





Non sapete come tenere ordinati i sette (e oltre ;)) libri della serie di Harry Potter? Se la risposta è sì, potrebbero tornarvi utili i fermalibri dell'Hogwarts Express, di Dobby, oppure ancora del Basilisco, e per stare in tema c'è pure il fermaporta!


 


Per i veri fanatici sono inoltre disponibili i seguenti articoli: la fiaschetta di Malocchio, la daga di Bellatrix, la penna d'oca della professoressa Umbridge, il coltello di Silente, la lavagna delle proclamazionila mappa del Malandrino, il diario di Tom Riddle (con pagine bianche all'interno ;)) ed elementi di arredo come lo specchio delle brame, la Sfera dei Dementor, la scacchiera dei maghi. e la Sfera della Profezia.


  


Tra i gadget originali ci sono anche sottobicchieri e, addirittura, le etichette per bagagli casomai partiste col treno verso Hogwarts, perché se avete seguito questo post avete ormai tutto l'occorrente!

Anzi no, ora che ci penso vi mancano giusto un paio di cosine ancora: le autentiche e dettagliate repliche a grandezza naturale della Firebolt e della Nimbus 2001! Con quello che costano (superano i 300 euro) dovrebbero davvero far volare ;)


 


Non starò a elencare la traboccante varietà di magneti, tazze, e boccini d'oro riproposti in tutte le salse, perché come dulcis in fundo ho conservato per voi questa incredibile scultura del Castello di Hogwarts raffinatamente scolpita e dipinta a mano, che misura 30x30x33 (ovviamente supera i 340 euro -_-')



Stavo scartando tutta la tipologia di giochi (videogiochi o da tavolo come puzzle, puzzle in 3D, carte da gioco, trivial pursuit...) ma poi mi sono imbattuta in questo gioco interattivo e mi sono detta che poteva essere incluso nei gadget anche questo! XD Si chiama "Battaglia Harry contro Voldemort" e si compone di una bacchetta a infrarossi con busto animato ed effetti sonori. Il gioco consiste nel lanciare incantesimi contro Lord Voldemort, al che il busto cambia espressione e parla, insomma, reagisce ai colpi! Per bambini o per chi ce l'ha a morte con questo villain XD
Come giochi hanno realizzato inoltre la dama che ha come pedine le monete della banca Gringott e la scacchiera dei maghi.


  


Gadget non ufficiali


Più abbordabili come prezzo, tra gli articoli di questo tipo abbondano magliette, tazze mug, poster, spille, magneti, collanine, orecchini, borse... ma non è solo una questione di prezzo. Alcuni oggetti come portafogli e portachiavi esistono solo in veste non ufficialmente griffata, così come le cover per smartphone e tablet, i tappetini per i mouse... e ho trovato questo carinissimo cuscino!






Ho deciso di fermare qui le mie ricerche; del resto mi sono servita di 4 ore per realizzare questo post!
Dite che ne ho trovati abbastanza? 
Spero di aver soddisfatto la vostra curiosità; ora tutti su amazon a fare acquisti! XD Vi lascio il link della mia ricerca Harry Potter Gadgets.


Cosa ne pensate di questo Blogathon e di questa tappa?
V'invito a seguire le altre consultando l'elenco dei blog partecipanti qui!


lunedì 20 giugno 2016

Blogathon #1: I Miglori Film tratti dai Libri - "Il Lato Positivo"

Carissimi astronauti,
mi ritrovo a scrivervi dal tablet poiché il maltempo ha compromesso la linea telefonica e la rete fissa internet; non posso aspettare l'arrivo del tecnico dunque vedo di arrangiarmi cosi, senza il mio fidato PC!  T_T
Il motivo di tanta urgenza è che oggi partecipò a un'iniziativa speciale:  il primo Blogathon realizzato in Italia! È stato il blog Liberi di Scrivere a proporlo, e cliccando qui potete leggere il regolamento e altre info utili, assieme all'elenco dei blog partecipanti a questo primo evento.
L'argomento che Liberi di Scrivere ha scelto per questa prima occasione è...




Come avevo preannunciato nel post dell'iniziativa "5 cose che..." (dal medesimo argomento!) ho scelto di concentrarmi sul libro/film "Il Lato Positivo", uno dei miei preferiti.


 

Chi mi segue su instagram o Facebook ha seguito la mia Odissea della ricerca di questo libro; è stato infatti il film per primo a farmi conoscene questa storia, conquistandomi all'istante. Appena ho scoperto che era stato tratto da un libro ho cominciato a desiderare di leggerlo, ma dopo averlo cercato senza risultati anche più di un anno fa, ho perso il mio obiettivo per strada, finché proprio questo Blogathon lo ha fatto riemergere prepotentemente: volevo leggere il libro di Matthew Quick a tutti i costi! Ed ė così che finalmente l'ho trovato (dopo aver girato 6 librerie!) e ho iniziato subito a leggerlo, venerdì scorso, in modo da essere pronta per questo post.

Mi ci sono voluti solo tre giorni e sono fresca fresca di lettura (e di emozione), ma ho deciso di scriverne la recensione a parte, per cui in questa occasione mi dedicherò alle differenze e ai punti in comune tra le due opere facendo però una premessa: le ho adorate entrambe!





Trama:
Pat Peoples ha una missione: diventare fisicamente tonico ed emotivamente stabile. Per ricongiungersi con la moglie Nikki. Così ha deciso durante il periodo nella clinica psichiatrica dove ha trascorso un tempo che non ricorda, ma che deve essere stato piuttosto lungo... Infatti, ora che è tornato a casa, molte cose sembrano cambiate: i suoi vecchi amici sono tutti sposati, gli Eagles di Philadelphia hanno un nuovo stadio ma, soprattutto, nessuno parla più di Nikki. Dov'è finita? Come poterla contattare e chiedere scusa per le cose terribili che le ha detto l'ultima volta che l'ha vista? Per fortuna Pat incontra Tiffany che, in cambio dell'aiuto per partecipare a un concorso di danza, si offre di fare da tramite tra lui e sua moglie. Ma qual è la verità? Per tutto il tempo Pat guarda il mondo con sguardo incantato, cogliendone solo il bello e, anche se tutto è confuso, trabocca di squinternato ottimismo, perché dietro le nuvole c'è sempre il sole.

Non a caso Jennifer Lawrence ha vinto Oscar e Golden Globe come migliore attrice protagonista: è la stessa identica Tiffany del libro, e non dev'esserè stato facile interpretarla nella fase iniziale in cui ė così schiva e silenziosa. Stessa cosa si puó dire di Bradley Cooper che ricalca perfettamente Pat: non c'è cosa migliore che vedere i protagonisti farsi carne, conservando lo stesso carattere persino in situazioni inedite. 
Il film infatti, svela molto prima del libro diversi misteri come il passato di Tiffany e le motivazioni dietro i suoi atteggiamenti: nell'originale non è così provocatoria come nel film, in particolar modo mi riferisco alla scena nella tavola calda in cui la ragazza racconta di come ha perso il lavoro e scende in particolari piccanti stuzzicano la curiosità di Pat. Nel libro Tiffany rivela il suo passato solo verso il finale, con una lettera a Pat dove parla di suo marito, dell'incidente e della sua reazione al trauma; il libro lo affronta con più tatto, ed è una parte drammatica che mi ha suscitato compassione e commozione.
Ma non ho da oppormi neanche a questa versione:


Anche il patto che i due stringono avviene non prima della metà del libro, mentre nel film sembra che la gara di ballo sia al centro della storia. In entrambi i casi Tiffany promette di aiutare Pat a mettersi in contatto con la ex moglie Nikki in cambio di un passo a due da presentare al concorso, ma le dinamiche sono diverse: Pat non salta nemmeno una prova alla prospettiva di riallacciare con Nikki mentre nel film salta la prova finale per seguire la partita di football (al che Tiffany ha un inedito confronto col padre e la famiglia di lui), ma soprattutto, nel film sembra che i due si confrontano con dei professionisti, mentre nel libro gareggiano contro delle quindicenni in un altro tipo di gara! In entrambi i casi suscitano risate, ma la performance descritta nel libro è più seria e porta ad altri risultati, inoltra ha ben altro significato la canzone su cui Pat e Tiffany ballano rispetto al medley scelto per il film. 



Il brano su cui ballano nel libro:



Moooolto diverso! Ma nè meno in questo caso mi sento di condannare il film.
Riguardo alla scelta dei brani, c'è una differenza anche riguardo a quello che tormenta Pat nei ricordi traumatici della ex moglie Nikki. Devo aggiungere che il protagonista ha enormi resistenze sul ricordare quell'evento, che nel libro si rivela solo a poche pagine dalla fine. Ad ogni modo, nel film ė il bellissimo brano del mitico Stevie Wonder, mentre il sassofonista del libro non lo conoscevo.
In effetti, il brano scelto dal film ė più da matrimonio, mentre quello del libro ė più sensuale.
Giudicate voi!

 



Come già sapevo, una delle grandi differenze è il finale. Non voglio svelare nessuno dei due, ma confesso che pur avendo amato il film mi ero accorta che mancava qualcosa, come se fosse stato tagliato all'improvviso, e in effetti è molto semplificato... inoltre Nikki non arriva mai a vedere la gara di ballo, per non dire che dopo la scena del ballo mancano più di 80 pagine alla fine, quindi ne accadono di cose nel frattempo! Ancora una volta il libro si mostra più delicato e realistico, mentre già dalla prima visione del film quella rincorsa, l'improvvisa dichiarazione, e il bacio a Natale, mi erano sembrati forzati e troppo in stile commedia americana. Ironia della sorte, per tutto il libro Pat dice che vuole un lieto fine per il suo film mentre sia il suo analista sia Tiffany gli dicono che la vita non è un film; quasi a farci temere le sorti di questa coppia!

Un'altra grande differenza ė nel padre di Pat, nel film interpretato da Roberto De Niro, che nel libro ha un carattere davvero ottuso ed egoista. Molto più  spazio viene dedicato al rapporto tra Pat e suo fratello, tra Pat e sua madre, mentre l'amico nero Danny che esce anche lui dalla clinica psichiatrica,  stranamente ne esce prima dal film, e anche lui ha un carattere molto diverso rispetto al libro.
Tra lunghe partite di football, il libro ci regala anche un episodio escluso dal film: Pattività e Tiffany al mare con il migliore amico di lui, Ronnie, e sua moglie che ė poi la sorella di Tiffany.

In conclusione (anche perché è davvero faticoso creare un post dal Tablet! XD) la mia opinione sul film non ė scaduta (Bradley e Jennifer sono indimenticabili!) ma anche il libro mi ha trasmesso tantissimo e ho pianto su tutto il lungo finale.
Penso che valga la pena di vedere il film e leggere il libro, non importa in quale ordine; per la prima volta ho sentito che due forme d'arte diverse si sono compensate, facendomi conoscere una storia e i suoi personaggi a tutto tondo. Della serie: non mi basta il film, c'è il libro; non mi basta il libro, c'ė il film. 
Si integrano perfettamente, e io sono soddisfatta e felice.


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