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venerdì 18 ottobre 2019

Recensione: "Il Sognatore" di Laini Taylor (Fazi Editore)

Cari astronauti,
sono una che non segue la moda del momento e che piuttosto tende a rimandare quelle letture che sono molto discusse e particolarmente piaciute; parto un po' prevenuta pensando che si tratti di strategie di marketing!
Ma quando si tratta di opere di genere fantasy, prima o poi cedo alla curiosità di tuffarmi nell'avventura per vedere di cosa si tratta, perché è piaciuta così tanto, e infine farmi una mia opinione.
Così, cogliendo l'occasione del GDL di settembre/ottobre di Leggo Quando Voglio mi sono finalmente decisa a leggere "Il Sognatore" di Laini Taylor, anche se, in realtà, tra le sue opere avevo da più tempo in wishlist la trilogia de "La Chimera di Praga"... dopo questa lettura, non potrò più fare a meno di acquistarla, e tra poco vi spiegherò perché.
Partiamo con la presentazione!




Titolo: Il Sognatore
Autore: Laini Taylor
Editore: Fazi Editore
Genere: Fantasy
Data di uscita: 5 Luglio 2018
Pagine: 524
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 978-8893253161
Prezzo: € 14,50 cartaceo / € 6,99 ebook (GRATIS con Kindle Unlimited)
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente.certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un'esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell'oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un'ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l'opportunità di vivere un'avventura dalle premesse straordinarie.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Sono sempre stata affascinata dal tema sogno/realtà tanto da averci scritto un romanzo breve anch'io ("Profumo d'incenso", quello del mio esordio), eppure la sinossi di questo primo libro della duologia di Laini Taylor non riusciva ad attirarmi. Avrei subito cambiato la rotta dei miei pensieri se avessi letto le prime pagine: protagonista del libro è Lazlo Strange, un giovane bibliotecario affascinato dai miti e dalle leggende dal passato, soprattutto quella che riguarda una città che ha perso il suo nome, e che ora è identificata con l'evocativo nome di Pianto. C'è chi dubita della sua esistenza, ma le continue ricerche incrociate di Lazlo nei vari testi, lasciano qua è là una traccia che lui è determinato a seguire, non solo coi sogni ma anche con la realtà dei fatti appena gli si presenta l'occasione. Trattato con sufficienza e poco considerato dagli altri, il ragazzo emerge dalla massa e parte per la sua rivalsa, ma sempre con l'umiltà e la saggezza delle persone semplici e silenziose, come ogni eroe che si rispetti in un romanzo di formazione.

Ma non aspettatevi un'atmosfera favolistica e rosea perché Laini Taylor ci avverte già dall'incipit che i toni saranno diversi: ci mostra una scena cruenta, ossia una ragazza blu caduta dal cielo che va infilzandosi a una guglia. C'è sangue, morte e dolore. Si ascolta un urlo e si vede un fantasma; è una scena d'orrore. Non sappiamo ancora se questa scena del prologo riguardi il principio, l'intermezzo o la fine, ma non si può fare a meno d'esser subito catturati dalla forza di queste immagini, dall'atmosfera gotica e dalla curiosità di scoprire questo misterioso popolo blu la cui sola vista sconvolge la gente di Pianto.

Così, dopo una prima parte concentrata sulla presentazione di Lazlo Strange detto "il sognatore", nella seconda parte entra in scena una ragazza, Sarai, "la musa degli incubi", che vive confinata in una fortezza sospesa nel cielo (che mi ha tanto ricordato Laputa e altre opere nipponiche) assieme ad altri ragazzi, tre femmine (Ruby, Sparrow e Minya) e un maschio (Ferral). Loro quattro hanno dei doni e sono blu, blu come i figli degli dèi. Intanto il Massacratore degli dèi, Eril-Fane, sta tornando, accompagnato, tra gli altri, proprio da Lazlo Strange... il romanzo si sviluppa con l'alternarsi dei due punti di vista, quello dalla terra con Lazlo e quello dal cielo con Sarai. Subito emerge come i due siano agli opposti non solo come collocazione geografica ma fin dal soprannome: Lazlo è pura, fervida e sana immaginazione, l'innocenza del sogno, l'incarnazione del fanciullo; Sarai è invece compromessa, corrotta da un passato macabro e sagnuinolento, perciò il terrore dell'incubo, la disillusione, la prova di come il male possa costruire la corazza dura a una donna e maturarla prima del tempo.

Alla base della trama c'è una storia che incarna il peggiore degl'incubi umani, l'orrore di bambini, giovani, e persino adulti. Dire che ha a che fare con la famiglia non è tutto, così come dire che ha a che fare con la più orribile delle violenze sarebbe riduttivo. Non mi pronuncio oltre per non cadere in fastidiose anticipazioni, ma vorrei chiarire che al di là dell'atmosfera onirica e dalla fantasia sfrenata di un mondo nuovo e di creature mai viste e sentite prima, alla base c'è un palpabile, realistico odio e la bramosia di vendetta, elementi che quasi stonano con il titolo del libro e che tingono questo fantasy di venature dark.
Credo di non aver mai letto un fantasy, se non addirittura un libro in generale, che ponesse l'odio profondo al centro della trama. Un odio che deriva dalla paura, e che finisce con lo sfiorare più o meno velatamente un altro tema attuale come la discriminazione razziale.




Le brave persone agiscono esattamente come quelle cattive, Lazlo.
E' solo che quando lo fanno loro, la chiamano giustizia.


.



Un libro dove vige il dualismo sogno e incubo, non può che lasciare convivere anche l'amore oltre all'odio. L'amore come un fiore delicato e fragile che sboccia nonostante il buio e la prepotenza della tormenta; un amore che è tenero e impacciato come i primi approcci che caratterizzano i libri di genere young adult. "Il Sognatore" è anche questo.

Ogni cosa è coinvolgente in questo libro, a partire dall'atmosfera: Laini Taylor mi ha conquistata con il suo stileRiesce a creare delle immagini vivide e nitide combinando parole che colpiscono anche col suono, in una sinfonia perfetta che evoca la poesia sia negli incantevoli sogni fiabeschi di Lazlo, sia nel decadente incubo orrorifico di Sarai.
Nonostante ciò, ci sono state due occasioni nelle quali ho notato d'aver avuto un calo d'interesse e la lettura mi è parsa più pesante, ad esempio con l'introduzione di Sarai e degli altri dèi nella fortezza (forse per via del repentino e inaspettato cambio di ambientazione e prospettiva, che avviene poi nel bel mezzo di un dialogo, rispetto alla storia di Lazlo che è invece riportata come il classico fantasy che parte dal principio - dal suo ritrovamento nella cesta da neonato), e nella parte finale dove i capitoli diventano rapidi e brevissimi, includendo persino i punti di vista di altri tre personaggi che prima non erano stati presi in considerazione come voce narrante.

Il finale lo avevo previsto, ma non esattamente come si è rivelato: alcune cose erano prevedibili, ma per una in particolare sono stata tentata di... ehm... lanciare il libro dal divano! Non dalla finestra, perciò non mi ha del tutto destabilizzata. Devo ammettere che il prologo, alla luce del finale, potrebbe aver la pecca di rovinare la sorpresa; è stato un rischio inserirlo e alcuni lettori potrebbero non accettarlo (com'è effettivamente accaduto all'interno del GDL). Il risvolto che invece mi ha coinvolta al punto da farmi infuriare, d'altra parte mi suscita una curiosità impellente a proposito del secondo e conclusivo volume: si prospetta intrigante per via della piega improvvisa che hanno preso gli eventi e i protagonisti stessi e, dopoutto, lo trovo coerente con la trama e l'atmosfera gotica/dark.
Apprezzo e ammiro la scelta coraggiosa dell'autrice ma sono consapevole che potrebbe anche deludermi un bel po'; intanto, l'acquisto del seguito è obbligato.

Consiglio questo libro a tutti gli amanti del fantasy (ovviamente) ma non solo, perché questo stile è particolare e merita d'essere letto, quest'atmosfera è rara e va respirata, e poi perché la trama offre degli elementi originali al di là della classica storia di rivalsa/formazione (che poi è anche una presa di coscienza del vero sé), merito soprattutto del personaggio di Sarai (nonostante Lazlo sia davvero delizioso), della bambina Minya (che mi ha ricordato altre perfide bambine di manga/anime) e dell'eroe/massacratore Eril-Fane, tutti personaggi che sono in eterno bilico tra il bene e il male.
Un fantasy che insegna che non esistono eroi, poiché essere nel giusto o nello sbagliato, in fondo, è solo una questione di punti di vista, come chi guarda dal cielo verso la terra, e dalla terra verso il cielo.


Il voto di Universi Incantati:





Avete letto questo libro? Vi è piaciuto?
E cosa ne pensate della mia recensione?
Avete letto il seguito?
Fatemi sapere nei commenti!



giovedì 8 ottobre 2015

Segnalazione: "Life and Death - Twilight Reimagined" di Stephenie Meyer (Fazi)

Carissimi astronauti,
quella di cui vi parlo oggi è davvero un avvistamento!

Rubrica dedicata alle segnalazioni
di autori emergenti e case editrici
(per la tua segnalazione, scrivimi)
Solitamente segnalo ciò che mi arriva via e-mail, ma stavolta si tratta di una scoperta su cui mi sono imbattuta io in rete, e non potevo non trattarla qui sul blog.
Perché?
Beh, perché la serie di "Twilight" è uno dei motivi per cui ho cominciato a commentare i libri che leggevo, e dai semplici commenti sono arrivata a scrivere lunghe recensioni; di conseguenza, questo blog si è arricchito anche grazie al coinvolgimento che seppe darmi "Twilight"!
Diciamo la verità: mi ero presa una bella cotta per il vampiro sbriluccicoso Edward.
Eh sì, lo confesso.
Ma la cosa più bella di questa serie, era che quando m'incontravo con alcune delle mie amiche non si parlava d'altro: era diventato l'argomento centrale di ogni conversazione, e con questa passione in comune ero riuscita a riunire un bel gruppettino (non si conoscevano tra loro; "Twilight" era il punto di partenza per rompere il ghiaccio). Insomma, passavamo ore di fangirling dove, tra l'altro, ci perdevano in teorie sui possibili risvolti (col senno di poi non riesco a capire cosa avevamo da discutere! XD Boh! Mi sembra che l'unico dubbio fosse sul triangolo... Ah no, ecco: l'altro dubbio era se Bella sarebbe infine diventata una vampira ;))

Ebbene, a 10 anni dalla sua uscita (wow, è passato così tanto tempo? O_O) Stephenie Meyer ha prodotto una racconto di 400 pagine: non si tratta del mai editato "Midnight Sun" (ovvero "Twilight" visto dalla prospettiva di Edward, un po' come "Grey" con "Cinquanta sfumature"), ma di una nuova storia basata sulla serie, solo che è... re-immaginata!




Titolo: Life and Death - Twilight Reimagined
Autore: Stephenie Meyer
Editore: Fazi
Collana: Lainya
Pubblicazione: 8 gennaio 2016
Pagine: 400 (circa)

Trama:
?


Eh sì, la sinossi ufficiale non è ancora stata rilasciata, ma vi dico le prime indiscrezioni ;)
Pare che il racconto narri una versione "a specchio" della serie "Twilight", ossia, stavolta sarà lei la vampira e lui l'umano. Ma la cosa alquanto bizzarra è che i nomi saranno simili ai protagonisti che ben conosciamo: Bella sarà Beaufort (detto Beau), Edward sarà Edythe, mentre... non so come chiamarla... diciamo la "reincarnazione femminile" di Jacob sarà Julie.
...
...
...
Sono due giorni che ci rido XD
Davvero, all'inizio pensavo si trattasse di uno scherzo, invece l'autrice fa sul serio, e ce lo dimostra anche la scelta di raffigurare una mela verde, perché verde è il colore complementare al rosso.
Tutto studiato ;)
Attenzione: questo racconto è in realtà un extra che sarà incluso nell'edizione del decimo anniversario di "Twilight" (quindi vi troverete con una nuova copia del primo libro).
Non so dirvi se si tratterà della stessa storia con i ruoli dei personaggi invertiti o ci racconterà qualcosa di nuovo, magari con dei risvolti opposti e inaspettati.
Se lo avete letto fra le righe, ora ve lo confermo: nonostante mi suoni così comico finirò con l'acquistarlo; sono troppo curiosa!

Nell'attesa di nuove indiscrezioni vi lascio all'intervista di Stephenie Meyer su Good Morning America e vi do appuntamento al prossimo post!




venerdì 26 agosto 2011

Recensione "Wicked Lovely - Incantevole e pericoloso" di Melissa Marr

Recensione "Wicked Lovely - Incantevole e pericoloso" di Melissa Marr (Fazi Editore)







Non si può negare la propria natura

Questo romanzo era nella mia libreria da diversi mesi, e quale migliore occasione di leggerlo ora che è uscita la graphic novel ad esso ispirata?
"Wicked Lovely" narra la storia di Aislinn, diciassettenne orfana che vive con la nonna e che ha il dono della seconda vista, ossia la capacità di vedere gli esseri fatati. Nell'America dei nostri giorni, infatti, le creature fatate vivono con gli esseri umani, ma non sostenendoli e compiendo magie come la più dolce delle fatine, bensì sfruttando la caratteristica dell'invisibilità per cimentarsi in dispetti d'ogni genere, creando situazioni imbarazzanti, o in certi casi facendo del male fisico, senza considerare la brama lussuriosa di certi soggetti. Nemmeno tra gli stessi c'è armonia e quieto vivere, questo perché manca loro una guida, più precisamente il Re dell'Estate, Keenan; questa situazione vige da quando sua madre Beira, Regina dell'Inverno, ha preso potere e controllo sul regno fatato, spodestandolo e approfittando della maledizione che incombe su di lui. Keenan, infatti, riacquisterà interamente i propri poteri solo quando troverà la Regina dell'Estate, da scovare nel corso degli anni tra le ragazze umane. Ma c'è dell'altro: la prescelta che impugnerà lo scettro deve essere conscia del rischio che se non è la Regina dell'Estate si trasformerà in una Ragazza dell'Inverno, costretta a vivere nel gelo e accanto a Keenan mentre lui ne cercherà un'altra, e quando arriverà la nuova prescelta, la Ragazza dell'Inverno dovrà avvisarla di non fidarsi e di non correre il rischio, pure se per lei significherebbe la liberazione dalla sua condizione.
Il libro comincia così, con Donia, l'innamorata di Keenan, che impugnando lo scettro si trasforma nella Ragazza dell'Inverno. Quando Keenan posa gli occhi su Aislinn (inconsapevole della seconda vista della ragazza) Donia segue la protagonista e la mette in guardia, anche se in fondo non c'è ne bisogno, visto che, a parte il terrore che Aislinn prova per gli esseri fatati poiché conosce i loro pessimi comportamenti e se ne sta alla larga seguendo le regole imposte dalla nonna, lei è innamorata del suo migliore amico Seth e non ha occhi che per lui. La cosa però si complica quando anche lei stessa realizza d'essere la Regina dell'Estate: riuscirà a rinunciare alla sua esistenza da mortale, con la sua quotidianità, i suoi sogni, e soprattutto l'amore di Seth? Il mondo fatato s'intreccia con il mondo umano, e sono entrambi in pericolo.

In questo riassunto della trama si noteranno delle differenze rispetto alla quarta di copertina sul libro, dove si parla essenzialmente d'amore e si lascia intendere che ci sia un triangolo amoroso: non è così (per fortuna)! Se Aislinn all'inizio sembra essere attratta da Keenan, penso che in fondo sia solo per curiosità, perché sa qual'è la sua vera natura, e poi perché essendo un essere fatato esercita, anche inconsapevolmente, un fascino magico, unico. Ma è da Seth che lei si rifugia, è a lui che pensa in continuazione, ed è lui il ragazzo che lei ha scelto, da sempre e senza ombra di dubbio. Mi ha piacevolmente sorpreso come Seth s'impegni ad aiutarla e come tra i due s'instauri una forte complicità; forse un po' troppo perfetto nella sua pazienza d'aspettarla, e di non pretendere spiegazioni quando lei torna ubriaca dopo una notte passata con Keenan. Insomma, il classico ragazzo d'oro nascosto sotto piercing e tatuaggi, che sa cucinare, che ha successo tra le ragazze perché bello e impossibile, è irraggiungibile se pretendi una storia seria, invece scopri che è innamorato di te. Sarà anche un cliché, ma non mi ha dato fastidio.

Invece, cosa che ancora non capisco, è il titolo: wicked. Si riferisce chiaramente a Kennan, ma il Re dell'Estate non mi è mai sembrato malvagio né pericoloso, semmai sarà pericoloso l'esito quando impugnando lo scettro si scoprirà di non essere la Regina dell'Estate, ma lui di per sé mi è sembrato più che altro una vittima, sfortunato anche in amore dato che Aislinn lo tratta a pesci in faccia, poverino. Ecco sì, mi ha fatto pena, altro che paura! A parte i pensieri un po' da pezzente quando voleva mettere fuori gioco Seth, e la strategia con cui ha fatto bere Aislinn, si comporta da gentiluomo, e addirittura in uno dei capitoli finali arriva a mostrare rispetto verso Seth.

Riguardo a Donia, si tratta di un personaggio molto più importante rispetto a quanto si potrebbe pensare. In fin dei conti è stata la sua storia a colpirmi di più, specie con il romantico epilogo dell'incontro tra estate e inverno, senza contare che lei fa del suo meglio per aiutare Aislinn già dall'inizio. Da un personaggio di contorno, Donia entra nella schiera dei personaggi principali, con i suoi sentimenti, la consapevolezza della condizione in cui si trova e di ciò che non potrà mai pretendere, senza invidia nei confronti della vera Regina dell'Estate e altruista anche nei confronti di Keenan, verso cui nutre un amore profondo senza rancore. Ciò che poi Donia diventerà è sorprendente: anche lei, come Aislinn, accetterà la propria natura, verso un futuro che si prospetta in equilibrio per tutti, o per lo meno, per l'estate e l'inverno.

Da notare che per le due protagoniste ci sono forti riferimenti sull'emancipazione femminile dei nostri tempi.

Di questa storia ho apprezzato la componente fantasy e la magia nelle creature fatate: tra la mitologia e le maledizioni, tra le sostanze che provocano loro fastidio e la capacità che hanno di camuffarsi nelle sembianze umane, la lettura scorre veloce ed è avvincente, perché ci sono continue evoluzioni nelle situazioni.
Un piacevole volo di fantasia, romantico per di più. Una fiaba moderna.

venerdì 8 ottobre 2010

Recensione "Twilight" di Stephenie Meyer

Recensione "Twilight" di Stephenie Meyer (ediz. Fazi)






Cullen-dipendenza


Dopo tantissimo tempo, ho trovato un libro che mi ha coinvolto al punto tale da non riuscire a staccarmi dalla lettura.
Per di più, quando non leggevo ero ridotta a: non vedere l'ora di tornare a casa dal lavoro per leggere, continuare a fantasticare sugli sviluppi della storia nel tragitto in macchina fino a casa.. insomma, una vera dipendenza; mi è bastato leggere le prime pagine per non lasciarlo più.

Una storia d'amore intensa e romantica (e soprannaturale, il che rende il tutto molto più intrigante).

Recensione "New Moon" di Stephenie Meyer

Recensione "New Moon" di Stephenie Meyer (ediz. Fazi)



La depressione di Bella è contagiosa: che tristezza!


Il seguito di Twilight è complessivamente inferiore rispetto al romanzo precedente: all'inizio si presenta interessante e crea curiosità mentre la parte centrale è decisamente sottotono (la storia di Jacob non regge il confronto con il vampiro Edward) poi una svolta improvvisa ed importante e il libro torna a brillare d'intensità fino allo splendido finale. L'ultima parte è degna di lode, al pari di Twilight.

Il libro più triste e drammatico della saga: l'ho letto tutto d'un fiato, ma più che altro perché speravo nel ritorno di Edward il prima possibile. L'atmosfera è di una tristezza soffocante, ci s'immedesima nella sofferenza di Bella finché, finalmente, una gioia improvvisa torna a sollevarla... e il lettore si sente altrettanto appagato!

giovedì 7 ottobre 2010

Recensione "Eclipse" di Stephenie Meyer

Recensione "Eclipse" di Stephenie Meyer (ediz. Fazi)




Vampiro o licantropo? Il triangolo, no!

Un po' inferiore rispetto a Twilight, ma più ricco di New Moon, questo terzo capitolo della saga di Bella ed Edward coinvolge il lettore con i sentimenti di Bella, confusa tra l'amore per il bel vampiro e l'amicizia per Jacob, fino ad una rivelazione a dir poco sconcertante, soprattutto per i fan della serie!
La rivelazione di Bella, la scoperta di questo suo "nuovo" sentimento mi ha sorpresa e lasciato con un po' di amarezza, ma fortunatamente, negli ultimi capitoli tutto si fa più chiaro: il sole è caldo, un importante punto di riferimento, ma non può competere nè fare nulla contro un eclissi...
Ritengo che la figura di Jacob abbia contribuito ad aumentare l'importanza e l'intensita dell'amore di Bella per Edward, tuttavia quando c'è di mezzo un triangolo, l'intera vicenda amorosa mi scade un po'.

Recensione "Buio" di Elena P. Melodia

Recensione "Buio" di Elena P. Melodia (ediz. Fazi)





Buio come il mistero


"Buio" è il primo volume della trilogia "My land" di Elena P. Melodia, scrittrice esordiente dallo stile scorrevole e di facile lettura, con l'evidente passione per le metafore (tocchi di classe che una romanticona come me non può che apprezzare).
Il romanzo, più che un fantasy lo definirei un thriller: piuttosto che trovare creature soprannaturali (salvo rivelazioni future), la protagonista è alle prese con la quotidianità (famiglia, amicizie ristrette, e ragazzi) e a seguito dell'acquisto di un misterioso quaderno di pelle viola, si troverà ad affrontare omicidi e sette; oltre alla scuola, uno dei luoghi che visiterà spesso sarà il commissariato, ed ecco spiegato un altro dei motivi per cui lo reputo un giallo.
Il romanzo è all'insegna del mistero e della suspance, e riesce benissimo nel suo intento perché dopo aver letto più della metà, nulla è svelato e niente si risolve, inoltre, l'ho terminato in un paio di giorni, talmente ero presa e assetata di risposte.
Il fattore mistero lo si può percepire anche se si pensa al passato della protagonista ed il suo incidente, inoltre, il mistero è impersonato da diversi personaggi: Il professor K (che non si capisce quale sia il suo ruolo in tutta la vicenda), Morgan (che non riesco proprio a catalogarlo tra il buono e il cattivo... non me la dice tutta quello lì!), e la piccola sorellina non è da meno (muta, sembra capire/sapere tutto...).
"Buio" da il meglio di sé verso la fine, quando la matassa si scioglie un po' (assieme alla "fredda" protagonista) e l'atmosfera è carica di tensione: la scena riuscita meglio, a parer mio, è quella della "casa di cochiglie", dove l'amica Agatha nasconde un terribile segreto, oltre alla scena della rivelazione di Alma ed i suoi pensieri all'interno della palestra che è anche la sala prove di un musicista... Questo pezzo in particolare mi ha esaltato; è un colpo di scena che rende la protagonista interessante.
E' proprio da quel momento che Alma comincia a piacermi: per la maggior parte del romanzo, oltre al suo freddo carattere e l'indole da leader di un gruppo di bullette, è evidenziata la sua bellezza, che - a parte che non penso sia fondamentale - siccome lo pensa lei stessa l'ho trovata presuntuosa e antipatica; in realtà, tutto questo è stato fatto per evidenziare un carattere sicuro e determinato, destinato a mutare completamente a causa della catena di eventi a cui è inspiegabilmente collegata.
Un'altra cosa su cui vorrei porre attenzione, è che parte del romanzo tratta anche di un problema alimentare fortemente attuale e che riguarda molti giovani; può apparentemente "stonare" con il resto del libro, ma appoggio il fatto che se ne parli, e forse, leggendo, mi sono resa conto che sia ancora un argomento tabù; per questo, complimenti all'autrice.
Sono giorni che ho terminato la lettura, ormai, però ci sto ancora pensando... diciamo che mi sono fatta un'idea sullo sviluppo della storia, in particolare su Alma e quegli strani tizi pelati, quindi, ciò significa che la storia RIMANE, il che rende il romanzo una carta vincente.
Aspetto il seguito per confrontare le mie ipotesi!

Recensione "Breaking dawn" di Stephenie Meyer

Recensione "Breaking dawn" di Stephenie Meyer (ediz. Fazi)




La conclusione perfetta


Si torna ad assaporare l'atmosfera e l'intensità inaugurate da Twilight: questo 4° libro conclude la serie svelando tutti i misteri e gettando al contempo una serie di eventi e situazioni inaspettate oltre a colpi di scena scioccanti! La storia di Bella ed Edward prende una piega diversa.. e non ci fu scelta narrativa migliore di questa.
Impossibile annoiarsi, è un continuo colpo di scena che lascia sconvolti (in senso positivo) man mano che si procede con la lettura. Adoro questo romanzo e mi è piaciuto molto anche il modo in cui è stato strutturato: il "libro uno" racconta dal punto di vista di Bella, il "libro due" passa la visuale a Jacob ed nel "libro tre" torna a narrare Bella. Il rapporto tra ogni personaggio è spiegato in maniera sublime.
Sentimenti e azione danzano insieme: indimenticabile!
Riguardo alla saga in generale, mi sento di dare un punto di merito per la scelta dei titoli: Crepuscolo, luna luova, eclissi e alba; C'è bisogno di spiegare altro? ;)

PS: Bellissime anche le copertine che si lasciano interpretare.

Recensione "Amori infernali" di Melissa Marr, Laurie Faria Stolarz, Scott Westerfeld, Gabrielle Zevin, Justine Larbalestier

Recensione "Amori infernali" di Melissa Marr, Laurie Faria Stolarz, Scott Westerfeld, Gabrielle Zevin, Justine Larbalestier (ediz. Fazi)

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Surreale, fantascientifico, disperato, impossibile, romantico... Amore.

Questo libro mi è stato prestato, ma visto quanto m'è piaciuto penso proprio che lo comprerò.
Ci sono racconti che mi hanno commosso, altri trafitto, alcuni davvero straordinari, e si percepisce in maniera forte il tema centrale, ossia l'amore; è evocato in modo talmente intenso che l'ho sentito aleggiare nella mia stanza mentre leggevo, e soprattutto, mi ha colmato il cuore.

Dopo questa premessa, mi dedico a recensire i racconti singolarmente.

- "A letto con il fantasma" di Laurie Faria Stolarz.
Il libro si apre con questo bellissimo racconto, estremaente romantico. All'inizio ci confonde, presentandoci questo fantasma che intimorisce poiché lascia lividi sul corpo della protagonista, infatti, lui le appare solo in sogno e mentre lei cerca di svegliarsi spaventata, lui, nel tentativo di fermarla, la ferisce in continuazione. In seguito si sciolgono le incomprensioni e nonostante la drammaticità della storia del ragazzo, è impossibile non essere travolte dall'amore platonico che ne scaturisce: questo potersi incontrare solo nei sogni, la prospettiva di doversi lasciare quando il fantasma risolverà la questione in sospeso e passerà "oltre"... ma c'è anche la speranza, in quell'ultima scena finale dove nell'aria si sente profumo di mele candite... una sorta di "resterò sempre accanto a te", dimostrata, però. Romanticismo all'ennesima potenza.

- "Stupido mondo perfetto" di Scott Westerfeld.
La prima cosa che mi è passata per la testa leggendo l'inizio di questo racconto è stata: "ma cos'è 'sta roba?!" La seconda: "che cavolo è la lezione di Scarsità?!" Non si capisce nulla, sembrano parlare la lingua di un altro pianeta... e in un certo senso è così. Nessuno ci avvisa che si tratta di umani evoluti e siamo nel futuro, lo si capisce continuando a leggere, ed è bello così. La lezione di Scarsità, è quella in cui questi umani evoluti studiano noi altri del passato, ed il progetto finale (compito in classe) prevede di provare a vivere nelle stesse condizioni cui noi miseri mortali eravamo soliti fare prima dell'evoluzione: ecco dunque che Maria decide di fare a meno dei bilanciatori ormonali, mentre Kieran si "sacrificherà" provando quell'usanza noiosa che è il sonno. I risvolti saranno inaspettati per i protagonisti, mentre per noi che leggiamo sarà come avere una rivelazione sulle nostre abitudini quotidiane cui spesso non diamo importanza. Penso proprio che la morale sia la riscoperta di quello che questi esseri sembrano avere perso, ovvero la stessa natura umana, l'essenza dell'umanità. Sembrano non provare emozioni, talmente sono proiettati verso la perfezione (niente malattie grazie alla modifica della biostruttura, niente stress grazie al teletrasporto ecc.). E' originale. Fantastico nel doppio senso del termine. Non gli avrei dato una cicca invece è il mio preferito, darei 5 stelle solo per questo racconto (ma ci sono anche gli altri, quindi si fa la media). Fantascientifico e pure poetico. Ironico e d'amore. C'è proprio tutto. Quanto mi piacerebbe leggerne un intero romanzo!

- "Più sottile dell'acqua" di Justine Larbalestier.
Questa è la tipica storia che, o l'ami, o la stronchi. Io? Ho cercato di capirla ed ho trovato l'arte. L'amo.
Non è una storia a lieto fine, e fino all'ultimo sono stata dubbiosa sulla vera bontà di questo Robbie, essere fatato che secondo il credo della popolazione locale è figlio del demonio. Chi ha ragione? La ragazza innamorata (che appunto perché innamorata vede, diciamo, a metà) o l'intero paesino che cerca di proteggerla? Non cercano di proteggerla, al contrario, la soffocano. La opprimono. Il paese viene mostrato come un luogo in cui il tempo sembra ancorato al passato in modo assurdo ed esagerato, tale da rifiutare qualsiasi modernità, addirittura la tv, la macchina, il letto con un materasso (piuttosto dormono sulla paglia) e, peggio di tutte, sposarsi a 16 anni. Per forza. E' un racconto che ci mostra la violenza derivante dalla chiusura mentale, l'accanimento verso il diverso... Estremista, certo, ma necessaria per comunicare il messaggio desiderato. L'ammiro.

- "Fantasia d'amore" di Gabrielle Zevin.
Se ho chiesto alla mia migliore amica di prestarmi il libro, è stato perché lei mi aveva raccontato questa storia, compreso il finale (tanto io affermavo di non leggerlo), ed era sconvolta e impressionata negativamente. Così a me venne la curiosità di leggerlo per filo e per segno.
Presumo che sia molto diverso leggere con la mente già conscia del finale, sapendo bene che ciò che succede è in realtà un'altra cosa... qui il confine tra realtà e fantasia è molto sottile. Ed il mio giudizio da "col senno di poi" è: 'ho apprezzato. E' indubbio, però, che lascia con una certa amarezza, una sensazione che si vorrebbe scrollare via di dosso, al contrario degli altri racconti che mi hanno lasciata uscire di casa con i cuoricini al posto degli occhi, per intendere. Il motivo per cui fa così impressione credo di saperlo: questa ragazza è sulla media, niente segni particolari, emarginata, solitaria, divoratrice di libri. Scommetto che molte si sono già identificate. Se non è successo, c'è la seconda opzione: vi siete mai innamorate ciecamente di un personaggio di un romanzo? (esempio recente: Edward Cullen?) Alè. Questo racconto vi sconvolgerà.

- "Dardi d'amore" di Melissa Marr.
L'autrice si distingue subito dagli altri, con un linguaggio, ma soprattutto, uno stile, tutto suo. La narrazione in terza persona ci mostra, a poche frasi di distanza, talvolta il punto di vista di lei, una ragazza con la passione per il mare, e dall'altra, lui, un ragazzo-foca che vive nel mare, follemente innamorato e che ha scelto lei come compagna di vita. Anche qui ci sono incomprensioni, dettate principalmente dalla natura diversa del ragazzo e da stratagemmi messi in atto da un terzo incomodo, il fratello di lui. Entrambi i protagonisti sono ben caratterizzati, ma la cosa che più mi ha colpito è la poeticità del linguaggio, la narrazione dolce come una favola, frasi brevi ma intense, che sanno cullare, struggere. Probabilmente la Marr è stata messa alla fine del libro perché considerata il "pezzo forte" (infatti, sulla copertina, il suo nome è il primo della lista). Tuttavia, mi ha deluso il finale. Mi spiego, dopo tanta fantasia e romanticismo, mi ha spiattellato la fredda realtà, quella dove la ragazza intende proseguire gli studi ed il ragazzo-foca continuerà a dividersi... tra lei e il mare (citazione azzeccata!). Capisco la morale, che quel tipo di amore è la vera magia e il sacrificio non è rinunciare a qualcosa ma guardare insieme nella stessa direzione (sono in vena di citazioni, oggi), però mi è sembrato forzato, come se a tutti i costi volesse fare una storia realista (per quanto possibile), penalizzando la magia. E' un vero peccato. Forse lo avrei assimilato meglio ed accettato con più facilità se vi avesse dedicato più pagine, ma magari c'era un limite imposto... va be'. Resta il fatto che è il pezzo che mi ha fatto piangere di più, appunto per il modo speciale con cui l'autrice sa raccontare.

In conclusione: una raccolta che vale la pena di avere sullo scaffale. E' già deciso, lo compro!




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