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lunedì 30 gennaio 2017

Recensione "I dannati di Malva" di Licia Troisi (Edizioni Ambiente) - Made in Italy Books Challenge

Carissimi astronauti,
come forse sapete, quest'anno ho deciso di lanciare anch'io una sfida di lettura: la Made in Italy Books Challenge, che ha come esclusivo obiettivo quello di leggere libri scritti dagli autori nostrani; se volete partecipare siete sempre in tempo. Trovate QUI il regolamento!




Per il mese di Gennaio era prevista la lettura di un libro di un autore italiano famoso.
Da amante del genere fantasy quale sono, mi è subito venuta in mente Licia Troisi, e siccome avevo uno dei suoi libri fermo sul mio scaffale dal 2008 (!!), ho colto l'occasione di leggerlo, finalmente!




Titolo: I dannati di Malva
Autrice: Licia Troisi
Editore: Edizioni Ambiente
Collana: Verdenero
Genere: Fantasy / Giallo
Data di uscita: febbraio 2008
Pagine: 184
Formato: cartaceo ed ebook
ISBN: 9788889014738
Prezzo: € 10,00
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Malva, la scintillante città di vetro e metallo, circondata dalla foresta. E laggiù, scavata nella terra, l’altra città segreta, soffocata da miasmi tossici. Sopra gli umani, sotto i loro schiavi. È questo il mondo diviso in cui si muove Telkar, il mezzosangue cresciuto tra i privilegi, ma segnato dal marchio infamante dei Drow. E quando a Malva cominciano le morti misteriose, sarà lui a offrirsi per una missione quasi impossibile, scendere nelle viscere della città e scoprire il colpevole. Un viaggio nelle tenebre e nella paura, tra macchinari infernali e veleni, da cui Telkar uscirà completamente trasformato.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Questo piccolo libro, piccolo anche nel formato da me letto (quello di Edizioni Ambiente è 12 x 16,5 cm) racchiude una grande opera di denuncia, ricca di messaggi etici e ambientalisti, capace di offrire diversi spunti di riflessione.
Se pensavate che il fantasy di Licia Troisi fosse solo mezz'elfi, draghi, e romanzi per ragazzi, rimarrete sbalorditi per come l'autrice sia riuscita a creare un intero, nuovo e credibile mondo in così poche pagine (184 in questa edizione, 141 negli Oscar Mondadori) e per tutte le emozioni contrastanti che, se avrete una lettura continuata, vi susciterà in un solo pomeriggio.

La vera protagonista della storia è una cna città, Malva, che sotto la sua parvenza lucida e trasparente, cela una tagliente e fredda verità, proprio come il vetro con cui è costruita; l'autrice non avrebbe potuto pensare a un materiale migliore con cui realizzarla.
Malva sembra di vederla: è una città splendente, ricca, moderna, ordinata e civile. Questo perché, ovviamente, ci abitano gli uomini. Poi ci sono i Drow, selvaggi dalla pelle nera, i capelli bianchi e dotati di arti magiche, che vivono per lo più nei bassifondi, sotto quel pesante strato di vetro e metallo; solo alcuni sono ammessi in superficie, per lo più schiavi e altri lavoratori che svolgono mansioni umili e faticose, mentre le posizioni di prestigio e le alte cariche sono prerogativa degli esseri umani.
Tra le due razze c'è Telkar, il protagonista della storia, ma prima di conoscerlo, il prologo ci introdurrà un ragazzino di nome Mal; vedremo così che il romanzo breve inizia inaspettatamente con un omicidio.
Il mezzosangue Telkar, da sempre in cerca d'affermazione (e accettazione) da parte della razza umana, oltre a essere già membro della guardia cittadina, si farà avanti per occuparsi delle indagini infiltrandosi nei bassifondi dei Drow.

La narrazione colpisce già dal prologo per via di una regia dinamica e viva (la scena in cui a Mal pesa lo spadone, poi il fatto che mentre cammini per Malva, la descriva in base alle emozioni del momento "Le case si poggiavano le une alle altre come bimbi impauriti...), ma con l'arrivo di Telkar si massimizza il fascino ed esplode l'interesse:



Ancora una volta lo specchio mi rimanda l'immagine di un volto che non riconoscevo. E come sempre mi passai una mano sulla guancia perché non potevo credere che quello fossi io.

[...]

La mia vita era stata una fuga. Ma da noi stessi non si scappa.






E' proprio in questa frase che si concentra l'intero racconto. Telkar è uno dei personaggi più interessanti che abbia mai incontrato: è un personaggio tormentato che non accetta se stesso, ma si aspetta di essere accettato dagli altri. Lui dice di servire Malva, ma in realtà le sue valorose imprese hanno lo scopo di farlo apparire umano agli occhi degli altri, perché non basta mascherare il suo essere Drow nell'aspetto per far dimenticare cos'è lui veramente.
Egli agisce a ambisce ad essere umano al cento per cento, rinnega la sua metà selvaggia perché nato da uno stupro; per lui gli odori della foresta (sempre più lontana) sono un'isopportabile puzza, per cui condivide usi, costumi e persino i pensieri degli esseri umani. Non ha una propria identità; preferisce nasconderla e amalgamarsi alla comunità.
Ma gli è mancato, finora, conoscere l'altra faccia della medaglia e sentire la versione dei Drow: uno di loro è un assassino, ma gli esseri umani sono tutti degli eroi giusti e senza macchia? Oltretutto, il serial killer sembra uccidere le vittime secondo una logica, dunque, qual'è il suo movente?

Metà storia di formazione e metà giallo/thriller, il romanzo solleva temi importanti come l'odio razziale e la discriminazione. Personalmente ho sentito che mi è servito leggere qualcosa del genere proprio adesso che i media tendono a fare di tutta un'erba un fascio, in questi anni che essere di una religione diversa vuol dire essere un terrorista, che essere povero vuol dire essere un ladro, e che essere nero vuol dire essere uno stupratore. Si sta tendendo ad associare un'intera popolazione a un certo comportamento, e seppur pensi che non esista alcuna scusante a certe azioni, il profilo del serial killer di questo romanzo mi ha mostrato che possono esserci sentimenti inaspettati dietro a queste, sentimenti che potrei provare anch'io e che magari sfogherei in modo diverso, perché come ci mostra Telkar alla fine, ci possono essere anche altre soluzioni; di certo meno facili, ma ciò non significa che siano impossibili.
Con entrambi i personaggi, pur se opposti, è nata una spontanea empatia; merito dell'autrice che li ha caratterizzati in ogni sfumatura. Mi è piaciuto anche come la Troisi abbia abilmente giocato con la bilancia spostando gradualmente l'ago dall'illusione alla disillusione.

In merito alla discriminazione razziale, cito un ulteriore estratto:


I Drow sono selvaggi, vivono nella Foresta commettendo atti indicibili e hanno la superstizione della magia. Quando li strappiamo alle loro case, forti del nostro essere civili, facciamo loro un favore. Li mettiamo a parte del nostro mondo ordinato di vetro e metallo, diamo loro un lavoro e un senso alla
loro esistenza. Nessuno ai Quartieri Alti si chiedeva mai se un
Drow avesse dei sentimenti, se amasse la propria famiglia, se
avesse nostalgia di casa. Un Drow era una bestia da soma.





Questo passo mi ha ricordato la deportazione degli schiavi in America e mi sono chiesta se fossero stati più o meno questi i pensieri di noi grandiosi occidentali mentre andavamo a prelevare la popolazione africana. Ho trovato altre similitudini con i popoli dell'Africa, ad esempio quando appare una sorta di guaritore che cura con le erbe, oppure ancora quando ci si riferisce ai Drow come un popolo che è diviso in più tribù, e che per questo faticano a mettersi d'accordo nonostante il comune nemico.

La storia è stata inizialmente pubblicata in esclusiva da Edizioni Ambiente per la collana "Verdenero", definita "noir di ecomafia"; solo nel 2011 è stata pubblicata anche da Oscar Mondadori.
Ripensando alla collana in cui il libro è stato collocato, direi che calza a pennello: non si tratta della classica storia ambientalista ma dello spaccato reale di alcune regioni d'Italia, per lo più quelle del sud. E' un libro che tira in ballo economia, politica e mafia.

Purtroppo il racconto non risolve la questione universale ma si limita all'episodio narrato: ero tentata, per questo, di scalare un voto alla mia valutazione. Poi ho pensato che a distanza di un paio di settimane dalla lettura, il libricino mi è rimasto fortemente impresso, mi ha scosso su più fronti e fatto riflettere, dunque, non è questo ciò che dovrebbe fare un buon libro?
La soluzione ai grandi problemi del mondo non si compie con un solo e unico gesto, ma con piccoli passi in grado di muovere le coscienze.
"I dannati di Malva" è uno di questi.

Acquistate l'edizione di Edizioni Ambiente e una parte delle royalties sarà devoluta al progetto Salvaitalia di Legambiente.





Il voto di Universi Incantati:





venerdì 8 luglio 2016

5 Cose Che... #12: 5 Autori di cui abbiamo più libri!

Carissimi astronauti,
non vedevo l'ora di questo nuovo appuntamento con l'iniziativa di Twins Books Lovers: 5 Cose Che...!
Questa volta, nel gruppo Facebook "Blogger: 5 Cose Che " abbiamo scelto di elencare i 5 autori di cui abbiamo più libri, e se all'inizio avevo pensato di metterli in ordine sparso, poi mi sono convertita al modus operandi delle altre blogger, ovvero, ho deciso di stilare una classifica! :D
Il fatto è che non mi ero resa conto di avere così tante opere degli stessi autori, e in certe occasioni mi sono trovata degli ex aequo; la mia libreria su aNobii è stata fondamentale per ordinare gli autori in base al maggior numero dei libri!

Vi ricordo che l'iniziativa è aperta a tutti e ci si può ancora iscrivere; v'invito a leggere il post di presentazione qui.




5 Autori di cui abbiamo più Libri


1) Katherine Applegate


Non avrei mai pensato, ma al primo posto col maggior numero di libri nella mia libreria c'è Katherine Applegate con la sua serie fantasy/avventura per ragazzi "Everworld": ben 12 graziosi libricini! *__* Graziosi perché sono veramente belli da vedere, pratici da maneggiare, e penso che siano anche una delle chicche della mia libreria, perché non tutti conoscono questa serie e ciò mi fa sentire un po' nerd! XD Poi però vi devo confessare che ho letto solo i primi due/tre! Li ho acquistati da adolescente ed ero già una accumulatrice seriale... ma per fortuna! Almeno posso dire di avere tutti i volumi dal primo all'ultimo! Come avrei fatto, altrimenti, a trovarli adesso? Non ricordo di preciso di cosa parla, solo che questa serie mi stava piacendo tantissimo; sono anni che voglio ricominciare la lettura, stavolta senza fermarmi... ce la posso fare!


2) Laurell K. Hamilton


Con ben 7 libri della serie dark fantasy /erotica "Anita Blake", rigorosamente tutti (a parte "Nodo di sangue") nella deliziosa edizione TEA, Laurell K. Hamilton tinge di un fascino torbido e oscuro la mia libreria! Ho letto i primi 6 volumi tutti d'un fiato, uno dietro l'altro, poi la serie è diventata un po' spinta (orge tra vampiri e altri esseri di dubbia identità) e mi sono un po' stancata, pur essendo molto interessata riguardo l'evoluzione di quella tostissima protagonista (Anita, appunto). Non sono sicura di riprendere la serie; ho fatto passare troppo tempo da quel sesto volume, e a scoraggiarmi c'è anche il fatto che la serie è andata avanti con diversi altri libri e non ho ancora capito quando finirà, o se sarà eterna come la vita di un vampiro (a meno che gli si ficca un palo nel cuore XD).


3) Caros Ruiz Zafón / Nicholas Sparks

 

Gli autori al primo posto nel mio cuore, nonché quelli destinati a scalare la classifica dei miei scaffali! Se le prime due autrici, infatti, hanno il vantaggio di avere una serie (ed è per questo che ho tanti libri loro), Zafón e Sparks hanno ciascuno 6 opere indipendenti l'una dalle altre. I loro libri sono tra i miei preferiti in assoluto, e vantano delle valutazioni che non scendono quasi mai sotto le cinque stelle; al minimo quattro, ma è raro! C'è da dire, però, che al momento il mio interesse è più concentrato sulle opere di Zafón, che trovo più stimolante e intrigante rispetto alle storie romantiche e strappalacrime (non per sminuirle, ma è un dato di fatto che emozionano davvero tanto!) di Sparks.


4) Licia Troisi / Francesco Falconi / Stephenie Meyer

  

Finalmente degli autori italiani! :D Sono a pari merito con 5 libri, tra serie e opere indipendenti. Della Troisi ho la trilogia delle "Cronache dal mondo Emerso", "I Dannati di Malva" e il primo volume de "La ragazza drago" (questi ultimi due non ancora letti); di Falconi ho la duologia "Prodigium" e la duologia "Nemesis", poi "Gothica" (il mio preferito!); della Meyer ho la serie di "Twilight" e "L'ospite" (quest'ultimo l'ho abbandonato!). Sono autori che ho scelto di tenere ancora d'occhio, e in particolar modo vorrei recuperare le ultime opere di Falconi, autore che, tra l'altro, ho incontrato e avuto modo di parlare varie volte in occasione delle fiere, e i libri che ho sono tutti con autografo e dedica ^^


5) George R. R. Martin


Ha rischiato che i suoi libri saltassero in aria dopo il finale della quinta serie, ma per fortuna ho resistito all'impulso e sono ancora sul mio scaffale... fino al prossimo colpo di testa (suo, non mio XD). George R. R. Martin non poteva mancare in questa classifica coi suoi giganteschi quattro volumi delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (ora meglio conosciuti come "Il Trono di Spade") e quel libriccino piccino picciò "Il Drago di ghiaccio", una favola illustrata carinissima, specie per me che ADORO i draghi in modo insano e maniacale (leggasi la mia serie "Eleinda" XD). Destinato a scalare anche lui questa classifica non appena acquisterò i nuovi volumi e non solo, perché ho questa mezza idea di riacquistarli tutti nella versione tascabile uscita di recente (si capisce che adoro questo formato, eh? XD); insomma, sono dei mattoni veramente scomodi. Sarei in pari con la storia se non fossero così pesanti da tenere in mano! Come faccio a portarmeli in giro! >_< okay, basta. Non è colpa dell'autore...




Ora che vi ho lasciato ficcanasare nella mia libreria, non vedo l'ora di fare lo stesso con le vostre! ;)Lasciatemi i link ai vostri post o semplicemente commentate; vi troverò comunque, muahahaha! Ok sto delirando... cosa c'era nella mia insalata di farro?

Di questa mia classifica, invece, cosa ne pensate?

A più tardi con un nuovo post!


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