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sabato 9 maggio 2020

Recensione: "Harry Potter e la Pietra Filosofale" (Harry Potter vol. 1) di J.K. Rowling (Salani)

Carissimi astronauti,
prosegue il recupero delle recensioni (sto scrivendo sempre la sera dopo le 22 ma pubblico l'articolo di giorno)!
Il romanzo di oggi non ha bisogno di presentazioni, ma c'è sempre chi ancora non lo conosce nei dettagli, per cui ecco la scheda di questo celebre libro.




Titolo: Harry Potter e la Pietra Filosofale (Harry Potter vol. 1)
Autrice: J.K. Rowling
Editore: Salani
Genere: Fantasy
Data di uscita: prima edizione Maggio 1998
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 300
ISBN: 88-8451-610.2
Prezzo: € 10,00 cartaceo / € 8,99 ebook
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Harry Potter è un predestinato: ha una cicatrice a forma di saetta sulla fronte e provoca strani fenomeni, come quello di farsi ricrescere in una notte i capelli inesorabilmente tagliati dai perfidi zii. Ma solo in occasione del suo undicesimo compleanno gli si rivelano la sua natura e il suo destino, e il mondo misterioso cui di diritto appartiene. Un mondo dove regna la magia; un universo popolato da gufi portalettere, scope volanti, caramelle al gusto di cavolini di Bruxelles, ritratti che scappano...
Età di lettura: da 9 anni.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


"Harry Potter e la Pietra Filosofale" è il primo volume della serie del maghetto più celebre della letteratura fantasy contemporanea, eppure, forse proprio per questo, io l'avevo sempre snobbato, specie perché ho fatto la sua conoscenza quando era già famoso ed era stato prodotto l'adattamento cinematografico. Ovviamente gli avevo dato una possibilità prima di giudicarlo, ma l'omonimo film non è mai riuscito a conquistarmi: mi appare tuttora troppo lento, così pesante nel ritmo che spesso mi addormentavo durante la visione. Se solo avessi letto prima il libro il mio approccio sarebbe stato completamente diverso; ci sarei stata anch'io a fare la fila al cinema alla prima, per non parlare della prenotazione dei volumi successivi.
Mi rivolgo a chi ancora non l'ha letto: non fate il mio stesso errore, non giudicate dalle apparenze o, peggio ancora, non sminuitelo solo perché il protagonista è un ragazzino orfano di 12 anni; "Harry Potter e la Pietra Filosofale" è uno di quei romanzi che non ha età, e che addirittura finisci di rimpiangere per non averlo letto da bambino.
Scrivo questa recensione che ho il triplo della sua età, e ho letto questo libro già due volte, la prima tre anni fa e la seconda all'inizio di quest'anno, e so che non sarà l'ultima.
La verità è che "Harry Potter e la Pietra Filosofale", libro, è brillante, spumeggiante per l'ironia dell'autrice, geniale nella trama, negli intrecci, nelle trovate e nelle fantasticherie, tenero, commovente, ricco d'insegnamenti, di temi universali, e persino teso: vi sfido a trovare un altro libro per ragazzi capace di contenere tutto ciò. Non vi è alcun dubbio che il successo di J.K. Rowling sia assolutamente meritato.

Personalmente ritengo che questo libro dovrebbe essere letto da tutti gli aspiranti scrittori di narrativa fantasy seriale: conoscendo la storia nella sua completezza poiché alla fine sono riuscita a guardare tutti i film (dal quarto in poi sono una bomba!) mentre coi libri sto ancora recuperando, posso dire che da questo primo volume l'autrice non solo getta le basi della storia, ma inserisce qua e là degli elementi che possono sembrare di poco conto, per poi riprenderli in futuro per ampliare sia la trama sia i personaggi. J.K. Rowling insegna che nessun dettaglio è messo lì a caso, e io trovo che sia entusiasmante rivalutare un elemento dapprima insignificante per poi incastrarlo in un punto chiave della storia o dell'evoluzione di un personaggio; rende il lettore partecipe di quel mondo, che già conosce, dunque lo sorprende rendendolo "vivo", reale. Riesce persino far sentire il lettore intelligente, nel caso in cui riesca a indovinare lo sviluppo dell'indagine.

In fondo, dietro a ogni libro di Harry Potter c'è un'indagine (anzi, a pensarci bene, più di una!), e in questo volume in particolare si tratta della misteriosa Pietra Filosofale, un oggetto che è menzionato solo quando la storia è già oltre alla metà del libro! Eppure l'oggetto è di estrema importanza per la trama e per la serie intera perchè si ricollega alla figura di Voldemort, il potente mago oscuro che la quasi totalità dei maghi non riesce nemmeno a nominare. Nel libro la sua presenza aleggia costantemente come una minaccia, ma le vicende si concentrano in modo pressoché tranquillo e lineare sulla vita nella scuola di Hogwarts: i maghi professori (tutti presentati con le loro precise caratteristiche e perciò indimenticabili, così come è inevitabile provare già simpatie e antipatie), gli alunni divisi in casate in base alle loro peculiarità, la nascente amicizia tra Harry, Ron ed Hermione (curioso come, all'inizio, lei sia insopportabile ai due - e al lettore - col suo atteggiamento saccente! Poi si evolve...), le lezioni bizzarre, le complicate partite di Quidditch e i personaggi imprevedibili come i fantasmi, infine la relazione complice di Harry col guardiacaccia Hagrid, a cui ci si affeziona fin dai primi capitoli, nell'esatto istante in cui quest'ultimo libera Harry dagli odiosi zii/tutori che lo tenevano all'oscuro di tutto, del suo passato, dei suoi genitori e della sua vera identità.

A tal proposito confesso che in "Harry Potter e la Pietra Filosofale" ci sono alcune delle mie scene preferite in assoluto, in termini di letteratura in generale! Ci sono un paio di scene che ho letto, visto proiettate nella mia mente, e che mi sono subito entrate dritto nel cuore fin dalla prima lettura: una è l'episodio dello specchio delle brame, l'altra è l'immagine dell'unicorno nella foresta. In entrambe le situazioni, il personaggio del mago e preside della scuola, Silente, mi ha conquistata con le sue parole, le considerazioni, e con il significato celato dietro a questi episodi.




"...L'uomo più felice della terra riuscirebbe a usare lo Specchio delle Brame come un normale specchio, vale a dire che, guardandoci dentro, vedrebbe se stesso esattamente com'è. Cominci a capire?"
Harry rimase un po' sovrappensiero. Poi disse lentamente: "Ci vediamo dentro quel che desideriamo... le cose che vogliamo..."
"Sì e no" disse Silente tranquillo. "Ci mostra né più né meno quello che desideriamo più profondamente e più irresistibilmente in cuor nostro. Tu, che non hai mai conosciuto i tuoi genitori, ti vedi circondato da tutta la famiglia. Ronald Weasley, che è sempre vissuto all'ombra dei suoi fratelli, si vede come il migliore di tutti. E tuttavia questo specchio non ci dà né la conoscenza né la verità. Ci sono uomini che si sono smarriti a forza di guardarcisi, rapiti da quel che avevano visto, oppure hanno perso il senno perché non sapevano se quel che esso mostra è reale o anche solo possibile.
Domani lo Specchio delle Brame verrà portato in una nuova dimora, Harry, e io ti chiedo di non cercarlo mai più. Se mai ti ci imbatterai di nuovo, sarai preparato. Ricorda: non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.




La storia di Harry Potter è drammatica, ma al tempo stesso alcune sorprese dell'autrice riescono a strappare momenti d'ilarità, in particolare con il goffo Neville Paciock, con Ron e la sua numerosa famiglia, con Hagrid e il suo assurdo amore per le creature pericolose. C'è da dire, comunque, che la storia si fa più seria, tesa, e aumenta l'orrore con l'avvicinarsi della manifestazione di Voldemort: se Harry è il classico eroe dapprima invisibile e fragile che ottiene una rivalsa dalla vita e lentamente prende coscenza di sé, Voldemort è il male assoluto ed estremo che non si fa scrupoli di uccidere creature innocenti o bambini in fasce...
Vi rimando a degli articoli di approfondimento che avevo scritto all'epoca della prima lettura di gruppo (contenente anticipazioni perché mi soffermo nei dettagli) QUI e QUI.

Consiglio questo romanzo a tutti, indiscriminatamente, giovani e adulti, amanti del fantasy e non, per tutti i motivi elencati all'inizio. Immancabile dai 9 anni in su, assolutamente da recuperare in età adulta per cullare il vostro bimbo interiore. 
Meglio ancora, da leggere insieme ai figli per sognare, ridere, riflettere, coccolarli, e guidarli in una meravigliosa esperienza di formazione: cresceranno con Harry, volume dopo volume.


Il voto di Universi Incantati:





Cosa ne pensate, carissimi?
Avete letto questa serie, vero? ;)
Vi aspetto nei commenti!




mercoledì 6 marzo 2019

Book Haul Febbraio: le nuove entrate nella mia e nella piccola libreria!

Cari astronauti,
come ho da poco cominciato a fare su Instagram, ecco anche qui il mio Book Haul di Febbraio!




Book Haul Febbraio ☃️
Finalmente ho di nuovo il cellulare e posso pubblicare questo riassunto delle novità entrate nella mia libreria e in quella piccina picció 😄
.
A fare da sfondo, la bellissima coperta in pile che replica la copertina di "Alice nel paese delle meraviglie" edizione La Feltrinelli ricevuta in omaggio con l'acquisto dei due libri dell'editore riportati qui di seguito.
Dall'altro a sinistra:
📙 "The Legend of Zelda: Enciclopedia di Hyrule" (Magazzini Salani), presa con un buono amazon
📙 "Mansfield Park" di Jane Austen (Newton Compton Editori), già in lettura
📙 "Il condominio" di J.G. Ballard (La Feltrinelli), che era nella mia WL da una vita
📙 "La meccanica del cuore" di Mathias Malzieu (La Feltrinelli), idem come sopra
📙 "I meravigliosi viaggi della fantasia" di Ambretta Centofanti (Armando Editore), ebook ricevuto per collaborazione.

Per la piccola libreria questi tre libri illustrati che si aprono a ventaglio e riportano delle filastrocche! Sono di Sfera Editore e li ho acquistati in un banco al mercato per 5€ in totale 😍 (invece di lavorare, ho speso!):
😸 "Stella stellina" (la notte si avvicina, la fiamma traballa, la mucca è nella stalla... quella lì, sì!)
😸 "Il cavallo del bambino"
😸 "Il pulcino"


Colgo l'occasione per ricordarvi che nel mio profilo instagram è anche attiva la #MadeInItalyBooksChallenge2019, questo mese per vincere l'ebook "Amore, libri e piccole follie" di Monica Brizzi!
Per partecipare avete tempo fino al 15 Marzo, e il tema è: "Il libro di un autore che è sia self sia edito da una CE" l'importante è che il libro sia Made in Italy! Il post di riferimento è QUESTO.





Cosa ne pensate di questi libri?
Ce n'è qualcuno in particolare che vi ispira?
O che avete già e magari avete letto?
Ditemi tutto!
Qui di seguito, invece, tutti i libri del mio Book Haul e dove trovarli ^^


venerdì 27 ottobre 2017

5 Cose Che... #81: Le 5+1 Case Editrici più presenti nella mia libreria

Carissimi astronauti,
eccoci a un nuovo appuntamento con la rubrica ideata dal blog Twins Book Lovers.
L'iniziativa si svolge ogni venerdì, e ogni volta si tratta un argomento diverso; dai libri ai fumetti, dai telefilm ai film, talvolta anche canzoni e locations!
Vi ricordo che la partecipazione è libera e aperta a tutti; basta iscriversi QUI.





Le 5 Case Editrici più presenti nella mia libreria
... vado a occhio!

1. Mondadori


Non ho bisogno di controllare la mia libreria per sapere che la Mondadori regna sovrana: tra gli Oscar bestseller, i Mondadori ragazzi, gli Urania, alcuni classici e le grandi serie ("Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco", "Hunger Games", "Le cronache del Mondo Emerso"...), ho un'infinità di libri pubblicati da questa casa editrice!


2. TEA Libri


Sono un'amante dei tascabili TEA, che adoro proprio grazie al loro formato... e al prezzo! Ho acquistato nell'edizione TEA quasi tutti i libri della serie di Anita Blake, oltre ad altri diversi fantasy.


3. Newton Compton


Non solo libri cartacei (dai classici alle ultime novità) ma anche tantissimi ebook, grazie anche alla collaborazione del blog; per questo il mio elenco di libri editi da Newton Compton è in continua crescita!


4. Piemme


Della Piemme ho diversi libri della collana "Il Battello a Vapore", dopodiché troviamo dei fantasy, dei libri di narrativa...


5. Fanucci & Salani


Mi sembra di notare un parimerito! Della Fanucci ho la serie "Temeraire" più altri libri di vario genere tra lo sci-fi di Dick e (ancora) altri fantasy; della Salani ho la serie di "Harry Potter" più i libri di Silvana De Mari. A occhio, direi che sono pari!




Cosa ne pensate delle 5+1 Case Editrici più presenti nella mia libreria?
Scommetto che le nostre situazioni non sono poi così diverse ;)

In ogni caso, lasciate nei commenti le vostre opinioni in proposito e le vostre 5; se poi siete tra i blog partecipanti all'iniziativa, passo volentieri a curiosare! ;)

Nel gruppo di discussione Facebook "Blogger: 5 Cose Che " stiamo per decidere gli argomenti da trattare a novembre... iscrivetevi per partecipare e sceglierli insieme a noi!









mercoledì 22 giugno 2016

Recensione: "Il Lato Positivo" di Matthew Quick (Salani)

Carissimi astronauti,
l'altro ieri ho avuto modo di parlarvi di questa storia nel Blogathon che confrontava libro e film de "Il Lato Positivo", ma stavolta mi dedico specificatamente alla recensione dell'originale cartaceo.
Partiamo dall'inizio con la scheda del libro ;)




Titolo: Il Lato Positivo
Autore: Matthew Quick
Editore: Salani/Tea
Genere: Narrativa contemporanea
Data di uscita: prima edizione pubblicata col titolo "L'orlo argenteo delle nuvole" nel 2009
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 290
ISBN-10: 8850241135
ASIN: B00BEIEC9W
Prezzo: 12,00 euro (ediz. economica TEA, cartaceo) / 6,99 euro (ebook)
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Pat Peoples è convinto che la sua vita sia un film prodotto da Dio. La sua missione: diventare fisicamente tonico ed emotivamente stabile. L’inevitabile happy end: il ricongiungimento con la moglie Nikki.
Questo ha elaborato Pat durante il periodo nel ‘postaccio’, la clinica psichiatrica dove ha trascorso un tempo che non ricorda, ma che deve essere stato piuttosto lungo… Infatti, ora che è tornato a casa, molte cose sembrano cambiate: i suoi vecchi amici sono tutti sposati, gli Eagles di Philadelphia hanno un nuovo stadio ma, soprattutto, nessuno gli parla più di Nikki, e anche le foto del loro matrimonio sono scomparse dal salotto.
Dov’è finita Nikki? Come poterla contattare, chiedere scusa per le cose terribili che le ha detto l’ultima volta che l’ha vista? E come riempire quel buco nero tra la litigata con lei e il ricovero nel postaccio? E, in particolare, qual è la verità? Quella che ti fa soffrire fino a diventare pazzo, o quella di un adorabile ex depresso affetto da amnesie ma colmo di coraggiosa positività?
Pat guarda il suo mondo con sguardo incantato, cogliendone solo il bello, e anche se tutto è confuso, trabocca di squinternato ottimismo, fino all’imprevedibile finale. Il libro da cui è stato tratto il film rivelazione del 2012.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Dopo aver amato il film e aver cercato questo libro per più di un anno (avrei fatto prima a comprarlo su amazon!) posso dire che l'attesa è stata premiata, ed è valso la pena essere così ostinata a trovarlo: come il film, anche il libro è rientrato tra i miei preferiti.

Il film è piuttosto fedele al libro, soprattutto per i personaggi di Pat e Tiffany perfettamente interpretati da Bradley Cooper e Jennifer Lawrence; ma come la storia del cinema insegna, ci sono alcune differenze, e il film si conclude molto prima e con semplicità. Per il confronto vi rimando a questo post.

Il libro è più delicato nel raccontare il passato di Pat e Tiffany; l'autore svela il loro vissuto poco alla volta, quando i personaggi stessi sono pronti ad affrontarlo. All'inizio il lettore ha pochissimi elementi a disposizione: non sa per quanti anni Pat sia stato nella clinica psichiatrica, per quale motivo sua moglie Nikki lo abbia allontanato, cos'ha fatto per ritrovarsi tuttora in cura da un analista, e in più, tutta la sua famiglia è coalizzata nel nascondergli la verità, cosa che contribuisce a dare al romanzo l'intrigo dei mistero.

Il libro tratta la malattia della mente e dell'animo, ma piuttosto che perdersi in definizioni o snocciolare tutte le informazioni cliniche dei casi (la schizofrenia di Pat e la depressione di Tiffany), ci mostra le azioni e le reazioni dei protagonisti, li pone a confronto tra loro e nelle varie occasioni, dopodiché li mette in relazione con la società, e per me è proprio questa la parte più interessante della storia: chi si può definire davvero "normale"? Pat e Tiffany hanno degli evidenti problemi, ma osservando i comportamenti degli altri personaggi (il padre, l'analista, la madre, la coppia di amici Ronnie e Veronica) sembra che ognuno abbia la sua dose di pazzia! L'autore Matthew Quick sembra voler dire che la normalità non esiste... soprattutto, però, sembra che il messaggio che desidera trasmettere sia un altro, più profondo, e rivolto a tutti noi: ricominciare è possibile.

Pat e Tiffany sono personaggi realistici, e le loro storie altrettanto reali: sono due giovani tra i venticinque-trent'anni che hanno visto il loro matrimonio finire prematuramente, per un motivo o per un altro non importa, quel che conta è che entrambi si sentono esattamente allo stesso modo, pur manifestandolo diversamente.
Entrambi amavano, e credevano nel loro primo amore anche se non era tutto rose e fiori. Anche i rispettivi partner Nikki e Tommy hanno avuto reazioni completamente opposte davanti alle difficoltà del rapporto di coppia, ma l'epilogo per i protagonisti Pat e Tiffany è lo stesso: si sono ritrovati soli, in qualche modo traditi, col cuore e la mente spezzati. La loro sofferenza è palpabile, evidenziata anche dalla canzone scelta per la gara di ballo, "Totally Eclipse of the Heart", toccante e molto più pertinente del medley scelto nel film. Poi adoro il modo in cui i due si avvicinano, delicatamente, come animali feriti, pochi passi alla volta, stando insieme addirittura senza parlare, poiché alla fine basta esserci, condividere una passione e uno sfogo (il correre) con un silenzio che esprime più di mille parole. E' meraviglioso poter assistere all'evolversi del sentimento, che non è solo istinto ma è anche razionale, completo.


Ronnie mi ha raccontato che suo marito è morto, e questo fa di lei una vedova e non una donna sposata, però non dico niente perché mi sto esercitando a essere gentile e non ad avere ragione, come ho imparato in terapia e come piacerà a Nikki.
E' molto triste constatare che Tiffany porta ancora la fede al dito.
E poi di colpo Tiffany mi sta abbracciando, si appoggia con la faccia ai miei pettorali e piangendo mi sporca la maglia nuova di Hank Baskett. A me non piace essere toccato da nessuno a parte Nikki, e non mi va proprio che Tiffany imbratti di trucco la maglia che mio fratello è stato tanto gentile da regalarmi [...] eppure mi sorprendo a ricambiare l'abbraccio.
Poso il mento in cima ai suoi capelli neri e lisci, sento il suo profumo e
improvvisamente anch'io sto piangendo, e questo mi spaventa un sacco. I nostri corpi sussultano insieme, piangiamo come due fontane. Andiamo avanti così per almeno dieci minuti, poi lei mi lascia e corre via, girando attorno alla casa dei suoi genitori.


Facendo un passo indietro nella storia, Pat è l'unico che potrebbe recuperare il rapporto con la ex, ragion per cui cambia atteggiamento e schema di pensiero; da qui il titolo del film (poi cambiato anche per il libro) "Il lato positivo". Il concetto di migliorare se stessi e assumere un atteggiamento positivo per cambiare la propria realtà è racchiuso anche nel titolo che in principio fu "L'orlo argenteo delle nuvole" ("The Silver Linings Playbook"), una frase enigmatica che si può comprendere solo alla fine del libro: è senz'altro meno pratica, ma molto più poetica (leggere per credere!), del resto, la via della guarigione è soprattutto a livello spirituale ed emotivo. Il libro è un continuo citare elementi quali "nuvole" e "sole", metafore di rabbia e bisogno d'amore.

Un altro elemento che rende questa storia tristemente reale è il rapporto tra Pat e il padre, nonché il rapporto dei due genitori tra loro: a tratti completamente diverso dal personaggio interpretato nel film da Robert De Niro, Patrick senior ricalca la maggior parte dei padri di famiglia alla vecchia maniera: burbero, insensibile ed egoista, pensa solo a se stesso e a guardare il suo maledetto football; è proprio in base all'esito delle partite che varia il suo umore. Disprezza il figlio, la moglie, la ex moglie di Pat... forse sotto sotto disprezza se stesso, ma non ci è dato saperlo. Lo vediamo compiere dei piccoli gesti che per Pat hanno molto valore, ma non si potrà mai avere la certezza di quel che prova per lui. Contrariamente alle aspettative, questa versione del padre di Pat, rispetto al film, non evolve. E forse è meglio così: il libro non vuole essere una storia banale, con un lieto fine a tutti i costi e su tutti i fronti.

Il libro di Matthew Quick è una storia originale, scritta in un linguaggio semplice e immediato (grazie anche alla voce narrante in prima persona di Pat), tra ironia, romanticismo e cruda realtà.
L'ho trovato un po' noioso nella parte riguardante le partite di football perché come Tiffany non amo questo sport, ma tutto il resto è coinvolgente, tanto che in diverse occasioni ho provato tenerezza e compassione nei confronti del protagonista, mentre nel finale non ho potuto fare a meno di commuovermi.
Mi ha lasciato con un'emozione e una sensazione fantastica... positiva!


Il voto di Universi Incantati:





martedì 1 marzo 2011

Recensione "L'ultimo elfo" di Silvana De Mari

Recensione "L'ultimo elfo" di Silvana De Mari (ediz. Salani)






Ultimo uguale solo. Profondità e tenerezza. 

Cinque stelle e lode, una valutazione che do solamente a quelli che rientrano tra i miei libri preferiti.
"L'ultimo elfo" mi ha conquistata sotto tutti i punti di vista: emotivo, morale, sociologico, filosofico, fino allo stile narrativo e la scrittura.
Non c'è niente che manchi in questo libro, è tutto rifinito e studiato nei minimi particolari; com'è mio solito fare ora lo analizzerò a fondo, e qui di materiale ce n'è parecchio!
Per prima cosa, il titolo.
La parola "ultimo" da un tono epico alla vicenda, ma è solo leggendo che pian piano comincia a emergere il vero significato: ultimo uguale solo. La solitudine è il tema principale della vicenda, e non riguarda solo il piccolo elfo che non ha più nessuno al mondo, ma anche un drago anziano che ha perso tutto, anche le memorie del suo stesso nome. Il nucleo della storia è poi dato da un'antica profezia che dice che l'ultimo elfo e l'ultimo drago spezzeranno il cerchio, e il cerchio a cui si riferisce, il male da sconfiggere, non è dato dagli orchi o i troll (che peraltro l'elfo trova belli), ma è dentro se stessi; il cerchio da spezzare è il vuoto della solitudine.
A complicare la faccenda solitudine c'è che l'ultimo elfo Yorsh (meglio chiamarlo col solo diminutivo) è un emarginato appunto perché è un diverso, e per giustificare questa ostilità, gli umani lo considerano un nemico, o meglio, un mostro, capace di piegare le menti al proprio volere, incendiare case, e soprattutto, uccidere. Ma Yorsh in realtà è tutto il contrario: non mangia alcun essere che abbia pensato (quindi niente pesci, capre, polli...) e piuttosto che uccidere un moscerino, il cui solo pensiero lo getta nella disperazione, lo risuscita con amore.
Yorsh è fortemente sensibile e innocuo, e per capirlo bisognerebbe conoscerlo, invece si da più importanza al pensiero comune, che è un altro, quindi da qui si allaccia un altro tema del romanzo: il pregiudizio.
C'è da dire che anche lo stesso Yorsh è condizionato dal pregiudizio, ma questo perché da piccolo è stato educato dalla nonna che gli ha trasmesso l'ingiustificata paura che gli esseri umani mancgino gli elfi (col rosmarino).
Riepilogando: gli umani credono che gli elfi siano mostri; gli elfi sono convinti che sono gli umani ad essere dei mostri. Quando ci sono dilemmi del genere l'unica soluzione sarebbe parlarne, invece si aggiunge un altro particolare: le incomprensioni date dalla lingua e dai modi di dire, nonché dagli usi e dai costumi. Solamente armati di una buona dose di pazienza ci si può sforzare di comprendersi ed è ciò che fa una donna, Sayra, quando incontra il piccolo Yorsh. Ai due si unirà poi un cacciatore, Monser.
Cosa fondamentale, è che il libro è diviso in due parti: "L'ultimo elfo" e "L'ultimo drago"; nella prima parte seguiamo Yorsh bambino, mentre nella seconda lo troviamo da ragazzo. Contrariamente alla sensazione "spaesata" che si può provare nel distacco tra la prima e l'inizio della seconda parte, le due vicende sono strettamente correlate e intrecciate; si tratta semplicemente di un salto temporale che ci pone davanti a risvolti inaspettati.
In questo "Libro secondo" si sviluppa la parte finale della profezia, ossia quella che riguarda "la sposa" (scrivere di più toglierebbe il gusto) e la narrazione per la prima volta si alterna, da Yorsh, a Roby, una bimba orfana, e in più, quando si tratta di Yorsh c'è un altro protagonista: il drago Erbrow (come non fare salti di gioia davanti alla mia creatura preferita?).
Anche a proposito del drago ci sarebbe da dire di più, ma ho deciso di non lasciarmi andare alle anticipazioni quindi passo oltre... non prima di dire, però, che il drago Erbrow ha un ruolo fondamentale, e la sua intera storia (che parte dal "Libro primo") è epica e affascinante: lo adoro!

Un’illustrazione de “L’ultimo elfo” è utilizzata come copertina del saggio “Il drago come realtà”: è il drago Erbrow!

La parte in cui Yorsh è adulto ci presenta nuovi spunti di riflessione, specie sul finire della storia: i princìpi possono cadere di fronte all'istinto di sopravvivenza e al difendere chi si ama; nessuno si libera dal rimorso d'aver ucciso; se qualcuno si sacrifica, è una sua propria scelta, quindi nessun altro ne è responsabile, e bisognerebbe piuttosto aver cura della possibilità che ci è stata offerta grazie al sacrificio altrui. Infine, il senso e l'importanza della vita.
Se tutto questo non fosse abbastanza affascinante, vorrei almeno elencare altri aspetti che mi hanno colpito: Yorsh che legge nella mente, non il pensiero, ma il vissuto delle creature che tocca; le creature con cui interagisce diventano un unico essere con lui e lo attendono prima che sopraggiunga la morte; i poteri magici costano enorme fatica a Yorsh, un eroe vulnerabile; infine, l'importanza della cultura e la cura di Yorsh nel custodire un'antica biblioteca, così come il drago Erbrow ha la necessità d'imparare e/o svagarsi grazie a essa.
Come preannunciato, mi ha conquistato anche la scrittura dell'autrice Silvana De Mari. Tra i suoi lavori avevo letto "Il drago come realtà" e anche in quel caso ero rimasta folgorata, specialmente dalla sua conoscenza, dato che si trattava di un saggio. Ebbene, in quest'opera la De Mari conferma il suo sapere (m'inchino) e ha uno stile unico, delle capacità narrative da far invidia, o meglio, vorrei essere come lei, quindi devo imparare da lei! In particolare ho notato che scrive paragoni in base al personaggio che li sta formulando (Roby utilizza degli esempi dovuti alla sua esperienza di vita in campagna), poi che il linguaggio di Yorsh da bambino è diverso rispetto a quando cresce, una differenza linguistica che si nota anche nel vecchio drago... poi ho trovato grazioso il ritornello "un cucciolo, un piccolo, uno nato da poco", come del resto tutto il suo stile emana tenerezza e dolcezza; esprime concetti universali e profondi in modo così spaventosamente naturale che è disarmante. Per questo, per ogni pagina in cui ridevo di gusto, ce n'era un'altra in cui piangevo a dirotto.
Questo è un libro che dev'essere letto. Uno di quelli che fanno venir voglia di leggere ancora e ancora. Uno di quelli che stimolano il piacere della lettura.
Può bastare? ;)


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