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giovedì 4 maggio 2017

Leggi Universali: Estratti da "Il Grande Gatsby" di Francis Scott Fitzgerald

Carissimi astronauti,
torno a parlarvi del primo libro che abbiamo letto col gruppo di lettura/reading challenge Una Blogger per Amica (maggiori info QUI); il libro mi è piaciuto tantissimo, mi ha segnato, per cui è ora di riportare un po' di quelle tracce che mi sono rimaste nel cuore, anche qui 💓


Rubrica dedicata agli estratti
Letture significative che vanno oltre la letteratura d'evasione

Sono rimasta affacinata dallo stile di scrittura di Fitzgerald e dal modo in cui trasmette i suoi messaggi: sono velati, eppure si colgono con facilità, rivelando concetti profondi in poche e ricercate parole che hanno il suono di una poesia.




Il primo estratto che vi propongo è l'incipit: non solo è uno dei più potenti che abbia mai letto, ma racchiudere un esempio di umiltà, quando per l'intero racconto ci aspettano i comportamenti superbi di tutti gli altri protagonisti.





Negli anni più vulnerabili della mia giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente.
«Quando ti vien voglia di criticare qualcuno» mi disse
«ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi
che hai avuto tu».




L'estratto successivo è una delle mie parti preferite: racconta quel senso di appartenenza a un territorio dopo un po' che ci si è trasferiti; evidenzia come nasce spontaneo, col tempo, senza che ce ne fossimo accorti.





Mi sentii solo per un paio di giorni, finché una mattina un tale, arrivato dopo di me, mi fermò per la strada.
«Da che parte, per West Egg?» chiese sgomento.
Glielo dissi. E quando ripresi a camminare non mi sentii più solo.
Ero una guida, un esploratore di sentieri, un indigeno. Senza saperlo quel tale mi
aveva conferito il diritto di cittadinanza nella zona.




Dopo due estratti che riguardano la voce narrante Nick, entriamo nel vivo dell'amore tormentato e ossessivo di Gatsby per Daisy. Ho adorato questa fase romantica dell'amore che mette a confronto la realtà con i sogni e le aspettative.





Quando andai a salutare vidi che era ritornata sul viso di Gatsby l'espressione stupita, come se gli fosse nato un lieve dubbio sull'entità della felicità presente. Quasi cinque anni! Perfino in quel pomeriggio dovevano esserci stati momenti in cui Daisy non era riuscita a stare all'altezza del sogno, non per colpa sua, ma a causa della vitalità colossale dell'illusione di lui che andava al di là di Daisy, di qualunque cosa. Gatsby vi si era gettato con passione creatrice, continuando ad accrescerla, ornandola di ogni piuma vivace che il vento gli sospingesse a portata di mano. Non c'è fuoco né gelo tale da sfidare ciò che un uomo può accumulare nel proprio cuore.
Quando lo guardai, si riprese visibilmente. Teneva fra le sue una mano di lei e, quando Daisy gli disse qualcosa sottovoce all'orecchio, lei si avvicinò in uno slancio di emozione. Credo che quella voce lo avvincesse col suo calore fluttuante e febbrile soprattutto perché non poteva superare il sogno: quella voce era un canto immortale.
Mi avevano dimenticato, ma Daisy alzò lo sguardo e tese la mano; Gatsby non mi
riconobbe affatto. Li guardai ancora una volta e mi restituirono lo sguardo, remoti,
dominati da una vita intensa. Poi uscii dalla stanza e scesi i gradini di marmo nella
pioggia, lasciandoli soli.





Lo stesso tema si ripresenta con questo estratto a diverse pagine di distanza. E' la fase successiva all'incontro; l'ennesimo confronto con la realtà, stavolta duro. Si respira la stessa atmosfera con la differenza che già si fa strada nei nostri pensieri l'idea dell'illusione, mentre Gatsby continua a crogiolarsi nel ricordo del passato, alimentando il suo sogno, credendoci con convinzione.
Chiunque sia stato davvero innamorato non ha potuto fare a meno di aggrapparsi alle sue fantasie almeno una volta, che fosse ricambiato oppure no. Quando l'amore porta ad annullare se stessi e colma il senso della vita, altrimenti vuota.
Adoro le ultime frasi di questo testo.






«Non pretenderei troppo da lei» arrischiai. «Non si può ripetere il passato.»
«Non si può ripetere il passato?» fece lui incredulo. Ma certo che si può!»
Si guardò attorno sconvolto, come se il passato fosse in agguato nelle ombre della casa, appena fuori portata delle sue mani.
«Rimetterò tutto esattamente com’era prima» disse facendo un gesto energico col capo. «Vedrai.»
Parlò molto del passato, e ne dedussi che cercava di ritrovare qualcosa, forse un concetto di se stesso che era scomparso nell’amore per Daisy. Da allora la sua vita era stata confusa e disordinata; ma se poteva ritornare a un certo punto di partenza e ricominciare lentamente tutto da capo, sarebbe riuscito a scoprire qual era la cosa che cercava...
…una notte d’autunno, cinque anni prima, avevano passeggiato lungo una strada. Cadevano le foglie. Erano giunti a un luogo dove non c’erano alberi e il marciapiede era bianco sotto il chiaro di luna. Qui si erano fermati, e si erano voltati l’uno verso l’altra. Era una notte fresca; c’era quell’esaltazione misteriosa che viene durante i due cambiamenti di stagione dell’anno. Le luci tranquille delle case ronzavano nell’oscurità; c’era un fruscio e un bisbiglio tra le stelle. Con la coda dell’occhio, Gatsby vedeva che gli edifici sui marciapiedi costituivano una vera e propria scala e salivano a un luogo segreto al disopra degli alberi; poteva arrampicarvisi e, se lo faceva da solo, una volta in cima avrebbe potuto succhiare la linfa della vita, trangugiare il latte incomparabile della meraviglia.
Il cuore gli batteva sempre più in fretta mentre il viso bianco di Daisy si accostava al suo. Sapeva che baciando quella ragazza, incatenando per sempre le proprie visioni inesprimibili all’alito perituro di lei, la sua mente non avrebbe più spaziato come la mente di Dio. Così aspettò, ascoltando ancora un momento il diapason battuto su una stella. Poi la baciò. Sotto il tocco delle sue labbra Daisy sbocciò per lui come un fiore, e l’incarnazione fu completa.
In tutto quello che mi disse, perfino nel suo sentimentalismo impressionante, ritrovai qualcosa: un ritmo sfuggente, un frammento di parole perdute, che avevo udito da qualche parte molto tempo prima. Per un momento una frase cercò di prendere forma nella mia bocca, e le labbra si schiusero
come quelle di un muto, come se non fossero trattenute soltanto da un filo di aria stupita. Ma non diedero suono, e ciò che avevo quasi ritrovato divenne inesprimibile per sempre.





Per finire, vi riporto l'estratto che conclude il libro: la fine dell'illusione, la malinconica arresa alla realtà. E' a questo punto che il romanzo rivela che l'amore di Gatsby per Daisy è la metafora dell'uomo che, sognatore per indole, non potrà mai competere con il destino (o chi è a capo di uno Stato, come lascia intendere Fitzerald); c'è sempre qualcosa di più grande di noi, un limite che l'uomo comune non potrà mai superare.
Eppure, anche con questa consapevolezza non si può fare a meno di continuare a desiderare, anche l'irraggiugibile. Ma va letto con le sue parole perché molto più intenso! *__*





E mentre meditavo sull’antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in questa vasta oscurità dietro la città, dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte.
Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia e una bella mattina...
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.







Mi sembra di aver rovinato la poesia con tutte le mie considerazioni!
Ad ogni modo, cosa ne pensate di questi estratti?
Qual'è il vostro passo preferito?
Pensate anche voi che tra questi concetti siano racchiuse delle Leggi Universali? ;)
Fatemi sapere nei commenti!





giovedì 30 marzo 2017

Recensione: "Il Grande Gatsby" di F. Scott Fitzgerald | Iniziativa Una Blogger per Amica - Le letture di Rory Gilmore

Carissimi astronauti,
dopo aver discusso insieme i capitoli dall'1 al 3 nella prima tappa QUI su Universi Incantati, l'ultima tappa di questo mese con l'iniziativa "Una Blogger per Amica" si conclude con la recensione del libro!
E occhio, perché alla fine del post troverete il sondaggio per scegliere il libro che leggeremo insieme ad aprile! Non vedo l'ora di entrare in una nuova storia ^^



Nel frattempo, oggi, sia qui, sia nel blog Niente di Personale, sia nel blog The Reading Pal, troverete la recensione a "Il Grande Gatsby", ognuna, ovviamente, secondo l'opinone della blogger che gestisce la pagina.
Se anche voi avete scritto una recensione a questo libro potete lasciarmi il link nei commenti: sono sempre curiosa di conoscere le opinoni altrui! ;)

Prima di svelarvi la mia opinione, però, vi mostro il video in cui le Gilmore Girls parlano di questo libro!
Sto recuperando tutte le puntate della serie e mi è capitata questa scena giusto qualche giorno fa; non potevo non approfittare di questa coincidenza! XD






Titolo: Il Grande Gatsby
Autore: Francis Scott Fitzgerald
Editore: Feltrinelli
Genere: Narrativa
Data di uscita: 8 maggio 2013
Pagine: 230
Formato: ebook e cartaceo
ISBN: 978-8807900235
Prezzo: 1,99 € (ebook) 7,23 € (cartaceo)
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Il grande Gatsby ovvero l'età del jazz: luci, party, belle auto e vestiti da cocktail, ma dietro la tenerezza della notte si cela la sua oscurità, la sua durezza, il senso di solitudine con il quale può strangolare anche la vita più promettente. Il giovane Nick Carraway, voce narrante del romanzo, si trasferisce a New York nell'estate del 1922. Affitta una casa nella prestigiosa e sognante Long Island, brulicante di nuovi ricchi disperatamente impegnati a festeggiarsi a vicenda. Un vicino di casa colpisce Nick in modo particolare: si tratta di un misterioso Jay Gatsby, che abita in una casa smisurata e vistosa, riempiendola ogni sabato sera di invitati alle sue stravaganti feste. Eppure vive in una disperata solitudine e si innamorerà insensatamente della cugina sposata di Nick, Daisy... Il mito americano si decompone pagina dopo pagina, mantenendo tutto lo sfavillio di facciata ma mostrando anche il ventre molle della sua fragilità. Proprio come andava accadendo allo stesso Fitzgerald, ex casanova ed ex alcolizzato alle prese con il mistero di un'esistenza ormai votata alla dissoluzione finale.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Questo romanzo non è così frivolo come appare, e non è nemmeno così immediato da amare, visto che i protagonisti sono degli antieroi.
Sotto uno spesso strato dorato che è la ricchezza, tinto anche di rosa, d'ingenuità e d'amore, si nasconde il nero, ossia il lato più torbido e oscuro dell'essere umano.

Dopo un incipit potente, che introduce e quasi "chiede" di non giudicare i personaggi che ci saranno presentati («Quando ti vien voglia di criticare qualcuno [..] ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu») scopriamo che la storia è raccontata e descritta dal punto di vista di Nick, un narratore che è lo specchio del lettore che si fa le stesse domande mentre assiste a questo spettacolo decadente.

Come accennato, tutti i personaggi a parte Nick sono degli antieroi, l'esaltazione della spavalderia, della superbia, della superficialità e dell'egoismo; a ognuno di loro non importa altro che di se stessi, solazzarsi senza prendersi alcuna responsabilità, bere fino all'estremo, fare le ore piccole in casa altrui, insomma, sembra una società non pensante, la cui esistenza vuota si riempie di sregolatezze ed eccessi.
C'è un solo personaggio a cui importa qualcosa di qualcuno: Gatsby. Lui permette di tutto nella sua enorme villa con giardino (e piscina) senza badare a spese, lui accoglie chiunque a disporre come e quanto vuole della sua proprietà, ma fa tutto solo per lei: Daisy.

Accecata dall'opinione del narratore Nick, all'inizio ho visto Daisy proprio come la vedevano lui e Gatsby: brillante, amabile, irresistibile, dolce... quasi angelica. In realtà è un mostro! Una viziata, una che non vuole prendere decisioni, una per cui "è tutto dovuto", una cinica, sia pure per i continui tradimenti del marito Tom, ma che in ogni caso dimostra di non essere capace d'amare, né sua figlia, né Tom, né Gatsby, e forse nemmeno se stessa.
Per l'intero romanzo ho detestato il fedifrago Tom la cui amante è persino da considerarsi ufficiale: non si fa problemi a nascondere Myrtle a sua moglie poiché si fa chiamare in pieno giorno, poi la presenta all'interdetto Nick come se fosse una cosa normalissima. Vedevo Daisy ingoiare parole e sentimenti nel suo calice di vino, ma solo ora mi rendo conto che stava silenziosamente covando la sua vendetta: quando Gatsby si ripresenta a lei è l'occasione giusta per "colpire" il marito. Alla fine, anche lei usa Gatsby: non era davvero interessata, ci civettava soltanto.
Ecco perché Tom e Daisy sono perfetti l'uno per l'altra: sono dei vendicativi. Sono l'eterna coppia infelice, sposati perché è la scelta più comoda; hanno un ambiguo rapporto che solo loro possono capire.

Alla luce di quanto detto finora, si può ancora dire che "Il Grande Gatsby" sia una storia d'amore? Ebbene, nonostante tutto, io credo di sì. L'amore è la forza che muove tutto in questo romanzo: condiziona l'intera esistenza di Gatsby, mostra come chi ne è privo sia attaccato alla materia, ed è il pretesto utile all'autore per trasmettere il suo importante messaggio, un messaggio che si rivela solo nelle ultime righe del libro e che ogni volta che leggo mi lascia un grande magone.





E mentre meditavo sull’antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in questa vasta oscurità dietro la città, dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte.
Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia e una bella mattina...
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.






Daisy rappresenta le opportunità e il sogno americano. Daisy è quella libertà irraggiungibile che non si può fare a meno di desiderare, e per quanto si possa provare, o arrivarci così vicino da poterla sfiorare, non si riuscirà mai a ottenerla davvero; è esattamente quanto accade nel romanzo. E' allora che scopriamo che "Il Grande Gatsby" è un'opera sui sogni infranti, sull'illusione e la disillusione, senza il bisogno di sostanze stupefacenti come il collega decadente Baudelaire adotta per "I fiori del male".

Gatsby è vittima della vita che si è lui stesso creato, ciò nonostante, ho provato compassione per lui: come tutti, non è un personaggio esente da difetti, ma questo suo sentimento per Daisy lo rende così romantico, ingenuo e infantile che, forse ancora una volta annebbiata dalla visione che Nick ha di lui, mi ha trasmesso amarezza, rimpianto e dolcezza. Un personaggio che con i suoi misteri, e i contrasti che mi ha suscitato, sarà difficile da dimenticare; forse è questo il vero significato dietro il titolo "Grande".

L'altro "grande" di questo libro è l'autore Francis Scott Fitzgerald che ci regala descrizioni così vivide da poter vedere ambientazione e personaggi nei minimi dettagli senza assolutamente cadere nel prolisso (tranne nel bizzarro elenco di tutti gli invitati a una festa da Gatsby; mai letta una cosa del genere! Ma in fondo l'ho trovata ironica).
Molto misterioso all'inizio, soprattutto per quanto riguarda la figura di Gatsby che aleggia come una presenza per poi apparire solo dopo un paio di capitoli, conserva abilmente il mistero sulla sua identità fino alla fine, e al tempo stesso il romanzo intreccia le vicende dei vari protagonisti, persino quella apparentemente (e relativamente) innocua come il ritrovamento del collare di un cane; più o meno da qui diventa avvincente, stimolante e teso. La cosa curiosa è che non si tratta mai di violenza, ma di un degrado generale che coinvolge ogni singolo personaggio nel suo vortice.

In conclusione, un classico indimenticabile che dev'essere letto almeno una volta nella vita.
Io, però, ho la sensazione che ne leggerò di più.





Il voto di Universi Incantati:






La sfida continua!
Quale sarà la lettura del mese di aprile?
Decidiamola insiseme con questo sondaggio!

Avete tempo fino al 5 aprile per votare e iscrivervi.
Per il regolamento e l'iscrizione vi rimando al post QUI.

Mercoledì 5 aprile ci sarà anche l'estrazione della vincitrice del primo giveaway!
(commentate prima che sia troppo tardi ;))


Spero che vi sia piaciuta questa recensione, e che vi sia piaciuta la nostra prima esperienza di lettura condivisa.
Personalmente, ho amato il libro e mi sono divertita a commentarlo con voi!
A presto, amiche blogger! ;)


Universi Incantati - Niente di Personale - The Reading Pal
clicca sui blog per leggere le altre recensioni al libro!

mercoledì 15 marzo 2017

GDL / Reading Challenge: "Una Blogger per Amica" | Marzo: "Il Grande Gatsby" - Discussione capitoli 1-3

Carissimi astronauti,
vi do il benvenuto alla prima tappa dell'iniziativa:


Condividi il banner dell'iniziativa:
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In breve, si tratta di una sfida di lettura ma anche di una lettura di gruppo! A ispirarci è stata Rory Gilmore di "Gilmore Girls" (o "Una mamma per amica" che dir si voglia), e tra gli oltre 300 libri della sua lista, io con Universi Incantati, Rosaria col blog Niente di Personale e Francesca con The Reading Pal stiamo leggendo insieme a voi il libro che proprio voi avete scelto nei giorni scorsi: "Il Grande Gatsby" di F. Scott Fitzegerald!

Vi ricordo che siete sempre in tempo a iscrivervi per partecipare: basta commentare il post introduttivo QUI... E sappiate che ci sono dei giveaway in palio (un ebook ogni mese e un maxi premio finale ;))



Nella tappa di oggi discuteremo insieme i primi tre capitoli del libro





Il libro comincia con un incipit potente, di quelli che non solo attirano immediatamente l'attenzione, ma capaci anche di dare un'impronta precisa al romanzo, sia per quanto riguarda lo stile (diretto e colloquiale - il protagonista racconta la sua storia al lettore), sia per definire l'argomento trattato.




Negli anni più vulnerabili della mia giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente.
«Quando ti vien voglia di criticare qualcuno» mi disse
«ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi
che hai avuto tu».





I protagonisti di questa storia sono infatti dei benestanti, facilmente criticabili per l'uso sfacciato delle ricchezze, perché chi le ha sembra usarle per comprare gente nonché la sua compagnia, mentre chi non è ricco abusa di questa generosità unicamente per divertirsi e approfittare della bolgia, addirittura senza freni. Per cui si tratta di personaggi criticabili soprattutto per i comportamenti sconsiderati, imprudenti e superficiali.
Dopotutto, però, siamo solo all'inizio; scommetto che c'è qualcosa di più profondo là sotto...

Chi mi induce a pensare questo sono i tre protagonisti principali: Gatsby, Daisy e Nick.
Nick è colui che racconta la storia. Ci rivela il suo nome solo dopo diverse pagine perché preferisce partire in quarta riassumendoci brevemente i suoi primi trent'anni: dopo aver combattuto al fronte, egli si è trasferito nel Nord America a Long Island, più precisamente a West Egg, con l'intenzione di studiare e approfondire il mondo della finanza e della borsa. Ancora non è ben definito l'anno dell'ambientazione, ma sappiamo che quell'estate, Nick ha incontrato sua cugina di secondo grado Daisy dopo molto tempo, e lei e suo marito Tom vivono nella vicinissima East Egg (a separare le due insenature c'è giusto l'acqua).
Daisy è descritta così bene che sembra di vederla, di udirla, e di percepire quella sua aurea amabile e frizzante. Tuttavia, poco dopo scopriamo che il suo è un matrimonio infelice: lei sa che Tom ha una relazione extraconiugale fissa, così, dopo il lato luminoso della giovane, conosciamo quello tenuto in ombra, e che emerge proprio quando parla della sua bimba; dovrebbe essere il momento di più grande gioia e dolcezza di una madre, invece lei si dimostra cinica, fredda e piccata. Tutte caratteristiche che però rendono chiara la ferita.
Gatsby è il primo nome che compare nel racconto, tuttavia aleggia come un'entità fino al terzo capitolo, quando finalmente si presenta per Nick l'occasione d'incontrare il suo famoso vicino. All'inizio, le informazioni si limitano ai suoi possedimenti, da un palazzo che domina la West Egg ai giardini turchesi, mentre tutti gli altri personaggi vociferano, spettegolano, ma nessuno sembra conoscerlo veramente; addirittura non sanno fisicamente riconoscerlo! Per questo, come Daisy, anche Gatsby mi ha trasmesso tristezza: la dice lunga la considerazione di Nick sul fatto che lui sia stato formalmente invitato mentre la maggior parte degli individui che si presenta alle feste di Gatsby si auto invita. E lui, dal suo canto, non è che caccia questi "imbucati", anzi, li sollazza con piacere offrendo gli ampi spazi del suo palazzo, drink a volontà e musica illustre (non una semplice orchestra) e che segue i gusti della moda (il jazz). Lascia persino che si trattengano a casa sua tutto il tempo che vogliono, e spesso si tratta di passare ben oltre la mezzanotte; anche dopo le due del mattino. A rimettere tutto in ordine ci pensano i domestici...

Con questa gente che beve fino alla sbronza, e fa festa dal primo al terzo capitolo circa, non ho potuto fare a meno di pensare: "ma questi non lavorano?"; qualche pagina dopo ci risponde lo stesso Nick dicendo che questo era il riassunto di qualche serata della sua estate, ma nel frattempo aveva anche lavorato! Penso sia la prima volta in assoluto che un protagonista risponde così direttamente a un mio pensiero :O
Ad ogni modo, il libro che sto leggendo è di un'edizione che si presentava allegata a una rivista (il settimanale "Noi"), scelto per una collana intitolata "I sette peccati capitali". Ebbene, sapete quale peccato rappresenta il libro "Il Grande Gatsby"? La superbia! Devo dire che l'associazione è evidente: a parte il modo in cui molti di loro si atteggiano, c'è l'amante di Tom che pretende delle spese da lui, e tra queste c'è un cane che non si sa poi quanto le interessi davvero (il suo sembra più un capriccio), poi alla festicciola da lei organizzata, lei e le sue amiche parlano di mariti e spasimanti confrontando le posizioni sociali ("quell'uomo è troppo al di sotto di te!") e altezzosa si prodiga in un elenco dei suoi importanti impegni del giorno dopo come un massaggio e delle spese assurde tra le quali spicca "una corona con il nastro di seta nero per la tomba di mia madre in modo che duri tutta l'estate" (dunque è pure tirchia!). Ma mi ha sorpreso soprattutto un certo passo nelle prime pagine: qui si parla di razza ariana!






«La civiltà sta andando a pezzi» esplose violentemente Tom. «Sono diventato terribilmente pessimista. Hai letto La nascita degli imperi di colore di quel Goddard
«Veramente no» risposi, piuttosto sorpreso dal suo tono.
«Be' e un bel libro, tutti dovrebbero leggerlo. Dice che se non stiamo attenti la razza bianca sarà... sarà totalmente sommersa. È tutta roba scientifica, documentata.»
«Tom sta diventando molto profondo» disse Daisy con aria malinconica e distratta. «Legge libri seri con dentro i paroloni. Cos'era quella parola che...»
«Be', questi libri sono tutti scientifici» insisté Tom dandole un'occhiata impaziente. «Questo è uno che ci ha studiato sopra. Dipende da noi, che siamo la razza dominante, stare attenti; altrimenti queste altre razze prenderanno il controllo di tutto.»
«Dobbiamo sterminarle» mormorò Daisy, ammiccando con violenza sotto i raggi del sole caldissimo.
«Si dovrebbe vivere in California...» incominciò la signorina Baker, ma Tom la interruppe agitandosi pesantemente sulla sedia.
«Il fatto è che siamo nordici. Lo siamo io e tu, e tu e...» Dopo un'esitazione infinitesimale incluse anche Daisy con un lieve cenno; lei mi strizzò di nuovo l'occhio. «... siamo stati noi
a produrre tutte le cose che costituiscono la civiltà... Oh, la scienza e l'arte e così via.
Capite?»
C'era qualcosa di patetico nel suo ardore, come se l'auto soddisfazione, più
accentuata che in passato, non gli bastasse più.



La superbia e la superficialità emergono in continuazione nei personaggi di questo libro, mentre Nick, Daisy e Gatsby sembrano le uniche persone "normali".
Come accennavo prima, ho trovato alquanto triste lo sfogo di Daisy quando parla della sua bimba, ma vorrei riportarvi anche questo concetto e aggiungere che un po' di snobismo appartiene anche a lei.





«Era nata da meno di un'ora e Tom era Dio sa dove. Mi svegliai dall'etere con una sensazione di abbandono e chiesi subito all'infermiera se era un maschio o una femmina. Mi disse che era una bimba, e così voltai la testa e mi misi a piangere. "bene" dissi, "sono contenta che sia una bambina. E spero che sarà stupida: è la miglior cosa che una donna possa essere in questo mondo, una bella piccola stupida." Capisci, credo che la vita sia una cosa terribile» continuò con convinzione. «Tutti lo pensano... i più
intelligenti. E io lo so. Sono stata dappertutto, ho visto tutto e ho fatto di tutto.» Si
guardò attorno con gli occhi fiammeggianti in un atteggiamento di sfida, piuttosto
simile a quello di Tom, e rise con scherno profondo.



Non volevo riportare tutti questi estratti ma non sono riuscita a trattenermi!
La scena secondo me più memorabile di questi tre capitoli è quella in cui Nick parla con Gatsby senza sapere che si tratti di lui: fa proprio la figura dell'imbranato, ed è davvero imbarazzante! Ma Gatsby non lo mortifica, anzi, lo fa sentire a suo agio, lo gratifica invitandolo per un altro appuntamento il giorno dopo, insomma, lo tratta con dolcezza.
Il terzo capitolo si conclude con qualche aneddoto di Jordan Baker e l'accenno di un qualcosa in corso tra lei e Nick... saranno sentimenti sinceri?
Ma soprattutto, le attenzioni di Gatsby per Nick lo sono altrettanto?

Per finire, una parola sulle descrizioni: mi hanno colpito per la cura con cui l'autore si è a loro dedicato, sia riguardo l'ambiente, sia riguardo la caratterizzazione dei personaggi.
Vi risparmio altre citazioni, và ;)


Gruppo di Lettura: "Il Grande Gatsby"

15 marzo: discussione capitoli 1-3 su Universi Incantati
22 marzo: discussione capitoli 3-6 su The Reading Pal
29 marzo: discussione capitoli 6-9 su Niente di Personale
30 marzo: recensione in tutti i blog (anche nei vostri, se volete! ;)) + sondaggio lettura del prossimo mese


Vi è piaciuto questo primo riassuntino? E' la prima volta che faccio una cosa del genere, quindi siate clementi! XD
E il libro vi sta piacendo?
E' la prima volta che lo leggete?
Che cosa vi ha colpito di più?
Avete avuto le mie stesse sensazioni o ne avete provate altre?
Avanti con i commenti! :D

Non mi resta che darvi appuntamento mercoledì prossimo (il 22 marzo) su The Reading Pal con Francesca che commenterà i capitoli dal 3 al 6.
Nel frattempo, buona lettura!



venerdì 10 marzo 2017

GDL / Reading Challenge: "Una Blogger per Amica" | Marzo: "Il Grande Gatsby" - tutti gli appuntamenti

Carissimi astronauti,
è giunto il momento di definire tutte le tappe del primo mese dell'iniziativa...


Condividi il banner dell'niziativa:
<a href="http://valentinabellettini.blogspot.it/2017/03/gruppo-di-lettura-challenge-una-blogger.html"><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjhXAu5c9MWsapsDR8wT48GAT_o-mvwKM4d9EaWuPh_d9mQV9_mSXGajUd31mcV0Ghf7WUWfHDxlykxT1cABD2raXeBH5Epbtft8_qixH8wT9Mhul4RsXqO9cURz6Fvg7Lbna-BAu1Q18sN/s320/Una+Blogger+per+Amica+1+Ediz.jpg"></a>

Tra gli oltre 300 libri della lista di Rory Gilmore, io, Rosaria e Francesca avevamo scelto tre titoli, e voi, col nostro sondaggione, avete stabilito a cosa dedicarci: ha vinto "Il Grande Gatsby" di F. Scott Fitzegerald con il 75% di voti!




Qui di seguito vi riporto il calendario con le tappe del Gruppo di Lettura: vi ricordo che commentando ogni tappa potete accedere al giveaway mensile di un libro in formato ebook, e se partecipate a tutta la Reading Challenge (in pratica, ogni mese) potrete vincere il maxi premio finale!


Gruppo di Lettura: "Il Grande Gatsby"

15 marzo: discussione capitoli 1-3 su Universi Incantati
22 marzo: discussione capitoli 3-6 su The Reading Pal
29 marzo: discussione capitoli 6-9 su Niente di Personale
30 marzo: recensione in tutti i blog (anche nei vostri, se volete! ;)) + estrazione giveaway



Abbiamo inoltre deciso, visto il poco preavviso che abbiamo dato nel diffondere questa iniziativa, che potete ancora iscrivervi per partecipare al GDL / Reading Challenge di questo mese. Basta commentare il post introduttivo QUI! ;)

Ci vediamo mercoledì qui sul mio blog per discutere insieme i primi tre capitoli di questo grande classico! O meglio, poi vediamo se siamo d'accordo sul definirlo "grande", eh! ;)
Buona lettura!

Edizione recuperata nella libreria dei miei genitori (libro abbinato a una rivista)




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