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mercoledì 30 ottobre 2019

Blogtour: "Bestie d'Italia vol. 2" di AA. VV. (NPS Edizioni) - Speciale 12° Tappa: Recensione



Carissimi astronauti,
come preannunciato lunedì, eccomi a ospitare un nuovo evento speciale: la tappa finale del Blogtour "Bestie d'Italia vol. 2" edita da NPS Edizioni, con tanto di recensione!

Comincio con l'annunciarvi che oggi esce quest'antologia di racconti folcloristici ambientati nel nostro Bel Paese, e ho scelto di ospitare la decima tappa del BlogTour che tratta il racconto di Daniela Tresconi, "Il Mistero di Atlanta".
Ma prima di approfondire l'argomento, eccovi una panoramica generale del libro.




Titolo: Bestie d’Italia – volume 2
Autori: AA. VV.
Editore: NPS Edizioni
Genere: antologia di racconti fantastici
Data di uscita: 1 Ottobre 2019 (ebook), 15 Ottobre 2019 (cartaceo).
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 194
ISBN: 978-88-31910-217
Prezzo: € 2,99 ebook / € 14,00 cartaceo
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Ogni terra ha i suoi segreti, ogni regione le sue leggende. Ogni fiume, monte o borgo ospita le sue creature, nate dalle “paure” della gente, alimentate dalla fantasia, dal bisogno di esorcizzare il male quotidiano, di dargli un volto: animalesco, bestiale. Non poi così diverso da quello degli umani.

Il progetto “Bestie d’Italia” parte dal recupero delle tradizioni folcloristiche italiane, per raccontarle a chi non le conosce, per guardare con occhi diversi il nostro territorio, ricco di storia, misteri e magia. 

La seconda tappa di questo viaggio nel folclore regionale ci porterà nel nord Italia, per scoprire i segreti delle Alpi e delle Dolomiti e le creature fantastiche che si annidano nelle anse del fiume Po e negli anfratti del Carso: basilischi, orchi, lupi e aquile, ninfe ammaliatrici e draghi.

Alzate lo sguardo, amici lettori, e fronteggiate la furia delle Bestie d’Italia!

Il volume 2 di “Bestie d’Italia” contiene dieci racconti di scrittori italiani, appassionati di fantastico e folclore, ambientati nelle regioni del Nord Italia: La notte del Re di Biss, di Giuseppe Gallato; L’Orcul di Len, di Giuseppe Chiodi; Il mostro del fiume, di Alessandro Ricci; La fiera bestia del milanese, di Alessio Del Debbio; I suoni della montagna, di Maria Pia Michelini; Le nebbie di Parma, di Alessandra Leonardi; Il caso del basilisco, di Debora Parisi; La ninfa e il cacciatore, di Micol Fusca; L’eredità di Dolasilla, di Luciana Volante; Il santo di nessuno, di Francesca Cappelli.


Speciale 12° Tappa:
Recensione

Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Ho provato interesse per questo progetto fin dal suo annuncio: quando sei appassionata di libri fantasy e di creature soprannaturali, e provi un forte interesse nei confronti di miti e leggende, non puoi lasciarti sfuggire un libro che raccoglie le origini, i detti e le credenze popolari del nostro Bel Paese.
In attesa di leggere il primo volume dell'antologia, ho approfittato del blog tour per candidarmi alla tappa che prevedeva la recensione del secondo; trattandosi di raccolte di racconti, i volumi non sono collegati tra loro e si possono leggere indipendentemente gli uni dagli altri, ma vi assicuro che dopo aver cominciato con uno, non potrete fare a meno di cimentarvi anche nei restanti!

Il filo conduttore di ogni volume è la localizzazione geografica: in questo secondo libro si tratta del Nord Italia e non manca, oltre alla leggenda, la storia di alcuni paesi. Ma ciò non significa che l'ambientazione sia sempre rivolta al passato, perché in un paio d'occasioni le storie sono immaginate in epoca moderna o nel futuro!
L'antologia conta ben dieci racconti di dieci autori italiani diversi, preceduti da un'introduzione esplicativa del progetto, scritta da Alessio Del Debbio, interessante e intrigante, che alimenta la curiosità e ne fa crescere il bisogno impellente d'essere soddisfatta.

Come per ogni raccolta, ora mi soffermerò su ogni racconto preso singolarmente prima di fare il bilancio dell'esperienza di lettura.

"La notte del Re di Biss" di Giuseppe Callato è il racconto con ambientazione futuristica, ma che ho trovato simile a un'avventura del videogioco "Monster Hunter": protagonista è un cacciatore armato di ogni strumento avanzato e tecnologico, la cui missione è quella di uccidere il Basilisco che invade la Valsesia. Lo assistiamo durante la caccia, mentre s'ingegna a stanare la bestia consultando vecchi documenti per approfondirne la natura e mentre prepara esce e trappole, in una lotta che non può contare sulla forza, visto la creatura in questione, ma sull'ingegno. E' un racconto ben riuscito perché sa catturare il lettore, astutamente lo inganna, e infine lo lascia sorpreso con uno scenario apocalittico che mi ha ricordato l'atmosfera del primo e tesissimo episodio di "The Walking Dead". Il protagonista non è altrettanto carismatico perché sembra piuttosto l'alter ego del lettore/videogiocatore, mentre mi è piaciuta molto la descrizione che appare sul finale.
Un racconto che si può etichettare nello scaffale del genere horror e che si conclude con il sapore aspro di una morale. Voto: 4 stelle.

"L'Orcul di Len" di Giuseppe Chiodi è l'unico racconto che mi ha dato delle difficoltà perché contiene delle espressioni dialettali (il paese è Sutrio) e non ci sono note per comprenderle; ci si arriva tramite intuizione oppure leggendo il racconto due volte, come ho fatto io. Ho sentito il bisogno di rileggerlo anche perché non avevo capito la storia già dall'incipit: la narrazione parte col protagonista nel bel mezzo dell'azione mentre costruisce un microcosmo e i suoi personaggi; si tratta, come capiremo, di un falegname. Il racconto è dunque un po' ostico all'inizio, complice l'entrata repentina di altri personaggi, ma leggendo, la matassa scioglie i suoi nodi fino a rivelare una trama geniale, intrigante e magica. Purtroppo, però, il racconto si conclude sul più bello, ossia quando ci siamo finalmente ambientati, strappandoci dalla magia bruscamente. Per questo racconto l'idea è ottima, l'atmosfera fantasy che strizza l'occhio alla quotidianità è riuscita, ma la trama troppo elaborata per condensarla in così poche pagine e le difficoltà linguistiche, mi concedono di valutarlo non più di 3 stelle.

"Il mostro del fiume" di Alessandro Ricci è il racconto che mi è piaciuto di meno. Ambientato a Sancto Zenono, piccolo villaggio sulle rive del Po, vede protagonisti un soldato e un bambino che vanno insieme alla ricerca di un mostro che vive nelle acque del fiume. Il bambino è un improbabile eroe per il modo in cui si comporta, per ciò che fa e per ciò che dice (ad esempio, ammette due volte con nonchalance di essersela fatta addosso per la paura), ma non ho trovato convincenti nemmeno i dialoghi tra lui e il soldato o addirittura quando parla il mostro.
E' un racconto che mi ha lasciato pochissimo, infatti è l'unico che mi devo sforzare di ricordare; la trama l'ho trovata debole. Ho sottolineato qualche frase memorabile ma a parte queste citazioni non ho motivo per salire oltre le 2 stelle, purtroppo.

"La fiera bestia del Milanese" di Alessio Del Debbio è uno dei racconti che spicca di più: si nota che le proprietà linguistiche di Del Debbio sono di livello professionale, così come l'abilità narrativa. Qualche pagina e si nota anche che il racconto è collegato, tratto o ispirato a una sua serie urban fantasy con protagonisti i lupi mutaforma: "Ulfhednar war". L'ho compreso pur non avendo ancora letto gli altri libri e devo dire che questo assaggio ha fatto crescere in me la curiosità di approfondire la trama, perché i personaggi son ben costruiti con il loro passato maledetto e i tormenti interiori. Pur essendo un racconto che ha origine in altri libri (o pone la sua base qui; non avendoli ancora letti non lo so dire) si regge perfettamente con le sue sole gambe e l'ho trovato completo: inizio in media res, svolgimento ed epilogo epicoHa ritmo, è intenso. Ha azione e ha sentimento. E' coinvolgente e lascia la soddisfazione nel palato, perciò il mio voto è di 5 stelle.

"I suoni della montagna" di Maria Pia Michelini è il racconto più tetro, cupo e violento, eppure anche magico. Ambientato nella vallata di Sardagna vede protagonisti un uomo represso, la moglie all'apparenza dittatrice, e un'acquila fuori dall'ordinario. Si presenta con un incipit forte, a cui segue la descrizione precisa del carattere del protagonista a partire dal suo passato in famiglia. Il racconto contiene diversi colpi di scena mentre la leggenda narrata è una delle più belle del libro, nonché una delle poche in cui la creatura fantastica non è vista come una bestia malvagia da affrontare, piuttosto, è una creatura pura. Classico esempio di quanto siano più bestie gli uomini degli animali, un esempio che in una simile raccolta non poteva mancare e che è reso benissimo dall'autrice in questo racconto breve ma intenso. 5 Stelle.

"Le nebbie di Parma" di Alessandra Leonardi è il racconto che vanta il numero più vasto di creature fantastiche. Ambientato a Parma, comincia nel presente poi torna al passato, alternando i due tempi fino all'epilogo. Al centro della trama troviamo dei personaggi di Chiesa, una peccatrice e un alchimista; non si dà molto peso alla descrizione di questi poiché l'attenzione si concentra sulla catena di eventi che hanno origine nel 1195, da fatti storici e da una reliquia. Scrivere di più vorrebbe dire svelare la trama, dunque mi limito a giudicare: la leggenda è interessante, ma la ragazza protagonista mi è parsa alquanto bizzarra e sento che manca qualcosa nel suo profilo... perciò non mi sento di andare oltre le 3 stelle.

"Il caso del Basilisco" di Debora Parisi è un racconto fantasy che vanta la presenza dei classici nani e draghi. Ma diversamente dai classici ha come protagoniste due eroine, cacciatrici, che sono anche una coppia. Beatrice è un personaggio molto ben delineato e carismatico, forse il meglio caratterizzato dell'antologia. Per questo racconto ho avuto la stessa sensazione di quello di Alessio Del Debbio, poiché trovo che qui ci sia tutto: amore, azione, fantasia, leggende; animali e il loro rispetto, personaggi che evolvono e già di per loro hanno personalità. Un buon racconto su tutti gli aspetti nonché uno dei miei preferiti. 5 stelle.

"La ninfa e il cacciatore" di Micol Fusca è un racconto fantastico che si tinge di giallo. A Montello, una collina del Trevigiano, c'è un alone di mistero sulla morte di due ragazzi, e colui che si occupa di tenere in ordine la tenuta della famiglia benestante, Lele, diventa suo malgrado lo Sherlock Holmes della situazione. Fortunatamente la scelta di questo personaggio non è data al caso ma è, al contrario, ben motivata nel finale chiarificatore. Il racconto è avvolto da un'atmosfera tesa e misteriosa, quasi da incubo, poi ogni mistero è risolto e... ed è un peccato! Perché la soluzione è semplificata (ma non banale) e davvero sembra finire troppo presto. Credo sarebbero state necessarie delle pagine in più, per questo il mio voto è tra 3/4 stelle.

"L'eredità di Dolasilla" di Luciana Volante è un altro racconto fantasy con tanto di creature classiche come basilischi (i più gettonati della raccolta, devo dire!) e folletti. E' ambientato a Braies e resta sul classico fantasy con l'eroe predestinato che non conosce il mondo magico, figuriamoci le creature che lo abitano, e si ritrova catapultato ad affrontare una guerra già in corso e più grande di lui. Protagonista è però una ragazza, la nipote che riceve in eredità dalla nonna l'incarico di proteggere la zona dalle creature straordinarie. L'atmosfera è bellissima, ben descritta sia per quanto riguarda la quotidianità (la casa ora vuota dei nonni) sia per il mondo magico (il sogno premonitore e la creatura che si palesa), purtroppo, però, questo racconto sembra l'introduzione a un romanzo dal respiro più ampio perché potrebbe benissimo continuare. Mi spiego meglio: l'episodio si conclude ma ci mostra che c'è dell'altro. Questo finale aperto potrebbe piacere o infastidire, ma ripensandoci, appoggio la scelta dell'autrice (a suo modo geniale) e valuto con 4 stelle.

"Il Santo di nessuno" di Francesca Cappelli è il racconto conclusivo della raccolta nonché l'altro mio preferito. Ambientato nella Valle Isarco, il racconto ha un ottimo incipit che si concentra sullo stato d'animo della protagonista: la sua caratterizzazione è ben fatta e si esprime con pensieri credibili. C'è pathos nella trama che si sta delineando man mano che si procede con la lettura, e al tempo stesso c'è un buon ritmo, scandito da un rapido alternarsi della narrazione che passa dal presente a un dialogo avvenuto nel passato; c'è mistero su chi siano i due interlocutori, e c'è mistero su cosa sia successo in passato e su cosa stia accadendo adesso.
Ho amato questo dialogo.





"Era questione di un istante. Ogni cosa riprendeva il suo corso. La montagna offriva il suo volto più dolce. Ai turisti non succede mai niente. E' sempre
alla gente del posto che capita, sai. E se ci pensi bene, è logico. Quei turisti saranno
preda di qualcos'altro, a casa loro. Ogni posto ha le sue ombre."




A un certo punto, questo dialogo così serio, che si potrebbe ricondurre alla nostra realtà, è riuscito perfino a farmi ridere, sempre grazie all'ottima caratterizzazione della protagonista. L'intero racconto è interessante e offre spunti di riflessione, mi ha trasmesso tensione e addirittura romanticismo, bellezza, amore per la natura, in un passo particolare che è quasi poesia. Il finale è sospeso ma solo in apparenza, poiché visto quanto descritto prima lo possiamo immaginare benissimo; una soluzione perfetta. 5 Stelle.

Al termine di ogni racconto c'è una bellissima illustrazione a cura di Marco Pennacchietti, e a concludere l'antologia ci sono le varie biografie degli autori protagonisti.

A questo punto non mi resta che terminare questa lunghissima recensione (son tre ore che scrivo!) dicendo che "Bestie d'Italia vol. 2" è esattamente come mi aspettavo, con il giusto mix di leggende nostrane coi riflessi dei tempi moderni, un tour attraverso la penisola ma anche un viaggio nelle profondi radici che caratterizzano il nostro popolo.
Dopotutto, il fantastico ha origini lontane. E l'Italia è Storia.


Il voto di Universi Incantati:




Cosa ne pensate di questo libro?
La mia recensione vi ha incuriosito?
Vi lascio al link d'acquisto di questo volume e anche del precedente, casomai foste degli appassionati di miti e leggende come me!


venerdì 26 aprile 2019

Recensione "Oracoli" di Alessandra Leonardi (NPS Edizioni)

Cari astronauti,
come vi accennavo la volta scorsa, ho alcune recensioni da recuperare, e fortunatamente mi sono organizzata prendendo appunti a fine lettura, commentando così le mie impressioni "a caldo"!
Il libro che recensisco oggi mi è piaciuto davvero tanto: è una raccolta di racconti ispirati alla figura mitologica dei veggenti... acutizzate i vostri sensi e preparatevi a entrare in questo magico mondo.




Titolo: Oracoli
Autrice: Alessandra Leonardi
Editore: NPS Edizioni
Copertina: Fabio Maffia
Genere: Storia / Avventura
Data di uscita: 24 Maggio 2018
Pagine: 100
Formato: ebook
ISBN: 978-88-31910-07-1
Prezzo: € 1,99 
Link per l'acquisto: amazon


Sinossi:
Quattro racconti, quattro epoche remote, quattro popoli che hanno segnato la storia del Mediterraneo, accomunati da un’ossessione: la divinazione, per aprire squarci sul futuro e scoprire il volere degli Dei. I Fenici in Sardegna, gli Etruschi in Toscana, Umbria e Lazio, gli Ellenici in Campania e nel Sud dell’Italia, infine i Romani: sussurri divini nell’acqua e nella pietra, voli di uccelli e viscere degli animali, sacrifici e visioni, oracoli vergati su fogli di papiro e libri con una risposta per ogni domanda.
Storia, mito e fantasia sono le basi da cui si dipanano le avventure narrate in “Porpora”, “Il dono dell’aruspice”, “Sibilla” e “I libri fatali”.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati


Ho letto questa raccolta di racconti in qualche oretta nell'arco della stessa giornata, ed è stato impossibile staccarmi perché, pur trattandosi di racconti diversi sono in qualche modo collegati tra loro. Ogni racconto ha come protagonista un veggente, cambia solo il modo in cui ognuno pratica il suo dono (che spesso arriva senza preavviso) e l'approccio che hanno nei confronti di questa dote: da chi si ribella, la maledice, oppure la rifiuta tentando di liberarsene, a chi l'accoglie con curiosità, vuole approfondirla, oppure l'abbraccia senza remore; in ogni caso, si assiste a un'evoluzione del protagonista.

Mi ha colpito come ogni racconto, attraverso i vari personaggi, proponga diverse situazioni sia per esplorare l'essere umano in tutte le sue sfacettature, sia per trattare in modo approfondito il tema della preveggenza, ponendo in particolare queste domande esistenziali: il destino si può cambiare? Lo crea l'individuo, o un'entità superiore (in questo caso, gli dèi)? Ma quella che per me è  la più interessante è la seguente: pur sapendo di andare incontro a un destino nefasto, lo accetteresti senza cercare di cambiarlo? Accetteresti di passare attraverso tutta la sofferenza che ti aspetta per qualche momento di pura gioia ineguagliabile? Da qui, anche l'accettazione delle sventure, la consapevolezza di dover fare delle rinunce... insomma, riflessioni sulla vita.

L'ambientazione è quella dal fascino antico: i racconti seguono la mitologia (ma in uno specifico caso riporta anche fatti storici) risalendo in un periodo che va dal VII secolo a. C. al 200 a. C., sempre nel Mediterraneo.




Roma non è solo un'entità geografica. Roma non è circoscritta da fium, monti o mari. Roma non è un fatto di razza, sangue o religione: Roma è un ideale. Roma è la più sublime personificazione della libertà e della legge mai realizzata da un essere umano.


Come sempre in questi casi, esaminerò ogni racconto nel dettaglio:

"Porpora" è l'unico racconto che non mi ha convinta, ed è quello che apre la raccolta. Il protagonista è un ragazzino che assieme alla sua famiglia (madre, padre e fratellino), approda in una nuova isola: si trasferiscono qui perché il padre è un mercante, ma subito la madre, veggente, è richiamata dalla loro divinità per adempiere a un compito orribile e disumano.
Il racconto non mi è piaciuto perché i pensieri della madre verso un simile compito li ho trovati trattati in modo frettoloso, dunque superficiale, e in generale l'intero racconto soffre di questo eccesso di velocità: accadono troppe cose in tempi così brevi che non si riesce a immagazzinare le informazioni, e i protagonisti non riescono a coinvolgere; il rapporto familiare mi è sembrato pieno di lacune. Il messaggio finale mi ha un po' angosciato.

- "Il dono dell'aruspice" narra invece di un giovane visionario, un apprendista che dopo aver cominciato a studiare questa pratica per "stimolare" il suo innato dono, desidera liberarsene. Il racconto è strutturato molto meglio del precedente, con eventi precisi, affascinanti e intriganti, che si svolgono in un periodo ristretto ma sufficiente a far maturare il protagonista. L'epilogo l'ho trovato poetico.

"Sibilla" è il mio racconto preferito della raccolta, ed è incentrato sul celebre mito della Sibilla Cumana. Stavolta c'è una ragazza come protagonista, che dopo un breve cenno al fatto che da bambina fosse stata notata dalla Sibilla, ora che ha quindici anni torna nel suo antro per interrogarla. Durante il suo breve viaggio si respira una bella atmosfera onirica e magica, e la saggia Sibilla dispensa consigli e non solo: con le sue spiegazioni integra persino i racconti precedenti!

- "I libri fatali" vede protagonista una giovane vestale che ha una gran curiosità e il desiderio di conoscenza, ma soprattutto, nonostante la pena di morte subita dalle sue compagne che hanno ceduto ai piaceri della carne, si lascia corteggiare da un decemvrio. E' l'unico racconto romantico e passionale, una storia d'amore che pur sviluppandosi in poche pagine, lascia alcune delle più profonde riflessioni sulla vita, con l'aggiunta di qualche brivido di suspance sia per il legame proibito, sia per la natura delle premonizioni.
Epilogo memorabile e da plausi, davvero toccante. E' un'inno alla vita che va vissuta nel bene e nel male, al di là di ogni "nonostante".

Interessanti le note storiche e i glossari alla fine di ogni racconto.

In conclusione, una bella raccolta che sa intrattenere alcune ore, offrendo anche qualche spunto di riflessione.
Imperdibile per gli amanti di miti e leggende.


Il voto di Universi Incantati:




Cosa ne pensate della mia recensione?
Conoscevate questo raccolta?
Fatemi sapere cosa ne pensate!




venerdì 22 giugno 2018

Blogtour "Oracoli" - 6° Tappa: intervista a Alessandra Leonardi (NPS Edizioni)



Carissimi astronauti,
sono lieta di ospitare un evento speciale: la sesta e penultima tappa del Blogtour di "Oracoli", un romanzo a sfondo mitologico che mi attira moltissimo!
Dopo la presentazione del libro troverete l'esclusiva intervista all'autrice!




Titolo: Oracoli
Autrice: Alessandra Leonardi
Editore: NPS Edizioni
Copertina: Fabio Maffia
Genere: Storia / Avventura
Data di uscita: 24 Maggio 2018
Pagine: 100
Formato: ebook
ISBN: 978-88-31910-07-1
Prezzo: € 1,99 
Link per l'acquisto: amazon

Gli Dei sembrano aiutarci, ci mandano segnali, ci parlano, esigono da noi preghiere e sacrifici, ma alla fine nulla cambia: siamo burattini nelle loro mani capricciose, sempre e comunque. 
A cosa serve allora conoscere quello che accadrà? 
A cosa serve dedicare loro le nostre devozioni?

Sinossi:
Quattro racconti, quattro epoche remote, quattro popoli che hanno segnato la storia del Mediterraneo, accomunati da un’ossessione: la divinazione, per aprire squarci sul futuro e scoprire il volere degli Dei. I Fenici in Sardegna, gli Etruschi in Toscana, Umbria e Lazio, gli Ellenici in Campania e nel Sud dell’Italia, infine i Romani: sussurri divini nell’acqua e nella pietra, voli di uccelli e viscere degli animali, sacrifici e visioni, oracoli vergati su fogli di papiro e libri con una risposta per ogni domanda.
Storia, mito e fantasia sono le basi da cui si dipanano le avventure narrate in “Porpora”, “Il dono dell’aruspice”, “Sibilla” e “I libri fatali”.


L'autrice:
Alessandra Leonardi nasce nel 1969 a Roma, dove risiede tuttora. Ha svariati interessi, tra cui il cinema e le serie tv, soprattutto di genere fantastico, i fumetti, i viaggi, l’archeologia, la storia antica e la mitologia. Dalla passione per il fantastico, i miti e la storia è nata l’antologia “Oracoli”.
Ha in precedenza pubblicato diversi racconti e poesie contenuti in varie antologie e sillogi.

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Speciale 6° Tappa: intervista all'autrice


1) Ciao Alessandra, presentati ai lettori di Universi incantati.
Innanzitutto grazie per lo spazio che mi avete concesso! Che dire di me? Sono nata e vivo a Roma; ho sempre amato scrivere e leggere sin da quando ero piccola, scrivevo storielle di vari generi, fan fiction (non sapevo che si chiamavano così all’epoca!) e più in là anche poesie, e ho sempre continuato finché quattro anni fa ho deciso di pubblicare ciò che scrivo, e ho partecipato a un concorso. Sono stata selezionata e ora eccomi qua! Ho molte passioni che spesso riverso nei miei scritti, come quelle per la mitologia greca e latina, per l’archeologia e per la storia; amo anche il cinema, le serie tv e i fumetti. Ho un mio blog, https://infinitiuniversifantastici.blogspot.it/ , e scrivo anche per un altro sito e per un magazine online. Una vera grafomane!

2) Come è nato “Oracoli”? Cosa volevi raccontare con questo libro?
“Oracoli” nasce da un tema che mi affascina molto, quello della divinazione nel mondo antico. Gli antichi popoli avevano una vera ossessione per i vaticini, la loro vita ne era condizionata, rivestiva grande importanza anche nella vita pubblica ma di questo aspetto se ne parla assai poco nei romanzi e film ambientati in queste epoche lontane. Il primo racconto che ho scritto è stato “Sibilla”, poi “Il dono dell’aruspice”; dopo  questi due ho pensato di creare un’antologia dedicata a questa tematica, e ho scritto gli altri  racconti, “Porpora” e “I Libri Fatali”.

3) Di cosa parla “Oracoli”? Come è strutturato?
“Oracoli” è un’antologia composta da quattro racconti che toccano quattro popoli in altrettante epoche molto antiche: i Fenici, gli Etruschi, i Greci e i Romani, e il tema conduttore è quello della divinazione. I protagonisti di questi racconti di genere fantastico-mitologico ma su base storica hanno tutti a che fare con riti, capacità, testi antichissimi e arcani, personaggi tra il mito e la leggenda e le loro avventure s’intersecano con questi elementi.

4) Ogni racconto ha un suo protagonista. Ce n’è uno a cui sei particolarmente legata? Qualche personaggio in cui ti ritrovi? E qualcuno che invece ha un modo di pensare e di porsi decisamente lontano dal tuo?Ogni personaggio creato da uno scrittore è un po’ come un figlio, come si fa a preferirne uno rispetto a un altro?  Sono affezionata al piccolo e coraggioso  Akebr (di “Porpora”) a cui ho fatto passare molte disavventure, a Marce (di “Il dono dell’aruspice”) che cerca di capire qualcosa sulle sue capacità e quindi su di sé, a Daphne (di “Sibilla”) che sa di avere un grande futuro per determinati motivi e invece…, alla vestale Claudia (di “I libri fatali”) a cui succede di tutto, peggio che ad Akebr. Forse quello in cui mi ritrovo di più è Marce, nella sua continua ricerca su sé stesso. Invece credo che non avrei fatto le scelte di Claudia, anche se chi può dirlo? Sono tempi e modi di vivere così lontani!

(foto: "Il tempio di Vesta", Alessandra Leonardi)

5) Qual è stato il tuo approccio al fantastico in questo libro?
Il “fantastico” appare tramite le capacità, i doni particolari che hanno i personaggi e con l’apparizione di divinità e altri esseri e oggetti a metà tra realtà e mito, come i libri Vegoici degli Etruschi o i Libri Sibillini dei Romani, oppure il Palladio. Del tutto immaginario poi il finale che ho creato per “Sibilla”, che esula dal mito e dalle leggende: diciamo che ho voluto dare un’interpretazione diversa e mia personale sul tema della Sibilla Cumana e la sua capacità divinatoria.

6) Quali sono i luoghi che scopriremo, in questo viaggio nella storia?Insieme ad Akebr nel primo racconto, “Porpora”, conosceremo nel suo viaggio prima Qart-Hadash, ovvero l’antichissima Cartagine, e poi l’isola di Shardan, cioè la Sardegna, con le consuetudini dei nativi molto particolari; “Il dono dell’aruspice” è ambientato a Velathri, l’odierna Volterra, e poi a Velzna, l’odierna Orvieto, dove si svolgeva la riunione dei Dodici capi della dodecapoli etrusca; Daphne, la protagonista di “Sibilla” è una giovane di Puteoli (Pozzuoli) che si reca a Cuma dalla Sibilla, passando per il misteriosissimo Lago Averno; infine l’ultimo racconto si svolge a Roma nel 212 a.C., durante la guerra punica,  e ci saranno il tempio di Giove Capitolino, dove erano conservati i Libri Sibillini, il tempio di Vesta ancora visibile ai Fori imperiali, e il Circo Massimo, anche questo ancora esistente.

(foto: "Casa delle Vestali", Alessandra Leonardi)

7) Che valore ha la storia per te?
La Storia è importante perché è nel passato che ci sono le nostre radici. Senza passato non può esserci futuro.

8) Prossimi impegni ed eventi per far conoscere il tuo libro?
Dopo il Volterra Comics and Games e un evento a Caprarola (VT) tenutosi a giugno, sto ancora in fase organizzativa per altre presentazioni! A fine settembre di certo sarò a Firenze Libro Aperto (28-30 settembre 2018, alla Fortezza da Basso), sempre allo stand NPS.

9) Ci ricordi la tua pagina autore Facebook?




Cosa ne pensate di questo libro?
L'intervista all'autrice vi ha fatto incuriosire ancor più (com'è successo a me ;))?
Fatemi sapere nei commenti, e non lasciatevi sfuggire questo ebook che a un prezzo davvero conveniente!



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