Visualizzazione post con etichetta Haruki Murakami. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Haruki Murakami. Mostra tutti i post

venerdì 10 novembre 2017

5 Cose Che... #83: 5 Autori di cui ho letto un solo libro ma di cui mi piacerebbe leggerne altri

Carissimi astronauti,
eccoci a un nuovo appuntamento con la rubrica ideata dal blog Twins Book Lovers.
L'iniziativa si svolge ogni venerdì, e ogni volta si tratta un argomento diverso; dai libri ai fumetti, dai telefilm ai film, talvolta anche canzoni e locations!
Vi ricordo che la partecipazione è libera e aperta a tutti; basta iscriversi QUI.





5 Autori di cui ho letto un solo libro 
ma di cui mi piacerebbe leggerne altri
"mumble mumble"... devo pensarci bene! XD


1. Anne McCaffrey


Dato che mi sono arrivati proprio oggi gli ultimi due libri che completano il ciclo dei Dragonieri di Pern (trilogia introvabilie e fuori catalogo, dunque rimediati usati), la aggiungo subito a questa lista! Ho infatti letto solo il primo volume "Il Volo del Drago" anni fa, e mi aveva colpito perché sì, ho questa smisurata passione per i draghi, poi perché l'ambientazione è su un altro pianeta e c'è qualche elemento sci-fi, pur essendo una società che ricorda quella medievale.
Mi aveva colpito molto anche per via del legame che si crea tra i dragonieri (uomini e donne che cavalcano draghi) e il drago che li sceglie, soprattutto perché il legame che si crea tra i draghi finisce col condizionare i legami tra gli esseri umani... persino l'accoppiamento! Inoltre il finale del primo mi aveva fatto salire una curiosità riguardo a quello che sarebbe potuto succedere nel seguito... finalmente potrò conoscerlo!


2. Italo Calvino


Sento una certa affinità con Calvino, pur avendo letto solamente il suo "Se una notte d'inverno un viaggiatore"; mi piacerebbe leggere la serie che inizia con "Il visconte dimezzato" e "I sentieri dei nidi di ragno". Sono convinta che potrebbe rientrare tra i miei autori preferiti perché "Se una notte d'inverno un viaggiatore" mi aveva conquistata per originalità e tecnica narrativa (la mia recensione all'opera QUI).


3. Haruki Murakami


In realtà di suo ho letto quasi tutta la trilogia (mi mancano poche pagine per concluderla) "1Q84", ma essendo tre parti di una stessa storia la considero un libro unico, e sono curiosissima di leggere qualche altra sua opera... ne ha scritte così tante! Tra quelle che m'intriga di più c'è "L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio", ma mi piacerebbe davvero leggerle tutte *__* La mia recensione alla prima parte di "1Q84" è QUI.


4. Amabile Giusti


Ho una profonda ammirazione per quest'autrice italiana che mi ha conquistata all'epoca di "Cuore Nero" regalandomi profonde e intense emozioni (la recensione QUI). Mi piacerebbe leggere la sua serie fantasy "Odyssea" *__* ma ci sono anche altri che mi attirano già solo dal titolo, pur essendo una che non legge i rosa, tipo "Tentare di non amarti" e "Trent'anni e... li dimostro".


5. Maria Teresa Casella


L'estate scorsa (2016) ho letto il suo thriller "Amore obliquo" e sono rimasta impressionata in tutti i sensi: sia per la gestione della trama e la svolta, sia per l'approfondimento psicologico dei personaggi, sia per le idee, per non parlare dello stile di scrittura che ti porta a divorare il romanzo in men che non si dica! L'ho scoperta di recente, eppure è un'autrice che ha all'attivo numerosi romanzi dai romance storici ai noir, alcuni editi da Mondadori, mentre recentemente è passata al self-publishing. In attesa di scoprire altre sue opere (tipo "Antropomorti" e "Leggenda di sangue e amore"), vi lascio alla mia recensione ad "Amore obliquo" QUI (se siete amanti del thriller, leggetelo!)




Cosa ne pensate dei 5 autori che ho scelto?
Li conoscete?
Ne abbiamo in comune?

Fatemi sapere nei commenti le vostre opinioni in proposito e le vostre 5 scelte; se poi siete tra i blog partecipanti all'iniziativa, passo volentieri a curiosare! ;)

Nel gruppo di discussione Facebook "Blogger: 5 Cose Che " abbiamo deciso gli argomenti da trattare a novembre. Ecco i prossimi appuntamenti!


17 Novembre: 5 Luoghi in cui adoro leggere
24 Novembre: 5 Libri in cui i personaggi hanno nomi strani o impronunciabli








venerdì 11 novembre 2016

5 Cose Che... #30: 5 Autori di cui comprerei i romanzi a occhi chiusi

Carissimi astronauti,
dopo i commenti acidelli di venerdì scorso (5 Libri che non consiglierei mai, QUI il post), prosegue l'iniziativa creata dal blog Twins Book Lovers, ma stavolta parleremo di amore e fiducia!
Prima di cominciare vi ricordo che per unirvi ai blogger partecipanti vi basta iscrivervi QUI
E ora... ecco i miei Fab 5!



5 Autori di cui comprerei i romanzi a occhi chiusi


1) Carlos Ruiz Zafón



Spesso citato in questa rubrica, Zafón è uno dei miei autori preferiti. ho avuto un colpo di fulmine con "L'ombra del vento" (recensito QUI), e dopo "Marina" (recensito QUI), "Il gioco dell'angelo" (recensito QUI) e "Il principe della nebbia" (QUI la recensione), ora non leggo nemmeno la trama dei suoi libri; basta che ci sia stampato sopra il suo nome e lo compro! Così è stato per "Il palazzo della mezzanotte" (QUI la recensione) e "Le luci di settembre" (quest'ultimo ancora leggere).
Ho poi scoperto qualche giorno fa nel blog di Francesca, The Reading Pal, che il 22 novembre uscirà "Il labirinto degli spiriti", un altro nuovo capitolo della serie del Cimitero dei Libri Dimenticati! *___* Ho letto la trama ma non sono arrivata nemmeno fino in fondo, perché la mia reazione è stata esattamente questa:


Oltretutto mi piace restare all'oscuro di tutto e avere la sorpresa durante la lettura! Il motivo di tanta fiducia è che ho una passione viscerale per tutte le sue storie: adoro i suoi personaggi maledetti e i tormenti che mi coinvolgono nelle loro vicende! Senza dimenticare il fascino del mistero. Ma al tempo stesso, durante la lettura mi sento cullata dalle parole dell'autore, dalle sue frasi... Zafón è la mia comfort zone, nonostante le sue atmosfere tenebrose mi facciano avere gl'incubi la notte!


2) Haruki Murakami


Già durante la lettura del Libro 1 di "1Q84" (recensito QUI) ho deciso che avrei letto tutto di questo autore. 
Come forse ormai sapete, sono ancora ferma a qualche pagina dalla fine del terzo libro (non voglio finirlo, ha ha ha!) ma per quanto riguarda le altre sue opere, beh, non so da che parte cominciare! Li leggerò a prescindere, senza nemmeno sapere di cosa parlano perché so che si tratterà di storie atipiche e originali; ho la garanzia che di trovare qualcosa di diverso e speciale! 
Una trama, però, l'ho letta, quella de "La strana biblioteca"; inutile dire che è già nella mia wishlist!
Ovviamente mi piace anche come scrive, non a caso ho sottolineato interi capitoli della trilogia di "1Q84". E' il genere di autore che preferisco perché scrive storie surreali che si possono comunque accostare alla realtà quotidiana e al pensiero comune.


3) Nicholas Sparks


Dopo i "bad boys" scelgo l'angelico e amoroso Nicholas Sparks, da me battezzato: "il re dei drama"!
Ad essere sincera sono anni che non leggo qualcosa di suo; ci vuole la predisposizione giusta per cominciare una lettura che si sa, causerà milioni di lacrime! E al momento non voglio disperarmi per una storia d'amore XD
Mi ha conquistata con "Le pagine della nostra vita", dopodiché ho letto "I passi dell'amore", "Un cuore in silenzio", "Come un uragano"... ma è passato così tanto tempo che ho scritto giusto un commento su "I passi dell'amore" QUI, per il resto, ricordo che non facevo altro che smettere di leggere un suo libro e subito dopo ne iniziavo un altro! Non avevo tempo da perdere per scrivere o recensire (non ero così dedita al blog, allora) e vivevo in un periodo di fame di storie, o forse, soprattutto, fame d'amore! In compenso, vado a occhi chiusi anche quando si tratta di un film tratto da un suo libro; non è la stessa cosa che leggere il libro, ma almeno so che cosa sta creando! E' un autore che continuo a seguire in un modo o nell'altro.


4) Silvana De Mari


In mezzo a tutti questi uomini mi è venuto automatico pensare a una grande donna: la "nostra" Silvana De Mari! L'ho scoperta con il tenero e saggio "L'ultimo elfo" (recensito QUI) dopodiché sono passata a "Il drago come realtà" un saggio davvero interessante sull'origine e il vero significato delle fiabe. Desidero leggere tutti i suoi libri, e neanche in questo caso m'importa conoscere la trama: so che con lei si arricchisce la mia conoscenza, e che al tempo stesso posso fare un magnifico volo di fantasia. Nelle sue storie ci sono formazione, cultura, e una serie di messaggi sociali. Ho fatto persino una corsa all'ultimo minuto al Conad per accaparrarmi, coi punti della spesa, i suoi due libri legati all'iniiziativa "Scrittori di Classe", sia l'anno scorso che quest'anno!
Ditemi voi se questa non è fanatismo fiducia.


5) Scott Westerfeld


Ho conosciuto questo autore tramite un racconto contenuto nell'antologia "Amori Infernali" (recensito QUI); la sua era la storia per me più intrigante e originale, se non addirittura l'unica per cui valesse la pena acquistare il libro! Infatti, il libro mi era stato prestato da un'amica, poi l'ho comprato perché nella mia libreria non poteva mancare questo incredibile racconto: un vero, piccolo capolavoro! Dopodiché, è cominciata su google la ricerca alle altre sue opere. Con il primo volume de "I diari della mezzanotte - L'ora segreta" (recensito QUI) ho avuto la conferma del suo talento, e mentre aspettavo di leggere i due libri successivi mi è capitato di trovare, alla Fiera del Libro a Torino, l'intera trilogia in un unico libro; mi sono dunque ritrovata con il primo volume in una doppia edizione! Sono ancora indecisa se liberarmene o conservarlo per collezionismo XD Ad ogni modo, devo ancora leggere il proseguimento della storia, ma ho già messo gli occhi sulla trilogia "Beauty", poi su quella di "Leviathan", e infine la duologia "Vampirus". Adoro i suoi young adult perché non cadono nella banalità pur incendrandosi sull'istinto (ormonale e non!) tipico di quell'età, il tutto con una dose massiccia di sfrenata fantasia.




Riepilogando: uno spagnolo, un giapponese, uno statunitense, un'italiana e un australiano; sembra l'inizo di una barzelletta! XD
Ma ora ditemi: avete letto uno o più libri di questi autori?
Nei loro confronti siete fiduciosi quanto me?
Intanto che mi rispondete passo a vedere le scelte degli altri blog partecipanti!

Prima di lasciarvi vi ricordo che nel gruppo Facebook "Blogger: 5 Cose Che " sono stati decisi gli argomenti di tutti i venerdì di novembre. Ecco gli ultimi due:

18 Novembre - 5 generi preferiti
25 Novembre - 5 libri che ho amato da piccola

Non vedo l'ora di partecipare anche a questi, comunque mi è salita una gran voglia di leggere tutti i libri che mi mancano degli autori che ho elencato... ce la farò a compirere l'impresa? *___*


mercoledì 30 settembre 2015

Leggi Universali: Estratto da "1Q84" Libro 2 di Haruki Murakami

Carissimi astronauti,
eccomi con un nuovo speciale dedicato all'opera che è ancora una mia fissazione: "1Q84" di Haruki Murakami!
Giusto ieri la mia recensione al Libro 1 è apparsa anche su TrueFantasy, e oggi mi dedico al Libro 2, che prima di recensirlo, lo propongo (come avevo fatto col primo) sotto la rubrica "Leggi Universali".

Rubrica dedicata agli estratti
Letture significative che vanno oltre la letteratura d'evasione

Anche in questo volume ho trovato dei concetti da sottolineare; verità ed emozioni.
Potete leggerli tranquillamente perché in questi estratti non c'è il rischio di spoiler (a me danno parecchio fastidio, quindi avviso sempre prima di postare qualcosa che potrebbe rovinarvi la sorpresa ;))

Il primo estratto che ho scelto riguarda un tema importantissimo: l'accettare se stessi.
Aomame con i suoi seni piccoli, lancia il messaggio verso quella società (la nostra, reale) che impone modelli precisi, che in televisione ci mostra le maggiorate sì, ma quelle "rifatte", come se mettersi delle protesi al seno fosse un requisito fondamentale per avere successo (non a caso, anche Aomame si chiede se con un seno più grande la sua vita sarebbe stata diversa).
Nell'ultima parte dello stesso estratto, poi, abbiamo la parte emozionale, dove Aomame pensa teneramente e intensamente a Tengo... quell'ultima frase poi, da brividi.

"1Q84" Libro 2
Luglio - Settembre




Non provava riluttanza all'idea di perdere la propria identità. Anzi, per
certi aspetti la cosa le piaceva. Non aveva rimpianti né per il proprio viso,
né per il proprio nome. Non le veniva in mente nulla del suo passato che
le sarebbe dispiaciuto veder svanire. Anzi, forse, poter ricominciare da
zero era proprio ciò che aveva atteso e sperato.
Era strano, ma se pensava a qualcosa di sé che non avrebbe voluto perdere, l'unica cosa che le veniva in mente erano i suoi seni così miseri. Da quando aveva vent'anni, Aomame si era sempre, costantemente sentita insoddisfatta per la forma e la dimensione di quei seni. Aveva pensato
spesso che se il suo petto fosse stato un poco più florido, chissà, magari anche la sua vita sarebbe stata più serena. Ma ora che le era stata offerta l'opportunità reale di modificarne la dimensione (era un'opzione che si accompagnava a una necessità), si accorgeva di non desiderare affatto quel cambiamento. Le andava bene tenerseli così com'erano.
Provò a toccarseli da sopra la canottiera. Erano quelli di sempre. Sembravano due mucchietti di pasta di pane non lievitata a dovete. E per di più avevano misure leggermente diverse l'uno dall'altro. Aomame scosse il capo. «Non importa, – pensò, – sono miei».
«Cosa resterà di mio a parte questi seni?»
«Naturalmente mi resterà il ricordo di Tengo. La sensazione della sua mano. Quel tremito violento al cuore. Il desiderio impaziente di essere stretta tra le sue braccia. Se anche diventassi un'altra persona, niente potrebbe strapparmi il sentimento che ho per lui. Questa è la grande differenza tra me e Ayumi. Al centro del mio essere non c'è il vuoto. E nemmeno uno spazio arido e desolato. Al centro del mio essere c'è amore. Io continuerò sempre ad amare quel bambino di dieci anni di nome Tengo.

Continuerò ad amare la sua forza, la sua intelligenza, la sua gentilezza.
Lui non è qui. Ma un corpo che non si può vedere non è soggetto a decadenza,
e le promesse che non sono state scambiate non possono essere
infrante».







Il secondo estratto riguarda un argomento complesso: religione e fede. 
In questo dialogo, l'uomo con cui parla Aomame (non svelerò di chi si tratta) non si limita a spiegare perché un individuo sceglie una religione piuttosto che un'altra, bensì, scava nel profondo dell'essere umano e, attraverso Aomame, arriva a una romantica (tuttavia concreta) conclusione.
Proprio non riesco a tradurlo in parole, ma è insito in questo estratto.
E' il bisogno essenziale dell'essere umano.



– Quello che faccio è molto concreto. Ho studiato all'università la struttura
dei muscoli e le loro funzioni, poi ho allargato le mie conoscenze. Ho
migliorato e affinato le mie tecniche, e sono arrivata a ideare un metodo
personale che si basa solo su pratiche chiare e razionali. Perché, in quest'ambito,
la verità è visibile e dimostrabile. Il tutto, però, comporta un certo dolore.
L'uomo aprì gli occhi e guardò Aomame con interesse.
– Lei crede che sia così.
– Che cosa? – disse Aomame.
– Che la verità sia qualcosa che si può vedere e provare.
Aomame strinse leggermente le labbra.
– Non sto dicendo che ogni verità lo sia. Però lo è nel mio campo e nel mio lavoro. E se fosse così in ogni ambito, credo che le cose diventerebbero molto più facili da capire.
– Non è vero, – disse l'uomo.
– E perché?
– La maggior parte delle persone non cerca verità che si possono dimostrare. La verità, in molti casi, come ha detto lei, comporta sofferenza. E quasi nessuno vuole soffrire. Quello di cui le persone hanno bisogno è una storia bella e piacevole, che renda la loro esistenza almeno un po' più
significativa. È proprio per questo che nascono le religioni.
L'uomo ruotò il collo alcune volte, quindi riprese:
– Se una convinzione A fa apparire più significativa l'esistenza di qualcuno, per quel qualcuno diventerà verità. Mentre se una convinzione B lo fa sentire più debole e piccolo, verrà etichettata come una falsità. È molto chiaro. Se qualcuno sosterrà che è la convinzione B a essere vera, probabilmente le persone lo odieranno, lo ignoreranno, e in alcuni casi lo attaccheranno.Che lui faccia discorsi logici e a loro supporto presenti delle prove, non conta nulla. Le persone proteggono il proprio equilibrio mentale rimuovendo tutte le immagini che le raffigurano come deboli e insignificanti.
– Ma il corpo, il corpo di tutti è, con delle differenze minime, debole e fragile. Penso si tratti di un'ovvietà, no? – disse Aomame.
– Certo, – disse l'uomo. – Tutti i corpi sono, salvo eccezioni minime, deboli e fragili. In più si deteriorano e scompaiono rapidamente. È indiscutibile. Ma allora, lo spirito?
– Per quanto mi è possibile, allo spirito cerco di non pensare.
– Perché?
– Perché non credo sia necessario pensarci.
– Perché non lo trova necessario? Coltivare il proprio spirito, indipendentemente dal fatto che una pratica del genere possa portare o meno dei benefici, non è una delle attività indispensabili per l'uomo?
– Io ho un amore, – disse Aomame con decisione.
«Povera me, che sto facendo? – pensò. – Mettermi a parlare d'amore [...]»
Come quando il vento disegna dei cerchi sulla superficie immobile dell'acqua, sul viso dell'uomo prese corpo qualcosa che assomigliava a un sorriso. Sembrava un sentimento spontaneo e, si sarebbe detto, di simpatia.
– Vuole dire che se si ha un amore, non si ha bisogno di altro?
– Esatto, – disse Aomame.
– L'amore di cui parla lei, ha per oggetto una persona in particolare?
– Sì, – rispose Aomame. – E rivolto a una persona concreta, a un uomo.
– Un amore assoluto e senza ombre, con un corpo debole e piccino, –
disse lui, con voce pacata. Poi, dopo una breve pausa, aggiunse: – Si direbbe
proprio che lei non abbia bisogno di una fede.
– Forse no.
– Perché il suo atteggiamento è già di per sé, come dire, una religione



Stavolta mi sono dilungata, ma era necessario; d'altronde non stiamo parlando di cose semplici ;) 
Mi sono risparmiata di riportarvi la storia che legge Tengo sul treno, un racconto che s'intitola "Il paese dei gatti". Mi è toccato rinunciarvi perché è lungo quattro pagine circa! Ma sarebbe da leggere e rileggere; una splendida metafora che mi ha ricordato il film d'animazione "La città incantata" di Hayao Miyazaki, quindi, sul serio, se non avete mai letto "1Q84" questa è una ragione in più per farlo.
Ad ogni modo...
Basandovi su quanto vi ho riportato oggi, cosa ne pensate di questi concetti?
Siete d'accordo con me sul fatto che siano "leggi universali"?

PS: giuro che non sono stata pagata da Murakami o da Einaudi o da chissà chi altro XD 
La mia è pura e sincera devozione verso questo libro *_____* (non si era capito, eh? ;))


mercoledì 23 settembre 2015

Recensione: "1Q84" di Haruki Murakami (Einaudi)

Carissimi astronauti,
finalmente trovo tempo e modo di pubblicare la recensione a uno dei romanzi che più mi ha sorpreso, coinvolto ed emozionato: "1Q84" di Haruki Murakami!
Devo ancora finire di leggere il terzo e ultimo libro, ma intanto ho già belle che pronte le recensioni ai primi due volumi.
Oggi mi dedicherò al primo.




Titolo: 1Q84 (Libro 1 Aprile - Giugno)
Autore: Haruki Murakami
Editore: Einaudi
Collana: Super ET (l'edizione che ho preso è il cofanetto dell'intera trilogia)
Pagine: 394
Data dell'edizione: 16 settembre 2014
ISBN-13: 978-8806222901
Link per l'acquisto: amazon


Trama:
Aomame è spietata e fragile. È un killer che, in minigonna e tacchi a spillo, con una tecnica micidiale e impalpabile, vendica tutte le donne che subiscono una violenza. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante e pericoloso come una profezia.
Entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Ma quando Aomame, sollevando gli occhi al cielo, vede sorgere una seconda luna, capisce che non potranno condividere neppure la stessa realtà.
Mai come in 1Q84 Murakami ha esplorato le nostre ossessioni per dare vita a un mondo così personale, onirico e malinconico.
Accolto in Giappone come il suo capolavoro, 1Q84 è un romanzo che contiene universi.


Le recensioni e gli articoli di Universi Incantati

Premessa: Ciò che avete letto qualche riga più sopra, ecco, io non lo sapevo.
Ho comprato questo libro a scatola chiusa, non sapendo minimamente di cosa parlasse perché, oltretutto, nell'edizione da me comprata, e che racchiude in un cofanetto l'intera trilogia, non è riportata nemmeno la trama.
L'ho acquistato perché ne avevo sentito parlar bene, sia dell'opera sia dell'autore (che ho imparato infatti a conoscere proprio con questo libro), in più l'ho trovata in sconto, quindi non potevo non sfruttare l'occasione!

Mi è piaciuto subito.
Mi ha colpito all'istante, sia per lo stile di scrittura (con quelle metafore ricercate) sia per come è impostata la narrazione, poiché sa svelare i misteri poco alla volta (e fino al Libro 1 ne svela ben pochi!) intrecciando inaspettatamente le situazioni dei due protagonisti in modo da colpire il lettore quando meno se l'aspetta, in un mix di mystery, thriller, fantasy, fantascienza (nella fattispecie "ucronia") e persino erotico, con dei temi adulti e profondi, ma ciò nonostante, scorrevole e piacevole da leggere.
Ma cosa dico piacevole... da proprio gusto!

Ogni capitolo del libro si alterna tra la vita di Aomame e quella di Tengo, narrate in terza persona. Preciso subito che si tratta di vite separate che, apparentemente, non hanno nulla in comune e nulla a che fare l'una con l'altra.
Siccome ho iniziato a leggere il libro senza conoscere la trama, nel primo capitolo mi ero fatta una certe idea della protagonista femminile Aomame: impeccabile, silenziosa e riservata, la sua unica preoccupazione è quella di arrivare in ritardo al lavoro. Essendo vestita in minigonna e tacchi a spillo darebbe da pensare che si tratti di un lavoro in ufficio, invece, nel terzo capitolo si scopre la sua vera natura: Aomame è una killer professionista! La sua piccola, insospettabile arma (aggettivi che rispecchiano anche lei stessa, devo dire) è una sorta di rompighiaccio che si usa per perforare un punto preciso dietro alla nuca, che corrisponde alla parte inferiore del cervello; colpendo questo punto, si bloccano tutte le funzioni vitali, e la vittima muore per un arresto cardiaco.
E' un modo silenzioso e sicuro per uccidere, probabilmente anche freddo per come è calcolato, tuttavia appare "sentito", perché Aomame recita una preghiera ogni volta che un uomo le muore tra le braccia. Questo accenno alla sua sensibilità l'ho trovato affascinante, e quando poco dopo ho scoperto che Aomame non lo fa per soldi, ma perché sotto quella facciata di uomo per bene, quel tipo torturava la moglie, ecco che, automaticamente, la killer si è rivelata un'eroina. Aomame agisce infatti per conto di una distinta signora che offre rifugio, sostegno e... diciamo "supporto", alle donne che hanno subito violenze.
Tengo è l'opposto di Aomame.
Ama la vita tranquilla: professore di matematica di giorno, e scrittore nel tempo libero e di notte. La sua vita, però, è destinata a non essere più così cheta dal momento in cui, sebbene riluttante, accetta la proposta del suo editor di riscrivere il manoscritto di un'autrice diciassettenne di nome Fukaeri per candidarlo, revisionato e corretto dal principio alla fine, al premio per giovani scrittori; Tengo, irrimediabilmente affascinato dall'opera della ragazza (pur con i suoi difetti di stile) riscrive d'accapo e migliora la sua "La crisalide d'aria". Si tratta, ovviamente, di una pratica illegale, e quando Tengo incontra Fukaeri di persona, capisce che la giovane non solo ha la difficoltà di esprimersi col linguaggio scritto, ma anche con quello parlato; Fukaeri, infatti, è dislessica.A quel punto Tengo comprende che non ci vorrà molto prima che qualcuno si accorga che Fukaeri non avrebbe mai potuto scrivere "La crisalide d'aria" con quello stile esperto e con tanta proprietà di linguaggio, soprattutto non sarebbe sfuggito nel caso in cui avesse vinto il concorso, attirando l'attenzione dei media. La cosa che fa più paura a Tengo, comunque, è che il romanzo di Fukaeri sembra avere un significato profondo e un messaggio nascosto da divulgare; Tengo è convinto che ci sia qualcosa di autobiografico nella storia della capra cieca e della bambina che fuggì da una comune, inoltre ci sono questi misteriosi "Little People", che stando a quanto affermato dalla ragazza, esisterebbero davvero.

Le vite di Aomame e Tengo sembrano indipendenti l'una dall'altra, intoccabili, specie quando s'ipotizza che Aomame sia stata catapultata (non si sa come né perché) in un 1984 alternativo, da lei identificato come 1Q84. Con l'avanzare della lettura, però, emerge che i due si sono conosciuti in un lontano passato, e lei addirittura sta aspettando proprio di rincontrarlo... Entrambi, infatti, sono single per scelta; da parte sua, Tengo non vuole impegnarsi con nessuna.
Al tempo stesso, però, entrambi lasciano sfogare i propri appetiti sessuali (molte le scene di sesso esplicite): Aomame con degli incontri occasionali (i suoi gusti in fatto di uomini sono alquanto bizzarri! Del resto, tutta la sua personalità è "particolare"); Tengo facendo da amante a una donna sposata.
Ma non è solo nel passato che le vite dei due si sono incontrate (a proposito, è avvincente scoprire i loro aneddoti dell'infanzia e dell'adolescenza, come ad esempio il motivo per cui Aomame ha iniziato a indossare le vesti di giustiziere); verso la fine del libro, il loro intreccio sembra sempre più vicino. Pagina dopo pagina, il lettore è in trepidante attesa di quell'incontro, ma nel contempo si affaccia un dubbio: se Aomame si trova nel 1Q84, Tengo dov'è? Ancora nel 1984? Pare che solo nel cielo di Aomame siano visibili le due lune, chiaro segno della realtà alterata in cui si trova.
Ripensando alla teoria di Einstein citata all'inizio ("Un oggetto non può che essere in un solo tempo e in un solo luogo") e ai vari, piccoli punti in comune dei due protagonisti, il lettore perde quel suo solito ruolo da spettatore ed entra in gioco perdendosi in ragionamenti e congetture... o almeno è quello che è successo a me ;)

Tanti, e di un certo peso, i temi trattati nel libro.
La violenza sulle donne è uno degli argomenti preponderanti (cit. "La società giapponese è ancora molto indulgente nei confronti dei maschi"): per via della burocrazia, le donne rischiano di dover aspettare troppo tempo (il che si traduce in subire nuove e continue violenze) prima di ottenere il divorzio (se lo ottengono); grazie ad Aomame e alla signora, nessuna donna correrà più rischi, nemmeno quella sui cui convergerebbero le nuove attenzioni dell'uomo violento. Il maschilismo della società lo si nota anche nella figura della poliziotta Ayumi: piuttosto che darle ruoli importanti, le è stato affidato il solo compito di fare le multe, pur essendo una professionista con le armi.
Un altro argomento centrale è la religione: tra la "Società dei Testimoni" e un'altra setta che non vi rivelerò, mai avrei pensato che questo libro trattasse, per l'appunto, di sette e di esoterismo! Se lo avessi saputo non mi sarei avvicinata alla lettura: sono sensibile all'argomento; mi trasmette inquietudine. Ma cosa mi sarei persa se mi fossi lasciata vincere da questo ostacolo...!

Il libro non è auto conclusivo, e piuttosto, restano aperte parecchie domande.
Fortunatamente ho acquistato il cofanetto, e comunque, nella prima edizione pubblicata sotto la collana "Supercoralli" è accorpato anche il secondo libro, quindi vi basterà continuare la lettura di qualche altra pagina per cominciare ad averne, se non altro, alcune delle risposte.
Se dovessi definire "1Q84" (Libro 1) con due soli aggettivi direi: unico e indimenticabile.


Il voto di Universi Incantati:





La recensione è apparsa anche nel blog TrueFantasy: clicca sul banner per andare a leggerla!


martedì 25 agosto 2015

Leggi Universali: Estratti da "1Q84" di Haruki Murakami

Carissimi astronauti,
come procedono le vostre vacanze?
Io ci sto provando ad andare al mare per quel poco di ferie che ho, ma anche oggi mi sono beccata un acquazzone! :O
Io, mio marito e la nostra beagle Leeloo eravamo arrivati in spiaggia da appena mezz'ora: ci giriamo e all'improvviso mi accorgo che verso nord c'è un cielo nero... neanche il tempo di mettere la crema che cambia l'aria, si alza un venticello, e siamo costretti a fuggire sotto la pioggia (quella bella fitta e consistente con i "goccioni")! XD
Nell'attesa che rischiari (non demordiamo! >_<) pubblico quello che avevo già in serbo per voi, ossia una nuova rubrica!

Rubrica dedicata agli estratti
Letture significative che vanno oltre la letteratura d'evasione

E' da un po' che mi sto lentamente gustando la lettura della trilogia "1Q84" di Haruki Murakami.
In attesa della recensione (di cui ho già abbozzato una prima stesura) mi sono segnata alcuni estratti che vorrei condividere con voi.
Il primo è un pezzo che mi ha particolarmente colpito ma che non è fondamentale per la storia (dunque non presenta spoiler ;)); mi è rimasto nel cuore per la delicatezza e la sensibilità con cui affronta il tema della natura (chi ha letto il mio "Eleinda" sa quanto questo tema mi sia caro).
Leggiamolo insieme.

"1Q84" Libro primo
di Haruki Murakami




– Sembra che la farfalla le sia molto affezionata.
La signora sorrise.
– Questa signorina mi considera una sua amica.
– Si può fare amicizia con una farfalla?
– Per fare amicizia con lei, per prima cosa bisogna diventare parte della natura. Nascondere le proprie caratteristiche umane, restare qui immobili e pensare intensamente di essere un albero, un'erba, un fiore. Ci vuole tempo, ma una volta guadagnata la loro fiducia, si fa amicizia con grande naturalezza.
– Dà loro anche un nome? – chiese Aomame, incuriosita. – Voglio dire, come si fa con i cani, o con i gatti.
La signora scosse leggermente il capo.
– No, non do nomi alle farfalle. Ma anche senza nomi, le distinguo l'una dall'altra dal disegno e dalla forma. Inoltre, quando si dà loro un nome, chissà perché muoiono subito. Queste creature non hanno nome e vivono per un tempo molto breve. Ogni giorno vengo qui, le incontro, le saluto e faccio con loro vari discorsi. Ma, quando il tempo è giunto, le farfalle scompaiono da qualche parte, in silenzio. Penso siano morte, ma sebbene cerchi, non ne trovo mai i resti. Svaniscono senza lasciare traccia, come se si fossero dissolte nell'aria. Le farfalle hanno una grazia incantevole, ma sono anche le creature più effimere che esistano. Nate chissà dove, cercano dolcemente solo
poche cose limitate, e poi scompaiono silenziosamente da qualche parte.
Forse in un mondo diverso da questo.







Il secondo estratto è di ben altro genere: pratico e tangibile.
Ho pensato di segnarmelo perché, guarda caso, sono concetti che ho maturato (e applicato) proprio in questi ultimi mesi come terapia per l'endometriosi.
Questo passo riguarda l'alimentazione.
Secondo me va davvero preso alla lettera, anche perché da quando mangio meglio la mia salute è migliorata.


Aomame dedicava grande attenzione ai pasti. Oltre ai piatti vegetariani che preparava ogni giorno, mangiava anche pesce, soprattutto bianco, e frutti di mare. Come carne, ogni tanto mangiava al massimo un po' di pollo. Sceglieva solo ingredienti freschi, e usava una quantità minima di condimenti. Escludeva gli alimenti che contenessero grassi, e limitava i carboidrati. Condiva l'insalata senza salsine varie, usando solo olio d'oliva, sale e limone. Non solo mangiava verdure in gran quantità, ma avendone studiato a fondo le sostanze nutritive, cercava di mangiarle combinandone vari tipi nel modo più equilibrato. Creava menu originali che, su richiesta, proponeva anche ai clienti del circolo sportivo. «Dimenticate il calcolo delle calorie, – diceva spesso. – Se si riesce a sviluppare la sensibilità per gli alimenti giusti e li si mangia in quantità ragionevole, non c'è bisogno di star dietro ai numeri». 

Ma non si atteneva in modo troppo rigido a menu ascetici e, quando ne aveva il desiderio, le capitava anche di correre in un ristorante a mangiare una spessa bistecca o delle costolette di agnello. Pensava che quando si viene colti dal desiderio irrefrenabile di mangiare un cibo particolare, è perché il corpo, in quel momento, ha bisogno di quell'alimento e manda un segnale. E a quel richiamo della natura bisognava rispondere. 
Amava bere vino e sakè, ma per proteggere il fegato e controllare gli zuccheri ne evitava un consumo eccessivo, e aveva stabilito di astenersi completamente dall'alcol per tre giorni alla settimana. Per Aomame il corpo era un santuario che voleva mantenere sempre pulito. 



Cosa ne pensate di questi concetti?
Questi estratti non rivelano nulla della storia ma dicono molto dei personaggi, soprattutto quest'ultimo dedicato alla protagonista Aomame, una tipa tutta particolare... tratterò l'argomento in sede di recensione ;)
Intanto, la domanda clou della rubrica: siete d'accordo con me su queste "leggi universali"? ;)

20 migliori siti